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	<title>Strillo | Notizie Sicilia | Informazione sulla Sicilia | News, cronaca siciliana - Live Sicilia</title>
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	<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 15:39:24 +0000</pubDate>
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			<title>&#8220;Il governo pronto  entro la ripresa dell&#8217;Ars&#8221;</title>
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			<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 15:35:34 +0000</pubDate>
			<dc:creator>redazione</dc:creator>
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								<description><![CDATA[&#8220;Entro la ripresa dell&#8217;Ars dovrebbe essere pronto il nuovo governo&#8221;. Lo ha annunciato il governatore Raffaele Lombardo, intervenuto oggi a Filaga, frazione di Prizzi (Pa), dove è in corso la nona edizione degli stage di formazione promossi dalla Libera università della politica. La riapertura dell&#8217;Ars è prevista il 14 settembre.
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									<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Entro la ripresa dell&#8217;Ars dovrebbe essere pronto il nuovo governo&#8221;. Lo ha annunciato il governatore Raffaele Lombardo, intervenuto oggi a Filaga, frazione di Prizzi (Pa), dove è in corso la nona edizione degli stage di formazione promossi dalla Libera università della politica. La riapertura dell&#8217;Ars è prevista il 14 settembre.</p>
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			<title>Gianfranco è scatenato  Tutti ai ferri corti</title>
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			<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 14:25:08 +0000</pubDate>
			<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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								<description><![CDATA[Tensione tra compagni di squadra e di maggioranza. Prima Miccichè invita Lombardo a non ascoltare le sirene del Pd. Poi, il medesimo brutalizza l&#8217;assessore Centorrino che, in teoria, farebbe parte della stessa parrocchia.
&#8220;Le battute da avanspettacolo, peraltro mal riuscite, non contribuiscono a risolvere i problemi del sistema scolastico italiano e siciliano in particolare. Creano solo [...]]]></description>
									<content:encoded><![CDATA[<p>Tensione tra compagni di squadra e di maggioranza. Prima Miccichè invita Lombardo a non ascoltare le sirene del Pd. Poi, il medesimo brutalizza l&#8217;assessore Centorrino che, in teoria, farebbe parte della stessa parrocchia.<br />
&#8220;Le battute da avanspettacolo, peraltro mal riuscite, non contribuiscono a risolvere i problemi del sistema scolastico italiano e siciliano in particolare. Creano solo confusione e imbarazzi&#8221;. Lo afferma &#8211; come riporta l&#8217;Ansa - il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Micciché in replica alle dichiarazioni dell&#8217;assessore all&#8217;Istruzione della Regione siciliana Mario Centorrino. &#8220;Dal professor Centorrino &#8211; sottolinea Micciché &#8211; ci saremmo aspettati non solo un&#8217;analisi meno superficiale e più attenta dei dati esposti ieri &#8220;. L&#8217;assessore Centorrino aveva attaccato la politica del ministro Gelmini: &#8220;Respingerebbe i siciliani come immigrati&#8221;.<br />
 Apparentemente uno schiaffone isolato. In realtà un segnale di nervosismo. L&#8217;ennesimo.</p>
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			<title>Romano rifiuta l&#8217;offerta Pd:  &#8220;Al voto dopo l&#8217;emergenza&#8221;</title>
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			<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 10:09:39 +0000</pubDate>
			<dc:creator>Maria Di Peri</dc:creator>
					<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe lupo]]></category>
