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NINO SUNSERI (Da "Libero") La Regione siciliana paga tutto. Anche la ristrutturazione delle attività agricole del presidente in carica, Raffaele Lombardo, e del suo predecessore: il mitico Totò Cuffaro. Le polemiche sugli sprechi di Palazzo dei Normanni si sono placate solo per il tempo delle pause natalizie. Alla ripresa è tornata la danza dei privilegi e dei soldi dati agli amici e agli amici degli amici. In questo caso non c'è stato nemmeno bisogno di fare molta strada: i fondi sono rimasti a casa.
Saveria Grosso, moglie di Raffaele Lombardo infatti, ha ottenuto 523 mila euro dall'assessorato all'Agricoltura per ristrutturare la sua azienda di Rammacca in provincia di Catania.
Giacoma Chiarelli, sposata Cuffaro, 743 mila per la sua che sorge sempre nel catanese. In realtà la signora Cuffaro aveva chiesto un finanziamento di 1,8 milioni. Ne ha ottenuto poco meno della metà. Comunque può accontentarsi. Considerando che gli stanziamenti sono stati deliberati il 24 dicembre non c'è che dire: sotto l'albero il primo cittadino dell'Isola e il suo predecessore hanno trovato un gran bei regalo. Tutto a carico dei contribuenti naturalmente.
Lo schermo delle mogli non serviva solo a evitare che nella lista dei mille richiedenti figurassero i nomi molto pesanti. C'era un motivo aggiuntivo: l'imprenditoria femminile veniva favorita dal bando, da qui l'ultima furbata. Tanto meglio per i due mariti. Lombardo per difendersi ha scelto una strategia opposta a quella di Marchionne. Ha annunciato che, quasi certamente rinuncerà al finanziamento ottenuto dalla moglie. Di conseguenza sarà costretto a licenziare «i 4-5 addetti che attualmente seguono l'attività». Niente soldi pubblici e niente lavoro. Per una comunità come la Sicilia dove il tasso di disoccupazione viaggia al doppio della media nazionale, anche una piccola cancellazione, pesa. Cuffaro, invece, non ha parlato. Ma il senatore ormai è temprato al fuoco delle polemiche. Seguendo l'esempio di Andreotti ha scelto di non rispondere mai. La fede religiosa lo porta, inevitabilmente, a pensare che la giustizia suprema gli renderà onore. A differenza di quella degli uomini.
C'è da dire che per Raffaele Lombardo il finanziamento pubblico alla gentile consorte non è nemmeno una novità assoluta. Già nel 2009 la signora Saveria Grosso, aveva presentato la richiesta di contributi per un impianto fotovoltaico da 5 milioni e 600 mila euro. Il progetto aveva ottenuto il via libera in appena due mesi. Un autentico record per l'amministrazione regionale che normalmente impiega tempi biblici per sbrigare le pratiche. Nel caso della signora Lombardo tutto era stato fatto presto e bene. Solo dopo la pubblicazione della notizia e il clamore mediatico, il finanziamento fu rifiutato. «Quell'azienda oggi è fallita» precisa Lombardo. Lo stesso accadrà con l'attività agricola. Il caso dei contributi pubblici alle gentili signore si inserisce in un clima politica particolarmente avvelenato. Palazzo dei Normanni appare per quello che era alle origini: una antica fortezza chiusa a difesa del potere politico contro la città. Oltretutto è incastonato nelle mura di cinta che guardano la montagna.
Lombardo non ha bisogno di alzare lo sguardo così lontano. Deve guardarsi soprattutto da amici ed ex amici. Ieri, dopo la notizia dei contributi agricoli, è stato un gran fiorire di condanne. Tutte però provenienti dal fronte dei vecchi alleati del PdL. Nel Pd invece tutto tace. D'altronde i ribaltoni degli ultimi due anni hanno sostanzialmente portato al cambio di maggioranza. La giunta Lombardo, originariamente eletta nell'ambito del centro-destra, adesso si regge su un voto multicolore di cui il Pd è l'asse portante. Così diventa facile per Leoluca Orlando, portavoce di Idv, gridare: «In una Sicilia dove mancano le infrastrutture, dove solo il 6% dei fondi europei è utilizzato, dove non c'è nulla sui rifiuti, spicca decisamente il bando dell'agricoltura». Ad aggiudicarselo gentili signore sposate con ottimi "partiti". sarà un caso se, nel frattempo, la popolarità di Lombarda è caduto ai minimi storici? Forse no.
Ultima modifica: 11 Gennaio 2011 ore 18:02
Più che un giornalismo "libero" quello di sunzeri mi sembra un giornalismo da "fuoristrada",perchè la fede non c'entra negli affari e sopratutto nei malaffari.
