Caro direttore,
Totò Cuffaro non è mai stato amato dall'intellighenzia, dai salotti, dai radical chic. Aveva una dizione caricaturale, tipica dell'agrigentino, che faceva storcere il naso ai puristi, a quelli col vezzo della erre moscia che fa tanto rive gauche. Seduto, non accavallava mai le gambe, “ho le cosce grosse, sono troppo pacchione”, gli abiti gli stavano sempre “giusti giusti”, sulla pancia un origami di grinze, tipiche di chi ha tanti chili di troppo e nessuna voglia di smaltirli. Non veniva da una famiglia dal nome altisonante, né poteva raccontare di essere stato sedotto sui banchi di scuola o all'università dalle folate di Lotta Continua o di Movimento studentesco. E' figlio di due maestri di Raffadali, a scuola andava al Don Bosco a Palermo. Lì viveva da liceale, nell'annesso convitto, che non era un collegio svizzero ma più semplicemente un dormitorio per i ragazzi di paese che non potevano permettersi altro. E, fino all'incontro con sua moglie Giacoma, girava con i calzini bianchi corti, tratto distintivo dei “paesani”, arrivati in una città come Palermo.
Ma soprattutto ad alienargli le simpatie della borghesia colta, degli intellettuali, era, è sempre stato e tutt'ora è, il suo essere orgogliosamente democristiano, in un momento in cui tutti giuravano di non aver votato Salvo Lima (dc della corrente avversata da Totò Cuffaro) che, inspiegabilmente, raccoglieva puntualmente messe di voti. Aveva definitivamente perso ogni speranza di poter piacere ad una precisa weltanschauung, quando in occasione della puntata di Samarcanda, in memoria di Libero Grassi, conduttori Maurizio Costanzo e Michele Santoro, aveva difeso a spada tratta Calogero Mannino, il suo padre politico, finito nel mirino dell'antimafia militante. Contrariamente alle leggende metropolitane circolate successivamente, nulla aveva detto su Giovanni Falcone, allora principale bersaglio di Leoluca Orlando e della Rete, perché accusato di avere insabbiato le inchieste sui delitti eccellenti e sui rapporti fra politici e mafia.
Quella sera era nato l'uomo politico siciliano più amato da alcuni per il suo coraggio e la sua coerenza, più odiato da altri per le sue idee ed il suo modo di esprimerle. Alle disquisizioni accademiche salottiere, ha sempre preferito le tavolate oceaniche da sagra di paese, con la vecchietta che lo abbraccia e gli dice: “Totuccio mangia che sei fatto sicco”, ( a dispetto dei cento e passa chili). Questa è la cifra dell'uomo: il contatto con la gente comune, con i signor Nessuno, con quelli che si sono sentiti per anni soltanto un certificato elettorale.
E' semplicistico dire che è soltanto clientela, che tutti i cuffariani siano soltanto i suoi clientes. Non nascondiamoci dietro un dito, ce ne sono tanti, avvezzi ad un sistema che Cuffaro non ha creato ma che in una qualche misura si è poi trovato a gestire. Ma oltre i questuanti, oltre il do ut des che contraddistingue tutta la storia della politica di questa terra, nella fenomenologia di Cuffaro c'è altro. Ha baciato tanti, tanti siciliani. E molti di questi lo adorano. Perché per la prima volta si sono sentiti qualcuno. E' vero quello che raccontano i miti urbani sull'uomo, ovvero che ci sono stati uomini e donne qualunque, con molti voti o anche con il loro soltanto, che hanno atteso ore, nelle anticamere, pur di parlare con lui e poi raccontare agli altri, “ma lo sai che ho parlato con Totò e che mi ha baciato. Io ca sugnu nuddu e iddu che è u presidente. Ma cu mi l'avia a diri”. Per una volta, questi anonimi erano diventati un nome nelle stanze del potere.
La politica di favori, di prebende, come nasconderla? Rientra in quello che il navigato Mannino ha descritto come “il contesto Sicilia”, che non è esattamente la Svizzera e nel quale tutti quelli che fanno politica si muovono, chi con maggiori, chi con minori disinvoltura e spregiudicatezze. Rispetto alle colpe per consuetudine attribuite all'uomo, voglio citare la più grave, a mio avviso: non essersi circondato di uno staff di collaboratori realmente all'altezza del ruolo. Alcuni sono finiti nelle intercettazioni in atteggiamenti quasi ridicoli se non fossero tragici. Altri hanno fatto finire, con noncuranza, sul tavolo di Cuffaro un vassoio di cannoli, lasciati lì e spostati troppo tardi da lui stesso, mentre qualcuno che avrebbe dovuto capire gli effetti deflagranti sul piano della comunicazione ed altri collaboratori chiacchieravano o banchettavano. Cannoli che sono diventati un emblema di festeggiamenti mai fatti, il simbolo di uno spregio alle regole non nutrito.
Avrebbe dovuto essere più accorto. E invece è stato un ingenuo. Scandalizzerà questo aggettivo attribuito ad un politico navigato, eppure è la realtà. Sarà la matrice democristiana che non gli ha consentito di fare volare dalla finestra i mediocri, gli inetti che lo circondavano, che millantavano credito, da sanguisughe e che parte importante hanno avuto in quello che è accaduto. Qualcuno dirà che non può essere un'attenuante, un'esimente, no, non lo è, ma è un fatto. Non entro nel dettaglio della sentenza ma mi sia consentito di esprimere la mia opinione: sono convinto che non sia mafioso. Sono convinto che non abbia voluto favorire la mafia. Non commento la sentenza, affermo un mio sentire. Che nasce dalla conoscenza dell'uomo, che non è un santo (ma chi può dire di esserlo?) ma non è lestofante. Che ha fatto tanto per la Sicilia. Qualcuno risponderà, “soltanto assunzioni, soltanto favori”, dimenticando per esempio che battendo i pugni sul tavolo ha impedito che la Fiat smobilitasse lo stabilimento di Termini Imerese già tanti anni fa, con conseguenze sul piano sociale peggiori di quelle paventate in questi giorni. Od omettendo di citare gli scontri con l'intoccabile Tremonti per dare alla Sicilia i fondi che spettavano, (e che poi sarebbero arrivati), o la battaglia per costringere le imprese che operano in Sicilia ad avere sede legale nell'isola e di conseguenza a far rimanere qui le tasse che versano.
Grazie a lui, prima da assessore all'Agricoltura e poi da presidente, il vino siciliano è diventato famoso; ha sostenuto con interventi mirati i vitivinicoltori ed ha pianificato la creazione di uno stand siciliano al Vinitaly, intelligente strategia che ha fatto conoscere un prodotto di pregio, fino ad allora usato solo per “tagliare” i vini del Nord Italia. Durante la sua Presidenza l'Unione Europea ha attribuito premialità alla Sicilia per il corretto impiego dei fondi comunitari e questo ha consentito di ottenere maggiori risorse. Si obietterà che, rispetto a questi dati, tanto altro non è stato fatto o è stato fatto male. Potrebbe essere, ma è possibile anche che molto di quello che il suo governo ha pianificato avrebbe dato risultati a lungo termine non nell'immediato.