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		<category><![CDATA[saverio romano]]></category>
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Saverio Romano torna a sbattere la porta in faccia al Partito democratico. O, più precisamente, alla proposta del segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, di creare l&#8217;asse politica Mpa-Pd-Udc, che abbia come punto d&#8217;incontro l&#8217;opposizione a Berlusconi. Niente da fare, Romano non ci sta, l&#8217;unica proposta a cui si aggrappa è quella del governo di [...]]]></description>
									<content:encoded><![CDATA[<div id="onlyMessage">
<p>Saverio Romano torna a sbattere la porta in faccia al Partito democratico. O, più precisamente, alla proposta del segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, di creare l&#8217;asse politica Mpa-Pd-Udc, che abbia come punto d&#8217;incontro l&#8217;opposizione a Berlusconi. Niente da fare, Romano non ci sta, l&#8217;unica proposta a cui si aggrappa è quella del governo di emergenza in vista del ritorno alle urne. Ma intanto non nasconde il desiderio di tenere fede alla vittoria elettorale “perché – dice – in una democrazia compiuta chi vince le elezioni governa”.</p>
<p><strong>Onorevole Romano, cosa ne pensa dell&#8217;ennesima apertura di Giuseppe Lupo all&#8217;Udc e della proposta di un&#8217;asse Pd-Mpa-Udc?<br />
</strong>“Penso che questa sia una proposta che dovrebbe arrivare da Lombardo, non da Lupo”.</p>
<p><strong>E qualora arrivasse da Lombardo?<br />
</strong>“Allora, qua il punto è un altro. Io con Lupo e col Pd ho dialogato, ma dall&#8217;opposizione, dove loro si trovano ufficialmente – o almeno dove si trova una parte del Pd – per andare contro le decisioni del governo in Aula. Noi restiamo dell&#8217;avviso che si debba lavorare a un governo di emergenza per aiutare la Sicilia a uscire dalla crisi. Poi si tornerà alle elezioni”.</p>
<p><strong>Lei si dice contrario al ritorno al governo con Lombardo, ma proprio ieri ha appoggiato su facebook la proposta di Micciché di riformare il governo con le forza che hanno vinto le elezioni. Delle due, l&#8217;una.<br />
</strong>“Questo perché distinguo desiderio e realtà”.</p>
<p><strong>Cioè?</strong><br />
“Cioè, in una democrazia compiuta, chi vince governa. Su questo non ci sono dubbi. Siccome oggi in Sicilia così non è, allora nonostante il mio desiderio sia quello di tenere fede alla vittoria elettorale, mi tocca fare i conti con la realtà”.</p>
<p><strong>E cosa vede Saverio Romano, guardando alla realtà?<br />
</strong>“Vedo che l&#8217;unica via possibile, ripeto, è quella del governo delle emergenze e poi il ritorno alle urne. Che Lombardo possa rimettere le lancette indietro mi pare un&#8217;ipotesi non dico impossibile, ma estremamente difficile”.</p>
<p><strong>E a Palermo invece? Si parla tanto di ipotesi di candidature a sindaco nel centrosinistra. Nel centrodestra invece cosa si dice?<br />
</strong>“Soltanto che le elezioni amministrative a Palermo, in questo momento, non sono all&#8217;ordine del giorno nella nostra agenda politica. A tempo debito, ci porremo la questione”.</p>
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			<title>Lombardo e la fine dell&#8217;estate</title>
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			<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 22:56:44 +0000</pubDate>
			<dc:creator>Politicus</dc:creator>
					<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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								<description><![CDATA[Caro Presidente, Raffaele Lombardo
In vacanza ad Acicastello, guardando gli scogli neri del lungomare sopravvissuto, abbiamo pensato a lei. Già una volta l&#8217;accennata similitudine tra l&#8217;aspra e meravigliosa natura catanese e la sua figura valsero critiche a Livesicilia. Tuttavia, l&#8217;accostamento ci appare calzante. E le spieghiamo perché.
