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	<title>Quotidiano Sicilia &#124; Cronaca Sicilia &#124; Notizie, attualità e politica siciliana - Live Sicilia &#187; I Love Sicilia</title>
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		<title>Un sabato palermitano</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:27:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Cacciatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al cacciatore, individuo ossessionato dalle bestie di terra e di cielo, sfuggono talvolta le dinamiche dell’aggregazione umana in un determinato luogo: i meccanismi che spingono certi gruppi di persone – accomunate da un tratto distintivo di appartenenza, seppure superficiale (abbigliamento, gestualità, parlata) – a riunirsi sempre nello stesso posto, nello stesso giorno, alla stessa ora.
Ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Al cacciatore, individuo ossessionato</strong> dalle bestie di terra e di cielo, sfuggono talvolta le dinamiche dell’aggregazione umana in un determinato luogo: i meccanismi che spingono certi gruppi di persone – accomunate da un tratto distintivo di appartenenza, seppure superficiale (abbigliamento, gestualità, parlata) – a riunirsi sempre nello stesso posto, nello stesso giorno, alla stessa ora.</p>
<p><strong>Ne avrà di sicuro scritto un Bauman</strong>, facendoci il favore di scolpire la parola definitiva sull’argomento. Di mio, posso aggiungere una pagina di diario abbozzata in un momento di pausa dalle fatiche venatorie. È la descrizione di uno scenario che ho colto dal finestrino snob di un taxi, poco tempo fa.</p>
<p><strong>Io scivolo dalle parti di piazza Castelnuovo</strong>, dentro un Russia 7 (o forse è un Turchia 15, non ricordo). È sabato. La piazza ribolle di qualcosa. Gente. Sono giovani. Sembrano conoscersi: stanno spalla a spalla, faccia a faccia, fianco a fianco, sebbene non mi sembra che parlino tra loro. Piuttosto, paiono sbattere l’uno contro l’altro. Dev’essere un modo di comunicare. Scorgo un cappellino modello baseball, spruzzato di strass e con la griffe cubitale. Brilla piantato in cima a una testa più larga di almeno tre misure. Lo scelgo come simbolo dell’assembramento, il dettaglio per significare il tutto. Il copricapo, infatti, si moltiplica per centinaia, tante quante sono le capocce dei giovani che formicolano attorno al palchetto della musica. Sento un urlo. Come il copricapo, lo schiamazzo si sta moltiplicando. Diventa coro, un boato. Un cappellino vola. Una zazzera si ringalluzzisce, due creste inaridite dalla lacca si fronteggiano. Uno schiaffo fa squillare una guancia. Una testata tambureggia su una scatola cranica. Il pubblico che circonda i contendenti (di cui non vedo facce, ma solo muscoli e spintoni) defluisce ora verso la fermata dell’autobus, come appresso a un santo in processione. I duellanti si spostano, ma senza smettere di scassarsi di botte. Prendo nota di un tipo di “sciarra” a me sconosciuta: quella itinerante. I visi degli spettatori bruciano di un’eccitazione veloce a morire. Qualcuno mescola un sorriso a uno sbadiglio. Qualcun altro incita alla lotta, ma senza entusiasmo. Ai cazzotti tra maschi si aggiungono quote rosa: le unghiate delle femmine. Ne nasce un diverso parapiglia, un caos che promette rinascita. Dal nodo ansimante di tatuaggi e French manicure lievita un gruppo lacoontico di tette ballonzolanti ed extension scudiscianti, e avambracci palpitanti,  fino a quando il gruppo decide: appioppa nuovi ruoli a nuovi contendenti, spingendoli al centro del ring. Un ragazzo contro una ragazza.  Lui le smolla una noccata sulla spalla. Lei lo piega con un colpo di tallone su un fianco.</p>
<p><strong>Ora Russia 7 o Turchia 15, </strong>impassibile, mi porta via. Lo specchietto retrovisore mi regala il finale della rissa. Hanno già smesso per prepararsi a ricominciare.</p>
<p><strong>Piazza Castelnuovo non è mai stata Pont Neuf</strong>,  ma in una vita precedente io ero abituato a vederci qualche innamoratino di Peynet, o al limite un Turiddu e una Lola in versione pasoliniana. Dev’essere successo qualcosa, nel frattempo. Dev’essere passato il Signore delle mosche, tra via Dante e il palchetto dei Florio, e io mi sarò perso un paio di capitoli.</p>
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		<title>Per quelli che… seducono con gusto</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 09:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Love Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>

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		<description><![CDATA[Desiderate trascorrere un San Valentino all’insegna del gusto senza rinunciare al romanticismo? Allora non potete perdervi il nuovo I love Sicilia, il mensile di stili, tendenze e consumi, che nel numero in edicola fornisce le tappe più intriganti per i golosi innamorati e le pietanze più adatte per quel giorno: dallo stile “vintage” del Charleston [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Desiderate trascorrere un San Valentino all’insegna del gusto </strong>senza rinunciare al romanticismo? Allora non potete perdervi il nuovo I love Sicilia, il mensile di stili, tendenze e consumi, che nel numero in edicola fornisce le tappe più intriganti per i golosi innamorati e le pietanze più adatte per quel giorno: dallo stile “vintage” del Charleston di Carlo Hassan a Palermo che per la festa degli innamorati propone seducenti ravioli a forma di cuore ripieni di aragosta al tocco internazionale de “La Brace” di Cefalù che per l’occasione propone piatti non convenzionali. Ma anche locali esotici o tra opere d’arte, piccoli rifugi di montagna o a due passi dal mare. Insomma ce n’è per tutti i gusti nella Sicilia del food&amp;wine.</p>
<p><strong>E per ogni locale proposto, nelle diverse province, </strong>I love Sicilia suggerisce anche luoghi di sosta a poca distanza per chi volesse evitare di rientrare a casa dopo la cena o desiderasse comunque prendersi qualche momento di relax. Non ci resta che augurarvi buon San Valentino e buona lettura!</p>
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		<title>I love Sicilia: i 100 potenti</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[I Love Sicilia]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna, per il quarto anno consecutivo, l&#8217;appuntamento con i 100 potenti di Sicilia. Una classifica degli uomini e delle donne più influenti dell&#8217;Isola alla quale il mensile I love Sicilia dedica la copertina del nuovo numero, in edicola da oggi. New entry, fuoriusciti eccellenti e un cambio al vertice rinnovano profondamente la mappa del potere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Torna, per il quarto anno consecutivo, l&#8217;appuntamento con i 100 potenti di Sicilia. </strong>Una classifica degli uomini e delle donne più influenti dell&#8217;Isola alla quale il mensile I love Sicilia dedica la copertina del nuovo numero, in edicola da oggi. New entry, fuoriusciti eccellenti e un cambio al vertice rinnovano profondamente la mappa del potere, che quest&#8217;anno vede tornare al comando Raffaele Lombardo. E non potrebbe essere altrimenti visto che il governatore di Grammichele  riveste ogni giorno di più i panni del monarca assoluto in una Sicilia sbandata e disorientata.</p>
