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Live Sicilia

"Andare via è atto d'amore
La Sicilia non cambierà mai"

Mercoledì 03 Novembre 2010 12:53

Livesicilia è un giornale aperto, abituato a dialogare con i suoi lettori. E ad ascoltare la loro voce. Pubblichiamo la lettera di Giuseppe, siciliano, precario e padre, alle prese con la Sicilia di tutti i giorni. Una lettera amarissima che è un duro atto d'accusa, ma che è anche un sofferto gesto d'amore.

Da siciliano dico di amare la mia Sicilia. Ma da essere umano mi domando perché dovrei farlo. Mi chiedo cosa ci sia da amare in una terra in cui la speranza è diventata solo una chimera o al limite una lotta cui far fronte per sopravvivere.

Mi chiedo cosa ci sia da amare in un luogo in cui non c'è futuro. Mi chiedo cosa ci sia da amare in una regione in cui il calore umano non esiste più, se non nei luoghi comuni. Forse un tempo, la Sicilia era terra accogliente, aperta, curiosa e premurosa verso gli altri e verso i propri concittadini. Oggi è una terra diffidente e opportunista nei confronti di chi viene in visita nelle nostre città. Non siamo in grado di mantenere noi stessi. Non siamo in grado di sfruttare il turismo che potrebbe essere una delle prime fonti di ricchezza. Non siamo in grado di migliorare noi stessi e amarci tanto da portare le nostre città ad un livello veramente europeo. Siamo indietro di anni, rispetto alle strutture estere.

La disoccupazione è a livelli incredibilmente alti. Le opportunità sono davvero pochissime e quando te ne capita una per le mani, senza la necessità di chiedere aiuto a nessuno, presto ti rendi conto che le cose non sono così rosee come avevi potuto pensare. Se hai la benedizione di trovare un lavoro senza avere nessuna amicizia, ti ritrovi a sentirti fare proposte che altrove suonerebbero assurde. Buste paga “ritoccate”, orari effettuati diversi da quelli da contratto etc...

Il problema è che chi ha famiglia non può esimersi dall'accettare tali proposte. Viviamo in una condizione di ricatto, una situazione in cui, se hai la “fortuna” di trovare un'occasione del genere, non ti sogni neanche lontanamente di lamentarti e finisci per accontentarti ed accettare queste condizioni che in un paese come l'Italia non dovrebbero neanche essere prese in considerazione!

La cosa più spaventosa della Sicilia è proprio la sua bellezza. Una terra in grado di offrire una lunga serie di meraviglie che il mondo intero ci invidia, ma pervasa da troppe situazioni che in un mondo civile e democratico appaiono fuori dal normale e che qui sono invece la consuetudine!

Siamo la regione con il più alto numero di dipendenti pubblici, il più alto numero di precari. Le tasse che paghiamo servono solo a tappare i buchi di un'amministrazione incapace e inadeguata. I servizi sono pressoché inesistenti. E se facciamo un minimo di confronto con altre regioni italiane, viene da piangere! I rifiuti stanno sommergono le città. Le amministrazioni sono sempre più protagoniste di scandali e malefatte che vedono come protagonisti quegli individui che noi stessi abbiamo eletto. Le vicende giudiziarie degli ultimi presidenti della regione sono indicative delle condizioni in cui la nostra terra di trova.

I giovani non hanno nessuna opportunità di lavoro, e se qualcuno più coraggioso o intraprendente prova a mettere su un'attività in proprio, deve far fronte al problema del pizzo. La mafia, una forma mentis, più che un'organizzazione. Un modo di pensare, un modo di vivere e di vedere il mondo fin troppo radicato. Devi pagare per non avere problemi. Ma già pagare è un problema! Perché pagare dei delinquenti perché non ti incendino il negozio è un grossissimo problema!

In tutto questo, la classe politica sembra vivere nel proprio habitat naturale. La maggior parte fa i propri interessi. L'opposizione si allea con la maggioranza e diventa essa stessa maggioranza. Quella che inizialmente era maggioranza finisce per trasformasi in opposizione e nessuno ci capisce più un accidenti!

E nessuno fa niente per porre fine a questo tragico stato delle cose. Ogni politico ha il proprio tornaconto personale e quei pochi onesti si ritrovano soli, troppo soli per avere voce in capitolo sulle sorti di questa terra maledetta che ha bruciato fin troppe occasioni, questa regione che odia tanto i propri figli da non lasciargli quasi neanche l'aria da respirare. Quand'ero più giovane mi illudevo, avevo una forza e una determinazione tali da sostenere che un giorno la Sicilia potesse essere diversa, cambiare, migliorarsi. Ricordo che mai e poi mai avrei voluto andar via. Reputavo questa scelta una sconfitta, un atto di vigliaccheria. Oggi, da padre, mi devo ravvedere. Andare via non è atto di paura, bensì un atto d'amore, una scelta operata per la salvaguardia e l'amore dei propri figli. Un atto di coraggio che vuole essere speranza per una vita più serena da offrire a chi hai messo al mondo. Andare via, per un siciliano, è privarsi di una parte di sé, l'amputazione di una parte del proprio cuore. E per fare ciò è necessario avere molto coraggio.