Su un tratto del lungomare di Acicastello, c&#8217;era una rigogliosa siepe di gelsomino, una [...]]]></description>
									<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Caro Presidente, Raffaele Lombardo</strong></p>
<p>In vacanza ad Acicastello, guardando gli scogli neri del lungomare sopravvissuto, abbiamo pensato a lei. Già una volta l&#8217;accennata similitudine tra l&#8217;aspra e meravigliosa natura catanese e la sua figura valsero critiche a Livesicilia. Tuttavia, l&#8217;accostamento ci appare calzante. E le spieghiamo perché.</p>
<p><strong>Su un tratto del lungomare di Acicastello,</strong> c&#8217;era una rigogliosa siepe di gelsomino, una di quelle visioni che affascinano i bambini e non si dimenticano  più. Lei quei posti incantati dovrebbe conoscerli per nascita. Poi, può capitare di ritornare da grandi nei giardini fatati dell&#8217;infanzia e di rimanere delusi, scoprendoli cambiati. Trent&#8217;anni dopo l&#8217;abbiamo cercata la siepe di gelsomino, il candore in contrappunto con le rocce nerastre. E non c&#8217;era. Abbiamo chiesto notizie in giro. Qualcuno ha alzato le spalle per indifferenza. Altri non rammentavano la bellezza dei fiori immersi nell&#8217;odore del mare. Uno, invece, ha chiarito l&#8217;enigma: “La siepe non c&#8217;è più. È appassita”. E ha fatto una faccia come per dire: e non lo sai che tutto finisce, non l&#8217;hai imparato alla tua età?</p>
<p><strong>Ora, lei che è uomo indubbiamente pratico</strong> si domanderà: che ci azzecco io col gelsomino, con la memoria, col lungomare, con Acicastello. C&#8217;entra, c&#8217;entra.<br />
Lei, Presidente, ha cominciato la sua epopea e la sua epica, narrando la possibilità di una svolta, disegnando una Sicilia diversa dai suoi vizi e finalmente sovrapponibile alle sue virtù. Questa speranza, sui balconi e nel cuore di molti siciliani, si è inerpicata come una siepe di gelsomino rampicante tenace. Un profumo nuovo, finalmente. Perfino la sua asprezza etnea non guastava. Era una lama da giustiziere puntata contro vecchie schermature e armature di antichissimo e collaudato conio.<br />
Ma gli indicatori non sono buoni adesso, Presidente. La spinta si è esaurita soprattutto nelle parole che appaiono stanche, nella sua bocca, benché conservino lo stesso suono.  La strada ha smarrito se stessa, se pure ci fu mai strada. Il gelo tra lei e Miccichè nulla di buono promette alle sue promesse. La disperata solitudine dei suoi ultimi giri di valzer è evidente. Se non è il capolinea di un sogno, poco ci manca.</p>
<p><strong> Le recentissime nomine della soprintendenze</strong> sono state quasi trasversalmente catalogate come un espediente, un mezzuccio del vecchio afflato spartitorio che lei sostiene di combattere. Un brutto e consunto spettacolino. Sarebbe questa la Sicilia migliore?</p>
<p><strong>Ecco perché le abbiamo rivolto</strong> un pensiero tra gli scogli di Acicastello, Presidente e torniamo a ripeterlo ora, dopo le celebri nomine di cui sopra. Un pensiero a lei e alle visioni gloriose del futuro. Senza malanimo e con una punta di malinconica condivisione umana.<br />
Sapesse che pena tornare nei luoghi delle speranze e scoprire che il gelsomino non c&#8217;è più. Alla fine ti prende il clamoroso dubbio: forse non c&#8217;è mai stato.</p>
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			<title>&#8220;Si servì dell&#8217;aiuto del clan&#8221;  Fermato l&#8217;ex assessore Amendolia</title>
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			<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 14:57:04 +0000</pubDate>
			<dc:creator>Redazione</dc:creator>
					<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[amendolia]]></category>
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		<category><![CDATA[ex deputato]]></category>
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								<description><![CDATA[Si sarebbe servito dell&#8217;aiuto di tre presunti appartenenti al clan Santapaola per &#8216;convincere&#8217; un imprenditore a pagargli un credito che non gli riconosceva di circa 150mila euro. E&#8217; l&#8217;accusa contestata all&#8217;ex deputato della Regione Siciliana ed ex assessore alla Provincia di Catania, Nino Amendolia, che è stato fermato dalla polizia per tentativo di estorsione aggravata [...]]]></description>