Sono stato sempre contrario a dare finanziamenti pubblici a fondo perduto perchè nel migliore dei casi almeno il 50% di quei soldi vanno a finire a tangenti, appropriazioni indebite ecc.,ecc.Questo non lo vuole capire nemmeno la Comunità Europea che invece, stranamente, continua a cofinanziare progetti più o meno inutili. Si dovrebbero, invece, finanziare esclusivamente il pagamento degli interessi per prestiti che VERI imprenditori si fanno dare dalle banca su SERI progetti agricoli, industrali o commerciali. Soltanto così si potrebbe parlare delle moglie di Lombardo e Cuffaro e, naturalmente di tanti altri amici degli amici di veri imprenditori, e non di "ladri di pubblico denaro".
da "Il Marchese del Grillo": io so' io e voi non siete un c..zo!
Ma scusate, un futuro per la loro vecchia questi pezzi di...... se lo devovo pur garentire. (oltre alle dorate pensioni).Poi se gente che muore di fame BE!!! PAZIENZA.
mimmo a quanto pare parli come loro quando sono attacati usano la parola demagogia o qualunquismo vuoi un consiglio svegliati apri gli occhi.
poi il prossimo sarà f..i per il solito ragionamento qualunquista....
mimmo ha ragione tra cuffaro e lombardo c'è differenza uno e c...........cca e una e m..........rda
Ma non è mai cambiato niente, solo che adesso almeno alcune cose riescono a venire a galla, invece di interrare tutto o far finta di niente, nascondendoci dietro al " ma si è fatto sempre così" apriamo gli occhi e cerchiamo di far tornare la nostra isola tra le più belle regioni d'Italia.
Come dire il lato A e B della politica siciliana. Sfruttando gli insegnamenti agnelliani. Ma allunghiamo un po’ gli occhi sullo Stivale. “A Mirafiori possiamo vincere”, dice il segretario della Fiom. Invece di cercare di iniziare insieme con il mondo operaio il cammino della speranza, il capo delle tute blu della Cgil si mette di traverso alla madre di tutte le trattative. E come se ciò non bastasse, alza l’asticella dello scontro e dichiara spavaldamente che, in caso di vittoria dei sì, imboccherà la via dei tribunali. L’unico suo pensiero è fare terra bruciata attorno a questa e alle possibili altre trattative. Indomabile ad ogni appello. Anche quello del buonsenso. Usa un linguaggio duro. Di scontro ideologico. Apocalittico. Indifferente agli irreparabili danni che può lasciarsi alle spalle. Il suo orizzonte è limitato. Si è fermato all’interno della fabbrica e non riconosce gli infiniti spazi che il mercato globale ha aperto. Come se l’Italia potesse starsene languidamente distesa nel Mediterraneo, al riparo delle bufere che imperversano nel resto del mondo . Un uomo fuori del tempo. Un menestrello dell’agnelliano tempo che fu. Appunto. Incapace di raccapezzarsi. Di capire che le risorse per mantenere la Fiat dentro l’arco delle Alpi, solo Marchionne le può cacciare fuori e nessun altro. Ma per uno che ha considerato il lavoro non come una fonte di redditività che tiene in vita la proprietà e le maestranze e che crea ricchezza per nuovi investimenti, ma come una forma di parassitismo che, con il vecchio gioco dell’elastico padrone sindacato, serviva a mantenere l’uno e l’altro attaccati alle mammelle dello Stato, è impossibile trovare dentro di sé la giusta duttilità che il momento richiede. E’ inadeguato a condurre questa battaglia. Non può che soccombere. C’è solo da capire, se cadrà da solo o si porterà appresso tutte le italiche tute blu. Intanto, come contorno, le brigate rosse si affacciato sul tavolo delle trattative. E a Lombando e Cuffaro e alle rispettive mogli non si può neppure gridare dietro “Ha da venir baffon” .
Certo dire che Lombardo è come Cuffaro è gettare fango e basta, un pò di differenza c'è...
a voi risulta che nel periodo in cui era presidente della regione siciliana, Cuffaro, o la moglie, abbiano mai chiesto ed ottenuto fondi pubblici? Non mi pare altrimenti ci sarebbero stati fior di titoli su tutti i giornali del pianeta.
Qual'è lo scandalo se ora, che il marito non è più presidente della regione e e neppure deputato regionale, la signora che è titolare di una azienda agricola da tempo, mi pare una decina di anni se non più, ha deciso di usufruire delle opportunità che la comunità europea offre a tutti i siciliani per migliorare la propria azienda. E' forse un delitto cercare di cogliere anche lei le stesse opportunità? O forse il fatto che il marito è stato il presidente della regione è un marchio incancellabile che le deve impedire a vita qualsiasi scelta? se è così, credo sia meglio che scelga di trasferirsi in Papuasia dove forse lei e i suoi figli potranno sperare di farsi una vita senza finire sui giornali!
effettivamente un pò di gloria alla nostra autonomia...è regione ''siciliana''! :)
Eh si, ora che sappiamo come si chiama, sapremo davvero rivalutarla, la "Regione Siciliana". Bravi bravi, cari siciliani. Continuate a votare i Cuffaro e i Lombardo.
Ha ragione. Non esiste.
Solo per la precisione: la "Regione Sicilia" non esiste. Esiste la "Regione Siciliana" (cfr. Statuto della Regione Siciliana)