<p><strong>La corsa per il primo posto </strong>ha visto però un testa a testa. Negli ultimi mesi, infatti, a fare la parte del leone è stato il presidente del Senato Renato Schifani che, dopo la caduta di Berlusconi, è rimasto l&#8217;ultimo baluardo del Pdl nelle Istituzioni. E forte della sua poltrona di seconda carica dello Stato, ha dato prova di vivere un momento di gloria, piazzando in poltrone strategiche personalità da lui sponsorizzate. Come l&#8217;avvocato e professore Giovanni Pitruzzella, vecchia conoscenza della nostra classifica, che balza quest&#8217;anno nella top ten dopo essere stato messo a capo dell&#8217;Antitrust. O come Adelfio Elio Cardinale, che ritorna in classifica dopo un anno di assenza, da fresco sottosegretario alla Salute.</p>
<p><strong>Occupa il gradino più basso del podio</strong> Beppe Lumia che, in fortissima ascesa, ha dimostrato di essere il vero regista delle grandi manovre politiche regionali. Mentre scende ai piedi del podio Angelino Alfano, numero uno della scorsa edizione. Per conoscere il resto della classifica, che vede fare grossi balzi in avanti e altrettante discese ad alcuni protagonisti della scena siciliana, l&#8217;appuntamento è in edicola con il nuovo numero di I love Sicilia.</p>
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		<title>Nuovo Cinema Inferno</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Marrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<strong>Dal numero di I love Sicilia</strong> in edicola da domani, anticipiamo la rubrica di Gianfranco Marrone, Ccà, ddà, ddocu.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Niente di meglio che vedere lo straordinario The Artist,</strong> film muto sul film muto, nostalgicamente in bianco e nero, in un vecchio cinema di periferia, meglio ancora se in provincia. Immaginiamo compiaciuti sedie cigolanti col velluto rabberciato, un cinefilo d’antan al botteghino e l’odore acre di umidità dalle pareti: un’esperienza estetica tanto vintage da far invidia a Peppuccio Tornatore.</p>
<p><strong>L’occasione si presenta</strong> durante le sonnacchiose feste natalizie, quando nel corso di un piccolo giro per la Sicilia orientale scopriamo che in una sala fuori mano, una quindicina di chilometri dalla città più vicina, danno proprio questo film. Solo a trovarla col Gps ci metto mezzora, un posto inerpicato fra i colli, strada buia e ventosa, manco un cane per strada. Arrivati là, troviamo la serranda abbassata e la strada buia e desolata. Gli astanti al bar rassicurano che il luogo è quello giusto, e allora aspettiamo all’addiaccio, unici due aspiranti spettatori, pregustando – illusi – ciò che ci aspetta.</p>
<p><strong>Quando finalmente il gestore</strong> ci fa accomodare, compunto come un bancario alle prime armi, si mette l’aria più professionale che può e ci chiede: “sala o tribuna?”. “Mah, faccia lei, non c’è nessuno”, replico sorridendo. Lui si irrigidisce, prova a celare l’incazzatura, e precisa: “È per i posti numerati. Non vi preoccupate, vi do i migliori”. Capisco che è meglio tacere, allungo i soldi e ritiro i biglietti. Entrando nella sala deserta e gelida, tutto è impeccabile: pavimenti lustri, pareti inappuntabili, sedili con la stoffa profumata e, soprattutto, rigorosamente numerati per fila e seduta. Altro che esperienza vintage. Sembra di essere in una multisala da centro commerciale.</p>
<p><strong>Raggiungiamo i sedili G5 e G6</strong>, proprio al centro, di quelli che puoi allungare i piedi e guardare lo schermo senza nessuna testa di spilungone che si agita davanti a te. “Effettivamente sono i posti migliori”, commentiamo inorgogliti, posando capotti e borse ai lati della nostra posizione – è il caso di dirlo – esclusiva. Ma dopo pochi minuti entrano due persone, anch’esse col biglietto numerato in mano e… vengono a sedersi vicino a noi. Non vicino per modo di dire, ma proprio attaccati, nel senso che ci chiedono di spostare i nostri effetti personali per accomodarsi nel posto dove li avevamo appoggiati e condividere i nostri braccioli, mescolando il fiato delle nostre bocche con il loro. “Ci hanno assegnato questi sedili”, si giustificano serissimi. Passa qualche altro minuto e succede la stessa cosa dall’altro lato. Il tipo alla cassa, pignolo e vendicativo, ha colpito duro.</p>
<p><strong>Ecco allora</strong> – al momento in cui si fa buio e parte il film – sei persone, tre coppie fra loro sconosciute, sedute vicino-vicino-vicino mentre tutto il resto della sala è vuota. Io voglio cambiare posto, ma la situazione mi intimidisce. E desisto. Poggio il cappotto nel sedile davanti, un po’ distante, e i quattro mi guardano male. Lo riprendo, lo piego nelle ginocchia, e così resta per le due ore del film. Mi faccio piccolo-piccolo, scomodissimo, dando e ricevendo gomitate con il mio vicino per tutto il tempo dello spettacolo. Nuovo Cinema Inferno?</p>
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		<title>Uno spin doctor agrigentino  fa volare Alfano su Facebook</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 11:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ha portato in testa alla classifica in qualche mese. È Davide Tedesco (nella foto), agrigentino, 39 anni, il segreto della scalata di Angelino Alfano nella classifica dei politici siciliani più seguiti su Facebook. Come si legge nel nuovo numero di I love Sicilia in edicola, Tedesco, che ha un passato da consigliere comunale nella città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;ha portato in testa alla classifica in qualche mese.</strong> È<strong> Davide Tedesco (nella foto)</strong>, agrigentino, 39 anni, il segreto della scalata di Angelino Alfano nella classifica dei politici siciliani più seguiti su Facebook. Come si legge nel nuovo numero di I love Sicilia in edicola, Tedesco, che ha un passato da consigliere comunale nella città dei Templi, è l&#8217;uomo che cura la comunicazione internet del segretario del Pdl. Cura nei limiti del possibile: “La verità – dice – è che Alfano preferisce stare personalmente su Facebook o su Twitter. È questo il suo segreto: rispondere a tutti i messaggi, o addirittura, come ha fatto qualche settimana fa a Ballarò, chiedere via iPad pareri alla gente”.</p>
