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Live Sicilia

Dal 2009 in Sicilia persi 16mila posti di lavoro

Venerdì 18 Febbraio 2011 17:42

"La crisi economica degli ultimi anni ha messo in ginocchio il comparto edile e l'assenza di figure politiche capaci e attive ha portato ad una mancata programmazione a livello regionale, provinciale e comunale, con il risultato che non arrivano investimenti in lavori pubblici e si registra il blocco dell'investimento nel mercato privato". E' quanto ha affermato il presidente di Ance Palermo, Giuseppe Di Giovanna, intervenendo all'incontro "Tra lavoro nero e lavoro vero. Storie di sindacalismo nell'edilizia a Palermo", organizzato dalla Filca Cisl. "Secondo gli ultimi dati disponibili - ha continuato Di Giovanna - l'occupazione nel settore edile è in caduta libera. Si parla di oltre 16.000 posti di lavoro persi nel 2009 in tutta la Sicilia, oltre 200 imprese chiuse nell'ultimo anno e un incremento della cassa integrazione che, come non mai, oggi funge da ammortizzatore sociale. Il tasso di disoccupazione nell'isola nel 2009 è pari al 13,9% e ben
il 10,6% nell'edilizia e ancora il 5,1% di questo riguarda la disoccupazione giovanile".

Per l'Ance Palermo "questo scenario diventa il terreno più fertile per il proliferare di condizioni di illegalità nelle quali trova spazio il lavoro nero che, a sua volta, va a braccetto con la carenza nel rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro". Sebbene il numero totale degli infortuni sul lavoro nel 2009 sia diminuito in Sicilia, gli infortuni nell'isola rappresentano il 4,34% di quelli nazionali. La crisi economica, dunque, aumenta anche il rischio del lavoro nero. In Sicilia, secondo gli ultimi controlli effettuati, su 2.760 aziende ispezionate, 1.500, cioé il 54%, sono risultate non in regola e su 7.782 lavoratori oggetto di verifica, 1.278 sono risultati lavoratori in nero e 935 irregolari. 1.895 complessivamente le violazioni in materia di salute e sicurezza".

 

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