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Live Sicilia

Ha aggredito Forgione,
condannato il cognato di Totò Cuffaro

Lunedì 28 Febbraio 2011 16:18

La vicenda giudiziaria di Totò Cuffaro, oltre ai ben noti condannati, ha colpito -trasversalmente - anche suo cognato, Gerlando Chiarelli, condannato a 4 mesi di reclusione per aver aggredito per strada, nel dicembre 2004,  Francesco Forgione, allora deputo di Rifondazione comunista all'Ars.

Forgione stava raccogliendo firme in via Ruggero Settimo, a Palermo, per chiedere le dimissioni di Cuffaro, al principio delle indagini sulla talpe alla Dda. Dalla discussione si è passati alle mani e Chiarelli avrebbe aggredito il deputato regionale. Con Chiarelli condannato a due mesi anche Salvatore Buscemi. I due dovranno risarcire Forgione, rispettivamente, con 25 e 15 mila euro.
Ultima modifica: 28 Febbraio 2011 ore 16:21

 

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Commenti

  • 2011-03-01 11:30:55

    Assai nni campanu nullita',e ppi chistu con ghiamu avanti,..schifiu...pppu'

  • 2011-03-01 10:37:15

    per 40 mila euro io mi faccio pure sputare addosso

  • 2011-03-01 10:26:17

    vi chiedo se fosse stato spintonato era uno normale ( uno che non fa politica ) il giudice avrebbe dato 40 mila euro ? sia chiaro non è polemica e una domanda

  • 2011-03-01 07:28:26

    Francesco Forgione ??? Come Padre Pio....
    Ma Lui perdonava....questo per qualche spintone,prende 25+15= 40 mila euro.

  • 2011-02-28 22:37:32

    All'epoca i cuffariani dissero che era stato il fratello scemo, un altro fratello babbo lo attribuivano a Musotto... quanti fratelli babbi che hanno i nostri impeccabili politici... peccato non siano figli unici.

  • 2011-02-28 22:29:13

    La razza peggiore degli uomini i mangiapane a tradimento.
    Il peggio del Berlusconismo:i qualunquisti che vogliono far credere di essere i nemici di Silvio ma sono i migliori ed i più solidi alleati.
    Bertinotti e Sansonetti docet!
    Non basta nascondersi dietro il" perbene paravento Vendola" per crearsi gli alibi; lo sguardo degli occhi ladri a volte parla chiaro.
    I Siciliani sono stanchi di ogni profittatore del bilancio della regione e dello Stato.
    C'è differenza tra chi giornalmente combatte la cultura mafiosa per imporre le regole delle Leggi e chi per paura di perdere la scorta scopiazza qualche libro che parla di mafia o antimafia parolaia e poi ci si atteggia nei pub notturni a volersi fare vedere in compagnia di qualche minigonna.
    La Sicilia tiene a libro paga,purtroppo,anche demagoghi di tale portata.
    Scusate il fuoritema.

  • 2011-02-28 20:37:53

    Evviva la democrazia: - Liberta' di parola, liberta' di stampa, liberta' di pensiero.
    Eeeeeeeehhhhh, ma mi faccia il piacere caro lei. Direbbe il grande Toto'.

    P.S. De Curtis, intendiamoci... non quell'altro.

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