Scelti per voi

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“Champions? Abbiamo già deciso il premio”

8 mar Fabrizio Miccoli, un altro suo gol alimenta il sogno Champions del Palermo. “È vero, è un sogno, ma un sogno nel quale noi crediamo. Siamo a questo punto e contro il Livorno abbiamo dimostrato di essere una squadra che lotta con il cuore per raggiungere l’obiettivo”. Per questo, proprio lei in qualità di capitano, ha fissato [...] >>
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Sciascia, chi era costui?

22 feb di ROSA MARIA DI NATALE* (www.step1.it) Una professoressa di giornalismo e nuovi media fa un esperimento: dopo le esternazioni dell’assessore regionale Mario Centorrino sugli scrittori siciliani che portano sfiga, regala ai suoi studenti universitari alcune pagine de Le Parrocchie di Regalpetra del presunto menagramo… >>
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Il boss-imprenditore rivela:
“Sono entrato a Palazzo Chigi”

17 feb (di Paolo Berizzi – da Repubblica.it) Un imprenditore di Cosa Nostra che arriva a Palazzo Chigi. Un giudice, Giuseppe Tesauro, in società con un funzionario ministeriale e anche imprenditore legato al clan dei Casalesi. Un commercialista mafioso, Pietro Di Miceli, che fa da mediatore con la Provincia di Frosinone per procurare un appalto a Riccardo Fusi, presidente di Btp. Ecco lo scenario che emerge dal rapporto del Ros dei carabinieri allegato all’inchiesta fiorentina sui grandi appalti della Protezione civile >>
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“Dell’Utri è il garante
di una mafia non stragista”

11 feb (di Beatrice Borromeo – da Il fatto quotidiano) Ciancimino junior replica agli attacchi del senatore.  “Mio padre Vito diceva sempre che Berlusconi prima o poi sarebbe caduto sul DPF. Che cos’è ? Sono i suoi punti deboli: Dell’Utri, Previti e le Femmine”. Massimo Ciancimino è arrabbiato per le dichiarazioni rilasciate dal senatore Marcello Dell’Utri al [...] >>
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Il ‘codice Provenzano’
nella sua Bibbia

11 feb (di Salvo Palazzolo – dal suo blog). E’ il mistero più impenetrabile di Cosa nostra, almeno fino ad oggi: la Bibbia di Bernardo Provenzano, trovata dalla polizia nel covo di Montagna dei Cavalli, l’11 aprile 2006, il giorno del blitz che ha messo fine a una latitanza che durava da 43 anni. Quella Bibbia è piena di strani codici e annotazioni che hanno impegnato i nostri investigatori più brillanti del Servizio centrale operativo della polizia e persino gli analisti americani dell’Fbi. La Procura di Palermo ha chiesto anche la consulenza di un teologo e più di recente di due professori universitari, un matematico e un informatico. >>
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U babbu mi faciva recapitari
i pizzini, persino i papelli

4 feb di Diego Gabutti ‘U babbu gli faciva recapitari i pizzini, talvolta persino i papelli, ma lui ignorarne il contenuto doveva. Trattavano di cose che i carusi non devono sapere. Bernardo Provenzano, vice di Totò Riina nella Cupola mafiosa, ritirava il pizzino, lo leggeva con aria assorta, meditava a occhi socchiusi il messaggio, poi pizzicava il picciotto in [...] >>
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“Fumo di meno e chiudo Termini”

4 feb di MARIO CALABRESI (www.lastampa.it) «Sono agnostico sugli incentivi: il governo faccia la sua scelta e noi la accetteremo senza drammi. Ma abbiamo bisogno di decisioni in tempi brevi e di uscire dall’incertezza, poi saremo in grado di gestire il mercato e la situazione qualunque essa sia». Senza giri di parole Sergio Marchionne parte subito dai problemi più spinosi, ci tiene a presentarsi sereno e collaborativo e riesce anche a fumare meno: «La decisione di smettere di produrre a Termini Imerese è stata presa, ma siamo pronti a fare la nostra parte, a farci carico, insieme al governo, dei costi sociali di questa scelta. >>
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Di Pietro, Contrada e la cena del 1992