									<content:encoded><![CDATA[<p>Si sarebbe servito dell&#8217;aiuto di tre presunti appartenenti al clan Santapaola per &#8216;convincere&#8217; un imprenditore a pagargli un credito che non gli riconosceva di circa 150mila euro. E&#8217; l&#8217;accusa contestata all&#8217;ex deputato della Regione Siciliana ed ex assessore alla Provincia di Catania, Nino Amendolia, che è stato fermato dalla polizia per tentativo di estorsione aggravata e sequestro di persona. La vicenda non è legata al ruolo politico di Amendolia, eletto nel 2001 all&#8217;Assemblea regionale siciliana (Ars) con la lista Liberal socialisti e poi transitato al Mpa. Con l&#8217;ex deputato dell&#8217;Ars sono state fermati dalla squadra mobile della Questura di Catania due dei tre presunti esecutori materiali del tentativo di estorsione, Luigi Grasso e Francesco Leonardi. Con la stessa accusa è stato invece arrestato, perché sorvegliato speciale, Alfio Bonnici, di 37 anni. I provvedimenti sono stati emessi dal sostituto procuratore Agata Santonocito, della Direzione distrettuale antimafia di Catania. Le posizioni dei quattro indagati saranno vagliate dal Gip di Catania, che ha già interrogato Amendolia che ha fornito la sua ricostruzione della vicenda, dichiarandosi estraneo alle accuse che gli sono state mosse.</p>
<p><strong>Secondo l&#8217;accusa, che non ipotizza il reato di associazione mafiosa</strong>, Amendolia sosteneva di vantare un credito di circa 150mila euro dall&#8217;imprenditore al quale aveva venduto una società che controllava un albergo. Ma l&#8217;uomo ha negato di essergli debitore dalla cifra, che non emergeva dagli atti della transazione. A quel punto, sostiene la Procura, l&#8217;ex assessore avrebbe fatto intervenire tre persone ritenute vicine a ambienti criminali della cosca Santapaola per convincere l&#8217;imprenditore a pagare. I tre, fungendo da &#8216;giudici conciliatori&#8217;, avrebbe addirittura &#8216;limato&#8217; il presunto credito abbattendolo del 50%. Ma anche questa proposta sarebbe stata rifiutata dall&#8217;imprenditore. La squadra mobile di Catania, seguendo altre indagini, ha scoperto il tentativo di estorsione e che i tre avevano intenzione di attuare una &#8216;rappresaglia&#8217; nei confronti dell&#8217;imprenditore e così la polizia, su disposizione del sostituto Agata Santonocito, è entrata in azione eseguendo i fermi. La vittima, fino ad allora, era all&#8217;oscuro dell&#8217;operazione delle forze dell&#8217;ordine, ma una volta informato ha confermato le minacce.</p>
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			<title>Vigilanza per il figlio di Ciancimino  Ha soltanto cinque anni</title>
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			<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 14:31:00 +0000</pubDate>
			<dc:creator>Redazione</dc:creator>
					<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[ciancimino massimo]]></category>
		<category><![CDATA[figlio]]></category>

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								<description><![CDATA[E&#8217; sottoposto a un servizio di vigilanza Vito Andrea Ciancimino, il figlio di 5 anni di Massimo Ciancimino. La tutela è stata disposta dalle questure di Palermo e Bologna dopo la lettera intimidatoria indirizzata al bambino e recapitata nella casa palermitana della famiglia che vive tra il capoluogo siciliano e quello dell&#8217;Emilia-Romagna. Massimo Ciancimino, figlio [...]]]></description>
									<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; sottoposto a un servizio di vigilanza Vito Andrea Ciancimino, il figlio di 5 anni di Massimo Ciancimino. La tutela è stata disposta dalle questure di Palermo e Bologna dopo la lettera intimidatoria indirizzata al bambino e recapitata nella casa palermitana della famiglia che vive tra il capoluogo siciliano e quello dell&#8217;Emilia-Romagna. Massimo Ciancimino, figlio dell&#8217;ex sindaco mafioso di Palermo Vito, viene sentito dai magistrati sui retroscena della trattativa tra lo Stato e Cosa nostra. Nei mesi scorsi è stato vittima di diverse intimidazioni. &#8220;Ringrazio le questure di Palermo e Bologna &#8211; dice Ciancimino &#8211; per la sensibilità che hanno dimostrato&#8221;. Il figlio dell&#8217;ex sindaco, che dopo l&#8217;ultima intimidazione aveva deciso di non collaborare più con i magistrati, ha ripreso, invece, gli interrogatori con i pm. La prossima settimana sarà nuovamente in procura a Palermo per essere sentito.</p>
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			<title>&#8220;Qui è morta la speranza&#8221;  Così anche Palermo morì</title>
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			<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 14:13:11 +0000</pubDate>
			<dc:creator>Roberto Puglisi</dc:creator>
					<category><![CDATA[Archivio]]></category>
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		<category><![CDATA[palermo]]></category>
		<category><![CDATA[setti carraro]]></category>

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								<description><![CDATA[Mentre le fauci del potere si contendono a ditate e a morsi i brandelli di memoria e divisa di un uomo onesto, noi abbiamo solo una preghiera da rivolgere a colui che scrisse il buio sul muro. Ora, costituisciti.
