E' stata per tre giorni e tre notti ricoverata su una sedia del pronto soccorso, perché disponibile non c'era neanche una lettiga e non un solo posto letto in tutta Palermo. E' la storia di Maria Vitale, ultrasessantenne palermitana, raccontata da Alberto Bonanno e Giusi Spica, nelle pagine di "Repubblica".
Il suo calvario inizia domenica scorso quanto ha una crisi ipertensiva e viene ricoverata all'ospedale Civico di Palermo. In piedi con la flebo e accovacciata sulle poltrone dei corridoi, la signora ci passa 72 ore prima di potersi sdraiare su una lettiga. "Da giorni - scrive Repubblica - i reparti di medicina sono in tilt e le astanterie sono diventate gironi danteschi, con i pazienti costretti a restare giorni e giorni in barella".
L'emergenza, però, non sarebbe dovuta tanto alle classiche malattie stagionali quanto al "taglio dei posti letto del 20 per cento voluto dall'assessore alla Sanità Massimo Russo", sostengono Cgil medici, Ascoti Fials e Cimo. "Sono arrivata in ospedale domenica scorsa con la pressione alle stelle - racconta Maria Vitale A Repubblica - mi hanno messo la flebo al braccio e mi hanno detto di accomodarmi dove trovavo un posto a sedere libero. Sono rimasta oltre mezza giornata in piedi perché non c'era un buco. Solo a tarda sera ho trovato una sedia, sulla quale ho poi dormito per tre notti. Nel frattempo di giorno facevo gli esami, le cure necessarie, mangiavo i pasti dell'ospedale, con addosso la camicia da notte. Come una normale ricoverata. Mercoledì un infermiere è riuscito a procurarmi una barella per dormire e finalmente mi sono sdraiata".
Nel suo stesso reparto, su un'altra poltrona dorme un cittadino svedese al quale è stata tolta la lettiga per un caso più grave del suo. C'è anche un ottantenne che deve essere portata in una clinica convenzionata, ma non c'è chi la trasporti. E negli altri ospedali della città la situazione è la stessa. Al Policlinico ieri mattina le autoambulanze non hanno potuto scaricare i pazienti, i reparti erano "sold out": tutto esaurito. Solo in cinque sono riusciti a trovare una barella. Anche a Villa Sofia, Buccheri La Ferla e Ingrassia, le astanterie sono diventate reparti di lungodegenza. Mancano posti anche in rianimazione dal 6 gennaio nell'intera provincia.
"Sono stati tagliati solo i posti inutili, che avevano un tasso di occupazione inferiore al 70 per cento. In ogni caso il decreto è flessibile e prevede una riserva di 500 posti in tutta la regione che saranno redistribuiti secondo le esigenze" risponde Massimo Russo. "E in attesa che i 500 posti promessi vengano attivati - conclude Repubblica - a Palermo più di 50 persone passeranno la notte in barella. Sempre che ne trovino una".
Ultima modifica: 15 Gennaio 2011 ore 11:30
quel minzolini, che figura ha fatto fare alla sicilia, ma vi rendete conto ragazzi, minzolini prende una signora la metta su di una sedia la fà stare per 3 giorni per poi dirlo sul tg 1.
Ma non vi pare una minzolata questa, parlare male della sanità siciliana che da quando abbiamo Lombardo il salvatore della sicilia, e l'integgerrimo ass.Russo che la fanno funzionare in maniera ineccepibile, e gli combinAno questi scherzi si sono preoccupati pure quelli del TG1 di rienpire tutti gli ospedali CHE RAGAZZACCI.
vorrei vedere le faccie di quelli che difendono ancora queste persone, dobbiamo fare gli scioperi e mandare a CASA QUESTI INCAPACI.
SALUTI
Il caro Russo ha tagliato i posti letto solo negli ospedali pubblici, dove vanno i poveri cristi, ma alle cliniche private no. Con la farsa della "rimudulazione", rinviata sempre a data da destinarsi, la loro capienza è rimasta sostanzialmente tale e quale. Grazie, assessore, a nome dei meno abbienti.
Qualcuno tempo fa, in risposta a un mio commento estremo, mi invitava ad andarmene in Cina. Beh...!