<p><strong>La svolta è arrivata </strong>quando Alfano ha lasciato il ministero della Giustizia: abbandonato il low profile da ministro, il politico agrigentino ha utilizzato massicciamente la pagina Facebook e i profili su Twitter e Google+. E su Facebook la gente ha risposto: oltre 40 mila “mi piace”, spinti anche da una campagna pubblicitaria sul social network: “Ma quella – spiega Tedesco – è durata solo una settimana, per spingere la diretta streaming nella quale Alfano si è sottoposto alle domande dei cittadini”. Senza censure, sostiene Tedesco: “La nostra politica – afferma – è censurare solo chi ha nomi evidentemente falsi e non ha la foto oppure chi bestemmia. Gli altri, anche se criticano, sono ammessi: in fondo Facebook, con 24 milioni di utenti in Italia, è uno spaccato fedele del Paese. Angelino vuole sempre ascoltare la gente: se non riesce a farlo direttamente, si fa preparare un report da leggere in macchina o in aereo”. La top ten dei politici italiani più popolari su Facebook si può leggere come ogni mese su I love Sicilia.</p>
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		<title>Il treno dei desideri</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 09:29:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Felice Cavallaro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[L'infelice]]></category>

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		<description><![CDATA[Viaggiare per lavoro o per turismo in Sicilia non è mai stata cosa facile, ma nel mondo dei trasporti una congiura di fine anno sembra abbattersi su ogni ramo del settore. Certo, bisogna tenere i conti a posto, come sostiene l’amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti, a sua volta invitato a sloggiare da uno dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Viaggiare per lavoro o per turismo in Sicilia</strong> non è mai stata cosa facile, ma nel mondo dei trasporti una congiura di fine anno sembra abbattersi su ogni ramo del settore. Certo, bisogna tenere i conti a posto, come sostiene l’amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti, a sua volta invitato a sloggiare da uno dei capitani d’industria più pimpanti come Diego Della Valle. Ma, calcoli su costi e ricavi a parte, è un colpo micidiale apprendere che si tranciano di botto i treni da e per la Sicilia lungo le tratte per Milano, Torino o Venezia, ovvero che per risparmiare, da Siracusa a Trapani, si chiudono le stazioni ferroviarie all’imbrunire, e ancora che l’alta velocità sotto Napoli resterà un’utopia peggio del Ponte sullo Stretto. Se poi le notizie si accavallano lo stesso giorno in cui la Procura di Patti sequestra due gallerie sull’autostrada dello scandalo e che per spostarsi da Palermo a Messina bisogna fare lo zig zag entrando e uscendo dalla vecchia statale lo sgomento assume proporzioni sempre più vaste. Ed è niente se sulle stesse pagine di giornale sbuca fuori l’altro scandalo di un aeroporto come quello di Comiso finora costato 46 milioni di euro, inaugurato nel 2007 per un volo inaugurale dell’allora ministro degli Esteri Massimo D’Alema e mai più utilizzato se non per una birichinata del sindaco che la domenica mattina invita gli amici a correre con le Ferrari sulla pista di due chilometri e mezzo. Un aeroporto declassato a autodromo privato.</p>
<p><strong>Cialtronerie di Stato e buffonate locali</strong> si intrecciano strozzando la speranza di vedere realizzato un obiettivo sempre riproposto in costosissimi convegni e in altrettanti super retribuiti studi sulla mobilità. Parole e carte al vento. Dai tempi del buon Rino Nicolosi che negli anni Ottanta, da presidente della Regione illuminato, annunciava il progetto di un anello autostradale tutt’intorno all’isola con tanto di tratte longitudinali di collegamento. Idee illuminanti, purtroppo, soprattutto per il siculo “quartierino” di una cricca zeppa di costruttori con malefica testa ad Agrigento, pronti a sedersi al “tavolino” con l’Angelo Siino di turno per dividere progetti e appalti. Ma avessero almeno prodotto qualcosa di concreto, stabile, efficiente, col distacco del tempo, pur senza rimpianti per quel satanico connubio, uno storico, pur in un conteggio sfregiato da sprechi e lutti, avrebbe potuto pur mettere dei pesi sull’altro piatto della bilancia. No, non resta niente in questa terra di rapina.</p>
<p><strong>Come si capisce non solo viaggiando sull’autostrada</strong> per Messina inaugurata in pompa magna da Berlusconi, ma anche sulla Gela-Caltanissetta, progettata negli anni Sessanta, inaugurata dopo 40 anni di attesa e da tre anni bloccata perché un viadotto si è letteralmente sbriciolato per un miracolo senza fare vittime.</p>
<p><strong>Come si capisce per chi corre verso Catania</strong> su un’autostrada che all’altezza di Resuttano si restringe per 5 chilometri ad una corsia, da percorrere a passo d’uomo se becchi un Tir, stretti per evitare sorpassi da una sequenza di bidoni bianchi e rossi a destra e sinistra perché si tratta di un mega viadotto, nemmeno troppo alto, con i piloni affondati su un acquitrino di torrenti, forse deboli, forse da rafforzare, forse da sostituire, forse, forse, forse perché il dubbio arrovella i cervelli dell’Anas e della burocrazia regionale da vent’anni, tempo non sufficiente a stabilire se esiste una medicina per il malato, tanto chissenefrega nessuno protesta.</p>
<p><strong>Ed è sulla nociva capacità di adattamento dei siciliani </strong>che probabilmente tecnici ed assessori, geometri e ingegneri, costruttori e collaudatori fanno leva per continuare a far danni dopo avere inaugurato i loro mostri. Come è accaduto sulla strada per Marineo e Corleone, appena lasciata la Palermo Agrigento, il famoso sottopasso di Bolognetta. Appena realizzato si è capito che aprendolo ad auto e camion ci sarebbero stati un incidente dopo l’altro. E allora transenne, blocchi di cemento, tunnel sbarrati, per la gioia dei colombi che sanno dove nidificare. Alla faccia di chi guida. Come succede in altri mille angoli della terra rapinata. Dai piccoli centri alla Palermo delle rotonde disegnate da ingegneri ubriachi e avallate da burosauri ciechi. Zoomate pure sulla circonvallazione, all’altezza di via Leonardo Da Vinci, e vedrete la rotonda con gli anelli laterali sbarrati. Aprendoli, aumenterebbero gli incidenti, dicono. Beh, il sindaco di Comiso avrebbe la soluzione: una pista di go kart.</p>
<p><strong>Parliamo di strade battute notte e giorno </strong>anche dal governatore, dagli assessori regionali, dai potenti di questa terra dove tutti si abituano a tutto. Un po’ di sana indignazione non guasterebbe, ma facendola entrare nelle stanze del potere. Anche per tirare le orecchie o cacciare via i responsabili, per chiedere di rendere conto di ritardi e omissioni ai dirigenti dell’Anas, agli amministratori delle Autostrade, ai burosauri della Regione, ai capi degli uffici tecnici. Per dire loro che i conti di fine anno non sono a posto. Non lo sono con i siciliani che poco interessano a chi, come Moretti e Della Valle, litigano per l’alta velocità da Roma in su. E, purtroppo, poco interessano a chi li amministra in casa loro.</p>
<p><strong>PS. Ma stiamo lavorando alla Caltanissetta-Agrigento</strong>, dirà qualcuno. Ma stiamo installando le rotaie del tram a Palermo, dirà qualcun altro. Ma i conti di fine anno restano in rosso. E non è un bel modo di cominciare il 2012.</p>