2 feb (di Felice Cavallaro, tratto da www.corriere.it) Alcune foto che era stato ordinato di distruggere inquietano Antonio Di Pietro. Sono quattro foto scattate il 15 dicembre del 1992 con il futuro leader di Italia dei valori seduto a tavola, durante una cena conviviale in una caserma dei carabinieri >>
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Quei coretti anti-Ingroia

28 gen di Gian Carlo Caselli (da Il Fatto Quotidiano del 27 gennaio) Dall’aula del Senato dovrebbe essere bandita ogni forma di inciviltà e barbarie. Non sempre accade. Lo testimonia il resoconto stenografico della seduta dedicata alla discussione sul “giusto processo”, che registra una denunzia del senatore Li Gotti, crudamente espressa nei termini seguenti: “In quest’aula, mentre si [...] >>
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Sprechi, l’altra faccia di Favara

28 gen DI LAURA ANELLO (www.lastampa.it) Dicono che servono a snellire le procedure, a convocare le sedute via e-mail, a informatizzare l’attività del consiglio comunale. Fatto sta che a Favara, il paese dell’Agrigentino dove le due sorelline Chiara Pia e Marianna sono morte nel crollo della loro catapecchia, i trenta consiglieri comunali hanno ritenuto di dare la priorità all’acquisto di trenta notebook, computer portatili leggeri e maneggevoli. Uno per ciascuno, rappresentanti di maggioranza e dell’opposizione, questa volta compatti come una falange. Abbastanza per avvelenare il clima di una cittadina di 33 mila abitanti dove – a detta del sindaco Domenico Russello – il Comune non ha neanche i soldi per pagare le bollette e negli uffici c’è una processione di gente che chiede cinque euro per fare la spesa. E dove sempre più la fine delle due bambine assume i contorni di una tragedia della povertà. >>
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Il piccolo Giovanni: “Chiara è viva”

25 gen DI LAURA ANELLO (www.lastampa.it) “Dov’è Chiara, sta meglio?». Giovanni, 11 anni, non sa ancora che la sorella piccola non c’è più, che quel fagotto tirato fuori l’altra mattina dalle macerie della sua casa a Favara, con addosso il pigiama, ha smesso di respirare dopo qualche minuto. «L’ho sentita piangere, è viva», ha detto ai familiari quando è stato portato in ospedale. Nessuno ha avuto il coraggio di togliergli questa illusione. Sa di Marianna, la sorella più grande, 14 anni, trovata morta per prima sotto un metro di tufo e mattoni, ma si abbarbica al pensiero di Chiara per andare avanti. >>
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Emma Dante e Palermo:
la sua città matrigna

22 gen (tratto da www.robertoalajmo.it) Le Pulle”, di Emma Dante. Al teatro Valle di Roma, naturalmente, visto che a Palermo lo spettacolo non è mai stato rappresentato ed Emma Dante viene considerata la capofila di una serie di profeti in patria: invisibili, più che osteggiati. >>
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Graziella, uccisa due volte

16 gen (tratto da www.oggi.it) “L’assassino di mia sorella è uscito di prigione perché stava male e mancavano agenti per scortarlo in ospedale. La realtà ha così superato la fantasia. Questa non è giustizia. E lo dico io che da carabiniere dedico alla giustizia la mia vita”. >>
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Il capitano Ultimo torna a Palermo
“Riunisco la squadra antimafia”

3 gen (di Pino Corrias) Al telefono dice: “Si chiamerà Festa della legalità, Palermo, 15 gennaio prossimo, anniversario in cui celebriamo la cattura di Salvatore Riina: vittoria dello Stato contro Cosa Nostra. Sarà una festa pubblica, con musica e qualche racconto”. Ci saranno Gigi D’Alessio e Cristiano De Andrè. Ci saranno tutti i vecchi della squadra, Arciere, Vichingo, [...] >>
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Spoon River a Messina

