• Condividilo su
  • Commenta
  • Stampa
Live Sicilia

"Saviano, Travaglio, la mafia
E io, ancora incompreso"

Martedì 16 Novembre 2010 12:09 di Accursio Sabella

Riproponiamo ai nostri lettori questa intervista immaginaria a Leonardo Sciascia, a proposito del celebre articolo sui professionisti dell'antimafia, pubblicata lo scorso 16 novembre.

Sciascia, ha visto l'intervento di Saviano su Raitre l'altra sera?
"No. Me l'hanno raccontato".

Qualcosa le ha dato fastidio?
"Sì. Mi avrebbe definito un intellettuale. Avevo voglia di rispondergli: 'intellettuale sarà lei'".

Perché? La ritiene un'offesa?
"Guardi, oltre trent'anni fa ebbi modo di lanciare una profezia. Al limite del paradosso. Dissi che presto sarebbero nate persino delle cattedre di 'mafiologia'. Devo ammettere che la realtà ha superato il paradosso. I professori sono tanti, in effetti".

Considera Marco Travaglio uno di questi?
"Guardi, io credo che Travaglio sia furbo. Intelligente. Ma ha, secondo me, due grossi limiti".

Quali?
"Intanto, il suo modo di fare giornalismo ricorda l'inquisizione. E chi mi ha conosciuto o quantomeno letto qualcuno dei miei libri, sa quanto critico io sia stato nei confronti della vecchia e delle nuove inquisizioni".

L'altro limite?
"Appartenere a una Chiesa. Vede, quando si entra in una chiesa bisogna necessariamente accettare i suoi dogmi, le sue verità precostituite. Altrimenti, si corre il rischio di essere un eretico. E un eretico è sempre solo. E da soli, comunque, si soffre".

Eretico, come definirono lei.
"Sì, perché l'unica Chiesa in cui ho creduto è stata quella della libertà. Persino la libertà di contraddirmi. E questo, tra gli adepti di una certa chiesa, non era concepibile".

Sembra di rileggere il suo Candido.
"Proprio così. Oggi, tra l'altro, le Chiese non hanno nemmeno bisogno di simboli visibili o campanili".

Quali sono questi dogmi, queste verità precostituite su cui molti si appiatirebbero.
"Prendiamo il mio celebre articolo sui professionisti dell'antimafia".

Glielo avrei chiesto io.
"Non avevo dubbi. La anticipo. Ecco, fanno passare quel mio articolo come un attacco personale a Paolo Borsellino. Ma il mio era (ed è) un richiamo alle regole, al diritto. Dobbiamo renderci conto che, anche oggi, la legge, il diritto, il senso di giustizia, anche quella formale, sono gli unici argini contro i nuovi fascismi".

Lo stesso Borsellino, però, disse che Giovanni Falcone iniziò a morire dalla pubblicazione di quell'articolo.
"Io ebbi modo di chiarire di persona con Paolo Borsellino. E non devo aggiungere niente, pubblicamente. Quella frase io la interpreto in maniera più ampia. Cioè, come un riferimento a una posizione comunque diffusa nella società siciliana e italiana. Io fui la punta più visibile di un pensiero comunque, se non estesissimo, certamente esistente. E nessuno può credersi talmente 'al di sopra' da poter negare a qualcuno la libertà di esprimere questo pensiero. E non credo, tra l'altro, che Borsellino si riferisse a me come persona. Credo riconoscesse la mia assoluta buona fede".

Chiarì anche con Leoluca Orlando, altro "protagonista" di quell'articolo?
"Guardi, le racconto questo. Pochi giorni prima di morire, Orlando mi venne a trovare a casa. In quel momento capii che ero finito..."

Cioè?
"Compresi, in pratica, che da morto sarei stato molto diverso che 'da vivo'. Che il mio pensiero sarebbe stato banalizzato, semplificato, reso uno slogan".