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		<title>Piero Agen, l&#8217;uomo che volle farsi siciliano</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 09:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[I Love Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[agen]]></category>

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		<description><![CDATA[È nato in Liguria, ma da 33 anni vive in Sicilia. È Piero Agen, presidente di Confcommercio Sicilia  e della Camera di Commercio di Catania, che si racconta sul numero in edicola di I love Sicilia: politica, passioni, hobby. Nonno di una bambina da pochi giorni, della “sua” Catania dice: “Non ho mai avuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>È nato in Liguria, ma da 33 anni vive in Sicilia.</strong> È Piero Agen, presidente di Confcommercio Sicilia  e della Camera di Commercio di Catania, che si racconta sul numero in edicola di I love Sicilia: politica, passioni, hobby. Nonno di una bambina da pochi giorni, della “sua” Catania dice: “Non ho mai avuto la sensazione di aver fatto una scelta sbagliata. E poi i miei concittadini sono eccezionali: eccessivi e straordinari, nel bene e nel male, ma è proprio in questo &#8216;troppo&#8217; che sta il loro fascino”.</p>
<p><strong>Curioso inguaribile, preciso, temuto,</strong> Agen analizza in modo lucido le debolezze strutturali della Sicilia. Ma aggiunge: “Sono innamorato di quest&#8217;Isola e di questa città” anche se, sorride, “al contrario dei miei figli che tifano Catania, io non lo farò mai. Tifo per il Genoa, naturalmente”.</p>
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		<title>Il volto nascosto di Ivan Lo Bello</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 08:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[I Love Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[ Ivan Lo Bello, presidente della svolta di Confindustria Sicilia, smette le vesti dell&#8217;imprenditore e indossa quelle del giornalista raccontando della grande passione della sua vita: i libri. E nel nuovo numero di I love Sicilia propone le sue recensioni. Ma anche i libri da non perdere del 2011 e la top ten dei classici senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Ivan Lo Bello</strong>, presidente della svolta di Confindustria Sicilia, smette le vesti dell&#8217;imprenditore e indossa quelle del giornalista raccontando della grande passione della sua vita: i libri. E nel nuovo numero di <em>I love Sicilia </em>propone le sue recensioni. Ma anche i libri da non perdere del 2011 e la top ten dei classici senza tempo.</p>
<p><strong>Lettore onnivoro</strong>, Lo Bello divora di tutto, dai grandi classici ai thriller. Quanti libri riesce a leggere in un anno? Molti, anzi moltissimi. Si parla di qualcosa come 200 volumi che il manager quarantottenne legge in macchina, in aereo, in albergo, di notte. Performance da record vista la sua fittissima agenda. Della sua Sicilia dice: “Quella sui libri mi affascina; quella reale mi preoccupa&#8230; Vorremmo una classe politica più consapevole e, invece, di temi come il bilancio della Regione si parla appena”.</p>
<p><strong>Giunto al termine</strong> del suo mandato, c&#8217;è chi lo indica anche come un possibile successore della Marcegaglia: “Non lo so – afferma lui – in fondo le cose quando uno le programma per molto tempo, spesso poi non arrivano, mentre il meglio della vita a volte si presenta inaspettato”.</p>
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		<title>Isola e terraferma</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 11:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Marrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[CCà DDà DDOCU]]></category>
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		<category><![CDATA[cca dda docu]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal numero di I love Sicilia in edicola, pubblichiamo la rubrica del semiologo Gianfranco Marrone "Ccà ddà ddocu".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che cos’è un’isola? Alle scuole elementari ne davano una definizione ovvia ma inquietante: un lembo di terra interamente circondato dal mare. Esempio: la Sicilia è un’isola, come la Sardegna e Creta, l’Italia invece una penisola, come la Spagna o la Scandinavia. Sono isole le Eolie e le Tremiti, l’Irlanda, Malta, non lo sono Calabria e Yucatan. E la Gran Bretagna?, chiedevamo in coro. Sì, un po’ risicata, ma sì, rispondeva stacciuto il maestro. E l’Australia, l’America, l’Eurasia? No no, quelli sono continenti, troppo grandi per essere isole. E un faraglione, uno scoglio, il picco d’un vulcano che spunta dal fondo dell’oceano, non sono pezzi di mondo circondati dalle acque? No, s’affannava inascoltato il buonuomo in grembiule: sono troppo piccoli! Capivamo così che isola non è questione di acqua salata dappertutto ma di chilometri quadrati. Non una cosa tangibile ma un concetto fluttuante, un’idea a metà, l’esito perplesso di una negoziazione continua.</p>
<p>Eppure, c’è tanta letteratura sulle isole: l’essere isolano e perciò isolato, la cupa follia dell’essere sempre tra acqua e sole, l’isolitudine… A Carloforte (che è un gioco di scatole cinesi: una cittadina nell’isola di san Pietro dell’isola di Sardegna) Franciscu Sedda, semiologo e indipendentista sfegatato, organizza da qualche anno il Festival Uizè, che in parlata locale significa appunto ‘isole’. E periodicamente raccoglie lì un bel numero di persone che su questo famigerato problema irredimibile hanno qualcosa di interessante da dire.</p>
<p>Interviene nel dibattito, coi suoi specifici mezzi espressivi, Emanuele Crialese nel film giustamente iperapplaudito Terraferma. Al di là del portato politico e psicologico dell’opera, o forse passando proprio da quello, è possibile intenderlo adesso, a mente fredda, come una perfetta, attualizzante lezione di geografia. L’isola in cui si svolge la storia è abitata da gente che sogna di trasferirsi in continente, ossia sulla terraferma, per cominciare una nuova vita. Ma agli occhi terrorizzati degli africani che a frotte si riversano mezzi morti sulle coste di quel luogo maledetto, l’isola è una terraferma. Simbolicamente, tutto ciò è rappresentato da due mezzi di locomozione, un motorino e un barcone da pesca: per mestiere essi dovrebbero servire a trasportare la gente da un posto all’altro, ma per avventura si trovano a fare tutt’altro. Lo scooter con cui il protagonista va in giro per quella isola/terraferma ne segna i confini angusti e invalicabili. Con la barca si raccolgono dal mare corpi in transito, sfidando col cuore le leggi della città, e con essa il ragazzo isolano e la donna africana fuggiranno via insieme, nel finale, alla ricerca di una terraferma nuova, utopica, inesistente, che molto probabilmente non raggiungeranno mai. Che c’entra tutto ciò con la geografia? Semplice: se, come il film indirettamente ci suggerisce, ci voltiamo indietro verso il presupposto narrativo della vicenda, ci accorgiamo che i nostri tempi maldestri hanno fatto dell’Africa, terraferma per millenni, un’isola inospitale dalla quale scappare a tutti i costi. Lì si soffre di mortale isolitudine.</p>
