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Live Sicilia

Ecco com'è andata con Addiopizzo

Giovedì 17 Febbraio 2011 19:49

L'imprenditrice Valeria Grasso ha inserito un commento su Livesicilia in risposta alla nota stampa diffusa dal comitato addiopizzo.

Mi sia consentita una breve replica:

PUNTO 1

Valeria Grasso



1) Nel mese di gennaio 2007 inizia la mia collaborazione solitaria con i carabinieri e ancora non conosco: né “Addio Pizzo”, né “Libero Futuro”, né “F.A.I.”, quest’ultima a tutt’oggi illustre sconosciuta;
2) 23 marzo 2007 arresto degli estorsori Salvatore Lo Cricchio e Pedone Rosario e ancora non conosco: né “Addio Pizzo”, né “Libero Futuro”, né “F.A.I.”;
3) 17 marzo 2008 inizio processo a carico di Lo Cricchio Salvatore con rito abbreviato e mia costituzione di parte civile e ancora non conoscio: né “Addio Pizzo”, né “Libero Futuro”, né “F.A.I.” . Con sorpresa, tuttavia, le associazioni “Addio Pizzo” e “F.A.I.”, si costituiscono parte civile nel processo. Il rito abbreviato non prevede dibattimento ed il predetto processo si conclude con la condanna dell’imputato ad anni sette di reclusione oltre ad un risarcimento in favore delle parti civili, rispettivamente:
a) Grasso Valeria €. 30.000,00, oltre €. 1.180,00 per spese legali;
b) F.A.I. €. 15.000,00, oltre €. 1.680,00 per spese legali;
c) Addio Pizzo €. 28.000,00, oltre €. 1.680,00 per spese legali;

lascio al lettore qualsiasi commento, considerando che nulla avevano fatto le associazioni (nemmeno le conoscevo).

4) 17 marzo 2008 inizio processo a carico di Pedone Rosario con rito ordinario e mia costituzione di parte civile e ancora non conosco: né “Addio Pizzo”, né “Libero Futuro”, né “F.A.I.”.
Con sorpresa anche in questo processo le associazioni “Addio Pizzo” e “F.A.I.”, si costituiscono parte civile. Il rito ordinario prevede il dibattimento con l’escussione dei testimoni ed è proprio in occasione della mia testimonianza che conosco le associazioni, le quali per la prima volta mi hanno fornito una assistenza legale. Il predetto processo si conclude con la condanna dell’imputato ad anni dodici e mesi sei di reclusione oltre ad un risarcimento in favore delle parti civili, rispettivamente:
a) Grasso Valeria €. 50.000,00, oltre €. 15.000,00 per spese legali. Poi ridotti soltanto a 20.000,00 per quel riguarda il risarcimento;
b) F.A.I. €. 10.000,00, oltre €. 15.000,00 per spese legali;
c) Addio Pizzo €. 10.000,00, oltre €. 15.000,00 per spese legali;

anche in questo caso lascio al lettore qualsiasi commento, considerando che l’assistenza legale fornitami è stata ben ricompensata (15.000,00 + 15.000,00 + 15.000,00 = 45.000,00).

Successivamente assistenza burocratica per il recupero delle somme relative al risarcimento a me riconosciuto, complessivamente 50.000,00 a fronte di un risarcimento complessivamente riconosciuto alle associazioni di ben 63.000,00, oltre le predette spese legali per complessivi €. 45.000,00.
Ricordo ancora una volta che l’associazione F.A.I., beneficiaria di un risarcimento per il mio solitario gesto di legalità, mi è tutt’oggi sconosciuta se non per alcune informazioni raccolte sul loro sito internet! Chi è il presidente? come mai nessuno ha sentito il dovere o il piacere di conoscermi?

PUNTO 2 E PUNTO 5
Ho riascoltato l’intervista e mi pare di avere riferito la collaborazione per la riapertura del conto corrente e comunque per l’assistenza bancaria. Di ciò non finirò mai di ringraziare!