Lei ha accennato al fascismo. Che tra l'altro fu il punto di partenza di quell'articolo. Lei scrisse anche che l'Italia, in un certo senso, vive sull'orlo di un fascismo sempre possibile.
"Sì, ma non mi sono mai riferito al fascismo del Ventennio. Quella fu un'esperienza che poteva avverarsi solo in quel momento storico. Io parlo di un altro tipo di fascismo. Un regime, insomma, che non ti dia il 'disturbo' di pensare, di riflettere. E direi che non sono andato molto lontano".

Si riferisce all'era berlusconiana?
"Non solo. O meglio, con tutto ciò che c'è dentro. Cioè lo svuotamento della democrazia. Di ogni forma di rappresentatitività. E nella banalizzazione dei concetti a me tanto cari: il tema della giustizia è diventato quello dei processi di due o tre persone, il problema dell'etica s'è trasformato in gossip, quello della libertà nella fede nei sondaggi. Lo chiamerei fascismo, certamente. Un fascismo trasparente, liquido. Ma qualcosa di buono c'è, anche oggi".

Ci faccia un esempio.
"La legge sulle intercettazioni. Al di là dei motivi che l'hanno suggerita, restituisce un po' di senso alla democrazia, al senso della libertà individuale".

Farà innervosire molte persone, con questa dichiarazione.
"Forse farò arrabbiare anche lei e qualche suo collega. Siete bravi a chiedere la libertà, e non vi accorgete quando la superate di gran lunga".

A cosa si riferisce?
"Prendo solo un fatto recente. La ragazza che si dice abbia avuto un incontro col premier, non è minorenne? Avete pubblicato le sue foto, anche quelle più discinte. Avete raccontato la sua storia. E non è una storia edificante, ma difficile, scabrosa. È pornografia. Se una regolata non ve la date voi, lo facciano altri. Anche se lo fanno...involontariamente".

Scendiamo dalla dimensione nazionale a quella locale. Come giudica la situazione attuale della politica regionale siciliana?
"Io credo che ci sia molto di antico, ma anche molto di nuovo. Il nuovo sta nella evoluzione di un pensiero che feci esprimere a un mio personaggio di A ciascuno il suo".

Ce lo ricordi.
"Sintetizzo: un uomo anziano affermava che, mentre durante il Fascismo gli italiani avevano sulle corna una bandiera di un solo colore, con la democrazia ogni italiano ha iniziato a scegliersi da solo il colore della bandiera da issare sulle proprie corna".

E l'evoluzione siciliana in cosa consisterebbe?
"La bandiera sulle corna c'è sempre. Ma il siciliano non sa più di che colore è".

Questo il nuovo. E il vecchio?
"Sempre in A ciascuno il suo, i democristiani non facevano differenza tra il 'rosicchiare' a destra e 'rosicchiare' a sinistra. Non è cambiato molto, in fondo".

Non dica così, altrimenti l'assessore Centorrino ripete che bisogna dimenticarsi di lei e di Tomasi di Lampedusa.
"Centorrino, nel cercare di sfatare quell'idea, non fa che confermarla".

Cioè?
"Come i politici si ostinavano a negare la mafia, oggi si ostinano a negare l'arretratezza della Sicilia. Un ritardo anche culturale di cui invece, personalità come l'assessore, che si sono occupate di scuola e formazione, dovrebbero prendersi la responsabilità".

Che tipo di responsabilità.
"Quella di far capire agli studenti che l'importante non è partecipare ai convegni o alle manifestazioni. Bisogna studiare. E servono buoni insegnanti. Docenti che insegnino, insomma, che 'I promessi sposi' non è una storia d'amore, e la 'Storia della colonna infame' non riguarda la peste, ma la giustizia".

A differenza di anni, cosa vede di positivo, cosa la fa sorridere?
"Ci penso spesso. Una cosa in effetti, mi fa ancora sorridere".

Cosa, ci dica.
"Ventitrè anni fa mi misero 'ai margini della società civile'. E oggi, siamo ancora qua a parlare di me".

