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	<title>Quotidiano Sicilia &#124; Cronaca Sicilia &#124; Notizie, attualità e politica siciliana - Live Sicilia &#187; Economia</title>
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		<title>La benzina costerà ancora di più  Vi spieghiamo perché sarà così</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 15:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Scarbaci e Federica Sciacca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Prima delle proteste il prezzo del carburante si aggirava intorno a 1,75 euro a litro &#8211; spiega Calogero Vizzini, responsabile di Federconsumatori Palermo &#8211; durante la &#8217;settimana dei Forconi&#8217; era arrivato a 1,80 e da quel momento il prezzo non è più sceso&#8221;. Questo il dato che emerge dall&#8217;analisi di Federconsumatori Palermo sul costo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Prima delle proteste il prezzo del carburante</strong> si aggirava intorno a 1,75 euro a litro &#8211; <strong>spiega Calogero Vizzini</strong>, responsabile di Federconsumatori Palermo &#8211; durante la &#8217;settimana dei Forconi&#8217; era arrivato a 1,80 e da quel momento il prezzo non è più sceso&#8221;. Questo il dato che emerge dall&#8217;analisi di Federconsumatori Palermo sul costo della benzina. &#8220;Il vero problema è che abbiamo un sistema di distribuzione vecchio e dominato da un rapporto inscindibile che lega i singoli distributori alle grandi compagnie, &#8211; aggiunge lo stesso Vizzini, che commenta &#8211; le &#8216;pompe bianche&#8217;, cioè quelle indipendenti, sono meno del 20% rispetto al totale&#8221;.</p>
<p><strong>Un circolo vizioso</strong>, dunque, causato da &#8220;una speculazione senza precedenti, nella quale lucrano le grandi compagnie e lo Stato, ma non di certo i singoli gestori &#8211; sottolinea Vizzini -. Con l&#8217;assenza di controlli e seguendo l&#8217;iter attuale, entro luglio la benzina costerà anche più di due euro al litro&#8221;.</p>
<p><strong>Che l&#8217;attuale rincaro</strong> non sia dunque da addebitare ai gestori è quello che anche <strong>Martino Landi</strong>, presidente della Faib, Federazione autonoma italiana benzinai, afferma: “Gli aumenti sono dettati dalla volontà delle compagnie petrolifere. Secondo le loro stime la quotazione del prodotto è aumentata e quindi scaricano questi aumenti sul prodotto finito. Non è volontà dei gestori di approfittare di un&#8217;emergenza. Noi lavoriamo con un margine fisso che è fermo da 5 anni e si aggira intorno ai 4 centesimi a litro: non è che più aumenta la benzina, più il gestore guadagna. Lui è penalizzato al pari, anzi di più degli altri consumatori, e purtroppo, neanche il movimento dei Forconi ha prodotto alcun beneficio, perchè i poteri forti, che pur sono stati coinvolti in questa protesta, non hanno ascoltato il grido di allarme che veniva dal basso. Questo, non è un problema solo siciliano ma di tutta la nazione&#8221;.</p>
<p><strong>E continua</strong>: &#8220;Anche io sono un gestore e dall&#8217;inizio dell&#8217;anno ad oggi la mia compagnia ha aumentato nove volte il listino in salita. E il ricavo è sempre minore anche perchè aumentano i costi di gestione. Il nostro margine sul giro di affari si aggira al 2%, come non accade per nessuna categoria. Siamo quasi al collasso, al limite della sopravivvenza&#8221;. Adesso ciò a cui si guarda è la liberalizzazione in discussione al Parlamento, anche se secondo Calogero Vizzini sarà solo &#8220;acqua fresca&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Quello che noi vorremmo è avere più autonomia</strong>,- conclude invece Martino Landi &#8211; una rete più moderna e ampliare il volume di affari con le attività connesse all&#8217;auto e ai servizi, in modo da potere arrotondare gli utili, compreso la rivendita di tabacchi che il governo invece concede solo per superfici superiori a 1500 metri”. Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda il presidente nazionale <strong>Luca Squeri</strong> della Federazione italiana Gestori Impianti Carburanti, che dice: “La protesta dei Forconi non è stata inutile, anzi ha lanciato un allarme. Sono proteste legittime ma hanno una loro soluzione nelle voci “tasse” e “costo del prodotto”. Il costo di distribuzione non incide minimamente. Sul prezzo finale, il il 60% sono tasse, il 31% è il costo del prodotto, e solo il rimanente 9% è il costo della distribuzione&#8221;.</p>
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		<title>Ryanair, nuove rotte da Palermo verso Madrid e Dublino</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La compagnia aerea Ryanair ha annunciato che aggiungerà due nuove rotte da Palermo per Dublino e Madrid, portando così a 12 le destinazioni raggiungibili dallo scalo palermitano, operative da aprile 2012. Le nuove tratte porteranno il traffico di Ryanair a Palermo a 1,2 milioni di passeggeri. Per festeggiare, Ryanair ha messo a disposizione un milione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La compagnia aerea Ryanair ha annunciato</strong> che aggiungerà due nuove rotte da Palermo per Dublino e Madrid, portando così a 12 le destinazioni raggiungibili dallo scalo palermitano, operative da aprile 2012. Le nuove tratte porteranno il traffico di Ryanair a Palermo a 1,2 milioni di passeggeri. Per festeggiare, Ryanair ha messo a disposizione un milione di posti a partire da 12 euro per viaggiare su oltre mille rotte europee ad aprile. Questi posti devono essere prenotati su www.ryanair.com prima della mezzanotte di lunedì prossimo.</p>
<p><strong>I nuovi voli saranno in vendita a partire da domani</strong>. &#8220;Dopo Alitalia, Ryanair è la compagnia con il maggior numero di passeggeri trasportati &#8211; ha commentato Dario Colombo, amministratore delegato della Gesap, la società di gestione dell&#8217;aeroporto Falcone e Borsellino &#8211; con la compagnia irlandese continua questa splendida collaborazione, che ci spinge a lavorare di più per trovare nuove soluzioni&#8221;.</p>
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		<title>Inla, patto per il lavoro:  &#8220;Così sosteniamo i costi della crisi&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Scarbaci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[Il progetto Inla Palermo giunge al terzo anno di attività. Svolto in  collaborazione con il ministero del Lavoro tramite l&#8217;ufficio Italia  Lavoro e con il consorzio Asi di Palermo, il progetto mira ad  assicurare occupazione a soggetti svantaggiati stabilendo processi di  formazione in collaborazione con le imprese.
