Scelti per voi
21 ago
(di
Edoardo Montolli – da
IL) Segreto dopo segreto, se si scorrono le vicende delle indagini antimafia alla fine si arriva sempre a un boss e a un agente segreto sfigurato
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Scelti per voi
22 lug
Ecco le verità che stanno affiorando dopo diciotto anni di «depistaggi colossali», per dirla con le parole del procuratore di Caltanissetta Sergio Lari nel giorno delle audizioni palermitane all’Antimafia guidata da Beppe Pisanu. E sono verità che fanno male a tutti, ai magistrati che hanno fatto le indagini, che hanno giudicato [...]
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SCELTI PER VOI
20 lug
(di Filippo Facci – da Libero) In effetti è strano. L’altro ieri – alle 9 del mattino di una domenica di luglio, con il solleone che già spaccava le pietre e marciava verso i 40 gradi, con il mare e le spiagge che attendevano frementi – la società civile di Palermo non ha avuto l’insopprimibile [...]
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Scelti per voi
19 lug
(www.gerypalazzotto.it) Rientro da una settimana di vacanza al mare e ho qualche spunto da sottoporvi: ne parleremo nei prossimi giorni.
Intanto, leggiucchiando senza troppo impegno giornali e siti web, mi ha colpito questa
lettera aperta di Fabio Lannino nella quale si fotografa una situazione che a prima vista sembrerebbe banale.
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Scelti per voi
15 lug
Non è la prima volta che si fa il nome di Stefania Prestigiacomo. Anche prima dell’era Lombardo sembrava accreditata alla candidatura.
Francesco Merlo in questo articolo su “Repubblica” ricostruì la storia a suo modo, col suo impareggiabile stile.
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Scelti per voi
9 lug
di
MARCO TRAVAGLIO (da “Il Fatto Quotidiano”) Domani, come dovrebbero fare tutti i giornalisti iscritti alla Federazione nazionale della stampa (il nostro sindacato), anche noi del Fatto saremo in sciopero. E’ uno sciopero di cui condividiamo fino in fondo le ragioni, ma non le forme. L’ho scritto e lo ripeto: non ha alcun senso protestare contro il bavaglio imbavagliandoci per un intero giorno, facilitando il compito agli imbavagliatori che – oltre al danno, la beffa – usciranno con i loro giornali-trombetta.
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Scelti per voi
28 giu
di
ANDREA PURGATORI (
www.corriere.it) A volte le conseguenze della ragion di Stato sono imprevedibili. Trent’anni fa, Muammar Gheddafi era il nemico numero uno dell’Occidente. Pur di eliminarlo il presidente americano Ronald Reagan autorizzò una spedizione transoceanica di alcune squadriglie di cacciabombardieri che martellarono inutilmente Tripoli e Bengasi. Oggi il colonnello va a bere il caffè a Piazza del Popolo.
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25 giu
(di Peppino Caldarola – da “il Riformista”). Beppe Lumia è un parlamentare siciliano di lungo corso. Nelle scorse elezioni riebbe il seggio dopo aver minacciato di candidarsi con l’Italia dei valori di Di Pietro. La sua è una storia di militante della lotta alla mafia. Tuttora viene protetto per evitare che le cosche, come hanno [...]
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Scelti per voi
31 mag
di
FRANCESCO LA LICATA E GUIDO RUOTOLO (www.lastampa.it) Novembre del 2002. Documento della Dia, Divisione investigativa antimafia, alla Procura antimafia di Firenze che indaga sulle stragi del ‘93. «Cosa nostra, storicamente, per raggiungere determinati obiettivi essenziali – condizionamento dei processi e realizzazione di grossi arricchimenti – si è sempre mossa attivando da una parte referenti politico-istituzionali, dall’altra ponendo in essere azioni delittuose, alla bisogna, anche estreme.
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Scelti per voi
14 mag
di Sandra Amurri - Al polso un braccialetto di stoffa rossa in segno di devozione a San Sebastiano “sopravvissuto a innumerevoli frecce” mai nessuna metafora fu più esplicita per un Presidente sotto assedio. Il Governatore Lombardo ci riceve in una stanza tutta bianca con un’enorme vetrata che dà sul parco e un tavolo di cristallo.
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12 mag
di
FRANCESCO VIVIANO e ALESSANDRA ZINITI (www.repubblica.it) “Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, e suo fratello Angelo, deputato, devono essere arrestati”. L’accusa è concorso esterno in associazione mafiosa.