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		<title>I love Sicilia, la presentazione</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 09:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Love Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Video del giorno]]></category>

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		<description><![CDATA[I love sicilia, la presentazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3OJTnw3ryYA&amp;feature=player_embedded">http://www.youtube.com/watch?v=3OJTnw3ryYA&amp;feature=player_embedded</a></p>
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		<title>&#8220;Mizzica!&#8221; e &#8220;Il venditore di pensieri&#8221;  in allegato con il nuovo I love sicilia</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 08:58:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Love Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[“La lente di Benvenuto è forse la più utile, la meno aberrante e di certo la più originale, per osservare le cose siciliane. Di sguincio, di traverso, senza cadere nel pregiudizio da un lato, negli stereotipi dall&#8217;altro. Mizzica!, certo: una manifestazione di sorpresa. Ma pensandoci subito su”. Queste le osservazioni di Emanuele Lauria, tratte dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“La lente di Benvenuto</strong> è forse la più utile, la meno aberrante e di certo la più originale, per osservare le cose siciliane. Di sguincio, di traverso, senza cadere nel pregiudizio da un lato, negli stereotipi dall&#8217;altro. Mizzica!, certo: una manifestazione di sorpresa. Ma pensandoci subito su”. Queste le osservazioni di Emanuele Lauria, tratte dalla sua prefazione a Mizzica! di Beppe Benvenuto (Novantacento, 96 pagine, 7 euro), offrono una perfetta chiave di lettura di questo libro variegato e ricco di spunti che sarà distribuito in libreria e in edicola in allegato al nuovo numero di I love Sicilia nelle province di Palermo, Trapani, Agrigento, Enna e Caltanissetta. “Mizzica!”, appunto: locuzione ormai comune e diffusa, espressione di meraviglia, di stupore, di sdegno o di sorpresa. Ma per i siciliani questa esclamazione ormai fa parte integrante della punteggiatura, è essa stessa il punto esclamativo della frase. Così il variegato sapore di un unico, antico vocabolo si intreccia alle diverse storie, vecchie e nuove, della Sicilia. Dalla politica alla storia, dunque, dalla letteratura “alta” alle disavventure dell’uomo comune e dai vizi privati alle pubbliche virtù: Mizzica! raccoglie i saggi sagaci e divertenti di Beppe Benvenuto, che si fa interprete virtuoso di questo termine, intrecciandolo alle proprie riflessioni personali e applicandolo in tutte le sue disparate gradazioni al commento dei più svariati fatti di cronaca.</p>
<p><strong>Sempre in allegato col nuovo numero di I love Sicilia</strong>, i lettori delle province di Messina, Catania, Siracusa e Ragusa potranno trovare, al prezzo scontato di 10 euro oltre al costo della rivista, il libro “Il venditore di pensieri”, raffinato e gustoso zibaldone del drammaturgo Aldo Sarullo, che ha raccolto recensioni entusiaste su diverse testate nazionali. Un libro in cui si parla di bellezza e di miserie, ma anche di Sicilia e di mafia, raccontando come nessuno ha fatto i boss del maxiprocesso del quale Sarullo curò la regia televisiva. Un’alternanza del registro della poesia, del teatro, della prosa, della satira. Un viaggio suggestivo nel quale “nessuno sa nulla tranne che si parte”, informa sin dalle prime battute il Venditore di pensieri.</p>
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		<title>&#8220;Angelino Alfano? Bella penna Ma il suo libro non è obiettivo&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 10:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[I Love Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>

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		<description><![CDATA[“Se fosse un romanzo, questa recensione sarebbe facile e benevola. Perché il libro è scritto bene. Ha un titolo promettente, accattivante per un romanzo: &#8216;La mafia uccide d’estate&#8217;. Titolo anche azzeccato, perché coglie la verità, svela una delle tante forme di crudeltà di una mafia, che usa la &#8216;bella stagione&#8217; per profittare della guardia abbassata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Se fosse un romanzo,</strong> questa recensione sarebbe facile e benevola. Perché il libro è scritto bene. Ha un titolo promettente, accattivante per un romanzo: &#8216;La mafia uccide d’estate&#8217;. Titolo anche azzeccato, perché coglie la verità, svela una delle tante forme di crudeltà di una mafia, che usa la &#8216;bella stagione&#8217; per profittare della guardia abbassata delle proprie vittime, dei sistemi di protezione e della comunità durante le assolate estati siciliane. Se fosse un romanzo, non potremmo che apprezzare le qualità letterarie dell’autore, Angelino Alfano, che è una buona penna e dimostra di saper raccontare”. Apre così la sua rubrica “Fuori dal bunker” il pm Antonio Ingroia, che sul nuovo numero del mensile I love Sicilia, in edicola da domani, sabato 3 dicembre, e <a href="http://www.livesicilia.it/speciali/i-love-sicilia-n-71/">già oggi acquistabile online</a>, recensisce il libro del segretario del Pdl Angelino Alfano.</p>
<p><strong>“Ci sono pagine eleganti e pagine descrittive</strong> – scrive Ingroia –, ed infine pagine ricche perfino di pathos. Sembra un romanzo, un romanzo di formazione di un giovane politico siciliano messo alla prova, arrivato presto al traguardo del dicastero della Giustizia, ricco di speranze e di entusiasmi, e col pallino della lotta alla mafia, tanto che sembra influire assai poco su di lui perfino la circostanza che a designarlo sia stato un Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha definito &#8216;eroe&#8217; un uomo della mafia, un assassino, condannato all&#8217;ergastolo per omicidio, come Vittorio Mangano”.</p>
<p><strong>“Il titolo parla della mafia </strong>che uccide – prosegue più avanti nella sua analisi il magistrato –. È allora un libro sulla mafia? Se fosse un libro sulla mafia, sarebbe opera interessante e documentata. Con tante informazioni e riflessioni, utili per i lettori e spesso condivisibili: su carcere e 41-bis, e sull&#8217;aggressione ai patrimoni mafiosi, fra tutti il più importante settore d&#8217;intervento. Peccato solo, in questa prima parte del libro, che l&#8217;autore si sia dimenticato di affrontare diffusamente il delicato tema dei rapporti mafia e politica, e che su questo argomento affermi qualche inesattezza&#8230;”.</p>