Sono cresciuto, ho combattuto e ho affrontato tante difficoltà nella convinzione e nella speranza di vedere, un giorno, la mia terra cambiare. Purtroppo non è stato così e forse non lo sarà mai. Ma non lo sarà mai perché noi siamo troppo adagiati in questa condizione, siamo troppo abituati a compiangerci e troppo poco abituati a ribellarci contro il potere che ci tiene sotto scacco, sotto ricatto.

Cosa vogliamo lasciare ai nostri figli? Vogliamo che anche loro si debbano un giorno scontrare con tutte queste difficoltà, con tutto questo odio, con tutte queste "rinunce"? Vogliamo davvero farli crescere in un luogo in cui non puoi sperare altro che diventare un precario che prima o poi, qualche amministrazione si decida a stabilizzare in cambio di voti?

Abbiamo tutti bisogno di speranza, di cambiamento vero, radicale e profondo. Un cambiamento che ci liberi da un sistema che opprime questa regione. Abbiamo bisogno di cambiare e smetterla con le guerre tra poveri, con le ingiustizie e le disparità. Abbiamo bisogno di trasformare la nostra regione!

Abbiamo bisogno di potere andare in un ospedale pubblico e ricevere le cure adeguate senza bisogno di conoscere qualcuno che “ci faccia passare avanti”! Abbiamo bisogno di occupazione vera e non lavori “tappa buchi” che servono solo ai politici per vincere le elezioni. Abbiamo bisogno di ritrovare la nostra dignità e il nostro orgoglio di essere siciliani! Abbiamo bisogno di non dovere emigrare!

Abbiamo bisogno di amare e coltivare le nostre passioni qui, dove siamo! Abbiamo la necessità di tornare ad essere orgogliosi di essere ciò che siamo. Dobbiamo riprenderci il nostro futuro e le nostre vite. Dobbiamo liberarci delle belle parole, delle promesse, delle faccende losche, delle “amicizie”, delle conoscenze e della necessità di avercele! Abbiamo bisogno di liberarci di tutto questo prima che sia troppo tardi!


Giuseppe Cangemi

 

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Commenti

  • 2010-11-28 11:17:06

    Ciao Alessandra Costa potresti dirmi di quale nazione parli? è forse l 'inghilterra?perchè entro l anno prossimo vorrei lasciare la sicilia per andare a vivere a Londra

  • 2010-11-12 15:06:31

    Ragazzi dove sta scritto che bisogna vivere la propria vita nel luogo in cui si è nati?
    Partire è arricchirsi, crescere, aprirsi gli orizzonti.....
    Il problema è che poi non si vuol piu tornare indietro.
    Per quanto mi riguarda dopo qualche anno passato in una nazione CIVILE, dove quando ho partorito i miei 4 figli non avevo la minima voglia di tornare a casa, mi sentivo in un albergo 5 stelle (ospedale pubblico), dove la scuola pubblica è per TUTTI fin dai 3 anni (e CHE scuola), dove chiunque puo' aprirsi un'attività senza porsi il problema del pizzo, ma soprattutto dove c'è rispetto per il prossimo....... non voglio piu tornare a vivere a Palermo e checchè ne dica l'ottimo Roberto non ne sento la minima mancanza (eccezion fatta per famiglia e amici).
    I miei figli non mi hanno chiesto di nascere e ancor meno mi hanno chiesto di nascere a Palermo. Penso che il minimo che possa fare sia offrir loro una buona qualità di vita e buone prospettive per essere felici.

  • Caro Giovanni e Giuseppe quello che scrivete è vero, tutto nobile e 'alto', ma purtroppo è vero anche quello che scrive Federica, anzi cara Federica ti aggiorno: IL SOGNO NORD E' GIA' ABBONDANTEMENTE SATURO...
    Giovanni, devi sapere che purtroppo non siamo tutti brillanti e pieni di talento come te, la maggioranza del popolo siciliano (italiano) è mediocre (forse legge un libro all'anno...) Noi mediocri non vogliamo dare ai nostri figli ali e radici...a noi basta un pezzo di pane onesto, un'altalena in un giardino pubblico, poter passare con il passeggino sul marciapiede senza fare gli slalom sulla sede stradale, un'autobus che passa prima che arrivi a piedi, un pronto soccorso pediatrico e un ospedale efficiente e non da terzo mondo. Purtoppo questo in Sicilia non sempre c'è e non per colpa di noi mediocri che non abbiamo tempo per i sogni e gli ideali di lotta...prima ci sono i pannolini sporchi da cambiare...Tanto ti dovevo. Saluti.