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Scelti per voi
8 mag
di
SERGIO RIZZO E GIAN ANTONIO STELLA (www.corriere.it) Ferma. Ferma. Ferma. Ferma. Ferma. Non ce n’è una, nella selva di immense pale eoliche stagliate nel cielo della stupenda valle di Mazara, che accenni a muoversi sotto un refolo di vento. Non una. Don Chisciotte, che nel romanzo di Cervantes si scaglia lancia in resta ammonendo i mulini «potreste agitar più braccia del gigante Briareo, che me l’avete pur da pagare », non correrebbe alcun rischio, qui, di finire rovesciato a gambe all’aria.
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Scelti per voi
12 apr
di
FILIPPO FACCI – Lui è quello delle «cattive frequentazioni» addebitate a Marco Travaglio, quello con cui divise una vacanza in Sicilia prima che l’arrestassero e poi condannassero per favoreggiamento. Non l’hanno condannato per mafia, però l’uomo che avrebbe favorito si chiama Michele Aiello, ex re delle cliniche, e lui sì, è stato condannato come prestanome di Bernardo Provenzano. È il maresciallo della Finanza Giuseppe Ciuro, detto Pippo: lui e il pm Antonio Ingroia, nei primi anni Duemila, dividevano la stanza dell’ufficio al secondo piano del palazzo di giustizia palermitano.
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SCELTI PER VOI
31 mar
(di
Giuseppe Lo Bianco – da “Il fatto qutidiano”) Appalti e investimenti, progetti commerciali e industriali con l’utilizzo di ingenti risorse pubbliche: è una vera e propria mappa di tutti gli interessi economici, centrati non solo sulla Sicilia orientale, ma anche Palermo, Agrigento e Trapani, quella che starebbe tracciando il
nuovo collaboratore di giustizia che ha rivelato dall’interno gli appoggi mafiosi dei quali avrebbero goduto, secondo l’accusa, i due fratelli Lombardo, Raffaele e Angelo, il primo governatore della Sicilia, il secondo deputato nazionale del Mpa, entrambi indagati per concorso esterno in associazione mafiosa.
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20 mar
(da
Repubblica.it) Investigatori al lavoro nel ragusano per identificare l’aggressore del medico durante il turno di mercoledì notte. Indagini orientate verso la comunità di nordafricani. I carabinieri stanno effettuando anche analisi tecniche. Imbrattata con la vernice la facciata del centro islamico. Il responsabile oggi ha espresso solidarietà al sindaco
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SCELTI PER VOI
19 mar
di
EMANUELE LAURIA (www.repubblica.it) L’ultimo grand commis dell’ente più generoso d’Italia, alla fine, si è portato a casa una pensione da favola: mezzo milione di euro l’anno. Ha lottato un paio d’anni, l’avvocato
Felice Crosta, per un diritto che alla fine gli è stato riconosciuto dalla Corte dei Conti. Quei soldi gli spettano.
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8 mar
Fabrizio Miccoli, un altro suo gol alimenta il sogno Champions del Palermo.
“È vero, è un sogno, ma un sogno nel quale noi crediamo. Siamo a questo punto e contro il Livorno abbiamo dimostrato di essere una squadra che lotta con il cuore per raggiungere l’obiettivo”.
Per questo, proprio lei in qualità di capitano, ha fissato [...]
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Scelti per voi
22 feb
di
ROSA MARIA DI NATALE* (www.step1.it) Una professoressa di giornalismo e nuovi media fa un esperimento: dopo le esternazioni dell’assessore regionale Mario Centorrino sugli scrittori siciliani che portano sfiga, regala ai suoi studenti universitari alcune pagine de Le Parrocchie di Regalpetra del presunto menagramo…
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17 feb
(di
Paolo Berizzi – da Repubblica.it) Un imprenditore di Cosa Nostra che arriva a Palazzo Chigi. Un giudice, Giuseppe Tesauro, in società con un funzionario ministeriale e anche imprenditore legato al clan dei Casalesi. Un commercialista mafioso, Pietro Di Miceli, che fa da mediatore con la Provincia di Frosinone per procurare un appalto a Riccardo Fusi, presidente di Btp. Ecco lo scenario che emerge dal rapporto del Ros dei carabinieri allegato all’inchiesta fiorentina sui grandi appalti della Protezione civile
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11 feb
(di Beatrice Borromeo – da Il fatto quotidiano) Ciancimino junior replica agli attacchi del senatore. “Mio padre Vito diceva sempre che Berlusconi prima o poi sarebbe caduto sul DPF. Che cos’è ? Sono i suoi punti deboli: Dell’Utri, Previti e le Femmine”. Massimo Ciancimino è arrabbiato per le dichiarazioni rilasciate dal senatore Marcello Dell’Utri al [...]