<p><strong>“La verità è che questo interessante libro </strong>non è né un romanzo, né un libro sulla mafia – sostiene Ingroia –. È soprattutto un documento politico nel quale l’autore, che – onestamente – in premessa rivela di non essere obiettivo e neutrale per il punto di vista inevitabilmente parziale dal quale è scaturito il racconto, talvolta si lascia prendere la mano. Da una parte, è una specie di &#8216;libro dei sogni&#8217;, delle cose che si sarebbe voluto fare senza riuscirvi (della serie “avrei voluto ma non ho potuto…”), e dall’altro lato è una rappresentazione tutt’altro che obiettiva degli eventi, come quando si ripropone l’immagine, ormai un po’ frusta, di un Berlusconi sottoposto ad una continua aggressione giudiziaria dalla magistratura politicizzata”.</p>
<p>Un apprezzamento per il finale del libro: “Non si può che convenire con la chiusura del libro, quando Alfano ricorda un ministro della Giustizia del dialogo come Mino Martinazzoli. Nella speranza che sulla Giustizia ritorni finalmente fra politica e magistratura quella stessa voglia e capacità di dialogo”.</p>
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		<title>Un pranzo di Natale con stile</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 09:32:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Love Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Auguri, regali, strette di mano, inviti, moine e cene luculliane. Arrivano le feste ed è bene non farsi trovare impreparati. Per questo sul prossimo numero di I love Sicilia troverete 12 ricette di facile esecuzione, con ingredienti reperibili senza troppe difficoltà e nel segno delle Feste, per non sfigurare in cucina. Primi, secondi e dolci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Auguri, regali, strette di mano, inviti, moine </strong>e cene luculliane. Arrivano le feste ed è bene non farsi trovare impreparati. Per questo sul prossimo numero di I love Sicilia troverete 12 ricette di facile esecuzione, con ingredienti reperibili senza troppe difficoltà e nel segno delle Feste, per non sfigurare in cucina. Primi, secondi e dolci firmati da grandi chef disposti a svelare i propri segreti per rendere la vostra tavola indimenticabile: dalle pappardelle al sugo di coniglio ai bon bon di pesce spada, dal couscous al brodo di cernia e harissa al nasello fritto ai ceci e ai “cuddureddi di ficu”. E per ciascun piatto, gli chef consigliano anche il vino da abbinare.</p>
<p>Per chi però preferisse andar per locali, ecco allora 12 ristoranti pronti ad ospitarli e altrettanti hotel dove dormire.</p>
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		<title>Ma per Palermo serve &#8220;il&#8221; progetto</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 11:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Felice Cavallaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Love Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[L'infelice]]></category>
		<category><![CDATA[Le firme]]></category>
		<category><![CDATA[felice cavallaro]]></category>
		<category><![CDATA[il progetto]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Pubblichiamo in anteprima dal nuovo</strong> numero del mensile I love Sicilia, che sarà in edicola da questo fine settimana, la rubrica di Felice Cavallaro "L'infelice", questo mese dedicata a Palermo e in particolare all0iniziativa di Confindustria che ha proposto una serie di progetti per il rilancio della città.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Encomiabile la scossa di Confindustria Palermo</strong> su una città ingessata dall&#8217;ignavia. Sfoderare sette, otto progetti per la rinascita della Fiera del Mediterraneo, del mercato ittico o dell&#8217;ortofrutta, per eliminare lo scempio della disastrata opera pia a due passi dal Politeama e farne un auditorium, ovvero pensare a un uso diverso dell&#8217;Ucciardone, giusto per citare alcuni dei punti esposti a metà novembre, coincide in gran parte con quanto avevamo proposto un anno fa su questa rubrica immaginando un viaggio nel futuro, un sogno che diventava incubo non appena tornati con i piedi per terra, fra strade soffocate da immondizia, traffico, servizi sempre più precari.<br />
Lo ricordo giusto per osservare come ogni palermitano ma forse anche ogni turista, soffermandosi davanti ai tanti sfregi della città, abbia spesso immaginato, sperato, appunto sognato, di ritrovarsi a passeggio in un centro pedonalizzato, di non avere difficoltà a raggiungerlo, di arrivare la mattina sulla circonvallazione senza finire schiacciato negli imbuti di un traffico senza regole, senza dover ammirare (si fa per dire) da agosto passerelle sopraelevate già belle e fatte, perfino illuminate, ma inutilizzate.</p>
<p><strong>Tanto di cappello </strong>quindi agli imprenditori che hanno costretto la sonnolenta Palermo a guardarsi allo specchio con l&#8217;aiuto di due progettisti genovesi forti di grandi realizzazioni a Marsiglia. Anche se, trattandosi per il momento di sfoderare delle idee, potrà apparire legittima l´osservazione di qualche bravo e impegnato professionista che opera nella sua Palermo, come l´architetto Iano Monaco, sorpreso dal fatto che abbiano saputo di tutto ciò a cose fatte tanti dei diecimila ingegneri e architetti qui iscritti agli Ordini, &#8220;buona parte dei quali ansiosi di fare qualcosa per la propria città e pronti a partecipare ad eventuali concorsi di progettazione&#8221;.<br />
L&#8217;ha precisato il patron della manifestazione, il determinato presidente di Confindustria Palermo Alessandro Albanese (nella foto), che la scelta di invitare due &#8220;stranieri&#8221; a guardare la città da fuori era una scommessa anche per capire come gli altri ci vedono, quali punti di leva si riesca ad intravedere dall&#8217;esterno per individuare un riscatto possibile verso l´ipotesi di una città civile. Come dire che non ci sono esclusioni di sorta. Perché quel che importa sta nella assicurazione che proprio Confindustria garantirebbe di potere fare da collante per mettere in moto investimenti addirittura per 500 milioni di euro. E, passando all&#8217;opera, ci sarebbe lavoro per tutti.</p>
<p><strong>Ma per passare all&#8217;opera </strong>bisogna andare oltre la scossa di industriali che non ne possono più dell&#8217;immobilismo. E per questo il vero obiettivo dell&#8217;operazione è sembrato quello di entrare volutamente a gamba tesa nel pasticciato ed incomprensibile dibattito politico in vista delle elezioni comunali e di una ancora imprecisata indicazione del candidato sindaco da parte delle cordate in corsa.<br />