Il giorno dopo il massacro di Dalla Chiesa e sua moglie in via Isidoro Carini, a Palermo, una [...]]]></description>
									<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mentre le fauci del potere si contendono a ditate e a morsi</strong> i brandelli di memoria e divisa di un uomo onesto, noi abbiamo solo una preghiera da rivolgere a colui che scrisse il buio sul muro. Ora, costituisciti.<br />
Il giorno dopo il massacro di Dalla Chiesa e sua moglie in via Isidoro Carini, a Palermo, una mano vergò il famoso motto: &#8220;Qui è morta la speranza dei palermitani onesti&#8221;. Aveva ragione, forse più di quanta ne cercasse davvero. Bisogna andarci cauti con le scritte sui muri. Talvolta si avverano e confermano il nostro incubo peggiore.</p>
<p><strong>Insomma, può essere che il vaticinio di via Isidoro Carini</strong> abbia portato sfortuna, sicuramente scoraggiamento. Fu l&#8217;inizio del lento sgocciolare di un veleno che avrebbe intossicato ogni seme di rivolta negli anni successivi. Perché i palermitani &#8211; e non solo loro -alla scritta sul maledetto muro hanno finito per crederci. Abbiamo creduto alle pallottole che freddano la speranza, al tritolo che scava cunicoli e tunnel profondi, depositando una carie nella polpa di ogni fiducia. E la notte di via Isidoro Carini con le sue parole codificate è diventata facile come un alibi, come una scusa, come un comodo argine per la vigliaccheria.<br />
&#8220;Qui è morta la speranza dei palermitani onesti&#8221;. Un grido comprensibile al cospetto dei cocci di corpi disseminati in una strada elegante della città. Ma anche la madre di tutte le fughe. La speranza avrebbe ancora agonizzato e infine sarebbe morta sul serio, molto dopo, sulle ali rosso sangue dello sconforto di via Carini.</p>
<p><strong>C&#8217;è un solo modo per sanare la ferita</strong>. Chiunque sia stato a scrivere &#8211; se respira &#8211; si renda esplicito, si costituisca al cospetto di Palermo. Noi perdoneremo noi stessi per la nostra ignavia. E perdoneremo l&#8217;anonimo del tre settembre 1982, il mandante della nostra paura.<br />
Oppure lo costringeremo a una pena simbolica, a scrivere cento volte sullo stesso frammento di parete: &#8220;I corpi muoiono, i sogni no&#8221;.</p>
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			<title>Napolitano si toglie un sassolino:  &#8220;Rinnovato sostegno ai giudici&#8221;</title>
			<link>http://www.livesicilia.it/2010/09/03/napolitano-si-toglie-un-sassolino-le-istituzioni-sostengano-la-magistratura/</link>
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			<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 09:56:03 +0000</pubDate>
			<dc:creator>Redazione</dc:creator>
					<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[commemorazione]]></category>
		<category><![CDATA[dalla chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[napolitano]]></category>

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								<description><![CDATA[Una dichiarazione correttissima, inappuntabile suo sostegno ai magistrati. Ma forse anche un sassolino aguzzo tolto dalla scarpa, considerando le polemiche degli ultimi tempi.  &#8221;Il ricordo del sacrificio del generale Dalla Chiesa è perciò ancora oggi preziosa occasione per rafforzare, specialmente nei giovani, la cultura della legalità e il senso della democrazia, e per rinnovare un [...]]]></description>
