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Live Sicilia

"Aiutate il mandante
dell'omicidio Livatino"

Venerdì 18 Febbraio 2011 19:59

La moglie e l'avvocato difensore dell'ergastolano Salvatore Parla, 62 anni, condannato in via definitiva come uno dei mandanti dell'omicidio di Rosario Livatino, hanno scritto al presidente della Repubblica, dopo l'aggravarsi delle condizioni di salute dell'uomo. Chiedono che Parla, attualmente recluso a Secondigliano (Na), possa essere ospitato in una struttura dotata di ospedale. Parla, a detta dei familiari e dell'avvocato difensore, Giovanni Salvaggio, avrebbe già tentato di farla finita tre volte, dopo che le sue condizioni fisiche sarebbero peggiorate.

Il detenuto ha anche subito un intervento chirurgico nel 2005, dal quale non avrebbe tratto alcun giovamento. Oggi Parla, condannato assieme ad altre persone tra mandanti ed esecutori dell'agguato del 21 settembre 1990 in cui venne ucciso il 'giudice ragazzino', sarebbe ridotto su una sedia a rotelle e le sue condizioni fisiche andrebbero peggiorando. La moglie e l'avvocato si sono rivolti anche al ministro per la Giustizia, Angelino Alfano, al capo del dipartimento affari penali, nonché ai vertici del carcere di Secondigliano.
Ultima modifica: 19 Febbraio 2011 ore 08:05

 

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Commenti

  • 2011-02-19 09:50:33

    "Io autorizzo e cedo il mio diritto di governare me stesso a quest'uomo o a questa assemblea di uomini, a questa condizione, che tu gli ceda il tuo diritto, e autorizzi tutte le sue azioni in maniera simile. Fatto ciò, la moltitudiine così unita in una persona viene chiamata uno stato, in latino civitas. Questa è la generazione di quel grande Leviatano o piuttosto - per parlare con più riverenza - di quel Dio mortale, al quale noi dobbiamo, sotto il Dio immortale, la nostra pace e la nostra difesa...".
    Thomas Hobbes

    "Lo stato di natura è governato dalla legge di natura, che obbliga tutti: e la ragione, ch’è questa legge, insegna a tutti gli uomini, purché vogliano consultarla, che, essendo tutti eguali e indipendenti, nessuno deve recar danno ad altri nella vita, nella salute, nella libertà o nei possessi, perché tutti gli uomini, essendo fattura di un solo creatore onnipotente e infinitamente saggio […] sono proprietà di colui di cui sono fattura […] e, poiché siamo forniti delle stesse facoltà e partecipiamo tutti d’una sola comune natura, non è possibile supporre fra di noi una subordinazione tale che ci possa autorizzare a distruggerci a vicenda"
    John Locke


    Queste parole, antiche di più di 300 anni, spiegano meglio di ogni altre, perchè e come noi tutti stiamo insieme nella società. Spiegano anche perchè certuni li rimetterei allo "stato di natura": con le tue reiterate (sottolineo reiterate) azioni hai sfregiato il Patto sociale? Te ne torni tra gli animali, il fuoco te lo fai con le pietre e ti curi mangiando radici e non usufruendo del sistema sanitario nazionale (pagato con il sudore degli onesti, che beffa).
    Saluti allanzati

  • 2011-02-18 22:03:06

    Alle orecchie dei familiari di Livatino questa richiesta risulterà straziante, avendo i cuori ancora feriti da uno squarcio difficilmente rimarginabile. Nell’articolo non si fa cenno di pentimento del mandante. Ci fosse questo, i congiunti di Livatino, se non ricordo male sinceri cristiani, forse non avrebbero la sensazione di inghiottire un rospo, ma sarebbero lieti di esortare Napolitano a rispondere positivamente alla richiesta di aiuto. Capisco che simile comportamento non sarebbe condivisibile da tutti, ma appunto: sotto lo stesso sole vivono assassini e misericordiosi.

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