&#8220;Dal 2006 al 2009 abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il progetto Inla Palermo giunge al terzo anno di attività.</strong> Svolto in  collaborazione con il ministero del Lavoro tramite l&#8217;ufficio Italia  Lavoro e con il consorzio Asi di Palermo, il progetto mira ad  assicurare occupazione a soggetti svantaggiati stabilendo processi di  formazione in collaborazione con le imprese.</p>
<p><strong>&#8220;Dal 2006 al 2009</strong> abbiamo  attivato ben 1042 tirocini formativi al termine dei quali abbiamo registrato 776  assunzioni, ovvero l&#8217; 86,7% di neo-occupati  &#8211; come afferma Nicola  Faldetta, a capo del progetto, durante la conferenza stampa indetta per  stamani nella sede Asi di Brancaccio, pur precisando &#8211; i rimanenti hanno  invece abbandonato, rifiutato o non sono stati trovati idonei&#8221;. I primi  risultati sono quindi incoraggianti, &#8220;specialmente perchè abbiamo  generato posti di lavoro in un perodo di crisi senza precedenti, ma  anche perchè abbiamo speso solamente nove milioni di euro a fronte degli  undici stanziati dal ministero &#8211; aggiunge lo stesso Faldetta che  auspica &#8211; una nuova erogazione di fondi per l&#8217;estenzione del progetto a  tutta la regione&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;aria che si respira</strong> è quella di una grande  soddisfazione, ribadita anche dal capo progetto di Italia Lavoro,  Antonella De Iuliis, che ha sottolineato come &#8220;Italia Lavoro è stato un  aiuto e un supervisore per il progetto Inla, registrando nel complesso  dati positivi provenienti sia dalle aziende che dai tirocinanti&#8221;. Anche  il commissario straordinario Asi Angela Antinoro ha apprezzato i  risultati progettuali, cogliendo l&#8217;occasione per sottolineare infine la  condizione dell&#8217;Asi che &#8220;al momento è in liquidazione non per un cattivo  operato ma in vista di una normativa che convoglia le undici sedi del  consorzio in un unico Istituto regionale per lo sviluppo delle attività  produttive (IRSAP)&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Ecco come si farà  il rating antimafia&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 18:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cottone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[La proposta ha trovato pareri favorevoli a tutte le latitudini politiche e istituzionali. “Lo Stato riconosca un rating più alto a favore di chi, non solo al Sud, ha coraggiosamente portato avanti un percorso difficile contro la mafia” ha proposto Antonello Montante, responsabile legalità di Confindustria nazionale e sono piovuti gli attestati di stima del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La proposta ha trovato pareri favorevoli a tutte le latitudini politiche e istituzionali</strong>. “Lo Stato riconosca un rating più alto a favore di chi, non solo al Sud, ha coraggiosamente portato avanti un percorso difficile contro la mafia” ha proposto <strong>Antonello Montante</strong>, responsabile legalità di Confindustria nazionale e sono piovuti gli attestati di stima del ministro dell&#8217;Interno Annamaria Cancellieri, Leoluca Orlando, Angelino Alfano, Enrico Letta, Luciano Violante e persino la Lega. Bene, e ora?</p>
<p><strong>“Stiamo lavorando a una proposta concreta con Ivano Lo Bello ed Emma Marcegaglia” </strong>spiega a Live Sicilia Antonello Montante, citando i leader di Confindustria regionale e nazionale. “Si dovrà fare un accordo con Abi (Associazione delle banche italiane, ndr) e le associazioni delle imprese”. Decisivo è, però, il passaggio dal ministero dell&#8217;Interno “che dovrà disporre la creazione di un&#8217;autorità, un ente, che può essere di natura prefettizzia o una commissione mista con dentro imprese e banche”.</p>
<p><strong>L&#8217;obiettivo è quello di rendere più “bancabili”</strong> le aziende virtuose, “per avere accesso al credito, soprattutto in un periodo di di crisi nera. Un cash flow di cui si fa garante l&#8217;autorità”. È un passaggio che va oltre la repressione e il controllo. “Tutto passerà dall&#8217;ente certificatore che valuterà le aziende sugli atti concreti verso la legalità” spiega Montante. Ma come si fa a definire un&#8217;azienda “antimafia”? “Chi denuncia il pizzo, chi fa azioni imprenditoriali basate sull&#8217;etica, le aziende con un codice etico applicato e funzionante da anni, chi ha sottoscritto un protocollo di legalità ma non di facciata, di quelli severi e veri. Insomma, chi sotto gli occhi di tutti sta operando per la legalità”.</p>
<p><strong>L&#8217;aumento del punteggio di rating</strong> non è solo un fattore che riguarda la finanza, ma ha concreti risvolti nella vita delle aziende. “Il rating dovrebbe essere aumentato di un punto, un punto e mezzo che rappresenta anche una garanzia nei confronti della banca sulla possibilità di eventuali futuri sequestri o confische”. La banca che concede il credito riduce il rischio di provvedimenti patrimoniali dell&#8217;autorità giudiziaria che potrebbero compromettere l&#8217;operazione.</p>
<p><strong>“Un&#8217;operazione in cui lo Stato</strong> non mette un soldo e una soluzione ai problemi delle imprese che non solo rischiano di essere succubi del sistema mafioso ma anche della mancanza di credito, evitando così il soffocamento. Una soluzione che, quindi, aiuta anche le banche e che stiamo portando avanti con Confindustria nazionale e regionale” conclude Montante. Una proposta che va bene a tutti e che conviene. Riprendendo uno slogan delle ultime proteste femminili: “Se non ora, quando?”.</p>
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		<title>Felice lascia e si difende: &#8220;Ho toccato interessi più grandi di me&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 17:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cottone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lui stesso lo definisce &#8220;l&#8217;ultimo atto&#8221;. Stamane Giovanni Felice, ex presidente di Confesercenti Palermo, ha salutato la stampa dopo aver rassegnato le sue dimissioni da presidente regionale e dopo il commissariamento della federazione provinciale da lui presieduta. Punta il dito sulla federazione catanese, sulle presunte infiltrazioni mafiose nell&#8217;associazione etnea e ritiene che il suo siluramento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lui stesso lo definisce &#8220;l&#8217;ultimo atto&#8221;.</strong> Stamane Giovanni Felice, ex presidente di Confesercenti Palermo, ha salutato la stampa dopo aver rassegnato le sue dimissioni da presidente regionale e dopo il commissariamento della federazione provinciale da lui presieduta. Punta il dito sulla federazione catanese, sulle presunte infiltrazioni mafiose nell&#8217;associazione etnea e ritiene che il suo siluramento sia legato all&#8217;aver toccato interessi più grandi di lui.</p>
<p><strong>Felice ha voluto dire la sua</strong>, cercando di spiegare i motivi di una repentina caduta che, nel giro di due mesi, lo ha visto uscire dall&#8217;associazione di categoria dopo una militanza decennale. Lo ha fatto affidandosi a un ricostruzione cronologica dei fatti a partire da quando, nel novembre 2010, sono uscite sulla stampa le notizie a proposito di una intercettazione che vedeva coinvolti il presunto capomafia di Paternò, Rosario Di Dio, e il direttore generale di Confesercenti Catania, Salvo Politino.</p>
<p><strong>Un fatto che Felice</strong> ha ritenuto grave sin dalle prime battute ma che ha associato a incidenti di percorso che possono capitare a chi si interfaccia giornalmente con i commercianti. Le cose si sarebbero complicate quando un sito, &#8220;<a href="http://www.qtsicilia.it/" target="_blank">qtsicilia</a>&#8220;, ha attaccato Confesercenti Catania, oltre che per le &#8220;relazioni pericolose&#8221; di Politino, anche per una presunta estorsione ai danni di un associato di cui viene pubblicata la lettera di protesta. Felice sostiene che ha sempre indicato che la via era quella di difendersi in sede giudiziaria contro le accuse lanciate, ma, invece, alla testata sarà inviata una semplice replica. Del caso, quindi, Felice investe la giunta nazionale e, documentandosi su quanto effettivamente Di Dio e Politino si dicevano, si rende conto di una situazione grave e la denuncia, convocando un&#8217;assemblea e ponendo il &#8220;caso Catania&#8221; all&#8217;ordine del giorno.</p>