									<content:encoded><![CDATA[<p>Una dichiarazione correttissima, inappuntabile suo sostegno ai magistrati. Ma forse anche un sassolino aguzzo tolto dalla scarpa, considerando le polemiche degli ultimi tempi.  &#8221;Il ricordo del sacrificio del generale Dalla Chiesa è perciò ancora oggi preziosa occasione per rafforzare, specialmente nei giovani, la cultura della legalità e il senso della democrazia, e per rinnovare un convergente e deciso sostegno delle istituzioni repubblicane e della società civile all&#8217;attività di contrasto delle organizzazioni criminali svolta dalla magistratura e dalle forze dell&#8217;ordine, al fine di contenerne la capacità di controllo del territorio e di infiltrazione nella economia, nazionale e internazionale&#8221;. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio in occasione della uccisione, 28 anni fa, del Prefetto Dalla Chiesa e della moglie, Emanuela Setti Carraro.</p>
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			<title>I precari interrompono  lo sciopero della fame</title>
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			<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 15:22:52 +0000</pubDate>
			<dc:creator>Redazione</dc:creator>
					<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[precari]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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								<description><![CDATA[I precari della scuola palermitani hanno deciso di interrompere lo sciopero della fame iniziato il 17 agosto scorso. La RdB-Usb Scuola esprime &#8220;soddisfazione&#8221; per la scelta, &#8220;in primo luogo per la tutela della salute dei lavoratori coinvolti&#8221;, e auspica che &#8220;questo segnale venga raccolto da tutti coloro che hanno intrapreso la medesima forma di protesta [...]]]></description>
									<content:encoded><![CDATA[<p>I precari della scuola palermitani hanno deciso di interrompere lo sciopero della fame iniziato il 17 agosto scorso. La RdB-Usb Scuola esprime &#8220;soddisfazione&#8221; per la scelta, &#8220;in primo luogo per la tutela della salute dei lavoratori coinvolti&#8221;, e auspica che &#8220;questo segnale venga raccolto da tutti coloro che hanno intrapreso la medesima forma di protesta per investire invece le energie nella costruzione di una forte mobilitazione collettiva e organizzata&#8221;. &#8220;Come sta avvenendo in Calabria, dove dopo Reggio anche a Cosenza questa mattina &#8211; segnala il sindacato &#8211; sono state bloccate le convocazioni da parte dei precari Ata, che insieme ai loro colleghi del personale docente stanno aprendo una vertenzialità sia con gli Uffici Scolastici provinciali sia con il Consiglio Regionale, chiamandoli in causa sulla drammatica realtà della scuola, per dire no all&#8217;elemosina elargita dagli accordi che la Gelmini sta firmando con le regioni&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Continueremo la protesta contro i tagli della riforma Gelmini</strong> in altre forme&#8221;, dice Salvo Altadonna, insegnante di sostegno precario, che insieme ai colleghi Giacomo Russo, Paolo Di Maggio e Caterina Altamora, ha interrotto lo sciopero della fame. Intanto i precari annunciano mobilitazioni nei prossimi giorni e l&#8217;8 settembre previsto a Roma un incontro tra i delegati dei coordinamenti dei precari delle province italiane per discutere le proposte da inserire nella piattaforma nazionale, elaborata dal coordinamento precari della scuola. &#8220;Chiederemo &#8211; continua Altadonna &#8211; ai sindacati di sottoscriverla, chi aderirà sarà con noi. Abbiamo anche ricevuto il sostegno degli studenti dell&#8217;università di Roma e dell&#8217;Aquila. Non ci consideriamo strumentalizzati come il Ministro Gelmini sostiene qui in gioco è il futuro di migliaia di famiglie e quello della scuola pubblica in Italia&#8221;.</p>