Da qui la sintesi: il giudizio sul suo operato di amministratore, al di là delle contrapposizioni politiche, è complesso e sarà il tempo a poter fornire una risposta.
Il giudizio sull'imputato, invece, quello si può dare già adesso. Avrebbe potuto insultare la Magistratura, gridare al complotto. E' rimasto composto, in silenzio, accettando sino all'estremo una sentenza che lo ha reso un morto civile, 7 anni di condanna, 5 anni certi di 4 metri per quattro ed un'ora d'aria al giorno, interdetto in perpetuo ai pubblici uffici. Avrebbe potuto nascondersi in un rifugio dorato, in uno Stato che non ha accordi di estradizione con l'Italia. E invece è rimasto al suo posto. Avrebbe potuto attendere qualche giorno, prima di costituirsi: l'ha fatto qualche ora dopo la sentenza, conscio che, al contrario di quanto sostengono tanti ignoranti del diritto, questo non avrebbe cambiato di una virgola la sua posizione, perché la sua condanna non prevede sconti né attenuazioni di pena. Era entrato sul palcoscenico della politica in maniera fragorosa, ne è uscito in modo dimesso ma dignitoso ed onorevole.
Vedendo le immagini della sua definitiva uscita di scena, seduto nel sedile posteriore di un auto, fra due carabinieri, ho subito pensato ad una frase contenuta in un libro di Alessandro Baricco: “Aveva la bellezza di cui solo i vinti sono capaci. E la limpidezza delle cose deboli. La solitudine perfetta di ciò che si è perduto”.
Andrea Giuliano
Ultima modifica: 26 Gennaio 2011 ore 12:48
Bellissima lettera.
Sicuramente da ora in poi NON avverrano più scarcerazioni per decorrenza dei termin i di custodia cautelare, che il lavoro delle forze dell'ordine non verrà inficiato da manchevolezze dell'apparato giustizia. Che i Boss non gireranno più tranquilli per le strade del proprio quartiere una volta condannati e prescritti. Il mio pensiero è rivolto a tutti i familiari delle vittime per mafia che vedono gli assassini dei loro cari frequentare il bar sotto casa loro dopo un "errore" giudiiziario. Anche loro avranno visto Cuffaro entrare nella macchina dei Carabinieri ed avranno pensato che stavano "portandosi via" un colpevole per la legge ma anche un uomo che oltre le poche prove portate per la sua condanna niente aveva a che spartire con tagliagole, assassini e delinquenti vari.
Vorrei postare un articolo di Repubblica, edizione Palermo, di oggi a firma Alessandra Ziniti. E’ molto interessante.
“Cuffaro, i pm puntano ai suoi beni”
“La settimana prossima, prima che il giudice Vittorio Anania, si ritiri in camera di Consiglio per la sentenza non aggiungeranno una parola di più. Salvatore Cuffaro, per la prima volta dall’inizio del processo,non sara’ in aula ed i suoi legali rinunzieranno alla replica prevista dopo quella dei pm Francesco Del Bene e Nino Di Matteo che reiteranno la loro richiesta: dieci anni di carcere per l’ormai ex senatore da cinque giorni in carcere a Rebibbia per scontare la pena definitiva a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di notizie riservate.I difensori di Cuffaro si limiteranno a depositare la sentenza emessa dalla seconda sezione della cassazione sabato scorso: quella parlerà per loro per ribadire la richiesta di pronunica del “ne bis in idem” visto che, a parere del collegio di difesa, nel processo per concorso esterno i pm hanno riqualificato con un reato più pesante gli stessi fatti per i quali l’ex presidente della Regione è appena stato condannato in via definitiva. Quello che a parte dell’opinione pubblica suona come un accanimento giudiziario della Dda di palermo nei confrti di Cuffaro cela una posta in gioco che va oltre la divergenza di vedute con i colleghi che, procuratore Grasso, optaromo per la scelta di contestare all’allora presidente della regione il reato più lieve di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra rispetto a quello del concorso esterno: sul tavolo c’è la possibilità di aprire nei confronti di Cuffaro anche un procedimento di misure patrimoniali possibile solo nei casi di imputazione o condanna per mafia: L’anno scorso, la Procura avviò una sorta di verifica sul patrimonio, poi smentita da Messineo, dopo le proteste dei suoi legali, ma il procedimento non è andato avanti perché la condanna per favoreggiamento seppur aggravato dall’articolo 7, non lo consente. E neanche la semplice imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa è sufficiente, dato che, fino ad ora, sulla contesabilità del reato a Cuffaro non si è mai espresso alcun giudice terzo: il processo in corso infatti è un giudizio immediato ed il primo pronunciamento, quello appunto del Gup Vittorio Anania, è atteso il 16 febbraio, dopo la replica delle parti. Sull’istanza subito avanzata dai difensori di pronuncia di “ne bis in idem” infatti, il giudice si è riservato di decidere solo al termine del dibattimento. La procura infatti nella prossima settimana, insisterà nella richiesta di condanna a dieci anni: secondo i pm Del Bene e Di Matteo nell’atto di accusa si va oltre i fatti già contestati nel processo alle “talpe”: da un nuovo episodio di rivelazione di notizie riservate all’ex collaboratore poi pentito Francesco campanella al pizzino riferito a Provenzano esibito da Massimo Ciancimino. “una condotta continuata nel tempo che abbraccia l’intera carriera politica di Cuffaro la cui gravità fa si’ che Cuffaro non meriti attenuanti e dunque debba essere condannato al massimo della pena prevista per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa”hanno sostenuto i pm concludendo la loro requisitoria.
Dopo aver letto questo articolo tanti esulteranno e saranno pronti ad andare a stappare bottiglie di champagne e ad agguantare vassoio di cannoli sotto casa di Cuffaro, invocandone il repentino sequestro.
Saccente sarà lei;infatti sa che questa sentenza è sbagliata...io conosco cose alla portata di tutti!
Le mie parole non erano certo rivolte a lei che conosce perfettamente le differenze,dunque,non mi presto,non faccio mica il fenomeno da baraccone...chi era davvero interessato avrà già provveduto ad informarsi su Internet.
Saluti
@daniele
le idee le abbiamo molto confuse su tutto, tranne che sulla presunzione e sulla saccenza di persone come lei.
E non è un insulto.
@ Daniele, la spieghi Lei la differenza tra giudici e magistrati, attendiamo ansiosi.
No quello non sarà pazzo,certamente lo sono tutti gli altri che hanno giudicato nei vari gradi...molti di voi sanno che Cuffaro è innocente,cioè voi sapete cose che nemmeno i giudici conoscono...siete meravigliosi.Insultate coloro che hanno deciso o nella migliore della ipotesi dite che si sono sbagliati.
E questo non è esprimere giudizi sulla colpevolezza?
E a proposito di Giudici,consiglio a molti di voi di andare a studiare la differenza tra Giudici e Magistrati,da come parlate mi sa che avete le idee un po' confuse...