<p><strong>Ma, invece, in quella stessa assemblea</strong> non si discute del &#8220;caso Catania&#8221; ma della sfiducia allo stesso Felice, per cui erano già state raccolte le firme. Una riunione di fuoco in cui Felice contesta che i voti decisivi a metterlo in minoranza siano arrivati via fax. Ciò nonostante Felice decide di dimettersi ma, raccoglie i documenti, e si presenta in procura. Ci sarebbero strani movimenti bancari nel conto della Confesercenti. I soldi indirizzati alla federazione provinciale catanese vengono versati in tre conti diversi, di cui oltre 89 mila euro finiscono in un conto personale di Politino. Siamo negli ultimi giorni del 2011.</p>
<p><strong>A gennaio a Palermo</strong> vengono inviati gli ispettori dalla direzione nazionale, su richiesta della giunta regionale per una verifica sulla &#8220;regolarità amministrativa&#8221;. Ed evidenziano: &#8220;L&#8217;utilizzo sproporzionato di personale in Confesercenti e soprattutto in maniera irrazionale nella società di servizi (la Se.a.ter. srl, ndr), in considerazione delle pochissime contabilità e pratiche di lavoro trattate&#8221;. Le conseguenze sono: &#8220;Il declino dell&#8217;associazione e della società, l&#8217;incremento continuo del saldo debitorio, gli omessi pagamenti nei confronti di enti, personale dipendente, fornitori ed altri e le notevoli perdite d&#8217;esercizio subite&#8221;. Valori &#8220;antieconomici&#8221; secondo gli ispettori che segnalano come <strong>fra i 9 addetti alla Se.a.ter.  c&#8217;è lo stesso Giovanni Felice</strong> (assunto nell&#8217;ottobre 2010) e l&#8217;onorevole Faraone in aspettativa. La perdita è stimata in 166.101 euro (3 volte il capitale sociale), i debiti in 600 mila euro, i crediti in 435.029 euro (di cui esigibili meno del 50 per cento secondo lo stesso Felice) e 200 mila euro nei confronti dell&#8217;erario e degli istituti previdenziali. Tutto senza considerare interessi e sanzioni. A questi dati si aggiungono <strong>prelevamenti in contanti dal conto corrente della Confesercenti Palermo per 13-15 mila euro al mese</strong>. Una situazione &#8220;grave e pericolosa&#8221; che ha portato al commissariamento e alla sostituzione di Giovanni Felice con l&#8217;avvocato.</p>
<p><strong>Felice si difende:</strong> &#8220;Abbiamo spiegato agli osservatori come avremmo ripianato i debiti&#8221; dice mostrando i bilanci della provinciale di Palermo che  &#8221;produce avanzi di gestione. Nel 2010 ha prodotto utili per 24 mila euro, nel 2011 supererà i centomila euro di utili, dal 2012 produrrà almeno sessantamila euro di avanzo di gestione&#8221;. Quanto alla Seater, Felice afferma di essere &#8220;orgoglioso di avere fatto l&#8217;errore di aver tentato di salvaguardare i posti di lavoro&#8221; perché risanarla &#8220;significava licenziare il personale&#8221;. In ogni caso la società è stata posta in liquidazione e, in più, &#8220;è una srl, risponde per il capitale versato. La scelta di pagare tutti i debiti è una scelta volontaria che, sotto la mia guida, avrebbe potuto permettersi&#8221;. Quanto ai prelievi di denaro mensile, Felice giustifica il fatto adducendo che, come da statuto, il 25 per cento del fatturato &#8220;può essere speso in attività sul territorio&#8221;, ovvero dare una mano a chi, volontariamente, apre un Caf, un patronato. &#8220;Queste associazioni di volontariato non emettono fattura&#8221;.</p>
<p><strong>Infine lancia il suo dardo in direzione Catania</strong>. &#8220;Io non credo che Di Dio avesse bisogno di un credito di 30 mila euro, ma era un modo per dimostrare il potere&#8221;. Il riferimento, affatto celato, è a Salvo Politino. Secondo Felice, infatti, fra i beneficiari delle intermediazioni per il credito di Confesercenti Catania ci sia anche il presunto capomafia di paternò. &#8221;Non capisco perché se si scopre un caso di presunta infiltrazione mafiosa alla Confesercenti di Catania, si procede, invece, come un buldozer, su Palermo&#8221;. E alla domanda del motivo per cui sarebbe stato fatto fuori, Felice risponde candidamente di non averlo ancora ben capito. Ma una giustificazione la abozza: &#8220;Ho toccato interessi più grandi di me&#8221;.</p>
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		<title>Irfis, Enzo Emanuele presidente  del consiglio d&#8217;amministrazione</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ragioniere generale Enzo Emanuele è stato nominato presidente del consiglio di amministrazione dell&#8217;Irfis, l&#8217;ex Istituto di mediocredito trasformato in società finanziaria e controllato interamente dalla Regione dopo avere acquisito la quota di capitale che era detenuta da Unicredit. Ne ha dato notizia, intervenendo all&#8217;Ars l&#8217;assessore all&#8217;Economia, Gaetano Armao.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il ragioniere generale Enzo Emanuele</strong> è stato nominato presidente del consiglio di amministrazione dell&#8217;Irfis, l&#8217;ex Istituto di mediocredito trasformato in società finanziaria e controllato interamente dalla Regione dopo avere acquisito la quota di capitale che era detenuta da Unicredit. Ne ha dato notizia, intervenendo all&#8217;Ars l&#8217;assessore all&#8217;Economia, Gaetano Armao.</p>
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		<title>Bilancio: servono 2,3 miliardi  Scatta il controllo della spesa</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo deve recuperare 2,3 miliardi di euro per potere chiudere il bilancio di quest&#8217;anno. E&#8217; questo il calcolo fatto dall&#8217;assessore all&#8217;Economia, Gaetano Armao, che ha spiegato la situazione finanziaria della Regione siciliana al tavolo tecnico riunito stamattina a Palazzo Chigi. &#8220;La situazione è complessa, stiamo lavorando in diverse direzioni: dalla spending review per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il governo deve recuperare 2,3 miliardi di euro </strong>per potere chiudere il bilancio di quest&#8217;anno. E&#8217; questo il calcolo fatto dall&#8217;assessore all&#8217;Economia, <strong>Gaetano Armao</strong>, che ha spiegato la situazione finanziaria della Regione siciliana al tavolo tecnico riunito stamattina a Palazzo Chigi. &#8220;La situazione è complessa, stiamo lavorando in diverse direzioni: dalla spending review per il controllo della spesa al confronto con lo Stato sul federalismo fiscale, le accise e la compartecipazione alla spesa sanitaria&#8221;, afferma Armao. Armao ha rifatto i conti alla luce delle disposizioni introdotte dal decreto &#8217;salva-Italia&#8217; del premier Monti, che prevede per esempio modifiche sull&#8217;Irpef calcolata per gli immobili. L&#8217;effetto è che il quadro economico-finanziario prefigurato nel documento di bilancio 2012 presentao all&#8217;Assemblea regionale alla fine dell&#8217;anno scorso e poi &#8216;congelato&#8217; per procedere all&#8217;approvazione dell&#8217;esercizio provvisorio è notevolmente peggiorato. Il nuovo documento, su cui stanno lavorando gli uffici del bilancio, prevederà tagli alla spesa per 1,3 miliardi di euro, ai quali si aggiungeranno ulteriori minori entrate per 450 milioni di euro che la Regione incassava come Irpef sugli immobili e che la nuova Imu destina a Stato e comuni. Serviranno poi ulteriori 650 milioni per finanziaria la spesa sanitaria.</p>
<p><strong>I controlli della Ragioneria generale</strong>, col supporto degli assessorati interessati, scatteranno innanzitutto negli uffici centrali e periferici della Regione per verificarne il funzionamento, poi saranno passate al setaccio le spese per la promozione, la propaganda e le iniziative direttamente promosse. Quindi sotto la lente finiranno uno dopo l&#8217;altro i collegamenti marittimi, il trasporto pubblico locale, il fondo unico per il precariato, la formazione professionale con i relativi percorsi formativi. Sono alcuni dei punti critici individuati dall&#8217;assessorato regionale all&#8217;Economia, guidato da Geatano Armao, che ha deciso di scandagliare la spesa pubblica, in linea con la strategia di spending review adottata per cercare di mettere un po&#8217; d&#8217;ordine nei conti della pubblica amministrazione e recuperare magari risorse per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. In totale si partirà da 11 &#8216;punti&#8217; sui quali l&#8217;assessorato ha stabilito di avviare le prime verifiche per poi estenderle a l&#8217;intero alveo pubblico. Nell&#8217;elenco ci sono anche le spese per la forestazione e la difesa dell&#8217;ambiente, la gestione degli impianti idrici per la produzione dell&#8217;acqua dissalata, gli sportalli multifunzionali, le attività sportive e le spese per i parchi e le riserve.</p>
