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Live Sicilia

L'accusa: "Cuffaro eletto
con i voti della mafia"

Giovedì 03 Febbraio 2011 10:40

Cuffaro non era un ingenuo in balia delle millanterie di questo o quel mafioso, né un uomo costretto a subire amicizie scomode". Nel tirare le somme dell'ultimo processo contro l'ex potente governatore siciliano che, dopo una condanna definitiva per favoreggiamento a Cosa nostra, si ritrova sul banco degli imputati con una pesante accusa di concorso in associazione mafiosa, il pm di Palermo Nino Di Matteo, dipinge un Cuffaro "scaltro", un uomo che ha stretto un accordo con Cosa nostra e che aveva rapporti, seppure mediati, col capomafia di Brancaccio Giuseppe Guttadauro.

L'ex senatore questa volta non è in aula ad ascoltare le parole della Procura che ha deciso di processarlo di nuovo sostenendo che le condotte oggetto dell'abbreviato in corso, ormai prossimo al termine, sono diverse da quelle costate all'ex governatore un verdetto di colpevolezza. Tramite i suoi legali Cuffaro, in carcere a Rebibbia per scontare 7 anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra, ha infatti fatto sapere al gup, Vittorio Anania, di volere rinunciare a partecipare all'udienza che oggi era dedicata alle repliche dei pm. Di Matteo e il collega Francesco Del Bene, entrambi pubblica accusa, hanno parlato per oltre tre ore per riassumere l'imponente materiale messo insieme per provare la colpevolezza di Cuffaro e hanno ribadito la richiesta di condanna a 10 anni.

Una ricostruzione, la loro, che parte dal 2001, l'anno in cui l'imputato si candidò alla presidenza della Regione, sfruttando, secondo l'accusa, l'appoggio elettorale di Cosa nostra. Un aiuto, quello dato dai clan in cambio del quale, poi, l'ex senatore sarebbe stato "costretto a pagare cambiali" alle cosche. A sostegno della tesi del "patto" mafia-politica, la Procura ha scelto, a conclusione del processo, di citare due pentiti- Nino Giuffré e Maurizio Di Gati - e uno dei documenti consegnati alla Procura da Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo Vito. "E se Giuffré - ha ricordato Di Matteo - ha parlato di un accordo di tutta Cosa nostra per sostenere elettoralmente Cuffaro, progetto voluto dal boss Bernardo Provenzano in persona, l'agrigentino Di Gati ha raccontato che in Cosa Nostra era notorio il patto tra l'ala provenzaniana e l'ex governatore". La mafia, per il collaboratore di giustizia, si sarebbe impegnata a votare l'imputato e lui, una volta eletto, avrebbe garantito finanziamenti di progetti, assunzioni.

Il "pizzino" di Ciancimino, a questo punto, per i pm non è che la quadratura del cerchio, l'argomento finale del ragionamento. Quel riferimento, contenuto nel biglietto che Provenzano avrebbe inviato a don Vito nel 2001, anno di elezione di Cuffaro, a un presunto interessamento del "nuovo pres. e del sen.", che secondo l'accusa sarebbero l'allora presidente Cuffaro e il senatore del Pdl Dell'Utri, a un provvedimento di amnistia per detenuti, non farebbe, dunque, che confermare la tesi dei pm. Una tesi che vuole l'ex governatore, eletto coi voti della mafia, in rapporti pure col boss di Brancaccio Guttadauro, tramite il suo delfino Mimmo Miceli.

La parola passa ora ai difensori dell'imputato che hanno invano provato a fare slittare la sentenza chiedendo un termine per poter esaminare le repliche della procura. Per il gup, invece, i tempi sono maturi per il verdetto, fissato al 16 febbraio prossimo.
Ultima modifica: 03 Febbraio 2011 ore 19:46

 

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Commenti

  • 2011-02-06 08:50:30

    mentre lo stato si è servito dei vari Contrada ,Mori, Ultimi ecc ecc per coprire le proprie incofessabili nefandezze !

  • 2011-02-04 12:16:48

    Le aule dei tribunali sembrano diventate dei talk show alla Annozero o L’Infedele o Ballarò. Le prove non è più necessario produrle, basta soltanto elaborare una bella tesi e condirla con l’olio della mafia: l’olio Ciancimino. L’olio che consacra e certifica la veridicità delle carte dei pm. Una volta la verità assoluta veniva dalla parola di Dio, ora, per le procure, l’unica vera parola/verità sembra essere quella del mafioso don Vito Ciancimino. Che, grazie al suo apostolo e figlio prediletto, dall’alto del paradiso dei mafiosi, fa scendere nelle aule dei tribunali, ad ogni invocazione. Forse, nelle procure, per esorcizzarsi, per proteggersi dall’ influenza nefasta di questo dio del male, dovrebbero incominciare, giornalmente, a recitare il rasoio di Occam , che è quel principio secondo cui la spiegazione più semplice di un problema è, con tutta probabilità, quella che corrisponde più da vicino alla realtà dei fatti. Ed i fatti sembrano indicare che la mafia si sta servendo delle procure per amministrare la propria (in)giustizia. Una geniale intuizione, non sappiamo se dell’ex sindaco di Palermo o del figlio prediletto, ma che mira a trasformare i tribunali in proprie parrocchie e le toghe in sacerdoti zelanti che incessantemente predicano la parola del dio Ciancimino. E poco importa sapere che sia quella del padre o del figlio.