Bravissimo Andrea Giuliano, sei coraggioso a dire quello che non va detto!! i salottari elitisti ti odieranno per questo, io ti ammiro. perchè non fai un blog, cominciando a mettere in luce questa ipocrisia dei nostri tempi? molti saranno con te.
M.
Miiiii, tutti magistrati questi che commentano in questo sito!!!
Tutti sparano pareri e giudizi, e dove siamo? Al palazzaccio?
Comunque, auguro a tutti quelli che ritengono i magistrati infallibili di avere un figlio o un parente arrestato, scoprendo che poi magari è innocente. (mai successo, vero?)
Nel caso di Cuffaro, poi, addirittura lo ha detto un magistrato (pazzo!!!) che la sentenza di appello andava annullata. Con questo non esprimo giudizi o pareri sulla eventuale colpevolezza o innocenza.
ma queste sono questioni di lana caprina.
Non si tratta di reati svolti "nell'esercizio delle proprie funzioni"...tanto è vero che nè Cuffaro nè i suoi Avvocati si sono appellati a tale presunta "incompetenza".Anche se era Presidente della Regione per buona parte del periodo in questione,"nell'esercizio delle proprie funzioni" significa un'altra cosa.
Per fare un esempio attuale,se Berlusc. va a prostitute minorenni questo nulla ha a che vedere con "l'esercizio...etc.."
Sono contento che ci sia stata giustizia, ma a rigore la giustizia ordinaria non sarebbe competente per giudicare dei reati compiuti dal Presidente della Regione nell'esercizio delle sue funzioni.
Leggete l'art. 30 dello Statuto Speciale della Regione Siciliana. Cuffaro doveva essere processato dall'Alta Corte per la Regione Siciliana con giudizio inappellabile.
Insomma formalmente siamo in presenza di un giudice non competente.
Ma, se vogliamo fare prevalere la sostanza sulla forma, in fondo si è chiusa una brutta stagione...
Allora avanti con i commenti a favore dei vari boss di mafia..anche loro hanno fatto qualcosa di buono no?anche loro avranno qualcosa di buono nel loro animo?Rimettiamo in dubbio anche i processi subiti dai vari mafiosi..anche loro sono stati giudicati dai cosidetti magistrati infallibili..no?
Smettiamola ma credete che prima di condannare una persona (per qualsiasi reato) i giudici di 3 vari gradi non verificano le varie prove?...o lo condannano perchè gli sta antipatico?...deve essere anche sfortunato una persona che nei vari gradi di giudizio trova tutti questi giudici...
mah...
Sulla valutazione dell'uomo Cuffaro ognuno esprime la propria opinione.
Sul favoreggiamento alla mafia si è espressa la cassazione.
Sulla politica basata sul consenso del favore agli amici BISOGNA dire che non ha fatto crescere e sviluppare la sicilia.
Si sono sperperati i fondi europei in mille progettini, sono stati assunti tanti precari senza concorso, ne hanno beneficiato i mediocri portavoti del sistema cuffariano e tanti giovani laureati sono dovuti andare via.
Io non ho nessuna patente,sbaglierò come tutti.
E' solo che provando a immaginare come dice Lei che i Magistrati...ecc
mi viene difficile credere che tanti giudici,di diverse commissioni,in tre gradi si siano sbagliati...anche perchè, ripeto,ho sentito le intercettazioni ambientali,chiare,esplicite inequivocabili.Dunque è di parte chi nega l'evidenza...dunque...il Giudice di Primo grado sbaglia perchè è comunista,la Corte d'Appello anche,come la Cassazione,invece chi scrive l'articolo su Cuffaro è obiettivo,ha il dono della verità assoluta,e i temi a sostegno dell'innocenza sono il fatto che non piace come parla,o il suo fisico...ahahah
Scusate ma raccolgo il consiglio e vado a parlare coi Muli.
P.S.Non voto a sinistra,li considero incapaci,molti siciliani e italiani in generale, invece, preso atto di tale incapacità vota i "Capaci" di tutto!!!
@daniele @agosco ecc.
si cerca semplicemente di essere equilibrati, di apprezzare ciò che c'è di buono nelle persone e, senza timore, di biasimarne gli errori.
l'articolo mi sembra più che equilibrato, invece sono del tutto urlati e intrisi di odio i vostri commenti, senza obiettività, senza la minima voglia di tentare di essere imparziali.
non si può continuare ad essere convinti che la patente dell'antimafioso l'abbiate solo "voi" che sputate su una persona che ha "anche" fatto del bene nell'amministrazione della nostra terra, molto più di chi lo ha preceduto e soprattutto di chi è venuto dopo.
provate ad immaginare che i magistrati non siano divinità infallibili, immaginate che invece siano persone che nella loro vita (per fortuna non tutti) non hanno mai fatto nulla se non studiare, massimi voti, magistrati giovanissimi, subito osannati e temuti. Non vi sorge il sospetto che qualcuno possa essere umanamente affetto da delirio di onnipotenza? Gente che non ha mai avuto il minimo contatto con i problemi della sopravvivenza quotidiana (non mi riferisco ai nostri politici, quelli "sopravvivono" molto bene).
se in queste parole continuate a leggere difese aprioristiche dei malcostumi allora è meglio parlare con i muli.
@ Daniele. Beh...il suo commento mi solleva...
x agosco.un pò di ironia non fà male a nessuno,siccome i mafiosi sono tutti cattolici è buoni, invece di mandarli in carcere li chiudiamo nei conventi, con delle belle ESCORT.
Incredibile,come si fa a scrivere certi articoli???Un tentativo secondo me grossolano di spostare l'attenzione su altri aspetti:la dizione tipica dell'agrigentino,la corporatura non esile,non piaceva a quelli col vezzo della "r" moscia...ma per favore,c'è gente che sotto questi aspetti è molto peggio di Cuffaro (ad esempio alcuni leghisti)...ma chè è libera.
Qui si parla di "mafia"...tre gradi di giudizio,è ora di finirla con gli attacchi alla magistratura.Cosa vuol dire il fatto che non abbia insultato i giudici?Ci mancava anche questa...
E CHE NON SI DICA CHE NON HA ATTACCATO FALCONE,VI POSSO PUBBLICARE PARECCHI VIDEO!
Vedetevi i documentari,ascoltate le intercettazioni ambientali...
Mafiosi in galera.
Incredibile qui si sta venerando come un martire un MAFIOSO, siamo veramente strani noi siciliani e italiani...ci meravigliamo che una persona si sia fatta giudicare senza scappare...(chiaramente risulta strano nel contesto in cui viviamo). Mah visto che ci siete perchè non onorate anche la figura dei vari TOTO RIIna, Bernardo Provenzano e compagnia bella??che ne dite?anche loro hanno fatto tanto bene per qualcuno...