<p><strong>&#8220;E&#8217; del tutto evidente</strong> &#8211; scrivono l&#8217;assessore Armao, il ragioniere generale Enzo Emanuele e il dirigente del bilancio Mariano Pisciotta in un&#8217;apposita circolare appena firmata &#8211; che la realizzazione del programma si basa sul fondamentale e fattivo contributo di tutti i responsbaili dei dipartimenti regionali che dovranno tempestivamente effettuare sulla base delle indicazioni metodologiche fornite dal Comitato tecnico (da poco istituito) le singole analisi delle spese di propria competenza, individuando le criticità, le opzioni di riallocazione delle risorse, le possibili strategie di miglioramento dei risultati ottenibili, con le risorse stanziate, sul piano della qualità e della economicità&#8221;. Nella circolare Armao, Emanuele e Pisciotta indicano gli obiettivi che l&#8217;amministrazione intende raggiungere attraverso la spending review: &#8220;superare l&#8217;approccio incrementale nelle decisioni di allocazione di bilancio, in base al quale è invalsa negli anni la tendenza a introdurre modifiche marginali alla spesa storica, rifinanziando sistematicamente le politiche di spesa in essere, senza valutarne la qualità e l&#8217;efficienza in relazione agli obiettivi che si intendono conseguire&#8221;. E inoltre &#8220;superare le criticità connesse al ricorso, ai fini di contenimento della spesa, ai cosiddetti tagli orizzontali o lineari alle dotazioni di bilancio ovvero a strumenti di blocco della spesa che, oltre a creare difficoltà operative alle amministrazioni, possono determinare inopinati rimbalzi della spesa negli anni successivi, ovvero la necessità di provvedere a un parziale reintegro delle risorse già nell&#8217;anno di riferimento&#8221;.</p>
<p><strong>Raggiunto da Live Sicilia</strong>, l&#8217;assessore Armao ha precisato che la somma oggetto di negoziazione con lo stato centrale, riguarda i 650 milioni di euro legati alla compartecipazione della Regione alla spesa sanitaria, e i 450 milioni dovuti al minor gettito in quanto l&#8217;Imu (incassata da Stato e Comuni), sostituendosi all&#8217;Irpef (incassata dalla Regione), comporta appunto una minore entrate per le casse regionali. I restanti 1,3 miliardi di euro, invece, sono già stati rinvenuti nella bozza di bilancio già all&#8217;esame delle commissioni competenti.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Ibs Forex, l&#8217;ex dg della Provincia  condannato a 26 milioni di risarcimento</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 10:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ac) Nel 2006 la Provincia regionale di Palermo ha investito trenta milioni di euro in un&#8217;operazione con un &#8220;grado di rischio obiettivamente elevato&#8221;, in &#8220;speculazioni potenzialmente erosive del capitale investito&#8221;, per questa ragione la sezione giurisdizionale per la Regione siciliana della Corte dei conti ha condannato Antonino Caruso, ex direttore generale di Palazzo Comitini, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(ac) Nel 2006 la Provincia regionale di Palermo </strong>ha investito trenta milioni di euro in un&#8217;operazione con un &#8220;grado di rischio obiettivamente elevato&#8221;, in &#8220;speculazioni potenzialmente erosive del capitale investito&#8221;, per questa ragione la sezione giurisdizionale per la Regione siciliana della Corte dei conti ha condannato <strong>Antonino Caruso</strong>, ex direttore generale di Palazzo Comitini, a risarcire all&#8217;ente la somma record di oltre 26 milioni 575 mila euro. La notizia è riportata nell&#8217;edizione palermitana di Repubblica.</p>
<p><strong>Secondo la sentenza emessa da Vincenzo Lo Presti</strong>, l&#8217;investimento scelto col canale della Ibs Forex, la finanziaria comasca fallita e i cui manager sono stati arrestati nel 2010, riguardava la compravendita di valute, &#8220;già in astratto, una delle scelte meno appropriate&#8221;. &#8220;Nella condotta a Caruso addebitabile &#8211; scrivono i giudici contabili &#8211; sono ravvisabili (quantomeno) gli estremi della colpa grave&#8221;. Ma non il solo Caruso ad essere stato condannato per la spericolata operazione finanziaria, con lui pagheranno anche i revisori dei conti della Provincia. Antonino Rotolo Gloria Giuseppa Dalleo e Giuseppe Califano, con oltre 984 mila euro a testa.</p>
<p><strong>Ma in procura, su tutta la vicenda,</strong> resta ancora aperto un fascicolo, nelle mani del pm Gaetano Paci. Non si riesce infatti a capire come un manager esperto e navigato come Antonino Caruso possa aver preso un tale abbaglio. L&#8217;ipotesi è quella di corruzione, per questa ragione i magistrati palermitani sono in continuo contatto con i colleghi di Como che indagano sulla Ibs Forex.</p>
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		<title>Accessorize cerca 3 store manager</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Rotondo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Store manager per tre punti vendita di Accessorize, due a Catania e uno a Palermo. Per candidarsi è necessario inviare il proprio curriculum a trovalavoro@accessorize.it specificando il ruolo che si vuole ricoprire e la città di destinazione (nella città etnea, uno dei due punti vendita si trova all’interno del centro commerciale Porte di Catania). Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Store manager per tre punti vendita di Accessorize, due a Catania e uno a Palermo. Per candidarsi è necessario inviare il proprio curriculum a <a href="mailto:trovalavoro@accessorize.it">trovalavoro@accessorize.it</a> specificando il ruolo che si vuole ricoprire e la città di destinazione (nella città etnea, uno dei due punti vendita si trova all’interno del centro commerciale Porte di Catania). Si richiede conoscenza dell’inglese e uso del pc. Maggiori informazioni su <a href="http://www.accessorize.it">www.accessorize.it</a>.</p>
<p><em><strong>Consulta le altre offerte d&#8217;impiego nella sezione &#8220;Imprese&amp;Lavoro&#8221; di &#8220;S&#8221;, acquistabile in edicola o cliccando <a href="http://www.livesicilia.it/speciali/s-n-46/">qui</a>.</strong></em></p>
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		<title>Tratte sociali, è l&#8217;ultima chiamata</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 18:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Rotondo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tratte sociali, ultima chiamata. Nei giorni scorsi è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il bando di gara per l’affidamento dei collegamenti aerei tra Sicilia, Pantelleria e Lampedusa. Chi vincerà l’appalto si troverà tra le mani quasi 15 milioni di euro targati Stato e Regione, che serviranno a coprire il servizio per un anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tratte sociali, </strong>ultima chiamata. Nei giorni scorsi è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il bando di gara per l’affidamento dei collegamenti aerei tra Sicilia, Pantelleria e Lampedusa. Chi vincerà l’appalto si troverà tra le mani quasi 15 milioni di euro targati Stato e Regione, che serviranno a coprire il servizio per un anno e mezzo, a partire dal 25 marzo prossimo. E fino a settembre 2013. Poi il buio più assoluto. Le tratte sociali sono a rischio perché non sono stati rimpinguati i fondi che consentono agli isolani di raggiungere la terraferma in aereo a prezzi più bassi.</p>
<p><strong>“Abbiamo i soldi</strong> per circa un anno, poi non si sa”, dice a Live Sicilia <strong>Vito Riggio (nella foto)</strong>, presidente dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile  che si è occupata di preparare il bando di gara tradotto in 26 lingue. “Al momento – prosegue Riggio – non ci hanno dato sicurezze e c’è il rischio concreto che per il prossimo anno possa saltare la convenzione sui servizi aerei di linea tra gli scali di Lampedusa e Pantelleria e gli scali di Trapani, Palermo e Catania”. Una brutta notizia per la Sicilia che, dopo l’annuncio da parte di Alitalia di voler inglobare la compagnia aerea low-cost Wind Jet, si è già messa a fare i conti sui possibili rincari dei prezzi dei biglietti aerei in un regime di quasi totale monopolio. E il conto è ancora più salato per le due isolette vicine all’Africa che già lo scorso anno hanno sofferto un crollo del turismo a causa dell’ondata di immigrati dal Maghreb.</p>