 

  • Condividilo su
  • Commenta
  • Stampa

Commenti

  • 2011-01-30 21:05:22

    Ahimè quanto poco senso dell'umorismo...

  • 2011-01-30 15:47:40

    caro puglisi lei è un punto di riferimento per tutti bello e intellliggente

  • 2010-11-17 18:53:42

    ''...addirittura la crescita personale'' Le fa schifo? Lei mostra di essere il perfetto utilizzatore della tv preconfezionata, che va in onda quando il livello di guardia si abbassa e ci si beve ogni castroneria. Il mio voleva essere un invito a scegliere un qualsiasi argomento di proprio interesse, approfondirlo con ricerche personali, eventualmente laboriose, maturarne gli aspetti, dedurne le conseguenze, infine confrontare le conclusioni con quanto dice Travaglio (e ora, pare, anche Saviano). Troppo faticoso per lei? Fatti suoi, si beva tutte le cicute che vuole, ma non si indispettisca con chi ha avuto percorsi diversi e ha maturato diversi convincimenti. Siamo in uno stato laico e Travaglio (e ora anche Saviano) non sono i santi della nostra vita. Auguri.

  • 2010-11-17 18:00:38

    si gira sempre intorno all'argomento...

    adesso c'è pure l'aspetto psicologico. il lettore di travaglio è un frustrato che a fine giornata vuole un colpevole.come se un giornalista si giudica dalle nevrosi dei suoi lettori.
    poi si conclude in maniera pseudo filosofica sulla ricerca della verità, la ricerca persoanle, addirittura la crescita dell'individuo!!!

    poi l'invito a cercare...ma di casi specifici neanche l'ombra.

  • 2010-11-17 17:36:07

    La ricerca della verità è molto più impegnativa e dolorosa della caccia al tesoro. E non è mai offerta su un vassoio da nessuno, è semmai una ricerca personale che coincide con la crescita dell'individuo che in tal senso si impegna. Credo sia dovere di tutti crearsi delle proprie idee e non andare dietro alle convenienze o agli incantatori. Credo sia dovere di tutti parlare con cognizione di causa. A tal fine il web aiuta.

  • 2010-11-17 17:19:33

    ci parli di un fatto specifico.

  • 2010-11-17 17:08:24

    Io credo che ci siano molti modi di mentire. Tacere alcuni fatti, enfatizzarne altri, invertire l'ordine cronologico degli eventi, sono tutte operazioni che , fatte in modo disinvolto, quasi salottiero non allarmano l'ascoltatore e, se questi non è abbastanza informato e attento, alla fine lo convincono della veridicità dei fatti narrati e ricostruiti. Il signor Travaglio, che peraltro giudico bravissimo nel ruolo che si è voluto dare, è uno che, nell'illustrare un crimine, ti porta su un vassoio colpevole e prove. Niente di più comodo per chi, seduto su un divano alla fine della propria giornata, vuole trovare l'occasione per sfogare le proprie frustrazioni e la persona da colpevolizzare. Ma se poi qualcuno si prende la briga di documentarsi e nota le numerose inesattezze che hanno dato altro significato a quanto avvenuto, se poi si scoprono delle manipolazioni o, a volte, una sceneggiature inventata, allora ci si chiede, legittimamente, qual'è il fine del signor Travaglio, ed anche il mestiere, giacché non si può più parlare di giornalismo. E poiché mi è capitato due volte, su argomenti a me conosciuti, di notare errori e omissioni nei suoi discorsi, mi chiedo se questo non sia allora un metodo per giustificare ai nostri occhi la sua faziosità. Ai nostri occhi, perché credo che lui allo specchio non ci si guardi più.