1 gen (DI PIERANGELO SAPEGNO – tratto da www.lastampa.it)Tanti giorni dopo è come se il diluvio non fosse mai finito, come se, nel dolore che è rimasto, ci fosse tutto quello che non si può più vedere, sparito nel fango e nella pioggia, condannato per sempre dentro al mare infinito dell’assenza. Sette croci senza niente, sette storie senza fine. C’è una ragazza che viene trovata morta il primo giorno sotto il nome di Katia De Pasqua, mentre la sua matrigna scoppia in lacrime davanti ai colleghi di una tv locale, e il giorno dopo viene dichiarata dispersa con il nome di Ketty De Francesco: è la stessa persona, lo stesso corpo che non esisteva. >>
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L’archivio segreto di Falcone

23 dic (DI SALVO PALAZZOLO da www.repubblica.it) Il testimone racconta pure che il giudice utilizzava  una piccola scheda Ram, un’estensione di memoria, con il suo palmare Casio, il  minicomputer che qualcuno tentò di cancellare dopo l’esplosione di Capaci. E  neanche la scheda si è mai trovata. Forse, tra i floppy e la ram-card c’era il  diario segreto di Falcone, di cui hanno parlato alcuni suoi colleghi e la  giornalista Liana Milella, a cui il magistrato aveva consegnato due pagine di  appunti. Ora sappiamo per certo che qualcuno trafugò delle prove dall’ufficio  di Falcone al ministero della Giustizia. >>
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I segreti di Spatuzza

9 dic (di FRANCESCO VIVIANO E ALESSANDRA ZINITI da www.repubblica.it) “Ti facciamo saltare. Con un missile terra-aria, che ci è arrivato dalla Jugoslavia”. Quella lettera anonima che nell’agosto del 1993 annunciava un attentato a Giancarlo Caselli, non era opera di un mitomane. Sedici anni dopo, il pentito Gaspare Spatuzza racconta che il lanciamissili per uccidere il procuratore era in suo possesso. Nelle centinaia di pagine di verbale che il collaboratore di giustizia che accusa Berlusconi e Dell’Utri ha riempito con i magistrati delle Procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze ci sono vent’anni di orrori, dalle stragi ai dettagli raccapriccianti dell’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, dai progetti di sequestri di un altro bambino e dell’editore del “Giornale di Sicilia” Antonio Ardizzone per finanziare le stragi, fino alla verità sul mistero della “Natività” del Caravaggio, il prezioso dipinto rubato quarant’anni fa dagli uomini di Cosa nostra dall’oratorio di San Lorenzo a Palermo e mai ritrovato. >>
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Il killer revisionista
che studia teologia

4 dic (DI FRANCESCO LA LICATA-www.lastampa.it) Spatuzza il revisionista. Se tutto ciò che racconta dovesse risultare confortato da prove, la storia dello stragismo mafioso dovrà essere riscritta. Anche la storia contenuta nelle sentenze penali già passate in giudicato. Anche le inchieste condotte immediatamente dopo Capaci e via D’Amelio, quando le investigazioni presero il verso sbagliato, indicato dal pentito fallace Vincenzo Scarantino, oggi smentito – con tanto di riscontri – proprio da Gaspare Spatuzza. >>
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Spatuzza, Ciancimino e la via
dei soldi che porta a Milano

30 nov (di Francesco La Licata – La Stampa) E’ ancora la Sicilia il terreno scivoloso che tiene in apprensione Dell’Utri e Berlusconi. Certo, ci sono i verbali fiorentini di Gaspare Spatuzza sulle stragi, ma poco si sa di ciò che bolle tra Palermo e Caltanissetta, dove confluiscono carte e interrogatori del pentito e del «teste privilegiato» [...] >>
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Perché una Fiat fatta in Sicilia ci costa di più