PUNTO 3
Ho già parlato dell’iniziale assistenza burocratica fornita.

PUNTO 4
Smentisco categoricamente il punto n.4! Ciò è avvalorato e dimostrato dai fatti. A proposito della mia sicurezza personale, è appena il caso di sottolineare che da quando ho denunciato i miei estorsori ma soprattutto da quando si sono conclusi i processi ho subito diversi segnali intimidatori che di seguito provvedo cronologicamente ad elencare:
- in data 3.09.2009, furto con scasso all’interno della palestra con sede in via dell’Olimpo 30 (denuncia presentata ai Carabinieri);
- in data 12.04.2010, taglio doloso dei cavi elettrici in prossimità del contatore ENEL che alimentavano l’intera palestra (denuncia presentata ai Carabinieri);
- in data 30.04.2010, danneggiamento autovettura di mio padre (denuncia presentata ai Carabinieri);
- in data 6.12.2010, furto con scasso all’interno della palestra con sede in via Matteo Dominici n. 27/b (denuncia presentata ai Carabinieri);

Segnalo, inoltre, che all’interno delle predette denuncie sono riportati episodi relativi ad altre intimidazioni da me subite, direttamente o indirettamente (per esempio a mio padre hanno distrutto due macchine), il cui dettaglio può essere rilevato dalle relative denunce.

E’ evidente che tutti questi episodi sono stati regolarmente comunicati al sig. Colaianni, alcuni dei quali anche a mezzo mail e sono pronta a fornire tutta la documentazione relativa a semplice richiesta.

Ovviamente da loro ed in particolare dal sig. Colaianni nessuna risposta è mai arrivata! Dov’era il sig. Colaianni quando subivo tutti questi atti di intimidazione? Dov’era il sig. Colaianni quando la mia palestra è stata chiusa coattivamente dai Vigili del Fuoco per inagibilità dei locali? E ciò a causa di infiltrazioni d’acqua provenienti dal piano sovrastante i locali da me condotti. Ignorando o fingendo di ignorare altresì che il bene immobile era da tempo stato confiscato e quindi di proprietà dello Stato, unico responsabile, quindi, della predetta chiusura coattiva. Ignorando o fingendo di ignorare che alcuni clienti avevano iniziato ad intraprendere azioni legali tendenti al risarcimento del danno per la predetta chiusura coattiva dell’attività.

Solo dall’avvocato Forello alcune lettere nel lontano 2009 al demanio, ma nulla più! Poi non sapendo più che fare mi sono rivolta all’associazione “vittime della mafia”. Altro che ai politici!

PUNTO 6
Proprio per potere rendere ancora più forte il mio grido di aiuto sono stata costretta a compiere il gesto estremo di incatenarmi, lo scorso 2 dicembre, al cancello del Viminale, sede del Ministero degli Interni. Ed in un primo momento, ancora, la falsa informazione e la falsa contezza della mia situazione, portava il Sottosegretario Mantovano a diramare un comunicato stampa contenente notizie del tutto errate sul mio conto.

Per fortuna solo in serata, l’incontro avuto con il Sottosegretario Mantovano è stato di segno positivo, quantomeno per avere messo al corrente le istituzioni centrali della reale mia condizione, della quale, come detto, lo stesso Mantovano aveva una cognizione del tutto errata.

Da allora (dicembre 2010) è stata intensificata la vigilanza nei miei confronti istituendo la cosiddetta vigilanza dinamica e sono iniziati e oggi finiti i lavori per il ripristino della palestra danneggiata.

Questo è lo STATO:
Sottosegretario Mantovano;
Prefetto di Palermo dott. Caruso;
Prefetto Morcone Direttore agenzia beni confiscati;
intera Magistratura D.D.A. di Palermo;
intero corpo dei Carabinieri.