  • 2010-11-17 16:07:05

    sembra che per un riflesso condizionato, quasi pavloviano, citare, leggere o rispettare un giornalista, indichi automaticamente esserne un discepolo. sembra che la tv abbia sostituito il campanello!

    la religione si basa su dogmi e credenza.il giornalismo su fatti. magari commentati, ma su fatti. saviano, tanto per capirci, su lega e ndrangheta cita 2 indagini di 2 procure diverse.

    attendo con ansia che qualcuno mi faccia notare un articolo in cui il marcuccio( o il robertuccio) non si sia basato su qualcosa di concreto ma di immaginario. magari entri nel merito delle 2 inchieste e mi spieghi cose c'è che non va,le sarei parecchio grato

    ma penso che alla richiesta di qualcosa di concreto la discussione si blocchi.
    se invece si deve continuare con interventi che iniziano con "Giocare a ping pong con le convinzioni altrui" la prego di smettere, se non altro per un fatto estetico.

  • 2010-11-17 15:00:30

    Giocare a ping pong con le convinzioni altrui non mi è piaciuto mai, per il semplice fatto che è un’inutile perdita di tempo. Perciò, non ci sarà nessun altro rinvio. Dunque. Ho sempre pensato e penso che l’importante è non rinunciare mai a far sentire la propria voce. Sfuggendo dalla zuffa e sforzandosi sempre di cercare di capire le altrui ragioni. Certo è difficile capire come si possa pensare che il non essere sulla stessa linea di pensiero di un Tizio significhi automaticamente “0diarlo”. Quello che non condivido di Marcuccio Travaglio e di tutti quelli che affollano la stessa scuderia, ad una delle quali greppie sembra essersi da poco legato Saviano, “gasparino”, non è la loro chiamata a vieni con noi. Sono liberi di farlo. E se poi si divertono a farlo, meglio per loro. Ma è il loro volere gettare nella discarica delle anime perse tutti coloro che all’ invito ossessivo rispondono, no grazie. E’ questo loro manicheismo che non condivido. Lei, da buon suddito del regno dei Parti, e felice discepolo di Marcuccio, però continui pure a farlo liberamente. Esimendosi, tuttavia, dal dare la patente di “odiatore” a chicchessia. Anche perché il suo Travaglio, ancorché suo dio, non è autorizzato a dargli tale delega.

  • 2010-11-17 13:56:41

    Bella intervista.

  • 2010-11-17 00:04:37

    honhil
    infastidisce parecchio che si parli di mafia in lombardia. l'argomento mafia è poco tollerato già quando non si parla più di coppola è lupara ma si va un po' più in alto nella società. figurarsi quando si sale geograficamente!
    La mafia al nord in televisione è un tabu'. chi si informa un po' conosce la gravità e l'enormita del problema. parlare in tv di un argomento "nuovo" per il pubblico televisivo è forse meglio che parlare del millesimo arresto in campania.

    sull'argomento non mi pare che saviano abbia raccontato falsità e penso che abbia anche diritto ad uscire dai confini della campania.se lei ha notato qualche scorrettezza o imprecisione ce lo faccia notare e le saremo grati.

    inoltre di politici di sinistra in odor di mafia mi pare che saviano e travaglio, da lei tanto "odiati", abbiano parlato più volte.

  • 2010-11-16 22:53:36

    Ma guarda un po', Saviano accusa la lega di collusioni con la mafia e qualcuno di questo giornale storce il naso e parla di mafiologia..
    Quanto però si tratta di Lombardo, scompare la mafiologia e compare la questione morale e la pulizia e allora tutti addosso all' "indagato" eccellente!

  • 2010-11-16 21:45:24

    " Il popolo -sogghignò il vecchio- il popolo....Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera solo alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno l'appenda da sè del colore che gli piace, alle proprie corna...."
    E' Il giorno della civetta, poi Don Mariano stila la classifica di quelli che ballano sulle corna degli altri in effetti: preti, politici e quelli come lui.
    Ricambio i saluti

  • 2010-11-16 21:33:22

    Nel giorno della civetta c'è un riferimento alle corna su cui si può ballare. Saluti

  • 2010-11-16 21:10:14

    Però la frase sulla bandiera che in democrazia ognuno è libero di issarsi sulle corna, mi pare sia nel libro " Il giorno della civetta" non in " A ciscuno il suo".
    La dice don Mariano Arena.
    Per il resto l'autore dell'articolo è stato troppo buono: Sciascia sarebbe stato sprezzante e sarcastico, giustamente.