26 nov (di Nicola Porro – da “Il Giornale“) Il caso dello stabilimento siciliano della Fiat a Termini Imerese dà il senso di come la politica talvolta perda la bussola. La cosa è grave e anche seria. Ci sono 1.400 dipendenti che lavorano bene. La Fiat ha intenzione di non destinarlo più all’auto. Alcuni ministri del governo si [...] >>
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Schifani e il palazzo abitato dai boss

25 nov (di Marco Lillo, da “Il Fatto Quotidiano“, 20 novembre 2009) C’è un palazzo a Palermo, vicino allo stadio della Favorita, che spiega meglio di un trattato la mafia e l’antimafia. I suoi nove piani sono un monumento alla prevaricazione dei forti sui deboli, dei corrotti sugli onesti. Sono stati costruiti in spregio a ogni norma [...] >>
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Antimafia, Granata spacca il Pdl

24 nov (di Francesco Grignetti – da “La Stampa“) Fa discutere lo sfogo di Fabio Granata. «C’è una gran voglia di delegittimare la lotta alla mafia», dice questo siciliano atipico, iscritto al Fronte della Gioventù quando ancora portava i calzoni corti, cresciuto nel mito del giudice Paolo Borsellino, finiano doc >>
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Il “derby” del Pdl: 2-0 per Miccichè

4 nov (della redazione del blog “Sud” di Gianfranco Miccichè) Una delle pessime regole di certa politica è quella di rispondere alle iniziative “non gradite” non attraverso proposte alternative e serie, bensì con dichiarazioni di circostanza spesso vacue e stupide, ma soprattutto, quel che è peggio, basate su dati, elementi e considerazioni fasulle. E come in quelle partite [...] >>
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Leoluca Orlando e il mistero
del cognome scomparso

23 ott (Di Mauro Romano, tratto da ItaliaOggi) Nel libro di Vito Ciancimino mai dato alle stampe tornano antiche accuse di mafiosità riferite al padre di Leoluca Orlando, Salvatore. Sono voci che infastidivano parecchio Leoluca, al punto da doversene difendere con svariati argomenti, rintuzzati da Ciancimino nel suo mancato volume, come rileva Gian Marco Chiocci su il Giornale del 22 scorso (”E sul dipietrista Orlando si abbatte la vendetta postuma di Ciancimino”). >>
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L’ultimo gioco pericoloso:
Una olimpiade fra rifiuti e frane

15 ott (di Gian Antonio Stella – dal Corriere della Sera) Mancano ancora Ma­tera, Campobasso, Savona, Carugate, Cerveteri, Ciriè e qualche altra ma la lista delle città italiane che vogliono le Olimpiadi 2020 si allunga in modo significativo. Dopo Venezia e Roma si sono infatti aggiunte ufficialmente, in attesa di nuove ed estrose candidature, Palermo e Bari. E a questo punto non c’è più dubbio: magari il Cio non assegnerà i Giochi a nessuna delle nostre brave concorrenti, ma sul podio ci andiamo di sicuro: quello del ridicolo >>
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Recuperate le inchieste di Rostagno
Salvato il lavoro del giornalista antimafia

25 set Le sue inchieste giornalistiche erano finite in un magazzino alla periferia di Trapani, sulla strada delle saline. Nastri abbandonati, destinati al macero. Ma a ventuno anni dall’omicidio di Mauro Rostagno – l’anniversario della sua morte il 26 settembre – sua sorella Carla ha ritrovato decine e decine di vidoecassette e le ha messe in salvo. [...] >>
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I guai di Cammarata. Un sindaco
in barca nella tempesta di Palermo

24 set «Vattene», gli dice Gianfranco Micciché che si vantava d’es­sere il suo «creatore». «Vattene», gli dicono un po’ di ex alleati stufi di lui. «Vattene», gli dice la sinistra. «Vattene», gli dicono i contestatori che da due anni, fischia fischia, l’avevano spinto a rinunciare a sali­re sul carro di santa Rosalia. Ma lui, il (tuttora) sindaco [...] >>
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Lampedusa, giallo su un’altra strage
”Quindici morti durante un soccorso”