E poi se le associazioni, come dicono, avessero avuto realmente il potere di condizionare, ovvero di favorire, ovvero ancora di richiedere al Prefetto l’istituzione della vigilanza dinamica, come mai non lo hanno fatto quando subivo tutti quegli atti di intimidazione già dal 2009? Sempre pronta a qualsiasi contraddittorio.

Valeria Grasso
Ultima modifica: 17 Febbraio 2011 ore 19:49

 

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Commenti

  • 2011-02-20 08:53:51

    Solo per fare un pò di chiarezza sulla storia dei risarcimenti.
    Effettivamente dall’8 agosto 2009 le associazioni non possono più accedere al fondo di rotazione se non per le sole spese legali liquidate nella sentenza relativa al processo nel quale si sono costitute parte civile.
    Credo che le associazioni in questione siano sempre o quasi sempre leggittimamente difese almeno dall’Ugo Forello che proprio del tutto estraneo all’associazione non mi pare.
    Come riportato da Valeria Grasso per quel che riguarda i suoi processi le spese legali liquidate agli avvocati delle associazioni sono state €.30.000,00 (€. 15.000,00 ad associazione), che non mi sembrano proprio pochissimi.
    Inoltre, sempre secondo quanto riportato da Valeria Grasso, il primo processo che la riguardava si è concluso nel 2008 e quindi ritengo che almeno quel risarcimento lo abbiano incassato, ovvero erano ancora nei termini per farlo a prescindere dall’effetto retroattivo della norma:
    €. 15.000,00 alla F.A.I.; €. 28.000,00 ad Addio pizzo; oltre le spese legali per circa €. 3.400,00.
    Aggiungerei inoltre che, se è vero che le associazioni non possono più accedere al fondo di rotazione nei termini sopra riferiti, è altrettanto vero che non rimane a loro precluso il ristoro nei confronti dei condannati
    direttamente che, almeno in alcuni casi, proprio dei poveretti non sono.
    Senza alcuna polemica ma soltanto per il dovere della verità:
    - vogliamo fare lei i conti solo per i processi riferiti a Valeria Grasso?
    - e per i processi precedenti?
    - e per i processi successivi almeno per le spese legali?
    Sono certissimo che gli attivisti siano animati da forte spirito di solidarietà e di un grande senso di civiltà e di legalità, ma forse dovrebbero stare un pò più attenti a verificare ciò che eventualmente non va all'interno.

  • 2011-02-19 17:04:52

    Per cicirello: Ma quale ultimo PON finanziato ad Addiopizzo?! Ma poi cosa c'entra con i risarcimenti nei processi? Quale occasione migliore, in ogni caso, di utilizzare soldi pubblici se non quella di finanziare un'associazione antimafia che redige un progetto per la legalità e lo sviluppo nel territorio?
    LA sua è un'accusa sterile e ridicola, anzi non è neanche un'accusa!!

    Inoltre, sui "quattro che si vedono in TV" qualcuno è avvocato, e non cura certamente solo le cause di AP; qualcuno è medico, qualcun altro è studente universitario ecc.. MA poi "prove tangibili"? Ma lei è proprio quello che si definirebbe un polemico arrogante!!
    I rimborsi simbolici? Lei non sa di cosa sta parlando, di gente che in anni di volontariato non ha visto il becco di un quattrino e si fa in quattro gratuitamente... Ma del resto immagino di parlare con un grande esperto attivo nel volontariato...!!

    Un esposto alla Corte dei Conti? Certo che come si parla per dar aria ai denti, si scrive per spolverare le dita, eh?

    Le associazioni fanno antimafia per campare... perché invece è normale che i parenti delle vittime di mafia abbiano accesso di diritto ad impieghi pubblici, vero?