  • 2010-11-16 20:58:16

    Grazie

  • 2010-11-16 20:53:42

    A gasparino.
    Non dico, né volevo dire, che la Lega è immunizzata contro il cancro di mafia. Certo è che Saviano, se veramente avesse voluto parlare di connessione tra mafia, territorio e politica, non avrebbe dovuto allontanarsi dalla sua Campania e dal Pd che quella regione, quasi capillarmente, ha governato (e in parte continua a governare) per lustri. E’ una realtà sotto gli occhi di tutti. Un dato oggettivo inconfutabile. Addirittura imbarazzante la notizia dell’altro ieri: “Casalesi, tre arresti. Venti indagati, tra cui magistrato ex sindaco. “ Invece, ha fatto il marpione. Pensa che sia stata una vista? Se così è, continui a pensarlo. A ciascuno il suo. Cervello, ovviamente.

  • 2010-11-16 20:30:28

    Ho apprezato il pezzo provocatorio del sabella. Personalmente penso che l'intervista lanci un piccolo ma importante suggerimento al lettore: diffidare dai vari intellettuali o presunti tali. Accolgo il suggerimento e se permesso aggiungerei: diffidare da tutti quelli che hanno gran visibilità sulla grande stampa e sulle tv, o sono Pro o contro qualcuno o qualcosa.
    Ps. dr. Puglisi ha sempre la mia stima
    Gaetano

  • 2010-11-16 19:16:26

    L'arte della provocazione non è semplice. Non è per tutti-tutti: e questo si può anche comprendere. Così come si possono comprendere i motivi - in parte condivisibili a mio avviso - che hanno portato a questa "provocazione".

    Tuttavia si rischia di raggiungere lo stesso livello di "manipolazione" in cui si è esercitato, sgradevolmente e con sufficienza, lo stesso Saviano in alcuni momenti del suo monologo.

    Forse bastava in fondo prendere le frasi autentiche di Sciascia e proporle come risposta a domande attuali (segnalandolo poi, a "piè" di pezzo, ai lettori)

    Quel tanto quanto basta alla memoria (senza futuro) di Saviano: e un altro "tot" di professionisti dell'Antisciascia.

  • 2010-11-16 19:13:43

    Egregio dottor Sabella,

    il tentativo della "provocazione intellettuale" è lodevole, ma, nel caso del Racamultese, "scivoloso": il pericolo è quello del Bignami o del "copia e incolla" cosicché il pensiero "dell'evocato" diviene, in realtà quello "dell'evocatore" e ciò anche quando, c'è da temere, il "gioco" è originato dal più onesto intendimento e ha fini nobilissimi e finanche "soavemente" pedagogici.

    Nel merito - per quel pochissimo che ho letto di Sciascia e, conseguentemente, capito della sua ereticissima, disincantata, illuministica lettura della società italiana - "azzardo" che assai difficilmente egli si sarebbe occupato di un Travaglio o, ancor meno, di un Saviano. Ricorda quel proverbio che recita: "Il Signore non ascolta gli angeli che cantano, figuriamoci gli asini che ragliano"? Oppure, Le risulta che il Papa si sia mai preoccupato delle lezioni di catechismo dei chierichetti?

    Con cordialità, Antonio Beccadelli

    P.S. Per obbligo di chiarezza "confesso" - così offrendomi al "pubblico ludibrio"! - che apprezzo il documentato giornalismo di Travaglio, ma non le "sciatte concioni" di Saviano. Né l'uno né l'altro, però, mi sembrano intellettuali nel senso più proprio e "corposo" del termine.