Perché a nulla vale nemmeno realizzare le opere se non si sa in quale contesto inserirle, come usarle, come farle vivere. E lo dico pensando proprio ad uno dei progetti già realizzati proprio da Iano Monaco al quale si deve la Piazza della memoria allestita fra il vecchio palazzo di giustizia e la nuova ala del tribunale ospitata all&#8217;interno del nostro &#8220;Beaubourg&#8221;. Una piazza immaginata come una agorà capace di avvicinare anche fisicamente i cittadini alle mura della legalità, una piazza pensata per essere vissuta mattina e sera, ma ridotta ad un parcheggio (blindato) per le auto di cancellieri e scorte mentre il garage sotterraneo resta in gran parte non utilizzato. E, giusto per fermarci, a quest&#8217;area di cui i due genovesi non si sono occupati perché formalmente già risanata e ristrutturata ecco l&#8217;altra improbabile agorà di quel deserto che è diventata una pietrificata piazza Vittorio Emanuele Orlando, assurda isola pedonale attraversata in fretta da avvocati e imputati al mattino, poi spopolata, arida, insidiosa, quasi inutile ostacolo fra corso Finocchiaro Aprile e la zona del Capo, del Teatro Massimo.</p>
<p><strong>Effetti ben lontani </strong>da chi aveva tratteggiato gli interventi sui tavoli da disegno. Ma per questo, oltre al tecnico, occorrerebbero intervento, mediazione, riflessione di una politica ancora assente, eppure setaccio obbligato per trasformare le buone intenzioni in vero piano di sviluppo. Perché il rischio è di fare le cose male e gestirle peggio o farle morire. Come succede con le agorà, con le passerelle, con i Cantieri culturali&#8230;</p>
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		<title>&#8220;Cca&#8217; Dda&#8217; Docu&#8221; alla Feltrinelli di Catania</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 10:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[I Love Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[cca dda docu]]></category>
		<category><![CDATA[feltrinelli]]></category>
		<category><![CDATA[gianfranco marrone]]></category>
		<category><![CDATA[i lovesicilia]]></category>
		<category><![CDATA[novantacento]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La Feltrinelli Libri e Musica giovedì 17 novembre alle ore 18 presso la Feltrinelli Libri e Musica di via Etnea 285 a Catania presenta Gianfranco Marrone col suo nuovo libro &#8220;Ccà Ddà Docu&#8221;, edito da Novantacento.
Le locuzioni siciliane ccà, ddà e docu sono il brillante punto di partenza di Gianfranco Marrone per iniziare un excursus [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Feltrinelli Libri e Musica</strong> giovedì 17 novembre alle ore 18 presso la Feltrinelli Libri e Musica di via Etnea 285 a Catania presenta Gianfranco Marrone col suo nuovo libro &#8220;Ccà Ddà Docu&#8221;, edito da Novantacento.</p>
<p><strong>Le locuzioni siciliane ccà, ddà</strong> e docu sono il brillante punto di partenza di Gianfranco Marrone per iniziare un excursus ironico e attento su molti temi di attualità isolani. Una breve di cronaca, una notizia che serpeggia nei palazzi del potere e della cultura, un modo di dire o un’esclamazione dell’uomo della strada, sono gli spunti che hanno generato il corpus di brevi saggi incentrati su un piccolo mondo che oscilla ancora tra l’immobilismo gattopardesco e i rapidi cambiamenti della società contemporanea. Insieme ad altri inediti e ad alcune riflessioni sui fenomeni di massa, come il successo del camilleriano commissario Montalbano, Ccà Ddà Docu raccoglie tre anni di intensa collaborazione tra l&#8217;autore, il mensile I love Sicilia, altre riviste italiane e quotidiani nazionali.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Oggi &#8220;Ccà Ddà Ddocu&#8221;,  il nuovo libro di Marrone</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 17:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[I Love Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[La Sicilia raccontata in una serie di flash dal sapre agrodolce. E&#8217; l&#8217;Isola descritta dal semiologo Gianfranco Marrone nel suo libro Ccà Ddà Ddocu, edito da Novantacento, che si presenta domenica 13 novembre alle 17,30 presso il Kursaal Kalhesa, in  Foro Umberto I n° 21, a Palermo. All’evento interverranno l’autore, il giornalista Roberto Puglisi e l&#8217;attore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"><strong>La Sicilia raccontata in una serie di flash dal sapre agrodolce</strong>. E&#8217; l&#8217;Isola descritta dal semiologo Gianfranco Marrone nel suo libro Ccà Ddà Ddocu, edito da Novantacento, che si presenta domenica 13 novembre alle 17,30 presso il </span>Kursaal Kalhesa, in <span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Foro Umberto I n° 21, a Palermo. A</span><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">ll’evento interverranno l’autore, il giornalista Roberto Puglisi e l&#8217;attore e regista Umberto Cantone.  <strong>(Nel video Cantone legge qualche brano)</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Le locuzioni siciliane &#8220;ccà&#8221;, &#8220;ddà&#8221; e &#8220;docu&#8221;, </span><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">sono il brillante punto di partenza dell’autore per iniziare un excursus ironico e attento su molti temi di attualità isolani. </span><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Una breve di cronaca, una notizia che serpeggia nei palazzi del potere e della cultura, un modo di dire o un’esclamazione dell’uomo della strada, sono gli spunti che hanno generato il corpus di brevi saggi incentrati su un piccolo mondo che oscilla ancora tra l’immobilismo gattopardesco e i rapidi cambiamenti della società contemporanea. </span><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Insieme ad altri inediti e ad alcune riflessioni sui fenomeni di massa, come il successo del camilleriano commissario Montalbano, </span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"><em>Ccà Ddà Ddocu</em> raccoglie tre anni di intensa collaborazione tra l&#8217;autore, il mensile <em>I love Sicilia</em> e altre importanti riviste italiane e quotidiani nazionali. </span><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il libro si può acquistare nelle librerie Flaccovio, on-line sul sito <a href="http://www.livesicilia.it/" target="_blank">www.livesicilia.it</a> e in edicola &#8211; fino alla fine di novembre &#8211; </span><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">allegato con il mensile <em>I love Sicilia</em>.</span></p>
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		<title>Cascio torna a fare il medico in CongoLe foto della missione su I love Sicilia</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 09:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dodici giorni in Africa, tra i villaggi poverissimi del Congo Brazzaville. Li racconta sull&#8217;ultimo numero di I love Sicilia in edicola da questo fine settimana il presidente dell&#8217;Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio. Rivestendo i panni di medico, dopo una decina d&#8217;anni, Cascio s&#8217;è unito alla missione umanitaria promossa dall&#8217;associazione Ali per volare di Rino Martinez, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dodici giorni in Africa, tra i villaggi poverissimi del Congo Brazzaville. </strong>Li racconta sull&#8217;ultimo numero di I love Sicilia in edicola da questo fine settimana il presidente dell&#8217;Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio. Rivestendo i panni di medico, dopo una decina d&#8217;anni, Cascio s&#8217;è unito alla missione umanitaria promossa dall&#8217;associazione Ali per volare di Rino Martinez, il cantante-missionario palermitano che da anni si impegna in prima linea per i bambini africani. Lontano dalle baruffe della politica nostrana, Cascio se l&#8217;è dovuta vedere con ben altro genere di insidie. Dal rischio malattie alle fameliche zanzare, dalle notti insonni alle mille difficoltà che si incontrano nella poverissima Africa centrale.</p>