  • 2011-02-18 22:55:43

    senti dati alla mano...vai a vedere l'ultimo pon...finanziato ad esempio ad addio pizzo...e poi se mi porti prove tangibili del fatto che i 4 che si vedono sempre in tv hanno un lavoro proprio ti credo.Io penso che uno deve avere una sua professione nella vita...poi non mi venire a dire cosa ha approvato il pacchetto sicurezza perchè i rimborsi simbolici si possono pompare fino all'invero simile utilizzando nomi e cognomi degli aderenti...facciamo così vediamoci domani facciamo un esposto alla corte dei conti così saranno i giudici a verificare se i rimborsi sono equi o meno capisco da quello che scrivi che o se ingenuo oppure sei uno di quelli che prende i "rimborsi simbolici"....La progettazione di queste associazione non si limita a quei rimborsi ma anche a contratti fatti agli stessi aderenti mi arrabbio se pesno che l'antimafia per tanti è un modo per campare!

  • 2011-02-18 20:33:35

    Cicirello, due anni fa all’interno del pacchetto sicurezza è stata approvata una norma che impedisce alle associazioni che si costituiscono parte civile nei processi di mafia di ricevere la somma riconosciuta. Quindi sì, parliamo di riconoscimenti simbolici.

  • 2011-02-18 19:59:53

    sisi giov sisi ma va la....

  • 2011-02-18 19:05:03

    Per la legge attuale qualsiasi ente o associazione cui viene riconosciuto un risarcimento non vedrà mai i soldi. Si tratta quindi di riconoscimenti simbolici.

  • 2011-02-18 13:39:00

    Che fine fanno i soldi che le associazioni incassano cosi' facilmente?
    Spero non vadano in bilancio come rimborso spese di qualcuno...dato che tutti dovrebbero prestare opera volontaria!

  • 2011-02-18 11:36:46

    condivido....e penso che questa imprenditrice abbia ragione anche noi ci siamo sentiti solo dire, dopo che abbiamo subito un raid,"ci spiace non possiamo fare niente però la prossima volta se vi accade prima di chiamare la stampa chiamate noi!!" da quel giorno ho pensato che l'idea di addio pizzo è buona il problema come al solito e la gente che spesso gestisce queste cose!!!

  • 2011-02-18 01:23:22

    Io dico che sono polemiche strumentali e ridicole. Certamente, come al solito, laddove c'è del pulito si sente il bisogno di infangare.
    La macchina del fango non lascerà nulla, al contrario di chi anche domani lavorerà per costruire un futuro a questa Sicilia.
    Solo chi ha lavorato anni ed anni da volontario in Addiopizzo sa quanto entusiasmo, volontà, sacrifici, dedizione e buona fede hanno guidato l'azione del Comitato.
    Per il resto certi commenti meritano solo il silenzio.

  • 2011-02-17 21:27:21

    non sapevo che fosse così semplice ottenere risarcimenti
    come parti civili nei processi per estorsione,senza nemmeno conoscere la parte lesa,praticamente si fa la "cresta" sulla pelle degli altri.
    Sono orgoglioso di essere amico di una DONNA come VALERIA GRASSO.

  • 2011-02-17 20:50:55

    Addiopizzo dichiara:

    "il Comitato Addiopizzo e l’Ass. Ant. Libero Futuro, lungi dal volere innescare una polemica che solo male farebbe all’intero movimento antiracket, intendono precisare solo alcune circostanze che dimostrano la costante e continua vicinanza delle suddette associazioni alla persona offesa e alla sua attività".

    Colajanni, presidente Libero Futuro, dichiara:

    "Quello che ci ha portati alla decisione di distaccarci dall’imprenditrice sono state le affermazioni che ha rilasciato qualche mese fa quando si è incatenata di fronte al ministero dell’Interno insieme ad un altro imprenditore, Ignazio Cutrò".

    Uno dice che non è vero che c'è stato un allontanamento, l'altro lo conferma. E giocano, quando in ballo c'è una donna che fino a prova contraria rischia la vita. Anche se ora manca solo che qualcuno dica che in realtà non è così e che anzi forse è collusa con la mafia. Anche se già qualcuno tra le righe lo ha fatto intuire.

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