  • 2010-11-16 17:37:40

    Quando parla di offese senza alcun appiglio si riferisce a quelle di presunzione o di immaturità che ha rivolto nei miei confronti? Sul fatto, poi, che lei consideri il mio un articolo velleitario sfuggito di mano, niente da dire. Quella è un'opinione. Che vale quanto le altre. Cioè molto.
    Per il resto, è ovviamente liberissimo di pensare quello che vuole. Tanto quanto lo sono io.
    Grazie. Continui a leggerci.

  • 2010-11-16 17:10:41

    honhil:
    quindi, la lega è sempre e comunque immacolata?
    saviano cita un fatto, un indagine che riguarda un politico locale...non si può?

  • 2010-11-16 17:04:05

    accursio sabella:
    Scegliere cosa direbbe oggi uno dei grandi della letteratura, che lo facciano più o meno in molti, continua a sembrarmi un esercizio piuttosto rischioso e differente dalla citazione.Dire che poi darebbe a Travaglio dell'inquisitore, mi sembra un pretesto per usarlo per polemiche fatte sul sito nei giorni passati. Questo non mi pare tenere vivo il pensiero di sciascia( che sta parecchio bene)ma piegarlo alle proprie idee. sinceramente non vedo provocazione, ma un articolo velleitario sfuggito di mano.
    Le ricordo che inquisitore non è chi racconta fatti ( che quando dice il falso può essere querelato)quello si chiama giornalista. Magari potrebbe citami un caso in cui ha fatto male il suo lavoro, le sarei grato.
    Come fa notare Vittorio, l'inquisitore è un braccio del potere e non mi pare che travaglio sia simpatico al potente di oggi, ne agli schieramenti a lui opposti.Sarò ingenuo, ma non mi pare che abbia il potere dell'inquisitore.

    Come ho già avuto modo di dire in una discussione precedente, offese prive di qualsiasi appiglio nei confronti dell'interlocutore servono solo per sviare la conversazione. Fanno pensare che non si voglia affrontare l'argomento... Da cosa si evince che io tengo i libri come complementi d'arredo?
    Nel fatto che rispetto i grandi scrittore non facendo dire loro ciò che penso? Ah, già, è una provocazione...

  • 2010-11-16 15:48:10

    Roberto Saviano è una specie di salamandra. Non ha nemici. L’anfibio ne è privo «perché se un qualsiasi predatore lo prende in bocca, dalle "macchie gialle" esce una specie di liquido urticante che fa mollare la presa», e lui perché le sue numerose collaborazioni con importanti testate giornalistiche italiane ed internazionali (attualmente in Italia collabora con L’espresso e La Repubblica, negli Stati Uniti con il Washington Post e il Time, in Spagna con El Pais, in Germania con Die Zeit e Der Spiegel, in Svezia con Expressen e Gran Bretagna con il Times) ne fanno un dio della carta stampata. Un Totem a cui nessun cagnolino o cagnone oserà mai avvicinarsi per innaffiarlo con la sua pipì. Tuttavia, la sua laurea in filosofia, più che la sua esperienza di scrittore e prolifico giornalista, dovrebbe portarlo ad essere molto più riflessivo. A mettergli un freno alla lingua. Anche se il salto non è breve, e pur restando sempre nel tabernacolo della sinistra, ci vuole poco a passare da icona del bene contro il male a prestidigitatore del nulla. Tirare dal cilindro una lega mafiosa, oltre che un esercizio vile, è pure un bel bagno nel fango. E non ci venga a dire che si trattava di fanghi termali. La toppa risulterebbe peggio dello strappo. Amen.