Ricordatevi che c'è gente che lotta contro la mafia continuamente e che si è sacrificata per noi..poveri noi!!!
non conosco cuffaro,Giuliano x mè ha descritto bene questa persona,x me cuffaro si doveva fare prete è fare del bene ai veri bisognosi.Anna Conti
Schfiato, mica possono pubblicare solo le cose cha fanno comodo a te, e poi sappi che la Magistratura non si lecca, ma si onora come ha fatto Cuffaro, e come con il suo comportamento ha onorato se stesso e i milioni di cittadini onesti che lo hanno votato. Ciao Totò e complimenti per questa meravigliosa lettera che rende onore al nostro Presidente
Solo la disperazione e/o la malvagità possono non far condividere queste parole.
Complimenti a Giuliano ed a Livesicilia, che in questa terra di ipocriti ed interessati lecchini di certa magistratura, ha avuto il "coraggio" di pubblicarlo.
Gentile Lucia, grazie per la risposta. E' interessante entrare nel merito dell'analisi senza fermarsi agli spot.
1. Non ho avuto il piacere di leggere alcuna proposta di riforma della Pubblica Amministrazione, visto che ne è a conoscenza sarei lieto di poter approfondire per darle una mia opinione. Oggigiorno troppe proposte di legge vengono formalmente definite "Riforme", quando nella sostanza rimangono piccoli aggiustamenti circostaziati (altra osservazione, quante volte si sente "Abbiamo iniziato il processo di riforma ma non ce lo hanno permesso o non abbiamo fatto in tempo", mmmm). Cuffaro ha governato per 8 anni, direi che è un periodo di tempo accettabile per finalizzare una riforma che un presidente con un minimo di "qualità politiche" deve considerare PRIORITARIA.
2. Sulle infrazioni vado a memoria e dovrei documentarmi (il giudizio sul governo Lombardo è altrettanto,se non più negativo a riguardo, giusto per non confodere). Tuttavia i controlli non avvengono dopo che è finito il ciclo di programmazione? E' alquanto probabile che nel biennio 2008-2009 le infrazioni di cui si ha traccia siano relative al programma 2000-2006 (che è stato "chiuso" effettivamente nel 2007-2008)? Ma come detto vado a memoria.
Rimane una valutazione sulla qualità. Per quanto si scambino giudizi positivi con cortesia istituzionale (Hubner) è dimostrabile l'inadeguatezza della politica di sviluppo regionale attuata con Agenda 2000. Sarebbe bastato frequentare il sito euroinfosicilia (cosa che ho fatto assiduamente) per capire l'assenza di una visione strategica (tralasciando l'innumerevoli volte in cui la terzietà dei bandi è stata calpestata...a proposito di strumenti per la trasparenza).
3. Termini, in quasi tutti gli ambiti umani esistono le relazioni causa-effetto. La circostanza che siano apparsi degli altri imprenditori interessati a riconvertire Termini è un effetto della decisione di FIAT (facilitata dall'assenza della politica) di andarsene. Anche 5 anni fa sarebbero apparsi degli imprenditori interessati e forse oggi (anche con le risorse europee) avremmo già un bel stabilimento di produzione di energie rinnovabili o di auto elettriche.
4. Su Tremonti e sul vino, come sui punti precedenti (ho solo precisato alcune cose) concordo con lei, ognuno rimanga del suo parere.
Ma una cosa vorrei precisare, con tutti i soldi di Agenda 2000 alcune Regione d'Europa sono state rivoltate (in meglio) come un calzino.
Per me il metro di giudizio è quello, la Sicilia ha perso un occasione per l'incapacità di chi l'ha amministrata. In questo caso il primo responsabile è il comandante in capo.
p.s. Il fatto che rimangano poche aziende in Sicilia non le sembra un indice di medio periodo del fallimento della gestione Cuffaro (o vogliamo incolpare "LA CRISI") - in collaborazione con il suo ex-compare Lombardo?
Non possiamo infatti incolpare quest'ultimo, gli effetti delle politiche non si valutano nel breve periodo.
Gentile Lucia, lei ha pienamente ragione nel demonizzare il mio modo di esprimermi che , in effetti, trovo anch'io fuori luogo e privo di senso civico. Scusa, forse dovrei dire "trovavo" anch'io fuori di senso civico; oggi ahimè è invece questo ciò che la società in cui vivo mi trasmettere, e con questo mi approccio ad una questione che meriterebbe solo il silenzio e l'indignazione di un popolo che a questo punto dovrebbe solo limitarsi a dire: "con gli intrighi e il malaffare non si va da nessuna parte". Ritrovarmi, invece, a leggere per giorni e giorni commenti che elogiano ed esaltano il modo in cui ha reagito il caro presidente mi lascia sgomenta. Primo perchè nessuno nota che comuqnue..ad oggi..non ha mai fatto riferimento ai reati commessi, non ha mai confessato e preso coscienza di avere sbagliato..e , in ultimo, non ha mai fatto cenno al fatto che è giusto che paghi non perchè è un santo che si prostra alla legge..bensì un delinuqente che per anni, la legge, la aggirata col solo obiettivo di arricchirsi impoverendo la sua terra... quella terra lì che oggi lo elogia e lo compiange. La cosa non può farmi non pensare (e dare per scontato) che evidentemtne è gente che ha goduto dei suoi favori. E' gente,, quindi, che ha ottenuto qualcosa con gli stessi principi adoperati dallo stesso, ed è per questo (e qui le rispondo circa le mia basi di condanna) è gente che merita allo stesso modo di "pagare" in qualche modo, perchè è gente che la mafia ce l'ha nella testa se non compiendo reati avallando atteggiamenti che sono e devono oggettivamente essere condannati, restituendo a chi, invece....mia gentile signora Lucia..questi metodi li ha sempre ignorati e per questa ragione, oggi, si ritrova a fare letteralmente la fame.
Non so da che parte stia lei se nella prima categoria, nella seconda o se lei, invece, è riuscita a trovare la sua strada professionale malgrado tutto..(se così fosse io ne sarei sinceramente felice per lei), ma la invito, altresì, a guardare con spirito critico (ma nel senso buono e costruttivo del termine) chi oggi ha le scatole piene di tutto questo, e che se leggendo l'ennesimo commento aberrante perde le staffe, l'educazione e quel senso civico ..che le garantisco..mi contraddistingue più di tutta la gente che ancora oggi accarezza amorevolmente un mafioso (tale non perchè lo dico io ma perchè lo dice la giustizia in ben 3 gradi di giudizio)!.
Cordiali saluti
Complimenti ad Andrea Giuliano ed a Livesicilia, che mi pare l'unico giornale a fornire in questo momento a Palermo informazione a 360° e a dire cose sgradite a potenti e "salotti chic". Non ho avuto alcun tipo di contatto nè politico nè istituzionale con Cuffaro, così come credo Giuliano, e quindi mi pare particolarmente apprezzabile il suo articolo.
La verità è che oggi tutti tacciono, o tirano un sospiro di sollievo ( meglio a lui che a me) o peggio festeggiano.
Mi pare di ricordare che è stato assessore di un governo regionale a guida PD ( credo che fosse PDS all'epoca), ma quel presidente non ha detto una parola.