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11 feb
(di Salvo Palazzolo –
dal suo blog). E’ il mistero più impenetrabile di Cosa nostra, almeno fino ad oggi: la Bibbia di Bernardo Provenzano, trovata dalla polizia nel covo di Montagna dei Cavalli, l’11 aprile 2006, il giorno del blitz che ha messo fine a una latitanza che durava da 43 anni. Quella Bibbia è piena di strani codici e annotazioni che hanno impegnato i nostri investigatori più brillanti del Servizio centrale operativo della polizia e persino gli analisti americani dell’Fbi. La Procura di Palermo ha chiesto anche la consulenza di un teologo e più di recente di due professori universitari, un matematico e un informatico.
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4 feb
di Diego Gabutti
‘U babbu gli faciva recapitari i pizzini, talvolta persino i papelli, ma lui ignorarne il contenuto doveva. Trattavano di cose che i carusi non devono sapere.
Bernardo Provenzano, vice di Totò Riina nella Cupola mafiosa, ritirava il pizzino, lo leggeva con aria assorta, meditava a occhi socchiusi il messaggio, poi pizzicava il picciotto in [...]
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4 feb
di
MARIO CALABRESI (www.lastampa.it) «Sono agnostico sugli incentivi: il governo faccia la sua scelta e noi la accetteremo senza drammi. Ma abbiamo bisogno di decisioni in tempi brevi e di uscire dall’incertezza, poi saremo in grado di gestire il mercato e la situazione qualunque essa sia». Senza giri di parole Sergio Marchionne parte subito dai problemi più spinosi, ci tiene a presentarsi sereno e collaborativo e riesce anche a fumare meno: «La decisione di smettere di produrre a Termini Imerese è stata presa, ma siamo pronti a fare la nostra parte, a farci carico, insieme al governo, dei costi sociali di questa scelta.
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2 feb
(di
Felice Cavallaro, tratto da www.corriere.it) Alcune foto che era stato ordinato di distruggere inquietano Antonio Di Pietro. Sono quattro foto scattate il 15 dicembre del 1992 con il futuro leader di Italia dei valori seduto a tavola, durante una cena conviviale in una caserma dei carabinieri
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28 gen
di Gian Carlo Caselli (da Il Fatto Quotidiano del 27 gennaio) Dall’aula del Senato dovrebbe essere bandita ogni forma di inciviltà e barbarie. Non sempre accade. Lo testimonia il resoconto stenografico della seduta dedicata alla discussione sul “giusto processo”, che registra una denunzia del senatore Li Gotti, crudamente espressa nei termini seguenti:
“In quest’aula, mentre si [...]
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28 gen
DI LAURA ANELLO (www.lastampa.it) Dicono che servono a snellire le procedure, a convocare le sedute via e-mail, a informatizzare l’attività del consiglio comunale. Fatto sta che a Favara, il paese dell’Agrigentino dove le due sorelline Chiara Pia e Marianna sono morte nel crollo della loro catapecchia, i trenta consiglieri comunali hanno ritenuto di dare la priorità all’acquisto di trenta notebook, computer portatili leggeri e maneggevoli. Uno per ciascuno, rappresentanti di maggioranza e dell’opposizione, questa volta compatti come una falange. Abbastanza per avvelenare il clima di una cittadina di 33 mila abitanti dove – a detta del sindaco Domenico Russello – il Comune non ha neanche i soldi per pagare le bollette e negli uffici c’è una processione di gente che chiede cinque euro per fare la spesa. E dove sempre più la fine delle due bambine assume i contorni di una tragedia della povertà.
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25 gen
DI LAURA ANELLO (www.lastampa.it) “Dov’è Chiara, sta meglio?». Giovanni, 11 anni, non sa ancora che la sorella piccola non c’è più, che quel fagotto tirato fuori l’altra mattina dalle macerie della sua casa a Favara, con addosso il pigiama, ha smesso di respirare dopo qualche minuto. «L’ho sentita piangere, è viva», ha detto ai familiari quando è stato portato in ospedale. Nessuno ha avuto il coraggio di togliergli questa illusione. Sa di Marianna, la sorella più grande, 14 anni, trovata morta per prima sotto un metro di tufo e mattoni, ma si abbarbica al pensiero di Chiara per andare avanti.