19 set Nel mare tra l’Africa e l’Italia ci sarebbero altri 15 morti di cui non si era mai saputo nulla. L’ultima strage, mai conosciuta e anzi nascosta, è stata denunciata da una lettera anonima spedita probabilmente dal marinaio di una motovedetta della Guardia costiera alla procura di Messina ed alle “Iene” di Italia 1. Nella lettera [...] >>
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Un’assaggiatrice per il governatore
Le “fissazioni” di Lombardo

12 set Dicono che adesso la fedele Maria non sia più solo una preziosissima segretaria. Adesso fa qualcosa di davvero impagabile per il suo governatore: per lui, fa anche l’assaggiatrice. O è caffè o è pasta, è acqua o un involtino di pesce spada, lei prima sorseggia o mastica e poi abbandona ai piaceri della tavola un [...] >>
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Dignità precaria

5 set SIAMO liberi, finalmente qualcuno di noi può attingere all’eclatanza: sfilare in mutande, fare etimologicamente la fame, mettersi la catena addosso, bloccarsi come una bicicletta dimenticata davanti al proprio provveditorato. Io per nostalgia professionale mi appello ancora alla parola. E ce sono molte che mi vengono in mente, tipo quelle dei miei studenti: “Ciao! -scusi prof.- [...] >>
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Viaggio dalla morte all’Italia

4 set Siamo rimasti colpiti dai commenti di alcuni lettori sulla storia del capitano coraggioso che ha salvato gli immigrati nel Canale di Sicilia. Secondo loro, avrebbe dovuto tirare dritto. Ebbene, davanti a una reazione che non capiamo e che non accettiamo, ci permettiamo di tirare fuori un reportage di Ezio Mauro, direttore di “Repubblica”, da Palermo. L’abbiamo pubblicato già ed è lungo. Ma chi non lo legge perderà fatalmente qualcosa. >>
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Una manifestazione per l’agenda rossa

3 set (di Benny Calasanzio – da “L’Antefatto”) «Tremate tremate, le agende rosse sono tornate». Si alza forte il brusio del popolo del web, che pian piano risponde massicciamente all’appello «Resistenza». Dopo quella del 19 luglio in via D’Amelio, un’altra manifestazione con al centro l’agenda rossa «rubata» di Paolo Borsellino è già in cantiere >>
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I piccoli ospedali dai costi proibitivi
e le ambulanze usate due volte al mese

28 ago (di Gian Antonio Stella) – Come si può dare torto a un paese in rivolta, con blocchi stradali, scioperi della fame e strade strapiene di manifestanti perché un ragazzo è morto dissanguato dopo un incidente stradale? Ognuno di quei cittadini ha diritto a essere curato al meglio, come se abitasse non nella Sicilia profonda ma nel centro di Milano. >>
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Un anno, 4 mesi e 21 giorni
viaggio dalla morte all’Italia

26 ago Italia? È una stanza bianca e blu, la numero 1703, pneumologia 1, primo piano dell’ospedale “Cervello”. Un tavolino con quattro sedie, due donne coi capelli bianchi negli altri due letti, dalla finestra aperta le case chiare del quartiere Cruillas, le montagne di Altofonte Monreale, il caldo d’agosto a Palermo. Sui due muri, in alto, la [...] >>
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La Sicilia nella morsa della crisi

22 ago di Antonio Fraschilla «Quella alle porte sarà la stagione più brutta degli ultimi anni». Il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, mette le mani avanti e invita alla calma sulla ripresa che «in Sicilia è ancora di là da venire». I numeri forniti ieri dalla Banca d´Italia sull´andamento dei depositi e dei prestiti nell´Isola gli danno ragione. >>
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