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Live Sicilia

"Troppi silenzi su Enzo
Ma non ci arrendiamo"

Mercoledì 23 Febbraio 2011 07:57 di Roberto Puglisi

Il dolore è maturato, è lungo un anno. Il suo raccolto è visibile. Rughe e labbra serrate come erbe cattive, dove fiorivano sorrisi. Enzo Fragalà è morto, assassinato come una bestia da una bestia. Aggredito la sera del 23 febbraio. E' trascorso un anno in compagnia del silenzio, al netto dei primi dieci giorni di eccitazione. Una coperta di nebbia ha avvolto il caso. Nulla di nuovo sul fronte delle indagini. Nulla di nuovo nella trincea della città. Solo i fiori sul luogo del delitto sono stati cambiati periodicamente e innaffiati da mani amorevoli. Immutabile è invece l'afonia di Palermo.
Trecentosessantacinque giorni impastati di omertà e vigliaccheria. Le testimonianze rade e quasi estratte a forza dalla pancia di chi ha visto un particolare e non avrebbe voluto vedere. Il mutismo di una comunità che ha accettato l'ennesimo sfregio senza ribellarsi, senza inarcare il sopracciglio. Hanno ucciso un uomo a bastonate, nel cuore più sorvegliato delle strade. Palermo invisibile ai suoi stessi occhi ha voltato le spalle. Ma quello che è superfluo per molti, è necessario per pochi, per i migliori, per i più vicini. Per coloro che non si rassegnano. Silvana (nella foto) e Marzia Fragalà, moglie e figlia di Enzo, aspettano giustizia. Il lutto sui loro lineamenti ha seminato le ferite dello stesso mandante. Livesicilia le ha incontrate nello studio legale che adesso la figlia regge, in assenza del padre.

Signora Silvana, perché tanto silenzio, perché non stiamo reclamando a gran voce la verità sulla fine di suo marito?
“Forse ci aspettavamo tutti risposte più immediate. Invece siamo praticamente al punto di partenza e c'è scoraggiamento. I carabinieri sono in contatto con noi, ci informano puntualmente, fanno il loro lavoro. Siamo stati sfortunati”.

La sfortuna di chi vive qui e va a sbattere contro il muro della reticenza?
“E' la mentalità diffusa della gente. Enzo la conosceva benissimo, ne parlava, la combatteva. Ci aspettavamo più sostegno e non questa solitudine. Tanti hanno preso da Enzo qualcosa. Tanti sono stati beneficiati da quello che lui ha fatto per loro. L'elenco è infinito. Lasciamo perdere...”.

Ha ancora fiducia? Pensa che il colpevole sarà assicurato alla giustizia?
“Sì, altrimenti mi sparerei. Devo credere”.

Ha, sommariamente, un'idea, signora?
“Potrebbe essere stato chiunque, dalla mafia ai servizi deviati. Non so. Enzo era una persona curiosa e integerrima”.

Perché hanno colpito suo marito proprio a due passi dal Palazzo di giustizia?
“Ce lo siamo chiesti. Sarebbe stato più facile aggredirlo a Mondello, la sera, quando rientrava a casa. A quell'ora in giro non c'è anima viva. Evidentemente è stato dato un segnale”.

A chi?
“Non lo so. Ma è stato dato”.

Enzo Fragalà amato e stimato, eppure con un rapporto non sempre facile con la politica. A un certo punto – si dice - fu scaricato.
“Lo sappiamo com'è la politica, no? Lui aveva la passione per il suo lavoro. Ed era un mite. Io gli facevo notare gli sgarbi. Gli pestavano i piedi talvolta per semplice invidia Enzo non se ne dava peso. Perdonava. Quanti hanno avuto da lui...”.

Tanti.
“Anche i giornalisti. Li aiutava a scrivere i libri, senza pretendere niente. Aveva una parola e un sorriso per chiunque”.

Durante la chiacchierata, Marzia Fragalà ha ascoltato la madre, accompagnandola con lo sguardo, con qualche sussurrata sottolineatura. Interviene: “C'è omertà. Questa è una città tremenda. I testimoni di quella sera maledetta i carabinieri li hanno rintracciati uno per uno. Nessuno si è presentato spontaneamente. Anche tra gli avvocati c'è rassegnazione. Dopo i primi giorni di sdegno ha vinto la sfiducia. I miei colleghi magari non me lo gridano in faccia, però lo pensano: non si saprà mai chi è il colpevole. Mai”. Un momento di silenzio, una fessura aperta sulla radice del dolore, dove fa più male. La voce di Silvana: “Noi non possiamo rassegnarci. Vogliamo la verità”.
Ultima modifica: 23 Febbraio 2011 ore 16:50

 

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Commenti

  • 2011-02-23 13:49:53

    Spero solo che l'asserita esclusione della pista mafiosa sia fatta per depistare i responsabili.

  • 2011-02-23 13:25:52

    se i suoi colleghi pensano che non si trovera mai il colpevole ,è facile pensare che dietro quel mai non si celi un delitto qualsiasi,ma per le modalita è molto probabile che si sia trattato di un delitto/avvertimento per tutta l avvocatura palermitana, e quali sono gli ambienti che sono in grado di operare un delitto del genere senza lasciare tracce o per lo meno di fare in modo che cmq le tracce non vengano trovate, o che magari fanno girare notizie false per depistare le indagini e magari orientarle su cose private false? purtroppo questa è una ulteriore dimostrazione che non viviamo in un paese normale.

  • 2011-02-23 12:09:04

    Il contesto e il movente dell'omicidio Fragalà vanno cercati nell'attività professionale della vittima.
    A mio avviso Enzo Fragalà è stato ucciso essenzialmente per due motivi: il primo perchè è venuto a conoscenza di qualche imbarazzante segreto di qualche suo collega, il secondo perchè si è rifiutato di diventare, lui che era uno dei "principi del Foro" e un brillante e prestigioso professionista e studioso del diritto, un "consigliori" un "complice di fatto" di chi si era rivolto a lui per "sapere se ci stava",e che di fronte al rifiuto ha ritenuto di "punirlo" in modo esemplare, affinchè la sua morte costituisse un monito ed un avvertimento per tutta l'avvocatura palermitana.
    Bisogna riflettere infatti sull'alto valore simbolico dell'omicidio (davanti al palazzo di Giustizia, all'uscita dallo studio professionale, senza nemmeno ricorrere alle armi) che sembra direttamente comunicare una precisa volontà, un messaggio del tipo "non vi venga mai in testa di fare come lui perchè questa è la punizione che vi aspetta".

  • 2011-02-23 09:42:17

    questa è la sicilia, dopo una prima indignazione e lo sgomento per l'accaduto un silenzio fatto di paure e omertà ha preso sempre più il sopravvento.
    La delusione di chi crede nella giustizia è tanta e tutte le volte che accadranno cose del genere senza l'individuazione di un responsabile comprometteranno ancora di più la speranza di chi vede nella giustizia la possibilità di un mondo migliore.
    credo ormai che questo omicidio rimarrà impunito e che soltanto il pentimento di qualcuno porterà alla verità.
    voglio augurarmi però che gli inquirenti possano risolvere il caso e assicurare alla giustizia un criminale che non merita assolutamente di stare libero di fare ciò che vuole, magari continuando a distruggere altre famiglie oneste.

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