di
LUCA TELESE (Il Fatto Quotidiano).
So che qualcuno storcerà il naso, ma non me ne frega nulla, è un pensiero che voglio condividere con chi vorrà farlo. Non avrei mai pensato che avrei provato un incredibile sentimento di rispetto per Totò Cuffaro. Così come è stato un pericoloso fiancheggiatore della mafia, pasticcione, ambiguo, pericolosamente losco nella sua carriera politica, Cuffaro ha saputo trovare ieri una misura di grande dignità nel momento della condanna: “Accetto il verdetto, vado a costituirmi”.
C’era intorno a lui il suo staff in lacrime, c’era la consapevolezza di una grave malattia che affligge sua figlia, c’era la cannula di ossigeno che spesso lo insegue, e non è certo simulazione. Forse è vero che siamo mitridatizzati e assuefatti a tutto, forse è vero che sono giorni incredibili, ma la pacatezza con cui Cuffaro ha accettato la sua condanna senza contestare la sentenza e senza inveire contro i giudici, di questi tempi è un gesto eversivo.
So che in questo paese la cultura del nemico ha avvelenato ogni cosa. So che qualcuno si divertirà a gioire al pensiero di saperlo in carcere. Eppure io credo che proprio nel momento in cui scatta la pena, e l’accettazione della pena, sia necessario riconoscere che questo atteggiamento porta Cuffaro dieci spanne sopra quei politici che, accusati di reati apparentemente meno infamanti, contestano le istituzioni, accusano la magistratura di eversione, mettono in campo ogni mezzo pur di sottrarsi alla legge. Forse è proprio vero che la cultura democristiana, in Italia, malgrado la vertigine inquietante dei suoi lati oscuri, è diversa da quella eversiva dei piccoli autocratici che gridano al colpo di Stato, e intanto provano a metterlo in atto.
Ultima modifica: 23 Gennaio 2011 ore 11:49
siete uno più matto dell'altro o peggio?
povera madonna, dovrà fare lo straordinario
Totò sei un grande uomo, il più grande!
Telese e gli altri giornalisti, marziani in trinacria, realizzazono solo ora che Totò non c'entra nulla con l'immagine semplicistica con cui la macchina dei media lo ha sempre raccontato.
Totò è sempre stato, anche negli anni ruggenti di Governatore della sua amata Sicilia (amata per davvero, non come dal suo successore Lombardo che ne fa un uso strumentale, un politico di razza che ne nascono uno ogni 20 anni.
Lui, come Craxi, trafitto e abbattuto come punizione esemplare, condannato per il suo modo di essere, fare, dire e non per un vero e proprio reato.
Non c'è un solo passaggio di denaro, rubberia ai danni dei suoi siciliani che gli venga contestato e questo la dice lunga.
La Madonna avrà da lavorare parecchio, allora.
La sua sofferenza induca tutti gli altri attori del disatro della nostra Terra a pentirsi di tutte le malefatte che hanno commesso solo per avidità personale.
Questo sarebbe il miracolo della vera Fede.
La Madonna li saprà perdonare.
Per Benny: condivido pienamente l'analisi del commento.
Oltrechè,nella sua ultima parte del commento,sottintende un'altro provvedimento giudiziario,il concorso esterno in associazione mafiosa,che dovrà essere esaminato il 3 Febbraio prossimo dal Tribunale di Palermo per dare avvio,in base alle prove acquisite dai Magistrati dell'accusa,al processo di primo grado,la cui richiesta dei PM è di dieci anni di reclusione.
Da ciò,in considerazione del fatto,che l'ex governatore della Sicilia,Totò Cuffaro,è detenuto per altra causa,i sette anni di pena da espiare in carcere,attualmente presso la casa circondariale di Rebibbia in Roma,è sintomatico che sarà presente,in qualità di detenuto,anche,alle successive udienze di quest'ultimo procedimento giudiziario dal quale dovrà difendersi.
Ma picchì, Provenzano si misi a ghittari vuci?
iL Fatto Quotidiano si gode la soddisfazione che per ora pervade tutta la sua parte Politica, dal Pd a Saviano, da Anno Zero a Niky Vendola. Sperano ancora una volta che la via giudiziaria concluda la vita della Seconda Repubblica Italiana, ossia il secondo Ventennio Italiano, quello Berlusconiano. Quanto a Cuffaro la sua dignità non deve distogliere dalla sua grave sconfitta sul piano giudiziario. Se gli elettori disattenti e gli amici interessati hanno ooportunamente creduto che Cuffaro non sapesse della mafiosità di chi aiutava, i giudici non glielo hanno perdonato: e come potevano? Come potevano dimenticare Borsellino, Falcone, Montalto, Terranova, Scopelliti, Livatino ed altri? Delitti che hanno fatto capire a chiunque quanto la Mafia fosse cattiva con le persone oneste ed i servitori dello Stato. Una Mafia ben lontana dall'iconografia di Mario Puzo, con Marlon Brando ed Al Pacino. Una Mafia che ammazza anche i bambini. Cuffaro, dall'alto della sua grande intelligenza, e da un osservatorio privilegiato qual'era la Presidenza della Regione Siciliana, non poteva non sapere quale fosse la vera natura della Mafia e chi fossero i Mafiosi. I Giudici della Cassazione non gli hanno creduto, sebbene altri Giudici hanno cercato di credergli. Cuffaro fa bene a tenere toni bassi, perché un'accusa ancora più grave lo attende nelle aule giudiziarie e da tempo ha compreso che la Sua sceneggiata con i cannoli ai tempi della sentenza di primo grado non gli ha certamente attirato le simpatie dei colleghi di Falcone, Borsellino ecc..
Bell'articolo di Telese, che scrive sempre articoli interessanti! Una bella risposta a quanti inopportunamente gioiscono e invocano il carcere durissimo per Cuffaro. Certuni mi ricordano tanto i leghisti che portavano il cappio in parlamento..La cultura forcaiola deve appartenere alla destra piu' reazionaria, retriva e autoritaria, non puo' far parte di persone che militano a sinistra.
Sono sempre stato dall'altra parte della barricata rispetto a Cuffaro, l'ho contrastato politcamente, ho sempre criticato il cuffarismo, ma anche io provo rispetto e non infierisco su un potente caduto in disgrazia. I potenti mi piace attaccarli duramente quando sono all'apice del potere, non quando cadono in disgrazia, quando sono morti o in galera. Purtroppo invece l'italiano medio si sveglia solo se il potente e' in disgrazia e quindi e' piu' debole.
LO RIPETERO SEMPRE ONORE A TOTO. SEI STATO UN GRANDE PRESIDENTE E SONO CERTO CHE SARAI ANCHE UN GRANDE DETENUTO CHE A ACCETTATO LA SENTENZA IN SILENZIO E SENZA GRIDARE AL COMPLOTTO. TOTO CHE PECCATO NON SIA STATO TU IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO QUELLO LA PAROLA DIGNITA NON LA CONOSCE.
Onore al Senatore Cuffaro che sia di esempio a tutti coloro compreso Lombardo che governano di come rispettare le sentenze anche se ingiuste.
Caro Telese, sarà un caso che l'attuale presidente della Regione girà con una cartella clinica in tasca per un presunto aneurisma all'aorta, incompatibile con il regime carcerario, ma non con una vita di stress di 20 ore giornalisere, come dice lo stesso interessato?