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			<title>&#8220;Noi, sepolti vivi nell&#8217;abisso del carcere&#8221;</title>
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			<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 22:35:57 +0000</pubDate>
			<dc:creator>redazione</dc:creator>
					<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>

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								<description><![CDATA[Un racconto dell&#8217;orrore, un documento che Livesicilia è in grado di mostrare in esclusiva ai suoi lettori. Una lettera scritta dai carcerati inviata da Agrigento proprio all&#8217;ufficio del garante per i detenuti. Uno squarcio di vita offerto dal buio che nessuno guarda. La missiva narra la tragedia di un&#8217;estate dietro le sbarre. E&#8217; utile lasciarla parlare:
&#8220;Noi sottoscritti [...]]]></description>
									<content:encoded><![CDATA[<p>Un racconto dell&#8217;orrore, un documento che Livesicilia è in grado di mostrare in esclusiva ai suoi lettori. Una lettera scritta dai carcerati inviata da Agrigento proprio all&#8217;ufficio del garante per i detenuti. Uno squarcio di vita offerto dal buio che nessuno guarda. La missiva narra la tragedia di un&#8217;estate dietro le sbarre. E&#8217; utile lasciarla parlare:</p>
<p><strong>&#8220;Noi sottoscritti detenuti</strong> del reparto di alta sicurezza della casa circondariale di Agrigento mettiamo a conoscenza l&#8217;ufficio che abbiamo inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica di Agrigento per i seguenti motivi.</p>
<p><strong>Con la presente, mettiamo a conoscenza</strong> questo ufficio di Procura sulle gravi condizioni di illegalità che purtroppo siamo costretti a vivere in questo istituto penitenziario, iniziando dal problema primario, qual è la carenza d&#8217;acqua che a volte ci rende le giornate del tutto insostenibili, in quanto non possiamo lavarci e lavare lo spazio in cui viviamo (è una situazione inumana).</p>
<p><strong>Inoltre, sempre per la carenza d&#8217;acqua</strong>, gli scarichi dei bagni delle celle sono chiusi. (&#8230;). Altro grave problema è la mancanza di areazione nei bagni delle celle, ossia, i bagni sono senza finestra e gli aspiratori non funzionano ormai da diversi mesi. I locali doccia sono fatiscenti (&#8230;) Non mancano poi i problemi di igiene nei reparti di infermeria. Tutti gli ambulatori all&#8217;interno dell&#8217;istituto sono igienicamente pessimi.</p>
<p><strong>Le indichiamo alcune richieste</strong> che noi inoltriamo e che vengono disattese. Abbiamo fatto richiesta, con esito negativo, affinché la direzione lasci aperti i blindati delle celle tutta la notte, in quanto con questo caldo estivo, nelle piccole celle con due o tre detenuti si boccheggia.</p>
<p><strong>Altra richiesta da noi avanzata alla direzione</strong>, che è  stata disattesa, è di lasciare acceso il televisore dopo mezzanotte in quanto molti programmi culturali vanno ben oltre la mezzanotte.</p>
<p><strong>Alcuni detenuti inoltrano richiesta</strong> per avere colloqui con il dirgente sanitario, ma questo non prende in considerazione tali richieste. La maggior parte delle visite specialistiche ambulatoriali non viene mai eseguita.</p>
<p><strong>I colloqui con gli operatori facenti parte dell&#8217;equipe trattamentale</strong> sono rarissimi.</p>
<p><strong>Per tutti i problemi sopra elencati</strong> possiamo solo asserire che l&#8217;articolo 27 della Costituzione recita il contrario di come noi, qui nell&#8217;istituto penitenziario di Agrigento, siamo costretti a vivere&#8221;.</p>
<p>Seguono le firme.</p>
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