Tutti ad elogiare Cuffaro per la sua condotta e "rispettare la sentenza".
Ma anche la Suprema Corte può sbagliare, tanto più che analizza questioni di diritto. Un orientamento giuridico, che a volte diverge da sezione a sezione fa la differenza tra la vita e la morte ( almeno civile e morale) di un uomo.
E' il sistema, lo accettiamo, ma riserviamoci il diritto, quando saranno pubblicate le motivazioni, di criticare anche duramente, la sentenza.
E finiamola poi con la menzogna della obbligatorietà della legge penale, e della uguaglianza di tutti davanti alla legge.
I PM togati vanno solo ai dibattimenti collegiali, spesso con turni assegnati per udienza. Si impegnano direttamente solo per i casi eclatanti o mediatici.
Chiedetelo a chi ha subito un furto, o si costituisce parte civile per un reato minore.
Sarebbe bello, ad esempio disporre per ogni ipotesi di sfruttamento della prostituzione dell'apparato investigativo di cui hanno goduto i PM di Milano.
Infine una considerazione per quanti apprezzano la condotta di Cuffaro rispetto a quella di Berlusconi.
Se Cuffaro, rispettando istituzioni e giudici si ritrova 7 anni sul groppone, un altro processo in dirittura d'arrivo ed un'altro ancora per corruzione, a Berlusconi, cosa farebbero se accettasse il giudizio?
Attenzione non voglio giustificare la condotta di Berlusconi, ma fornire una possibile chiave interpretativa della sua condotta, che sta comunque risultando devastante per gli Italiani.
ENZO, SIMONA, ...
son scandalizzato da tutti quelli che mettono il cuore per elogiare una persona che in 3 gradi di giudizio è stata condannata per Mafia. Evidentemente dentro di chi stima così tanto questo filo-mafioso (ora si può dire) non è ancora stata raggiunta la consapevolezza che la mafia sono i favori, le piccole ingiustizie, le soffiate, e il negare l'esistenza di gente che pur non sparando aiuta la mafia e con questo ne è parte integrante!
@mario rossi. complimenti per la sua analisi intelligente; cuffaro dal carcere o la sua famiglia a pezzi, premieranno chi ha scritto l'articolo e chi lo difende nei commenti, con una qualche prebenda. Chiunque abbia scritto questo pezzo o chiunque lo abbia elogiato lo ha fatto con scopi utilitaristici evidenti, vista la situazione. Ed anche Live Sicilia, penserà lei, trarrà un grande vantaggio dall'ospitare interventi che parlano criticamente ed affettuosamente di un "morto civile" Che dire? mi inchino alla sua, ripeto, intelligenza. A tutti gli altri, Simona in testa, Zosimo, Francesco dico che dovreste ribattere nei modi civili in cui hanno fatto altri, certamente più avvezzi di voi all'eleganza ed allo stile anche nella contrapposizione dialettica. A simona in particolare chiedo: e perché chi difende Cuffaro dovrebbe presto andare in sua compagnia? Lei ha notizie di reato commesse da tutti i commentatori che hanno espresso giudizi favorevoli su di lui o su questo articolo? Se sì lo dica, altrimenti un consiglio; abbandoni la strada delle minacce di manette a chi non la pensa come lei. Perché accusare Berlusconi di dittatura - ho la sensazione che lei lo faccia - anche mediatica e poi augurare la galera a chi esprime un parere diverso dal suo non è che vi renda tanto diversi da Berlusconi stesso.
COMPLIMENTI GIULIANO ANALISI BEN PRECISA.
sarai..premiato..entrerai.anche tu .nei pip.come ex.detenuto.ex ARTICOLO 15.
LA SUA SOMMESSA USCITA DI SCENA HA UN SOLO NOME CARO GIULIANO....SI CHIAMA GIUSTIZIA...BACI E ABBRACCI DA UN AMANTE ESTREMO E CONVINTO DELLA SICILIA, DA SICILIANO.
prendiamo esempio dalla forza che la sicilia sa dare alla sua gente toto e' uno di noi e va protetto
Stiate tranquilli sign. Cileno, sign Vattelapesca,sign.ra Lucia e Apolide…. a Dio piacendo tutti questi sostenitori andranno a fargli compagnia…
Non ci posso credere!! Davvero non ci posso credere!! Auguro a tutti voi di vivere un decimo del male che vivo io ( e tutti i miei coetanei laureati e disoccupati perchè TOTO VASAVASA doveva siistemare i suoi). Soffriate anche voi…e ve lo auguro con cuore… e poi ne riparliamo.
Vergognatevi…Sono disgustata…. Mi fate tutti schifo….
Evviva la sicilia onesta. il resto sono chiacchiere, le stesse chiacchiere che hanno trasformato la sicilia in terra "meridionale", vergognatevi, difendere Cuffaro è un reato contro l'umanità.
Concordo in toto con apolide: "Continua a stupirmi il sentimento di molte persone a margine dell’arresto di Cuffaro. In molti oggi affermano di provare “pena” e di ammirare il comportamento tenuto dall’ex presidente della Regione all’epilogo della sua vicenda giudiziaria.
Partiamo dalla “pena” – Sono un siciliano onesto e come tale ho pena di uomini che portano un cognome diverso: Falcone e Borsellino sono solo due di quelli. Ho pena dei tanti uomini che nella nostra terra hanno avuto la forza di opporsi all’oppressione del ricatto e del malaffare. Ho pena di chi ha avuto il coraggio di vivere nell’onestà e nel rispetto delle leggi.
La pena è un sentimento che non può stare al fianco delle condanne definitive per mafia, anche se l’imputato si chiama Salvatore Cuffaro.
Il rispetto non si discue (quello bisogna averlo verso tutti), ma la pena è un’altra storia.
Quanto al comportamento esemplare del condannato Cuffaro credo che anche in questo caso ci sia, a mio avviso, un equivoco di fondo.
Il modello berlusconiano probabilmente ci ha sviati tutti dal rispetto delle basilari norme di condotta demandate a qualsiasi imputato.
Cuffaro ha tenuto l’atteggiamento che qualunque processato tiene normalmente e che dovrebbe avere dinanzi alla magistratura.
Potrebbe dirsi che ha fatto il suo dovere. In Sicilia è facile far passare anche una cosa dovuta come una gesta eroica.
Mi chiedo: quante persone finiscono in carcere giornalmente, non per questo se ne tessono le lodi per il fatto di non essere scappate in un’isola deserta o essersi sottratte alla giustizia.
La legge è uguale per tutti si legge nelle aule dei tribunali.
Concludo dicendo che vivo al nord da due anni ormai, sono uno di quei giovani che ha lasciato la Sicilia in cerca di lavoro. Mi chiedo spesso perchè mi trovo così lontano a costruire il mio futuro. Non pensate, come accade spesso a me, che sia anche colpa di un sistema politico marcio e delle tante persone che negli anni lo hanno alimentato?
La pena…
In tanti lontano dalla loro Sicilia, costretti a vivere in terra d’adozione parlano piuttosto di vergogna."