<p><strong>“Malgrado i diamanti, il petrolio, l&#8217;uranio, il 95 per cento</strong> della gente lì vive sotto il livello minimo di povertà. Ci siamo scontrati con mille difficoltà, ma poi, le facce dei bambini che ti sorridono, le mamme che ti guardano come un angelo venuto ad aiutare, tutto questo ti ripaga – racconta Cascio -. Certo ci vuole cuore. E fegato. E Rino Martinez ne ha davvero, è un uomo vicino alla santità per quanto mi riguarda”.</p>
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		<title>L&#8217;Africa di Cascio e Rino MartinezGuarda le immagini dal Congo</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 09:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.livesicilia.it/wp-content/uploads/congo1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-114288" title="congo1" src="http://www.livesicilia.it/wp-content/uploads/congo1.jpg" alt="" width="436" height="291" /></a></p>
<p><a href="http://www.livesicilia.it/wp-content/uploads/congo2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-114289" title="congo2" src="http://www.livesicilia.it/wp-content/uploads/congo2.jpg" alt="" width="436" height="291" /></a></p>
<p><a href="http://www.livesicilia.it/wp-content/uploads/congo3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-114290" title="congo3" src="http://www.livesicilia.it/wp-content/uploads/congo3.jpg" alt="" width="436" height="326" /></a></p>
<p><a href="http://www.livesicilia.it/wp-content/uploads/congo4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-114291" title="congo4" src="http://www.livesicilia.it/wp-content/uploads/congo4.jpg" alt="" width="436" height="291" /></a></p>
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		<title>&#8220;La traversata&#8221; in finale al premio Torre dell&#8217;Orologio</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 12:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[la traversata]]></category>
		<category><![CDATA[salvo toscano]]></category>

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		<description><![CDATA[“La traversata” di Salvo Toscano, il libro edito dalla Novantacento che in questi giorni è allegato al nuovo numero di I love Sicilia in edicola nelle province di Catania, Messina, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Siracusa e Ragusa, è uno dei sei finalisti al concorso letterario “Torre dell’Orologio” di Siculiana. La premiazione avverrà nel corso della Fiera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“La traversata” di Salvo Toscano</strong>, il libro edito dalla Novantacento che in questi giorni è <strong>allegato al nuovo numero di I love Sicilia</strong> in edicola nelle province di Catania, Messina, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Siracusa e Ragusa, <strong>è uno dei sei finalisti al concorso letterario “Torre dell’Orologio” di Siculiana</strong>. La premiazione avverrà nel corso della Fiera del libro <strong>“Siculiana tra le righe, un libro tra le mani” </strong>che si terrà dall’11 al 13 novembre 2011.</p>
<p>Si contenderanno il premio finale anche i libri: “Dovevamo saperlo che l’amore” di Nelson Martinico, casa editrice Lupo Editore; “Salina la sabbia che resta” di Giacomo Cacciatore, Raffaella Catalano, Gery Palazzotto, casa editrice Dario Flaccovio; “Liberami dal male” di Mario Gerardi, casa editrice ad Est Dell’Equatore; “Un’estate a Palermo” di Autori vari, casa editrice Ernesto Di Lorenzo; “Concetto al buio” di Rosario Palazzolo, casa editrice Perdisa.</p>
<p><strong>Presidente della giuria del concorso (che l&#8217;anno scorso vide premiato il libro “Danlenuar” di Giacomo Guarneri, con il premio speciale per la legalità che andò al libro “La scelta”), anche quest’anno sarà Simonetta Agnello Hornby</strong>. Ospiti d’eccezione l’attore Sebastiano Somma con Gaetano Aronica e Fabrizio Catalano che riceveranno il premio speciale “Gesti e Parole per la legalità” per l’opera teatrale “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia. Molti altri gli eventi che graviteranno attorno al concorso letterario come incontri con scrittori, presentazioni di libri, spettacoli teatrali e di vario genere, rappresentazioni e la presentazione del progetto “Siculiana, città museale”.</p>
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		<title>Su I love Sicilia guida ai sapori del Ragusano</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 12:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[I Love Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Benvenuti nel paradiso dei buongustai, dove è facilissimo trovare formaggi, oli, salumi, carni di livello elevato, a costi convenienti. Ma anche vini pregiati, direttamente in cantina, cibi saporiti, tavole d’autore e dolci. Benvenuti, insomma, in quello che gli inglesi, chiamano il “Ragusashire”, territorio che ospita il maggior numero di ristoranti con stelle Michelin dell’Isola, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Benvenuti nel paradiso dei buongustai</strong>, dove è facilissimo trovare formaggi, oli, salumi, carni di livello elevato, a costi convenienti. Ma anche vini pregiati, direttamente in cantina, cibi saporiti, tavole d’autore e dolci. Benvenuti, insomma, in quello che gli inglesi, chiamano il “Ragusashire”, territorio che ospita il maggior numero di ristoranti con stelle Michelin dell’Isola, ma soprattutto terra del Cerasuolo di Vittoria, l’unica Denominazione di Origine Controllata e Garantita siciliana. Ed è proprio a questa zona che <em>I love Sicilia</em>, nel numero attualmente in edicola, ha dedicato un ampio servizio, vera e propria bussola per quanti hanno come motto “va’ dove ti porta il cibo”. E, se oltre al cibo, pensate di trascorrere un piacevole weekend nella logica del gusto e delle esigenze personali, troverete anche i consigli sul dove dormire: dagli alberghi di grande bellezza ai vezzosi e comodi bed &amp; breakfast. A Chiaramonte Gulfi, ad esempio, sono due i luoghi della gola: “Locanda Gulfi”, fuori dal centro abitato, e il centralissimo “Majore”. La bella Ragusa invece accoglie l’ospite, al suo ingresso in città, con il ristorante “La Fenice”. Vasta la scelta per il dove dormire, dal delizioso Hotel Villa Carlotta all&#8217;originale Eremo della Giubiliana. Da non perdere, infine, le visite alle cantine, con giro degli impianti e delle vigne e, neanche a dirlo, degustazione dei vini. I love Sicilia si può acquistare anche on line in versione pdf a 1,59 euro.</p>
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