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La direzione di Livesicilia ha molto a cuore l'equilibrio psicologico dei lettori. Siamo davvero in ansia per lei.
La direzione destrorsa di Live Sicilia ha come unico obiettivo la delegittimazione e per colpire i propri obiettivi scomoda persino i morti. Ciò non mi meraviglia. Mi meraviglio, piuttosto, di Galasso che casca nel tranello.
Conosco poco Saviano, non ho letto Gomorra e non ho visto il programma.
Dico pero' che Galasso e' uno dei peggiori baroni dell'universita' di Palermo e come tale non mi pare meriti di essere santificato.
Galasso rappresenta soltanto una delle facce del sistema che sta portando Palermo al collasso.
Tra il minuto 8.30 ed il minuto 10.00 di questo straordinario documento si assiste al dialogo tra un uomo che ritiene, non si capisce perché, di stare fuori dal "Palazzo" e di essere dunque un puro ed un Uomo che ha, invece, il senso dello Stato
Grande lezione:
http://www.youtube.com/watch?v=B-aYnTZ6AX8
Quella frase di galasso fu terribile, l'acme del cinismo, la ricordo pronunciata in diretta.
Caro professore, lei rivendica il diritto di critica, ma occorre essere coerenti e non mi pare che lei sia uno che possa dire di essere stato nella sua vita fuori dal "Palazzo".
Sciascia quanto ci manchi.
Alfredo Galasso è un galantuomo, e' la memoria storica dell'antimafia e quando i suoi colleghi preferivano difendere i boss e i politici collusi, Galasso rappresentava le parti civili delle vittime della mafia.
Inoltre, il suo invito a Falcone non era un'offesa; infatti Galasso stimava Falcone e lo considerava un grande amico, a tal punto che, da amico, gli consigliava di non andare a Roma, perche' sapeva che il governo democristiano si sarebbe rifatta la verginita' strumentalizzando un simbolo dell'antimafia come il grande Giovanni Falcone.
Non si possono paragonare le critiche affettuose e amichevoli di Galasso con la vera e propria delegittimazione che il povero Falcone subi' dentro e fuori il Palazzo di Giustizia.
Pippovinci non è sempre vero quello che affermi. Le promozioni non servono a togliere di mezzo una persona scomoda, non sempre. Questa deve pur accettare, come nel caso di Falcone, è se accetta cadendo nel gioco di cui parli tu, allora vorrà dire che non è proprio così capace ed intelligente. In quei posti si decide come bisogna operare asul campo e chi meglio di un MAESTRO può insegnarlo? Se poi ai posti di comando dobbiamo mettere persone incapaci ed inutili le conseguenze le paghiamo sul campo dove avremmo le mani legate.
Pippovinci, non è sempre come affermi tu
promuovere per levare di mezzo una persona scomoda.. Quella persone deve accettare, non è obbligata. Dunque se accetta cadendo nel gioco di cui parli tu allora vorrà dire che non è proprio una persona capace ed intelligente; poi se le cariche più alte ed importanti devono essere ricoperte da persone incapaci sarebbe ancora peggio,sono loro che determinano e decidono ciò che deve essere fatto sul campo. Io so che da sempre i "MAESTRI" sono quelli che hanno scritto la storia nel loro settore professionale, quelli da cui bisogna imparare e prendere esempio.
SAVIANO SI è CONFUSO SU PIù DI UN PUNTO. a PARTIRE DALLA SUA CITAZIONE DEL FAMOSO ARTICOLO DI SCISCIA "I PROFESSIONISTI DELL'ANTIMAFIA". SI è SCORDATO DI DIRE CHE MOLTI ANNI DOPO, E DOPO LA STRAGE DI VIA D'AMELIO, LA SIGNORA AGNESE BORSELLINO DISSE CHE SCIASCIA AVEVA RAGIONE E CHE LO STESSO AVEVA PENSATO SUO MARITO. RIPORTO LE SUE PAROLE
Agnese Borsellino, vedova di Paolo, rievoca: «Aveva ragione, Sciascia aveva ragione. Anche Paolo era sconvolto, ma lo sapeva bene di non essere lui il bersaglio di quella riflessione provocatoria».
Agnese aggiunge: «A Marsala, lì avvenne l’incontro fra Paolo e Sciascia, c’ero anch’io e c’era la signora Anna Maria». Pranzarono, risero insieme. «Paolo lo chiamava maestro, era felice. Gli disse: “Ho capito la mafia sui suoi libri”. Si misero a chiacchierare, è come se si conoscessero da sempre. Non è vero che in quella occasione ci fu una riconciliazione: non è vero perché fra i due non ci fu mai una frattura, nemmeno quando uscì quell’ articoLO
La vedova del procuratore scuote la testa, mormora: «Leonardo Sciascia vent’anni fa aveva capito tutto prima degli altri».
Da sempre quando qualcuno viene promosso e spostato da un incarico "sul campo" ad uno più prestigioso e lontano si è sempre saputo che si tratta di un levare di mezzo un apersona scomoda. Quindi Galasso, Orlando e altri non criticavano l'operato di Falcone , gli chiedevano di restare per combattere meglio la mafia. D'altronde da che mafia esiste il posto più incisivo per combatterla è sempre stato quello di PM. Mi sapete dire quali sono state le ulim eincisive azioni di Grasso? zero babà! Che ci possono fare se poi lo hanno ucciso? Quindi ora uno non deve più criticare , accusare, dire quello che pensa perchè se poi lo uccidono la colpa è tua? Non ritengo che sia un criterio corretto per giudicare le personeed i fatti.
Chi va a Roma è visto male, tutta invidia, purtroppo è finita come è finita ed ora è troppo facile parlare. Quel posto era previsto per un magistrato e lui lo era ed anche bravo. Stiamo zitti, ci facciamo tutti più figura!
la madre dei cretini è sempre incinta