APOLIDE: L'unico intervento (commento) a mio parere degno di una civiltà moderna che in Sicilia non c'e mai stata ed il tristissimo panorama degli altri commenti lo conferma: ancora stiamo a difendere un sistema che ci portati alla rovina e al sottosviluppo...ancora continuiamo a difendere e volere i Cuffaro, i Lombardo, i Berlusconi e non facciamo finta che sono in conflitto tra loro....siamo proprio un popolo di scecchi e bastonati non ci meritiamo e non sappiamo esprimere nulla di meglio, vergogna e proprio l'unica parola da usare....
io spero che tu stia scherzando... ti ricordo che si sta parlando di un mafioso e che l'unico modo che aveva per dimostrare che aveva ancora un pizzico di dignità era di consegnarsi ma no ora all'inizio del processo. Caro mio i veri eroi sono altri e si chiamano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e tutti coloro che per combattere la mafia hanno perso la vita.
ps: la Sicilia non sconfiggerà mai il fonomeno della mafia perche per molta gente , come si vede qui sopra, hanno come esempio salvatore cuffaro.
Grazie Live sicilia per averci fatto leggere una riflessione cosi' toccante, intelligente, critica ed affettuosa al tempo stesso. Ho gia' suggerito a tanti amici di visitare questo sito di alto valore sociale e culturale per leggere questo articolo. Io non so se Cuffaro sia innocente o meno; so che le mie certezze granitiche su di lui si vanno ogni giorno sgretolando, per quello che ha detto ilPg Galati prima e per quello che ha fatto lui dopo. Questo articolo unico in tutta la stampa anche nazionale mi conferma che la vicenda e che l'uomo hanno piu' sfaccettature di quanto si e' portati a pensare. Ancora complimenti a Giuliano e a Live sicilia
E così. E' esattamente così.
Bravo.
straordinario, mi vine da piangere, non trovo le parole per descrivere lo sdegno che quest'articolo di redazione o "lettera al direttore"pseudo spontanea mi provoca. ma non sono certo un censore e ne tanto meno un filo mafioso come il condannato totò cuffaro. voi rimpiangete chi ha favorito reggenti della mafia. mi spiace non aver letto il necrologio per cintola. chissà quali lodi. è vero i siciliani sono mafiosi. siamo l'anello mancante fra il nulla ed il meno zero. devo interrompere immediatamente la stesura del commento, il mio stomaco si è aggrovigliato. vergogna vergogna vergogna. se ti manca cosi tanto si coerente condividi con lui la galera, quello è il posto adatto per gente come voi. in una società per bene non c'è altro posto che quello. fagli da tutor allontanalo dai galeotti più scarsi, circondalo d'esperiti
Giuliano intanto ti faccio i complimenti e mi aguro che Totò Cuffaro possa leggere l'articolo io conosco il PRESIDENTE e politici corretti come lui si possono contare sulle dita .un grande GALANTUOMO .
COMPLIMENTI AD ANDREA GIULIANO: UN ARTICOLO BELLISSIMO, SONO SICURO CHE IN QUALCHE MODO GLIELO FARANNO LEGGERE A TOTO'!
Compimenti ad Andrea Giuliano per quanto scritto!
Continua a stupirmi il sentimento di molte persone a margine dell'arresto di Cuffaro. In molti oggi affermano di provare "pena" e di ammirare il comportamento tenuto dall'ex presidente della Regione all'epilogo della sua vicenda giudiziaria.
Partiamo dalla "pena" - Sono un siciliano onesto e come tale ho pena di uomini che portano un cognome diverso: Falcone e Borsellino sono solo due di quelli. Ho pena dei tanti uomini che nella nostra terra hanno avuto la forza di opporsi all'oppressione del ricatto e del malaffare. Ho pena di chi ha avuto il coraggio di vivere nell'onestà e nel rispetto delle leggi.
La pena è un sentimento che non può stare al fianco delle condanne definitive per mafia, anche se l'imputato si chiama Salvatore Cuffaro.
Il rispetto non si discue (quello bisogna averlo verso tutti), ma la pena è un'altra storia.
Quanto al comportamento esemplare del condannato Cuffaro credo che anche in questo caso ci sia, a mio avviso, un equivoco di fondo.
Il modello berlusconiano probabilmente ci ha sviati tutti dal rispetto delle basilari norme di condotta demandate a qualsiasi imputato.
Cuffaro ha tenuto l'atteggiamento che qualunque processato tiene normalmente e che dovrebbe avere dinanzi alla magistratura.
Potrebbe dirsi che ha fatto il suo dovere. In Sicilia è facile far passare anche una cosa dovuta come una gesta eroica.
Mi chiedo: quante persone finiscono in carcere giornalmente, non per questo se ne tessono le lodi per il fatto di non essere scappate in un'isola deserta o essersi sottratte alla giustizia.
La legge è uguale per tutti si legge nelle aule dei tribunali.
Concludo dicendo che vivo al nord da due anni ormai, sono uno di quei giovani che ha lasciato la Sicilia in cerca di lavoro. Mi chiedo spesso perchè mi trovo così lontano a costruire il mio futuro. Non pensate, come accade spesso a me, che sia anche colpa di un sistema politico marcio e delle tante persone che negli anni lo hanno alimentato?
La pena...
In tanti lontano dalla loro Sicilia, costretti a vivere in terra d'adozione parlano piuttosto di vergogna.
Un paio di notazioni a margine, tanto ognuno resta della sua idea. Io da non schierato e Giuliano (ritengo)da schierato.
Primo: i salotti palermitani e siciliani sono ed erano pieni di baciapile storici di preti e canonici che non vantano, nè lo potrebbero, passati in Lotta Continua o amenità varie. (Manco se Palermo fosse o fosse stata Stalingrado).
Secondo: non è lestofante. Infatti ad Aiello raccontava barzellette e Guttadauro ha percepito novelle pirandelliane.