  • 2010-11-16 15:39:14

    Travaglio, e ci metto pure Ingroia, non "servono proprio" perchè hanno distrutto il Capo e questo purtroppo impensierisce e fa notevolmente incazzare
    i campieri e camerieri dell'ex IMPERO AZZOPPATO.
    Mi dispiace per voi ,ma qualcosa di nuovo si intravede all'orizzonte.
    E se per caso un giorno ci troveremo Scarpinato ad assessore al bilancio con la delega alla riscossione del credito che i Siciliani vantano nei confronti dei "LADRI di REGIME" ne vedremo delle belle.
    Saluti.

  • 2010-11-16 15:27:50

    Per Gasparino: quello che abbiamo fatto oggi è, nè più nè meno, quello che viene fatto quotidianamente da tante persone. Lo stesso Saviano ha accostato lo scrittore a eventi contemporanei (la macchina del fango...) e ripetutamente Sciascia è "usato" per difendere o attaccare la magistratura, parlare dell'identità della Sicilia, e altre amenità. La nostra, quindi, è solo una provocazione intellettuale, utile a mantenere "vivo" il ricordo e il pensiero di uno scrittore. Comprendiamo bene, però, che le provocazioni spesso non sono gradite. E a volte, nemmeno comprese da tutti. Specie da chi ritiene, forse, che Guerra e pace o Don Chisciotte vadano acquistati su una bancarella al prezzo di due euro. E tenuti per vent'anni in una libreria, nel luogo "scelto" dal colore della loro copertina.

    Per logi: La ringrazio per aver messo da parte il livore.

  • 2010-11-16 15:17:58

    Suvvia, davanti a tutti.... E poi secondo me c'è di meglio sul mercato. Saluti.

  • 2010-11-16 15:15:27

    Mi consigli il suo, così ne traggo ispirazione!

  • 2010-11-16 15:08:56

    Per caso ci sta consigliando il suo spacciatore? Saluti

  • 2010-11-16 15:07:31

    Nel pieno dell'euforia giornalistica al servizio lautamente compensato di potenti politici affaristi ostili al cambiamento della nostra terra, sciorinando notizie e ricostruzioni trite e ritrite che sputano sentenze meramente giornalistiche di condanna per mafia sui Lombardo, nel tentativo di deteminare un manipolato giudizio di condanna da parte dell'opinione pubblica, ORA vi cimentate nell'allucinata intervista di un uomo, emblema di straordinaria e lucida intelligenza letteraria, civile e politica, ma trattasi pur sempre di un morto, di un defunto, cioè sostanzialmente attribuite voi stessi le risposte di Sciascia, ovviamente secondo le vostre interessate convenienze, alle domande che voi stessi ponete! Ora, mettiamo da parte il livore e il divergente punto di vista tra me e la Vostra Redazione, ma la questione è veramente seria: delle due, una: o Voi patite un disturbo psichico, una deficienza di intelletto, o Voi siete condizionati da un uso spropositato di droghe pesanti e allucinogene.
    Perchè, se non è così, domani fondo un blog e intervisto Almirante per capire cosa pensa di Fini, Craxi per capire cosa pensa di Berlusconi, Berlinguer per capire cosa pensa delle primarie di Milano, e dulcis in fundo Angelo Moratti ed Herrera per capire cosa pensa della crisi dell'inter...

  • 2010-11-16 13:37:40

    Ci vuole veramente una immensa presunzione per cercare di immaginare cosa direbbe uno scrittore come Sciascia del contemporaneo. Con un po' di maturità si dovrebbe avere terrore soltanto nell'avvicinarsi ad una impresa simile.

    Ma, comunque, visto che ci siamo, mi fa sapere cosa ne pensa Tolstoj della guerra in Afghanistan e o magari cosa pensa Cervantes di Zapatero...

Commenta anche tu la notizia

* Campi obbligatori

Tutti gli utenti possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del giornale LiveSicilia.it.
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.

Ad esempio, i commenti e i nickname non dovranno contenere:

  • espressioni volgari o scurrili
  • offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale
  • esaltazioni o istigazioni alla violenza o richiami a ideologie totalitarie ecc.

I contributi che risulteranno in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.

Si raccomanda di rispettare la netiquette.