<p><strong>Il vero problema</strong> però – a sentire gli isolani – non sono gli immigrati ma i trasporti. Il mercato dei voli aerei, infatti, va avanti senza programmazione penalizzando l’economia delle isole che, abbandonata la pesca, è incentrata principalmente sul turismo. “Non mi preoccupo se le tratte sociali del 2013 sono a rischio e mi stupisco che qualcuno lo possa fare. Il problema è nel presente in quanto ad oggi è impossibile prenotare un volo aereo da Palermo e Catania per la prossima stagione estiva”, denuncia Giandamiano Lombardo, presidente di Federalberghi Isole Pelagie e vicepresidente di Federalberghi Isole Minori della Sicilia. “E questo – prosegue – vuol dire perdere turisti che nel frattempo, di fronte all’oggettiva difficoltà di raggiungere Pantelleria o Lampedusa, decidono di cambiare meta”.</p>
<p><strong>Attualmente i collegamenti aerei</strong> a tratta sociale sono assicurati da Meridiana che ha vinto il bando nel 2010. Dallo scorso anno la compagnia opera in regime di proroga che adesso scadrà il prossimo 21 marzo. Da questa data in poi e in attesa di conoscere il nuovo operatore (il cui nome si saprà proprio in quei giorni), sta andando in scena un vero e proprio black out del servizio prenotazioni aeree. E non ci sono grosse alternative perché le altre compagnie che, nei mesi estivi, atterrano nei due comuni più a Sud d’Italia, spesso hanno prezzi proibitivi. “Lo scorso anno – esemplifica il vicepresidente degli albergatori isolani – un biglietto aereo da Milano costava fino a 800 euro. Chi può venire in vacanza da noi con questi prezzi?”, si chiede. Difficoltà anche nei collegamenti via mare. “Lampedusa – dice Lombardo – è sicuramente la più penalizzata perché dista 8 ore di navigazione da Porto Empedocle che è già di per sé uno scalo marginale”. “L’unica soluzione – conclude – sarebbe quella di potenziare il sistema aereo anche con l’ingresso di compagnie low-cost. Una cosa è certa: un territorio non può crescere se non c’è programmazione. E negli ultimi 10 anni non c’è mai stata”.</p>
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		<title>Dopo l&#8217;Italia il rating scende &#8220;a cascata&#8221;  C&#8217;è anche la Sicilia tra gli enti declassati</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:18:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raffica di tagli di rating agli enti locali da parte di Standard and Poor&#8217;s. A seguito del calo dell&#8217;Italia da A a BBB+ dello scorso 13 gennaio, l&#8217;agenzia ha &#8216;a cascata&#8217; ridotto i rating a 13 enti locali fra cui le città di Roma, Milano, Firenze, Bologna Genova e le regioni di Campania, Emilia, Sicilia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Raffica di tagli di rating </strong>agli enti locali da parte di <strong>Standard and Poor&#8217;s.</strong> A seguito del calo dell&#8217;Italia da A a BBB+ dello scorso 13 gennaio, l&#8217;agenzia ha &#8216;<strong>a cascata&#8217; ridotto i rating a 13 enti locali </strong>fra cui le città di Roma, Milano, Firenze, Bologna Genova e le regioni di Campania, Emilia, Sicilia, Liguria, Marche, Umbria e Friuli e la provincia di Roma. Confermato quello per la Regione Lazio che aveva già un rating BBB+. Tutti gli outlook sono negativi.</p>
<p><strong>La decisione riflette </strong>il metodo generale usato dall&#8217;agenzia di non assegnare agli enti locali un rating maggiore di quello della Repubblica Italiana. Anche le previsioni negative (outlook) rispecchiano quello del rating sovrano. Un rating maggiore può essere assegnato solo nel caso in cui l&#8217;ente locale abbia una minore dipendenza dai trasferimenti statali, una economia più vitale o un&#8217;alta flessibilità finanziaria.</p>
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		<title>Alitalia-Wind Jet, Marrocco:  &#8220;Operazione dannosa per i siciliani&#8221;</title>
		<link>http://www.livesicilia.it/2012/01/27/alitalia-wind-jet-marrocco-operazione-dannosa-per-i-siciliani/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Accursio Sabella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Sulla vicenda dell&#8217;accorpamento in Alitalia delle compagnie Wind jet e Blu Panorama, scende in campo anche la politica. Il capogruppo di Fli all&#8217;Ars Livio Marrocco, infatti, ha presentato un&#8217;interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti sulla vicenda. E i dubbi, sollevati dal deputato trapanese, non sono pochi.
“La situazione dei trasporti in Sicilia – scrive Marrocco &#8211; ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sulla vicenda dell&#8217;accorpamento in Alitalia delle compagnie Wind jet e Blu Panorama, scende in campo anche la politica. </strong>Il capogruppo di Fli all&#8217;Ars Livio Marrocco, infatti, ha presentato un&#8217;interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti sulla vicenda. E i dubbi, sollevati dal deputato trapanese, non sono pochi.</p>
<p><strong>“La situazione dei trasporti in Sicilia – scrive Marrocco &#8211; ha visto la crisi della Siremar e della Tirrenia</strong>, il fallimento della politica di Trenitalia spa, il disinteresse nei confronti dello sviluppo delle strade ed autostrade; la compagnia Wind Jet, fino ad oggi – aggiunge &#8211; è la sesta compagnia aerea per quota di mercato (6,2% nel 2011),le cui principali  basi operative sono a Catania e Palermo. Con la presenza nel mercato di questa compagnia aerea (tutta siciliana) si è contribuito a diminuire i costi del trasporto aereo da e per la Sicilia”.</p>
<p><strong>Il rischio, adesso, è quello dell&#8217;innalzamento dei costi per i passeggeri siciliani</strong>, anche in seguito alla nascita di una posizione dominante della compagnia di bandiera su alcune tratte con scali in Sicilia. “Il presidente dell’ Enac Riggio, &#8211; prosegue Marrocco &#8211; paventa il &#8216;Rischio di Posizione Dominate dell’Alitalia – Cai&#8217;, rendendo noto che l’ Antitrust ancora non si è pronunciato, essendo in corso l&#8217;istruttoria sulla posizione dominante su alcune tratte come la Roma &#8211; Milano dopo la scadenza del salvacondotto del decreto &#8216;Salva – Alitalia&#8217;”.</p>
<p><strong>E non mancano i dubbi nemmeno sui “numeri” dell&#8217;operazione:</strong> “Non si sa ancora – scrive Marrocco &#8211; quale sarà la quota delle due società che verrà rilevata e a quale prezzo e con quali modalità esse verranno acquisite e soprattutto se in tale operazione commerciale andranno ricompresi anche gli &#8216;asset aeroportuali&#8217;; secondo le prime stime, Wind Jet e Bpa, &#8211; prosegue il capogruppo di Fli &#8211; portano valore per circa 5 milioni di passeggeri, che aggiunti ai 25 milioni di passeggeri di Alitalia, essa si avvicinerebbe ai 30 milioni, dotandosi così di un braccio low cost più robusto a discapito della comunità siciliana, che sarà costretta  a volare con l’unica compagnia. Il paradosso a cui assistiamo  è che la Sicilia paga sempre i costi più alti, ed è necessario quindi che questo Governo persegua, da un lato uno sviluppo coordinato e pianificato e dall’altro – conclude &#8211; si impegni a superare gli interessi localistici e particolari, per dare il via a un’azione strategica con l’obiettivo di fare finalmente sistema per tutelare i siciliani”.</p>
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		<item>
		<title>Distretto turistico, Santoro si dimette A rischio il futuro del &#8220;Costa Normanna&#8221;</title>
		<link>http://www.livesicilia.it/2012/01/27/distretto-turistico-santoro-si-dimette-a-rischio-il-futuro-del-costa-normanna/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Immesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[distretto turistico]]></category>
		<category><![CDATA[santoo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il distretto turistico Costa Normanna tramonta prima ancora di nascere. A sorpresa, ieri, sono arrivate le dimissioni del presidente, Stefano Santoro, assessore al Turismo del comune di Palermo, che mettono seriamente a rischio il futuro di un ente che è stato formalmente costituito davanti al notaio ma che non ha ancora mosso i primi passi.
“Ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il distretto turistico Costa Normanna</strong> tramonta prima ancora di nascere. A sorpresa, ieri, sono arrivate le dimissioni del presidente, Stefano Santoro, assessore al Turismo del comune di Palermo, che mettono seriamente a rischio il futuro di un ente che è stato formalmente costituito davanti al notaio ma che non ha ancora mosso i primi passi.</p>
<p><strong>“Ho presentato le dimissioni con grande dispiacere</strong> – ha detto Santoro &#8211; considerato il lavoro propedeutico svolto e del voto unanime per la costituzione del consorzio espresso 10 giorni fa dal consiglio comunale. C’è stata un’opera di boicottaggio perpetrata da numerosi sindaci dell&#8217;area est della provincia di Palermo, i quali, nonostante avessero avuto mandato dai rispettivi consigli comunali di aderire al distretto, non si sono presentati dinanzi al notaio incaricato di costituire il distretto, accampando scuse puerili che mal celano squallide operazioni dirette a governare il consorzio”.</p>
<p><strong>Un atto di accusa neanche troppo velato</strong>, che la dice tutta sulle tensioni che hanno accompagnato la formazione del Distretto, e che avevano portato molti sindaci a disertare l’appuntamento col notaio, facendo scendere a otto i comuni aderenti contro i 29 iniziali. “A ciò si aggiunga – continua Santoro &#8211; il comportamento della Regione e dell&#8217;assessore Tranchida che a forza di concedere proroghe ha fomentato l&#8217;ammutinamento e il naufragio provocato del distretto, continuando a sostenere, finanziandoli, i comuni della Sicilia orientale danneggiando Palermo e tutti gli operatori e imprenditori turistici del capoluogo”.</p>
<p><strong>Secondo alcune voci, infatti, alcuni primi cittadini</strong> vicini a Micciché avrebbero “flirtato” con Tranchida e Fli per far saltare l’accordo e la poltrona dell’esponente del Pdl, i cui rapporti con l’assessore hanno ormai raggiunto i minimi storici. La legge prevede che per formare il distretto servano almeno 12 comuni, ma anche in caso di raggiungimento le tensioni fra Santoro e Tranchida avrebbero reso ingestibile la situazione. Palermo rischia così di perdere circa 27 milioni di euro di finanziamenti nazionali e regionali, con buona pace del turismo e dei privati.</p>
<p><strong>Immediata la replica di Totò Orlando, consigliere comunale di Palermo in quota Idv</strong>: &#8220;Santoro non si è dimesso, ha dovuto semplicemente prendere atto del fallimento del distretto turistico che noi, in Aula, avevamo ampiamente previsto: la mancata adesione di tanti enti locali dimostra che le nostre perplessità erano più che fondate. La legge è chiara sui 12 comuni necessari per la costituzione del distretto, inoltre si evidenzia la scarsa credibilità del comune di Palermo come comune capofila. Il consorzio è stato costituito sapendo che non poteva avere meno di 12 comuni, sostenendo spese che adesso andranno recuperate&#8221;.</p>
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		<title>Se la Sicilia non vola più  Riggio: &#8220;Non si aggravino i costi&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:57:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Rotondo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per la Sicilia il sogno di volare è durato meno di 10 anni</strong>. Era il 2003 quando l’imprenditore etneo Antonio Pulvirenti, patron del Catania Calcio, mise in piedi Wind Jet, compagnia aerea low-cost nata per portare gli isolani in giro per l’Italia e, qualche anno dopo, per la Russia e l’Europa. Poco tempo prima ci aveva provato Luigi Crispino con Air Sicilia, ma fu quasi subito un flop.</p>
<p><strong>E ora? La concorrenza degli stranieri low-cost</strong> sta mettendo a dura prova i cieli del Belpaese tanto che Wind Jet potrebbe finire nell’orbita di Alitalia. Nei giorni scorsi è stata avviata la procedura di integrazione che riguarda anche Blu Panorama. Il momento è difficile e nessuno “vola” nell’oro. Lo ammette la stessa compagnia che in una nota fa sapere che così «le tre compagnie puntano all’integrazione industriale con l’obiettivo del consolidamento per affrontare il mercato del trasporto aereo che sta mettendo a dura prova big come Air France e American Airlines e che, in Italia, ha spazzato via Lufthansa Italia e piccoli vettori da Myair a AirAlps, a Alpi Eagles, a Livingston che hanno portato i libri in tribunale». Da qui la decisione di acquisire le altre due aziende dei cieli.</p>
<p><strong>I dettagli dell’operazione</strong> non sono stati ancora resi noti, anche se si parla di uno scambio azionario tanto che Pulvirenti potrebbe diventare socio di Alitalia. In cambio Wind Jet porterà in dote una flotta di 12 aerei e un bacino potenziale di 2,8 milioni di passeggeri. Non si sa ancora se l’integrazione determinerà tagli al personale o accorpamenti. «Anche noi aspettiamo di sapere qualcosa di più», dice a Live Sicilia Massimo Polimeni, direttore commerciale di Wind Jet. «Il management non sa nulla di questa operazione. È una cosa che ha gestito direttamente l’azionista». Va da sé che al momento è accantonato qualsiasi nuovo progetto, come per esempio la quotazione in Borsa dell’azienda siciliana. «Avevamo programmato – dice Polimeni – un aumento di capitale propedeutico all’approdo a Piazza Affari. È chiaro che adesso gli scenari sono completamente cambiati». E non solo per Wind Jet. Il rischio di questa “fusione” è che in Italia si torni a una sorta di monopolio dal momento che, tolte Wind Jet e Blu Panorama dal mercato, in pista rimarrebbe soltanto Meridiana. Altro che liberalizzazioni. In economia vale una regola: senza concorrenza, i prezzi aumentano. E a pagare di più sarebbero i siciliani che già in tema di trasporti hanno tirato fuori i forconi. Le associazioni dei consumatori si sono già appellate all’Autorità garante della concorrenza e del mercato che da qualche mese è guidata dal palermitano Giovanni Pitruzzella.</p>
<p><strong>Scettico sull’operazione è invece un altro siciliano, Vito Riggio (nella foto)</strong>, presidente dell’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile). «L’Enac non è stata informata di questa operazione», dice a LiveSicilia Riggio. Che aggiunge: «Pertanto abbiamo già scritto ad Alitalia per avere delle delucidazioni. Di certo questa è materia dell’Antitrust, ma negli ultimi anni l’Enac ha fatto piazza pulita delle compagnie che non avevano le carte in regola per stare sul mercato». «Da siciliano – prosegue – mi auguro che Alitalia mantenga un vettore low-cost, altrimenti sarebbe un aggravio pesante sui costi del Mezzogiorno».</p>
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		<title>Confesercenti commissariata</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:44:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ac) Tanto tuonò che alla fine piovve. La giunta della Confesercenti nazionale, in seguito alle verifiche effettuate dagli osservatori inviati nella sede del capoluogo siciliano, hanno deciso di commissariare la Confesercenti Palermo. Ci sarebbero un buco di oltre 500 mila euro nelle casse dell&#8217;associazione a cui vanno aggiunti i mancati pagamenti degli stipendi ai dipendenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ac) Tanto tuonò che alla fine piovve. La giunta della Confesercenti nazionale, in seguito alle verifiche effettuate dagli osservatori inviati nella sede del capoluogo siciliano, hanno deciso di commissariare la Confesercenti Palermo. Ci sarebbero un buco di oltre 500 mila euro nelle casse dell&#8217;associazione a cui vanno aggiunti i mancati pagamenti degli stipendi ai dipendenti dallo scorso mese di settembre e un generale clima di paura fra gli stessi. Su proposta di Confesercenti Sicilia, che aveva già sfiduciato Giovanni Felice (nella foto) quale presidente regionale, il suo posto viene preso dall&#8217;avvocato Pietro Sollazzo.</p>