Terzo (solo questa è seria): su viticoltori e premialità dell'U.E. ritengo ci siano imprecisioni e cioè che gli imprenditori sarebbero emersi anche senza Cuffaro e che i soldi POR si, li abbiamo spesi, ma tanto per spenderli, tant'è vero che la Sicilia sotto Cuffaro e con quei fondi ha drammaticamente aumentato il suo divario dalle altre regioni disagiate europee mentre in Italia ad es. Basilicata e Sardegna (con fondi dello stesso tipo) uscivano dalla lista delle regioni obiettivo 1 (cioè disagiate). ( E QUI SONO SERIO)
Quarto (infine riprendendo il tono da celia): era bello.... Giuliano, a levici a farsa... u canciasti cu Mara Carfagna eheh
Mi inchino all'articolo di Andrea giuliano, bello e soprattutto veritiero. Ho conosciuto Totò da vicino e mi ha sempre colpito e affascinato il suo amore e il suo impegno per il suo popolo, l'ho ammirato nelle sue battaglie e nel suo stare vicino alla gente, in mezzo alla gente, anche a costo, purtroppo molte volte, di sacrificare il tempo da dedicare a se stesso e ai suoi affetti più cari, alla sua famiglia. Lo hanno chiamato Totò vasa-vasa, ma questo è sempre stato il suo modo, il nostro modo, il modo della gente del sud, di dimostrare con un piccolo, ma forte e significativo, contatto fisico tutto l'affetto e la condivisione di un percorso. Lui ne è sempre andato fiero e, conoscendolo, ne va fiero anche oggi. L'amore per la sua gente lo ha sempre portato, aiutato da una memoria formidabile, a ricordare nomi e fatti legati ad ognuno che lo salutava, che lo baciava, che esprimeva oceanicamente e vistosamente l'affetto per un Presidente venuto dal popolo. Ogni disamina fatta nel suo articolo, caro Andrea, è semplicemente perfetta e rispondente alla realtà, compresa la nota di ingenuità nello scegliere a volte alcuni suoi collaboratori, ma Totò ha sempre preferito scegliere col cuore che con la testa. Concordo con Mauro, Totò è stato ed è talmente vicino alla gente da incarnare davvero il socialismo, lui che della sua Democrazia Cristiana ne ha fatto la sua bandiera senza, per dirla bene come dice lo stesso Mauro, entrare in logiche partitiche settarie, elitarie e spartitorie. Credo anche, come dice bene Salvatore Battaglia, che sia stato vittima di un periodo dove uno scontro al vertice tra la magistratura e il governo è oggi feroce, e dove forse ognuna delle parti cerca quella visibilità che per qualcuno passa anche attraverso sentenze e operazioni difficilmente comprensibili dalla gente. Un Uomo, un Politico, un Presidente che oggi forse paga per quell'affetto che la gente ha sempre dimostrato per lui e che paga, a mio modestissimo parere (e ripeto solo mio)l'aver contribuito a salvare una governo dall'affondo vile e spregiudicato di un gruppo di peones della politica. Grazie Andrea per aver avuto la lucidità, e perchè no anche il coraggio, di dipingere con scrupolo il ritratto di un Presidente voluto dalla gente.
Riscrivo correggendo gli errori di battitura. Ad Antonio. Solo per dovere di cronaca: il presidente del Popolo è quello che dal popolo viene eletto, voluto ed apprezzato. Cuffaro aveva tentato di avviare nella seconda lesgislatura una riforma della Pubblica amministrazione ma si è dimesso prima che essa vedesse la luce. A riconoscere i successi nella gestione dei fondi comunitari fu proprio l’Ue, come confermato dalle parole del commissario europeo Danuta Hubner, in occasione della sua visita nel 2007 in Sicilia. Le infrazioni europee sono state fatte dopo la fine della presidenza Cuffaro ed alcune in tempi più recenti a causa dello stallo nella spesa. Sulla qualità degli investimenti, rispondo citando Giuliano, non sono interventi i cui risultati si vedranno nell'immediato ma nel lungo termine. Il salvataggio della Fiat di Termini Imerese da parte di Cuffaro, secondo lei è stato disastroso. Punti di vista: io concordo con Giuliano, è stato un atto di responsabilità verso un territorio che allora era ancora più impreparato di adesso ad un'eventualità del genere. Fra l’altro in quella circostanza storica non si era ancora manifestata alcuna volontà di riconversione dello stabilimento da parte di imprenditori, al contrario di quanto sta avvenendo adesso. Dunque senza la Fiat allora ci sarebbe stato il deserto e famiglie sul lastrico. Averla spuntata su Tremonti è un dato politico, senza alcuna retorica: quanto sia inattaccabile lo dimostrano le cronache quotidiane dei suoi scontri con Berlusconi o i ministri che si concludono con la sua vittoria. Cuffaro ha fatto prevalere le ragioni della Sicilia anche con il nordista Giulio.La vicenda delle sedi legali delle imprese nell’isola non ha causato sobbalzi sugli indicatori economici solo perché di veramente grosse negli ultimi anni ne stanno rimanendo molto, molto poche. Sul vitivinicolo non c’è da lasciar perdere: e’ un dato di fatto, piaccia o meno, quello che Cuffaro ha fatto per lanciare un settore di pregio siciliano.Sulle qualità politiche ed amministrative di Cuffaro, poi ognuno resta delle proprie opinioni, ma ho ritenuto necessario precisare alle educate ma, a mio parere, inesatte o incomplete osservazioni da lei fatte.
Davvero un bel contributo. Salvatore Cuffaro è un uomo troppo fuori dal comune e comunissimo insieme. Troppi voti e ha suscitato anche troppe invidie. Anche la condanna è troppa e troppo odio l'ha ispirata.
GRAZIE A LUI.
Un esame a Villa Ajello,alla regione costava 14 mila euro,mentre lo stesso esame in Piemonte costava 1800 euro (dicono).
Ma non ha importanza,questo sistema lo ha trovato.Che doveva fare??
Cambiarlo..lo ammazzavano...vedi il dirigente Bonsignore.
Come adessso,con le consulenze.
Se Arraffaele non li da a chi di dovere...scoprono che ha avuto rapporti con la malavita.
E' il sistema.
E' la Sicilia
Siamo noi,la tradizione,la cultura.
Questo articolo mi piace moltissimo
Onore a Cuffaro, per come si è comportato prima durante e dopo il processo.
Rimangono i fatti accertati dalla magistratura e oramai storia di questo paese, gli errori che difficilmente possono essere imputati ad una cattiva scelta dei suoi collaboratori (anche perchè nella fattispicie Totò si spende in prima persona).
Ma la cosa che più mi interessa è l'analisi sulle qualità politiche e amministrative di Toto Cuffaro.
Politiche: in sintesi l'autore sostiene che Totò Cuffaro, con il suo modo di fare, in realtà non ha fatto altro che essere il Presidente del Popolo, lui sempre in mezzo alle persone, sempre pronto ad ascoltarle.
Retorica o antipolitica...fate voi, anzi retorica antipolitica....
Il Presidente del Popolo non è colui che riceve nel suo ufficio migliaia di persone che vanno lì per chiedere un favore ma chi si impegna con successo ad introdurre nell'amministrazione strumenti di trasparenza, di partecipazione, di accountability (verifica dei risultati). Lo ha fatto? A riguardo le Gazzette Ufficiali dell'epoca non registrano grossi riforme in ambito amministrativo...anzi io non ne ho vista proprio nessuna (forse la gestione del personale.....)
Totò conosceva benissimo la macchina amministrativa e, forse anche per questo, non l'ha cambiata di una virgola.
