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Live Sicilia

Un milione di euro per 9 dipendenti
Lo "spreco" dell'ateneo di Catania

Mercoledì 09 Febbraio 2011 12:03 di Andrea Sessa

Un'associazione di universitari catanesi "fa le pulci" alla gestione finanziaria dell'ateneo, ed è subito polemica.
La vicenda parte da un dossier presentato dall'associazione Logos sugli stipendi "maxi" dei dirigenti dell'Università. Il documento evidenzia "gli eccessivi costi di retribuzione corrisposta al personale dirigente nell'organico dell'Università, prospettando preoccupanti ricadute finanziarie ai danni degli studenti".

L'inchiesta degli universitari prende le mosse dai dati pubblicati sul sito web dell'ateneo: "Abbiamo preso visione delle tabelle retributive dei dirigenti pubblicate sul sito web - spiega il portavoce di Logos Angelo Alù -, e attraverso un’analisi comparativa riguardante il trattamento retributivo dei dirigenti di altre università italiane evidenziamo l’esistenza discutibile di maxi stipendi in favore del personale dirigente".

I numeri. Per nove dipendenti a tempo indeterminato l'ateneo spende più di un milione di euro, mentre per altri otto dipendenti a tempo determinato la spesa si aggira sugli 800mila euro.

Inoltre, fa notare l'associazione, "quasi due milioni di euro sono destinati esclusivamente al pagamento degli stipendi di soli 17 dirigenti nell’anno 2010, registrandosi un lieve aumento rispetto al precedente anno 2009, ed un ancor più evidente aumento rispetto all’anno 2008, la cui spesa per il personale dirigente era pari a un milione e mezzo di euro".

La risposta dell'ateneo è arrivata attraverso il direttore amministrativo Lucio Maggio,
il quale ha spiegato che "con riferimento al trattamento retributivo della dirigenza, l'Università di Catania applica quanto prescritto dalla normativa vigente e dalle previsioni contenute nella contrattazione collettiva (nazionale e integrativa), sia per ciò che concerne i trattamenti individuali, sia per quanto riguarda la quantificazione dei fondi specificamente destinati - per legge e per contratto - al trattamento accessorio dei dirigenti, fondi non stornabili ad altri fini".

Per quanto riguarda il suo stesso stipendio Maggio
spiega che "esso è sottratto alla contrattazione, essendo stabilito per legge, nella misura prevista da un apposito decreto interministeriale, emanato nell'anno 2001 e mai aggiornato".

Ma per Logos "in un momento storico in cui gli effetti della crisi economico-finanziaria hanno condizionato negativamente l’utilizzazione delle risorse disponibili per il potenziamento dei servizi per gli studenti, aggravato da un costante e reiterato aumento delle tasse universitarie, troviamo inopportuno e eticamente riprovevole segnalare un sensibile aumento percentuale della retribuzione di per se già elevata dei dirigenti nel corso degli ultimi due anni".

Angelo Alù, concludendo il lungo dossier, esprime "rabbia perchè a fronte di un aumento sempre maggiore dei compensi non corrisponde un equo e proporzionale miglioramento dei servizi didattici di base". Nell'ultimo anno a Catania le tasse sono aumentate (dai 250 euro per la prima rata nel 2004, ai 300 euro nel 2011) e le borse di studio sono diminuite.
Ultima modifica: 09 Febbraio 2011 ore 12:25

 

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Commenti

  • 2011-02-09 18:40:48

    Complimenti Andrea Sessa, bel pezzo !

  • 2011-02-09 16:43:19

    La magistratura molto spesso, come la scuola (e, sopra e sotto e di fianco ad esse ,non c’è istituzione che non si lamenti), si lagna per la mancanza endemica di fondi. E’ l’ alibi e insieme il bastone da brandire tutte le volte che le loro carenze vengono alla luce. Non per ignavia. Non per inefficienza. Pigrizia. Voglia di girarsi i pollici dalla mattina alla sera. Incapacità di elaborare un minimo progetto lavorativo. Non è per tutte queste cose messe insieme e , quindi, per la mancanza assoluta di professionalità che i vascelli della pubblica amministrazione si sono arenati. Chi più chi meno. Ma per la ridotta liquidità. Per il venir meno dei fondi. Fondi che sono sempre pochi e in periodo di vacche magre e in periodo di vacche grasse. Costantemente. Tuttavia, gli stipendi e le prebende, in questi enti, non conoscono sosta. Sono, statisticamente, in continua libera ascesa. Uniche vere cavallette mangiatutto. Bocche infernali che hanno fatto del parassitismo statale la propria fonte di ricchezza. Un paradosso che ci fa indignare , a volte anche litigare per la primogenitura, ma che passata la giornata ci buttiamo alle spalle. Fino alla prossima “spremitura” impropria della cassa comune. E dire che sono queste ruberie che bruciano il nostro futuro e quello dei nostri figli.

  • 2011-02-09 16:11:53

    Le stesse notizie possono essere reperite dalle stesse fonti in modo autonomo. Non era proprio il caso di citare "La Sicilia", visto che Andrea Sessa ha lavorato in proprio. Saluti

  • 2011-02-09 14:37:47

    Caro Andrea,
    forse sarebbe stato il caso di citare "La Sicilia" in questo pezzo sugli stipendi dei dirigenti, visto che è stato il giornale che ha pubblicato nell'edizione di oggi a pag. 38 - in esclusiva - sia l'inchiesta e sia la replica del direttore amministrativo. Credo nella tua professionalità e buona fede e spero sia stata soltanto una svista.
    Un abbraccio
    Mario Barresi

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