<p>“Ci siamo trovati di fronte una situazione inaspettata e grave &#8211; spiega il presidente vicario Vittorio Messina -. Palermo è l&#8217;unica sede fra le nove province siciliane a non avere i conti a posti. Il commissariamento ci consentirà di affrontare la questione con serietà e rigore. In un momento di crisi, come quello che sta attraversando la società italiana, è proprio il rigore amministrativo che viene chiesto a chi gestisce un ente, sia esso pubblico o privato”.</p>
<p>“Il ballo c&#8217;è l&#8217;immagine dell&#8217;intera associazione &#8211; aggiunge il direttore generale Salvatore Curatolo &#8211; e soprattutto il presente e il futuro dei lavoratori. Abbiamo appreso della proclamazione dello stato di agitazione per il mancato pagamento degli stipendi. Siamo profondamente dispiaciuti e vicini ai lavoratori ai quali possiamo promettere, da subito, il massimo impegno per chiudere con la gestione del passato e aprire una stagione virtuosa”.</p>
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		<title>C&#8217;è la Banca del Mezzogiorno  Ma qualcuno lo sa?</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 10:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Rotondo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è chi l’ha definita una nuova versione della Cassa per il Mezzogiorno. Chi è sicuro che sarà un carrozzone. E chi, invece, crede che potrà effettivamente promuovere lo sviluppo e incentivare gli investimenti nel Meridione. Nelle 8 regioni del Sud (Sicilia compresa) è ufficialmente nata la Banca del Mezzogiorno ed è operativa dai primi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>C’è chi l’ha definita</strong> una nuova versione della Cassa per il Mezzogiorno. Chi è sicuro che sarà un carrozzone. E chi, invece, crede che potrà effettivamente promuovere lo sviluppo e incentivare gli investimenti nel Meridione. Nelle 8 regioni del Sud (Sicilia compresa) è ufficialmente nata la Banca del Mezzogiorno ed è operativa dai primi di gennaio, ma nessuno o quasi se n’è accorto. Dopo tanti anni di dibattiti economici e scontri politici, il progetto è partito in sordina, forse perché il suo big sponsor<strong> Giulio Tremonti (nella foto) </strong>non è più ministro dell’Economia. Oppure perché il governo Monti ha altro a cui pensare, mettendo in secondo piano l’iniziativa che vede protagonista una partecipata del ministero dell’Economia, Poste italiane spa.</p>
<p><strong>L’insegna non si vede</strong> – almeno per il momento è così – perché l’istituto di credito si appoggia interamente alla rete postale. Nei mesi scorsi l’a.d. di Poste italiane, Massimo Sarmi, aveva annunciato che al Sud gli sportelli sarebbero stati complessivamente 250, così come autorizzato da Bankitalia. In Sicilia la “banca” è in funzione soltanto a Palermo, presso l’ufficio PostaImpresa di via Ausonia. &#8220;Siamo in fase sperimentale&#8221;, spiega il responsabile dell’area Sicilia di Poste italiane, Antonino Foti. Che aggiunge: &#8220;Nei prossimi mesi partiranno gli slot successivi e anche altri sportelli di Poste saranno abilitati a vendere i prodotti della Banca del Mezzogiorno. Le prossime fasi riguarderanno sicuramente Catania e un potenziamento a Palermo&#8221;. Ad oggi nell’Isola nessun mutuo è stato ancora stipulato con il marchio “Banca del Mezzogiorno”. &#8220;È presto&#8221;,  rassicura Foti. &#8220;Siamo operativi dal 2 gennaio – prosegue – e ancora non sono trascorsi i tempi tecnici necessari per concedere un prestito&#8221;.</p>
<p><strong>Il progetto di creare una banca del Mezzogiorno</strong> è vecchio. D’altronde quella del credito è sempre stata una questione molto sentita da Roma in giù dove il costo del denaro è maggiore rispetto al Nord (e i Forconi ne sanno qualcosa). Un tema, insomma, di cui si è sempre parlato tanto che il governo Berlusconi l’aveva anche inserito tra priorità del piano Sud. Tremonti ne ha fatto un suo cavallo di battaglia, ipotizzando perfino titoli e bond creati ad hoc per il Sud. L’idea era ben congeniata: oltre a Poste, era previsto che anche le banche di credito cooperativo e le popolari avessero un ruolo nell’iniziativa, in modo da rendere più capillare la rete sul territorio (questo aspetto, però, al momento sembra congelato e le bcc sono fuori). Lo scorso agosto, dopo il placet di Bankitalia, la svolta con l’acquisizione da parte di Poste del 100% di Mediocredito centrale, l’istituto di Unicredit specializzato nei finanziamenti a medio-lungo termine. Costo dell’operazione: 136 milioni di euro. Nominati anche i vertici: Sarmi alla guida del cda e il banchiere di lungo corso Piero Luigi Montani sulla poltrona di amministratore delegato della nuova Mcc ribattezza “Banca del Mezzogiorno” (“Banca del Sud”, altro nome sul tavolo, era già stato preso, ndr). Insomma, tutto era pronto per il taglio del nastro della banca che Tremonti aveva definito &#8220;un gigante&#8221;.</p>
<p><strong>Poi, con il nuovo governo</strong>, il rallentamento che gli scettici aveva anche scambiato per uno stop. La macchina, però, si era già messa in moto e senza troppe cerimonie è nata la banca. Ma allo stato attuale più che un &#8220;gigante&#8221;, la Banca del Mezzogiorno sembra un topolino partorito dalla montagna.</p>
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		<title>Organizzare feste è un lavoroRed Bull cerca studenti-promoter</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Rotondo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fare marketing partecipando un party e &#8211; perché no? &#8211; divertendosi pure. È quello che fanno gli “student brand manager”, studenti che organizzano feste e allo stesso tempo promuovono un marchio. Lo fa per esempio la Red Bull che a Palermo cerca universitari intraprendenti e ingegnosi per pubblicizzare il drink energetico che mette le ali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fare marketing partecipando un party e &#8211; perché no? &#8211; divertendosi pure. È quello che fanno gli “student brand manager”, studenti che organizzano feste e allo stesso tempo promuovono un marchio. Lo fa per esempio la Red Bull che a Palermo cerca universitari intraprendenti e ingegnosi per pubblicizzare il drink energetico che mette le ali. Per maggiori informazioni bisogna visitare il sito <a href="http://www.redbulljobs.it/html/people/people_sfoglia_annunci.asp?cmdRS=open&amp;UID=8471108&amp;nPage=1">www.redbulljobs.it</a>.</p>
<p><strong>Consulta le altre offerte di lavoro sul nuovo numero di &#8220;S&#8221;, in edicola da sabato 28 gennaio.</strong></p>
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		<title>Alitalia: l&#8217;integrazione con Wind Jet</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 19:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eliana Marino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Via libera al progetto di integrazione di Alitalia con il vettore siciliano Wind Jet e quello romano Blue Panorama Airlines. In particolare, secondo quanto rende noto la compagnia aerea, il consiglio di amministrazione di Alitalia ha avviato il processo finalizzato a conseguire un&#8217;integrazione con la compagnia Wind Jet, sulla base dei contenuti del memorandum of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Via libera al progetto di integrazione di Alitalia</strong> con il vettore siciliano Wind Jet e quello romano Blue Panorama Airlines. In particolare, secondo quanto rende noto la compagnia aerea, il consiglio di amministrazione di Alitalia ha avviato il processo finalizzato a conseguire un&#8217;integrazione con la compagnia Wind Jet, sulla base dei contenuti del memorandum of understanding sottoscritto lo scorso 20 gennaio. Allo stesso modo, ha avviato il processo finalizzato a conseguire un&#8217;integrazione con la compagnia Blue Panorama Airlines, sulla base del protocollo d&#8217;intesa sottoscritto oggi. Le successive fasi verranno sottoposte ad autorizzazione dell&#8217;Antitrust e portate in approvazione agli organi statutari delle tre società.</p>