Per rispondere agli esempi di "capacità amministrative e politiche" riportate dall'autore:
1. "Durante la sua Presidenza l’Unione Europea ha attribuito premialità alla Sicilia per il corretto impiego dei fondi comunitari"... non mi risulta affatto (2000-2006 lo speso si è fermato al 50% circa, ovvero il 50% dei fondi europei son tornati indietro perchè non spesi) e comunque il nostro autore concorderà sulla differenza che ci sta tra la quantità della spesa (su cui si basa l'eventuale premialità) e qualità (buona parte dei fondi sono andati a finire in spese di gestione e non in investimenti, non a caso la Regione è stato soggetta a procedure di infrazione)
2. Termini Imerese. Io la leggo diversamente, se avessimo avuto un presidente con un minimo di competenze (o anche solo conoscenze) di Politica industriale avrebbe capito che sarebbe stato meglio chiudere allore Termine Imerese, magari oggi avremmo uno stabilito riconvertito ed economicamente sostenibile (a proposito di prospettivo a breve termine o di lungo termine).
3. Tremonti: quello non è un risultato del governatore, è un suo dovere. Retorica.
4. Sede legale: disconosco e non commento. Ma non ho visto grossi risultati dalla lettura degli indicatori economici.
4. Vino........ lasciamo perdere.
Per concludere, caro Andra Giuliano, anche per una Regione Anormale come la Sicilia le qualità politiche e amministrative sono ben altra cosa....
Volevo semplicemente fare i complimenti a te che hai scritto l'articolo, complimenti ad Andrea Giuliano!
Ricevendo questa condanna, accettata con dignità e con rispetto di quelle Istituzioni che LUI stesso ha rappresentato, corre il rischio suo malgrado di diventare un SIMBOLO del sistema giudiziario italiano. Ognuno di noi può benissimo immedesimarsi in lui, nelle foto che lo ritraevano raccolto in preghiera nella chiesa a Roma, nelle immagini che lo mostravano entrare nell'auto dei Carabinieri che con GRANDE RISPETTO lo hanno condotto nel carcere di Rebibbia. Da ora in poi quando sentiremo, purtroppo giornalmente, la notizia di un Boss scarcerato per decorrenza dei termini, di uno stupratore assassino assegnato ai servizi sociali, ad un finanziere faccendiere che ha rovinato migliaia di famiglie a piede libero, ad un Presidente del Consiglio che per salvarsi cerca addirittura di cambiare la Costituzione, penseremo a lui, nel freddo o nel caldo della sua cella, divenuto paradossalmente una Icona, che a tanti farà cambiare idea su molte cose.
Ha ragione,signor Francesco.
La Democrazia Cristiana era " mancia e fa manciari".
Quelli del dopo sono soltanto "mancia e viri manciari".
..Io non sò se era mafioso se lo è stato se lo diventerà in carcere , sò solamente che aveva una buona parola per tutti , sempre gentile e cordiale sembrava essere uno di famiglia .
Quello che mi fà specie è che uno come lui adesso è in galera (giustamente a scontare la pena ) ma in giro ci sono a piede libero tanti delinquenti pericolosi , gente che ubriaca alla guida ha travolto donne e bambini uccidendoli , gente che ha molestato e ucciso donne , gente che ha ucciso spacciando stupefacenti e che continua a farlo davanti alle scuole , c'è gente che UCCIDE e non va in galera o che ci stà qualche anno esce e poi magari uccide nuovamente ...e Totò è in galera !
Mi auguro che si riesca a mantenere sempre presente Totò in questi anni di prigionia . Non merita certo di essere dimenticato, pure questo NO!
Cuffaro ci sta facendo rimpiangere la Prima Repubblica, la Democrazia Cristiana, quella dei nostri nonni ai quali TUTTO dobbiamo..... Resisti Totò, che MAi come adesso non sei solo.
Volevo complimentarmi con Giuliano. Io ho sempre votato a sinistra, non ho mai votato per Cuffaro, ma in questi giorni lo sto rivalutando molto, come uomo, per la sua correttezza, il suo coraggio. Ragazzi, il carcere fa paura, pensate che persino Craxi con tutti i suoi attributi scappò in Tunisia per restarci. Abbiamo di fronte una persona che con il suo comportamento ha stupito tutti, in primis coloro i quali gli hanno sempre fatto la "guerra" contraccambiati da parole di fiducia e rispetto.
Credo che le decisioni dei Giudici, corrette e degne di ogni rispetto,
siano state forse inconsapevolmente pervase dalla contrappsizione in
atto fra i magistrati della Procura di Milano e il Presidente del Consiglio:
un effetto traslato, inconscio. Sicuramente mi sbagli: ma il dubbio mi affiora,
ove la sentenza avesse avuto luogo in altro contesto, in altro momento: è
un dubbio.
Giuliano, complimenti. E' bellissimo. Il senso della complessità, purtroppo, non piace a chi ama "giudicare" e "inveire". Apprezzo molto.
Marco Cileno credo che mai tu ne altri della tua famiglia abbiano chiesto un favore o abbiano parlato o stretto la mano a gente vista per la prima volta. In terra di Sicilia non si può mai sapere chi hai di fronte. Sicuramente l'operato politico di Totò non ha eguali nella storia democratica della Sicilia. Prima di gridare allo scandalo pensa bene per chivoti o per chi parteggi. Chi scrive non è necessariamente di parte ma forse elenca solo ciò che è stato fatto. Poi se sei un partigiano di SX pensa al tuo Lupo che ha gridato "al lupo" e poi si è schierato con ciò che di peggio potesse capitare ai Siciliani!!!!!!! UN PLURIGALEOTTO!!!!!!!
Sig. Cileno, mi scusi, ma il sig.Giuliano nella sua ben più lunga e meglio argomentata della sua, lettera, non denigra chi non la pensa come lui ma esprime appunto la propria opinione.
provi , se ci riesce, ad approntare una riflessione su un personaggio politico a lei gradito. I lettori confronteranno
Risposta al sig. Cileno Marco: noto con stupore che Lei abbia scritto la parola mafia con la "M" maiuscola. Credo che sarebbe più appropriato scriverla con la prima lettera minuscola, come merita, e magari chiamare questi signori che NULLA hanno a che fare con Cuffaro delinquenti, assassini, ricattatori, estortori, malavitosi che spesso MOLTO e troppo spesso girano indisturbati per le strade della nostra città, condannati e prescritti...
Concordo su tutto. Cuffaro è uomo del popolo, paradossalmente lo definirei il Socialista perfetto, l'uomo delle Istituzioni che meglio di ogni altro ha incarnato la volontà e l'essere del POPOLO SOVRANO, che con i suoi voti, il suo affetto lo ha eletto suo Presidente e che lui ha senpre e solo servito, evitando di entrare in logiche settarie partitiche o peggiori.
Commovente, assai corretta la rappresentzione dell'autore
espressa con dignità letteraria, con grande "pietas":
nobile e degnissima di rispetto
Andrea Giuliano, ma le pensi davvero le cose che scrivi? ma il tuo è un intervento ironico come spero o la pensi davvero così?
Si parla di Mafia! Signor Giuliano, il suo martire è dentro per collusioni con la Mafia!!! dopo 3 gradi di giudizio!!! ne parla come fosse il messia venuto per salvarci e ridotto a vittima del sistema.
Credo che posizioni come la sua siano un insulto per tutti i siciliani che pieni di dignità rinnegano una classe politica che infanga la Sicilia ed i siciliani onesti.