  • 2011-02-04 10:36:02

    @fabrizio
    Quindi lo stesso discorso vale anche per Orlando quando prendeva il 72% delle preferenze!!!!!

  • 2011-02-04 09:19:44

    Cuffaro è stato eletto con i voti della mafia e per questo va processato. Lombardo con i voti di chi è stato eletto?

  • 2011-02-03 22:13:33

    nessuna pietà per chi è amico dei mafiosi e massima fiducia per la magistratura.. ma secondo voi la mafia votava per il candidato opposto a cuffaro?? ah ah mi viene proprio da ridere

  • 2011-02-03 20:51:03

    le doti divinatorie di Ciancimino sono conosciute in tutto il mondo.... anche nel caso di berlusconi...lui lo sapeva prima....ma non è si trattava del mago athanus sotto mentite spoglie????

  • 2011-02-03 18:46:58

    Dice oggi l’ANSA: “Il teste della trattativa (Ciancimino Jr – ndr) , di cui il pm (Di matteo –ndr) ha ribadito l'attendibilità, ha dato ai magistrati un pizzino dattiloscritto del 2001 del padrino di Corleone, indirizzato a don Vito, in cui si faceva riferimento a un presunto interessamento del «nuovo pres. e del sen.»

    Chi sarà mai stato questo “nuovo pres.”?

    «È il presidente Cuffaro, - riferisce l’attendibile Ciancimino - perchè mio padre diceva che nell'Udc poteva, era sicuramente un bell'ago della bilancia».

    Perfetto. Quindi il padre, prima di morire il 19 novembre 2002, disse al figlio che il “pres.” di cui si parla in un pizzino di Provenzano nel 2001, era Cuffaro, in quanto era sicuramente un bell’ago della bilancia in un partito (l'UDC) fondato il 6 dicembre 2002.

  • 2011-02-03 17:38:27

    La più grande prova di chi è Cuffaro la sta dando lui stesso con il suo comportamento oserei dire "Ghandiano". E che la Sicilia non sia una colonia per molti poteri nessuno lo può negare.
    Aspetto solo la trasmissione di Sgarbi in prima serata sulle reti RAI che darà voce alla gran parte del pensiero degli italiani.
    postilla: io ho votato Cuffaro e mi sento offeso da tutte queste argomentazioni.

  • 2011-02-03 17:32:18

    Grazie ad uomini come Di Matteo che questa Terra può sperare in un cambiamento.
    La Regìa del Male ,quasi quasi, ci vuole convincere che pure per Provenzano bisogna provare pena ed essere clementi.
    Vergogna!

  • 2011-02-03 16:48:03

    @gufetta
    certo e poi pure la forca.....
    Mi fate paura!!!!

  • 2011-02-03 16:04:32

    TUTTE QUESTE CONDANNE PER UN INNOCENTE..MA POVERINO..CHE VITIMA..
    MA PER PIACERE..CHE LA CONDANNA ARRIVI..

  • 2011-02-03 15:20:57

    cari amici, oggi basta che qualcuno è scomodo a qualche altro che subito c'è la magistratura che ci pensa......
    VERGOGNA !

  • 2011-02-03 13:47:42

    Non ho capito,
    se nella disgraziata ipotesi di ulteriore condanna definitiva di questo processo (ne ibis ne idem comunque) confermassero i 10 anni proposti dall’accusa, si sommerebbero a quanto già sta scontando e cioè 7 anni? E quindi un totale di 17 anni?
    Peggio dei mafiosi criminali e assassini?

  • 2011-02-03 13:37:24

    In che cosa si concretizzano materialmente queste cambiali che avrebbe dovuto pagare Cuffaro alla Mafia? L'accusa ha prodotto l'esistenza reale di queste cortesie con i nomi e i fatti? Il fatto che la mafia votava Cuffaro non è certo un capo di imputazione per lui..... che vergogna!

  • 2011-02-03 13:23:43

    i Pm continuano a leggere i verbali delle dichiarazioni di giuffrè a metà, giuffrè non a dichiarato questo, bensì che la mafia di solito sostiene chi è in aria di vittoria, ma ha escluso ogni accordo con cuffaro. E' una vergogna. Vi consiglio di asoltare le sedute del precedente processo su radio radicali. vergogna!

  • 2011-02-03 13:09:36

    EXCUSATIO NON PETITA.....

  • 2011-02-03 11:16:56

    nessun intento "ingiustamente persecutorio".... quindi c'è una persecuzione giusta? boh?

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