• Condividilo su
  • Commenta
  • Stampa
Live Sicilia

Il Paese delle foibe

Giovedì 10 Febbraio 2011 07:51 di Roberto Puglisi

Siamo il Paese delle foibe. Siamo il Paese della pulizia etnica. Al mio vicino basta un'occhiata per decidere tutto di me. Il giornale che leggo, il vestito che indosso, ogni fotogramma del mio passaggio contribuisce a creare una silenziosa e incancellabile classificazione. E al muro dell'omertà e dell'incomprensione, già sforacchiato di proiettili, il dialogo potenziale subisce quotidiane fucilazioni.
Siamo ancora collaborazionisti e feroci nel nome delle divisioni. Additiamo l'avversario con disprezzo, con la voluttà della sua eliminazione che riverbera perfino l'estrema e crudele soddisfazione della scomparsa fisica. E' sufficiente leggere la pubblica corrispondenza epistolare che si sono scambiati, in questi giorni, Ezio Mauro, direttore di "Repubblica" e Giuliano Ferrara, direttore del "Foglio". A prescindere dai toni - sottili quelli di Mauro, pantagruelici e irruenti quelli di Ferrara - abbiamo letto con sgomento, nelle sferzate di due uomini valenti, i riflessi non conciliati e inconciliabili dello stesso Paese. Molto oltre la legittima e reciproca opposizione. Si parlava di Berlusconi, dell'azionismo, della vicenda leggermente puttanesca che coinvolge codesto reame, rinverdendo la verità di Carlo Martello alla battaglia di Poitiers... Nello scorrere le magnifiche prose, l'impressione era surreale, sfalsata rispetto alla storia. La traduciamo così: non contano i fatti, è più importante l'odio che eternamente ci dividerà. Qui non si tratta di affermare la distanza di due punti di vista - dicevano nel non detto i direttori - ma di celebrare la circostanza per cui siamo due isole nemiche e avremo sempre un parere irriducibile su ogni argomento dello scibile dei polemisti. Perché siamo situati sulla sponda di idiomi che nemmeno tentano di accostarsi per commemorare una sana alterità.

L'odio è il convitato di pietra di questa Italia infoibata in se stessa. L'odio per l'altro parere, l'odio per l'altro, tout court. L'odio, magari pacato e argomentato, somministrato all'aperitivo e rinforzato di buone letture, è la nuova forma "civile" del dissenso. L'odio, il muro,  significa impossibilità permanente di ascolto e confronto. Come ad affermare che stili di vita e pensieri lontani gli uni dagli altri non abbiano diritto di cittadinanza comune. Si proclama ogni giorno  una guerra civile silenziosa che può avere solo un risultato sociale e mediatico: i vincitori alla luce del sole, i vinti sotto terra. L'avversione culturale per il modello opposto è già diventata voglia di pulizia etnica. Per fortuna, il nostro Paese è dotato di piazze capienti e diversificate. Oggi non potremmo più stare tutti nella stessa piazza, con le nostre belle bandiere.

Il ricordo delle foibe che Livesicilia propone oggi si basa su una duplice riflessione. E' la denuncia di un clima di rimozione collettiva circa una tragedia italiana. Una dimenticanza non certo casuale, voluta dalla ragione di partito e orchestrata da una certa sinistra. E' anche una sommessa preghiera a mani giunte per il futuro. Stiamo preparando un brutto domani. Forse è arrivato il momento di guardarci nel fondo degli occhi.
Ultima modifica: 10 Febbraio 2011 ore 15:23

 

  • Condividilo su
  • Commenta
  • Stampa

Commenti

  • 2011-02-11 12:54:46

    Signor Giovanni, quello che lei definisce - pensando di stigmatizzarlo - "revisionismo" è ciò che un grande storico (March Bloch, ebreo, laico e vittima del nazismo) chiamava "il mestiere dello storico".

  • 2011-02-10 19:31:00

    @ Giovanni:

    Scusa ma avevo dimenticato lA firma.

    Antonio Triolo

  • 2011-02-10 19:30:24

    @ Giovanni:
    Scusa ma secondo te le valutazioni delle tragedie si fanno con il computo metrico?
    Il Comunismo ha superato in vittime il Nazismo allora è peggio?
    E 12.000 vittime e 350.000 esuli a che posto si piazzano?
    Giovanni, quella delle Foibe è una pulizia etnica, certo che puoi paragonarla con il Nazismo. Gli infoibamenti e le persecuzioni erano pianificati, facevano parte di un piano di "deitalianizzazione" dei territori per consentirne una più agevole annessione ai tavoli del negoziato. Fa parte delle tragedie dell'uomo come i lager, come i gulag, come tutte quelle occasioni in cui l'uomo, ridotto a parametro, a dato monodimensionale smette di essere persona.

  • 2011-02-10 19:01:27

    nessun paragone, ma gli eccidi non possono essere giustificati, da nessuna parte politica siano stati commessi. Così come non è revisionismo cominciare a parlare delle vendette rosse del dopoguerra in danno di fascisti, ma anche di democristiani e tantissimi partigiani bianchi. La bigata Osoppo non era una milizia fascista, ma partigiana.Sarebbe opportuno cominciare a parlarne con maggiore serenità, perchè il non volere accettare le barbarie dell'immediato dopoguerra, costringe ad innalzare antichi steccati, ed a ricordarci del perchè i pericoli di allora non sono cessati ed occorre ancora vigilare.

  • 2011-02-10 16:57:42

    Liberamente,non paragonare il male assoluto del nazismo,le decine di milioni di vittime del nazismo con le foibe.grazie!no al revisionismo!

  • 2011-02-10 11:41:16

    Grazie a voi. Saluti

  • 2011-02-10 11:27:30

    A nome mio, del Comitato 10 Febbraio e degli esuli che in questi giorni mi hanno commosso sino (non mi vergogno a dirlo) alle lacrime. Grazie per questa rifelssione e per l'attenzione a questi nostri fratelli.

    Antonio Triolo

  • 2011-02-10 10:23:08

    Gli italiani hanno scoperto le foibe non prima di 5 anni fa a causa della faziosità dei programmi di informazione e dei giornali.
    Per anni abbiamo giustamente dovuto sorbirci migliaia di ore televisive dedicate al Nazismo, ma mai un minuto che io mi ricordi è stato speso sulle foibe. Un silenzio colpevole, un silenzio di stato. Poi ad un tratto, qualcuno ha fatto cadere il muro di silenzio, credo sia stato Ciampi, Puglisi mi correggerà se sbaglio.

    Grazie Puglisi per la finezza dell'articolo

  • 2011-02-10 09:52:36

    "Forse è arrivato il momento di guardarci nel fondo degli occhi."
    Lo scritto di Puglisi è una lezione civica e morale. Su cui riflettere parlando ciascuno con la propria anima. Live Sicilia, così, aiuta a crescere.

Commenta anche tu la notizia

* Campi obbligatori

Tutti gli utenti possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del giornale LiveSicilia.it.
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.

Ad esempio, i commenti e i nickname non dovranno contenere:

  • espressioni volgari o scurrili
  • offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale
  • esaltazioni o istigazioni alla violenza o richiami a ideologie totalitarie ecc.

I contributi che risulteranno in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.

Si raccomanda di rispettare la netiquette.

Tag