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22 gen
(tratto da
www.robertoalajmo.it) Le Pulle”, di Emma Dante. Al teatro Valle di Roma, naturalmente, visto che a Palermo lo spettacolo non è mai stato rappresentato ed Emma Dante viene considerata la capofila di una serie di profeti in patria: invisibili, più che osteggiati.
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16 gen
(tratto da www.oggi.it) “L’assassino di mia sorella è uscito di prigione perché stava male e mancavano agenti per scortarlo in ospedale. La realtà ha così superato la fantasia. Questa non è giustizia. E lo dico io che da carabiniere dedico alla giustizia la mia vita”.
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3 gen
(di Pino Corrias) Al telefono dice: “Si chiamerà Festa della legalità, Palermo, 15 gennaio prossimo, anniversario in cui celebriamo la cattura di Salvatore Riina: vittoria dello Stato contro Cosa Nostra. Sarà una festa pubblica, con musica e qualche racconto”.
Ci saranno Gigi D’Alessio e Cristiano De Andrè. Ci saranno tutti i vecchi della squadra, Arciere, Vichingo, [...]
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(Letture) Scelti per voi
1 gen
(DI
PIERANGELO SAPEGNO – tratto da www.lastampa.it)Tanti giorni dopo è come se il diluvio non fosse mai finito, come se, nel dolore che è rimasto, ci fosse tutto quello che non si può più vedere, sparito nel fango e nella pioggia, condannato per sempre dentro al mare infinito dell’assenza. Sette croci senza niente, sette storie senza fine. C’è una ragazza che viene trovata morta il primo giorno sotto il nome di Katia De Pasqua, mentre la sua matrigna scoppia in lacrime davanti ai colleghi di una tv locale, e il giorno dopo viene dichiarata dispersa con il nome di Ketty De Francesco: è la stessa persona, lo stesso corpo che non esisteva.
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23 dic
(
DI SALVO PALAZZOLO da
www.repubblica.it) Il testimone racconta pure che il giudice utilizzava una piccola scheda Ram, un’estensione di memoria, con il suo palmare Casio, il minicomputer che qualcuno tentò di cancellare dopo l’esplosione di Capaci. E neanche la scheda si è mai trovata. Forse, tra i floppy e la ram-card c’era il diario segreto di Falcone, di cui hanno parlato alcuni suoi colleghi e la giornalista Liana Milella, a cui il magistrato aveva consegnato due pagine di appunti. Ora sappiamo per certo che qualcuno trafugò delle prove dall’ufficio di Falcone al ministero della Giustizia.
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SCELTI PER VOI
9 dic
(di
FRANCESCO VIVIANO E ALESSANDRA ZINITI da www.repubblica.it) “Ti facciamo saltare. Con un missile terra-aria, che ci è arrivato dalla Jugoslavia”. Quella lettera anonima che nell’agosto del 1993 annunciava un attentato a Giancarlo Caselli, non era opera di un mitomane. Sedici anni dopo, il pentito Gaspare Spatuzza racconta che il lanciamissili per uccidere il procuratore era in suo possesso. Nelle centinaia di pagine di verbale che il collaboratore di giustizia che accusa Berlusconi e Dell’Utri ha riempito con i magistrati delle Procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze ci sono vent’anni di orrori, dalle stragi ai dettagli raccapriccianti dell’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, dai progetti di sequestri di un altro bambino e dell’editore del “Giornale di Sicilia” Antonio Ardizzone per finanziare le stragi, fino alla verità sul mistero della “Natività” del Caravaggio, il prezioso dipinto rubato quarant’anni fa dagli uomini di Cosa nostra dall’oratorio di San Lorenzo a Palermo e mai ritrovato.
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4 dic
(DI FRANCESCO LA LICATA-www.lastampa.it) Spatuzza il revisionista. Se tutto ciò che racconta dovesse risultare confortato da prove, la storia dello stragismo mafioso dovrà essere riscritta. Anche la storia contenuta nelle sentenze penali già passate in giudicato. Anche le inchieste condotte immediatamente dopo Capaci e via D’Amelio, quando le investigazioni presero il verso sbagliato, indicato dal pentito fallace Vincenzo Scarantino, oggi smentito – con tanto di riscontri – proprio da Gaspare Spatuzza.
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30 nov
(di Francesco La Licata – La Stampa) E’ ancora la Sicilia il terreno scivoloso che tiene in apprensione Dell’Utri e Berlusconi. Certo, ci sono i verbali fiorentini di Gaspare Spatuzza sulle stragi, ma poco si sa di ciò che bolle tra Palermo e Caltanissetta, dove confluiscono carte e interrogatori del pentito e del «teste privilegiato» [...]
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