<p><strong>“Il progetto di integrazione </strong>– rende noto Alitalia – è coerente con i processi di consolidamento in corso nel settore del trasporto aereo, a livello nazionale ed internazionale” che “sono finalizzati a rafforzare la dimensione industriale degli operatori, aumentarne la competitività e svilupparne la capacità di affrontare e gestire le variabili del quadro macroeconomico”. Alitalia e la compagnia siciliana nata nel 2003 per volontà  di Antonino Pulvirenti, imprenditore della grande distribuzione alimentare Fortè e da alcuni anni presidente del Catania Calcio, presentano, si legge nella nota diffusa da Alitalia “profili sinergici e complementari per quanto riguarda la specializzazione territoriale, il disegno del network e le caratteristiche della flotta”, mentre, continua la nota “con Blue Panorama ci sono sinergie e aspetti complementari per “specializzazione di prodotto, il disegno del network e la tipologia del mercato servito”.</p>
<p><strong>Wind Jet</strong>, la cui sede operativa è a Catania, è oggi la sesta compagnia aerea per quota di mercato domestico (6,2% nel 2011), con basi operative a Catania, Palermo e Rimini, una flotta di 12 aeromobili Airbus adibiti al trasporto di linea e oltre 2,8 milioni di passeggeri trasportati nel 2011. Blue Panorama, fondata nel 1998 e con basi a Roma Fiumicino e Milano Malpensa, opera servizi di linea e charter: intercontinentali con il marchio Blue Panorama e di corto e medio raggio con il marchio Blu-Express. Nel 2011 Blu Panorama ha trasportato circa 2 milioni di passeggeri con una flotta di 12 aeromobili Boeing di cui 6 wide body (seconda flotta italiana di lungo raggio). Quanto al gruppo Alitalia, nato nel gennaio del 2009, è il principale operatore del Paese, con basi operative a Roma, Milano, Torino, Venezia, Bari e Catania, una flotta di 144 aeromobili e circa 25 milioni di passeggeri trasportati nel 2011.</p>
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		<title>Formazione, ecco a chi vanno i fondi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 08:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irma Annaloro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[55 milioni di euro di fondi comunitari (Fse) per la realizzazione del secondo, terzo e quarto anno dei percorsi formativi di istruzione e formazione professionale. 391 corsi che interesseranno circa 5 mila allievi, 49 gli enti che si sono aggiudicati i finanziamenti per il settore della formazione professionale. Questi i numeri riportati sulla graduatoria pubblicata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>55 milioni di euro di fondi comunitari (Fse)</strong> per la realizzazione del secondo, terzo e quarto anno dei percorsi formativi di istruzione e formazione professionale. 391 corsi che interesseranno circa 5 mila allievi, 49 gli enti che si sono aggiudicati i finanziamenti per il settore della formazione professionale. Questi i numeri riportati sulla graduatoria pubblicata dal dipartimento dell&#8217;istruzione e della formazione professionale guidato dall&#8217;assessore <strong>Mario Centorrino.</strong></p>
<p><strong>10 milioni e mezzo</strong> di euro per l&#8217;associazione Cnos/Fap Regione Sicilia, oltre 5 milioni per i progetti presentati dal C.I.O.F.S.-Fp Sicilia, 3 milioni e 700 mila euro per l&#8217;Endo-Fap, quasi 3 milioni per l&#8217;Engim Sicilia, 2 milioni e mezzo per il C.I.R.P.E., 2 milioni e  200 mila euro per l&#8217;associazione Eris e l&#8217;Enaip As.A Form Sicilia, quasi 2 milioni di euro per l&#8217;A.N.F.E. di Catania, l&#8217;Ecap di Messina, l&#8217;In.Form. House e l&#8217; Interefop, 1 milione e 300 mila euro per IAL Sicilia e Futura F.P. Questi gli enti che si sono piazzati ai primi posti della graduatoria in termini di contributi ricevuti.</p>
<p><strong>Seguono l&#8217;Ancol Sicilia</strong>, l&#8217;Archè Srl, Educational Center S.a.s., O.d.a. Formazione Professionale, l&#8217;Ecap di Caltanissetta, il Centro Formazione Professionale &#8220;S. Giovanni Apostolo&#8221; e l&#8217;A.r.a.m che si sono aggiudicati poco meno di un milione di euro. Tra i beneficiari dei Fondi Sociali Europei, ci sono anche alcuni istituti del territorio siciliano che hanno ricevuto dai 60 ai 370 mila euro circa. Si tratta dell&#8217; I.p.s.s.ar. &#8220;I.e V. Florio&#8221; di Erice, l&#8217;I.p.s.e.o.a. &#8220;V. Titone&#8221; di Castelvetrano, l&#8217;I.I.S.S. &#8220;P.Calapso&#8221; di Siracusa, l&#8217;I.i.s. &#8220;Danilo Dolci&#8221; di Partinico e Alcamo, il Liceo Artistico Regionale di Mazara del Vallo, l&#8217;I.p.s.e.o.a. &#8220;Pietro Piazza&#8221; di Palermo, l&#8217;I.i.s. &#8220;Luigi Falla Tedaldi&#8221; di Castelbuono, l&#8217;I.i.s.s. &#8220;Lucia Mangano&#8221; di Catania, l&#8217;I.p.i.a. &#8220;Mario Orso Corbino&#8221; di Partinico, l&#8217;I.i.s.s. &#8220;Abele D&#8217;Amiani&#8221; di Marsala, l&#8217;I.i.s.s. &#8220;G.B. Ferrigno&#8221; di Castelvetrano, l&#8217;I.s.i.a. &#8220;E. Medi&#8221; di Palermo, l&#8217;I.i.s.s. &#8220;Don G. Colletto&#8221; di Corleone,  l&#8217;I.p.s.s.a.r. &#8220;F.P. Cascino&#8221; di Palermo e l&#8217;I.i.s. &#8220;Virgilio&#8221; di Mussomeli.</p>
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		<title>&#8220;Edilizia in crisi: tavolo in prefettura&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 12:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è tenuto alla Prefettura di Trapani nell’ambito del protocollo per lo sviluppo, l’occupazione, la legalità e la sicurezza nei cantieri edili, stipulato due anni fa, un incontro per fronteggiare la crisi del settore edile che nel trapanese in due anni ha fatto registrare un calo occupazionale del 40% ed un calo delle gare espletate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuto alla Prefettura di Trapani nell’ambito del protocollo per lo sviluppo, l’occupazione, la legalità e la sicurezza nei cantieri edili, stipulato due anni fa, un incontro per fronteggiare la crisi del settore edile che nel trapanese in due anni ha fatto registrare un calo occupazionale del 40% ed un calo delle gare espletate del 58%. Si avvieranno a partire dai prossimi giorni in Prefettura confronti tra le Organizzazioni Sindacali e le stazioni appaltanti – spiegano i Segretari degli Edili di  CGIL – CISL e UIL Colomba, Scelfo e Angileri &#8211;  per verificare l’entità della crisi e i relativi interventi da mettere in campo.</p>
<p>La via di uscita a questa pesante crisi è un piano straordinario dei lavori pubblici con una rapida attivazione per sbloccare le opere già finanziate ed immediatamente cantierabili, che per motivi burocratici non trovano rapido inizio. I Sindacati propongono anche un piano straordinario per la messa a norma e sicurezza degli edifici pubblici con priorità per quelli scolastici, la riqualificazione dei centri storici e le manutenzioni che determinerebbero la creazione di centinaia di posti di lavoro per ridare fiato alle piccole e medie imprese. Su richiesta delle Organizzazioni Sindacali, si istituirà in Prefettura una task force  contro il lavoro nero e per la legalità e sicurezza nei cantieri edili con tutti i soggetti che si occupano di vigilanza e con il fondamentale intervento delle forze dell’ordine coordinate dal Prefetto.</p>
<p>E’ necessario istituire un osservatorio permanente – spiegano Argurio e Colomba della CGIL, Marino e Scelfo della CISL e Angileri della UIL – che si occupi con il fondamentale intervento delle forze dell’ordine, di monitorare il fenomeno del lavoro nero e irregolare. E intanto, dopo la confisca dei beni mafiosi dei giorni scorsi con l’operazione “Panoramic”, i Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL e delle categorie dell’edilizia FILLEA, FILCA e FENEAL Argurio e Colomba, Marino e Scelfo e Angileri, tornano a ribadire l’importanza dell’opera delle forze dell’ordine: “un plauso alla Magistratura e alle forze dell’ordine per il colpo inferto con i sequestri alla mafia che viene così privata della disponibilità economica preziosa forse anche per sostenere la latitanza del super boss Matteo Messina Denaro. Colpire i patrimoni illeciti, sequestrare e confiscare i beni ai mafiosi, resta a nostro avviso compito primario delle forze dell’ordine e della magistratura assieme all’arresto dei latitanti che indeboliscono la società civile che vuole vivere di legalità – concludono Argurio e Colomba, Marino e Scelfo e Angileri.</p>
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