  • 2010-11-05 08:41:47

    Ciao Giuseppe.
    Grazie per la risposta.
    Il credere è l'elemento base. L'atteggiamento è sempre un elemento più forte dei fatti. Provando a dire meglio ciò che ho scritto in precedenza, credo che le rivoluzioni culturali e economiche (rivoluzioni di cui avrebbe bisogno la nostra Sicilia) cominciano sempre da individui o da gruppi ristretti di persone. Tutto questo non è assolutamente facile, ma non è impossibile. Questo non lo dico io, ma la storia! Il problema è che noi riteniamo immmutabile ciò che dura da 1 - 2 secoli (come direbbe il Principe di Salina). Ma la storia delle nazioni cambia, lentamente ma cambia e in genere c'è sempre un progresso... oggi si sta meglio rispetto a 1 - 2 secoli fa.
    Poi ti rispondo per la mia storia personale.
    Ho 37 anni e provengo da una famiglia siciliana, forse un pò atipica; 2 genitori che mi hanno sempre insegnato non a cercare raccomandazioni, ma a resistere ai continui schiaffi della vita e lottare per ciò in cui si crede, ad acquisire la dote della resilienza.
    Io ci sto provando e non è un fatto utopico... e conosco tante persone che in Sicilia ci stanno provando e sono molto ma molto più brave di me... certo non sono dei Che Guevara, ma sono delle Personi Comuni.
    E' il Cammino delle Persone Comuni... non importa ciò che troveranno alla fine del Cammino, perchè già essere sul Cammino ti fa vivere meglio!
    Come detto ci sto provando.
    In primis per me stesso, poi per la mia famiglia e poi per la mia gente.
    Dopo essermi laureato, ho lavorato 3 anni a Roma e 3 a Milano; poi ho lavorato 3 anni in Sicilia (senza raccomandazioni), ho rinunciato alla Direzione Generale di un'azienda perchè volevo provare a creare qualcosa di positivo e costruttivo... la base è un sogno, il crederci, la fede... per 9 mesi non ho guadagnato un euro (in quei 9 mesi tutti mi hanno abbandonato, tranne la mia famiglia) e adesso la mia azienda esiste da 4 anni, ho 15 dipendenti e ho un ufficio a Milano e uno in Sicilia... e non mi importa se domani fallisco, perchè il vero fallimento è non provarci!
    Ciò che trovo immorale, durante il mio Cammino sono le persone che ti dicono che tu non ce la farai! Perchè quando le persone non riescono, dicono anche a te che non riuscirai. E le persone non riescono non perchè Dio non ha a loro dato dei Doni, dei Talenti, ma semplicemente perchè smettono di lottare o peggio ancora perchè non hanno mai iniziato.
    Concludo con un proverbio arabo: "Benedetto colui che riesce a dare ai propri figli ali e radici"... e ciò che proverò a fare con i miei figli (che non ho :-))... onorare la Sicilia, ma sognare il Mondo!

    Ciao,
    Giovanni.

  • 2010-11-04 22:26:41

    Ciao Giovanni, non credo di essere pessimista, tutt'altro. Io sono per combattere lo stato attuale delle cose. La mia vuole anche essere una provocazione, un tentativo per risvegliare la coscienza della gente. Ma non voglio neanche perdermi dietro un finto ottimismo, facendo finta che le cose negative, che purtroppo sono più delle positive, non esistano. Tutto quello che ho detto nella lettera, purtroppo sono atti reali, ti ci scontri ogni giorno. Quando sei poi padre , ti assicuro, che ti cambia la visione delle cose, la prospettiva. Io sono il primo che vuole cambiamento, il primo che darebbe quasi tutto per cambiare la Sicilia ma la verità è che tutti noi per primo lo dovremmo volere. Il problema vero, il più importante e fondamentale è che i siciliani stanno dormendo da troppo, troppo tempo e sarebbe opportuno svegliarci e riprenderci quello che ci spetta, con qualsiasi mezzo ma primo di tutti la volontà, il crederci, altrimenti è tutto tristemente inutile!

  • 2010-11-04 11:49:43

    Mi dispiace, ma nonostante io la pensi esattamente come Giuseppe, l'autore della lettera; la penso anche come Luca.
    La verità è che siamo bravi a lamentarci e poi persone come Giuseppe (volenterose e pronte a mettersi in gioco per cambiare) ne pagano le conseguenze.
    Noi siamo quelli che "al Nord le strade sono pulite" e poi siamo i primi a buttare la carta per strada.
    Noi siamo quelli che "al Nord le cose funzionano" e poi permettiamo ai ragazzini-vandali di rompere le cose.
    Noi siamo quelli che la scuola e l'università sono cose pubbliche che non si devono toccare e poi...Provate ad entrare ad Architettura dove la merda è fuori dal water...O a Lettere dove un muro pulito non c'è. Oppure entrate in un liceo dove nei bagni femminili ci sono gli assorbenti usati in mezzo ai termosifoni.
    Noi siamo quelli che "lavoro non ce n'è" e poi, ti si viene offerto un lavoretto in un bar e si dice "no..Macché..mi devo svegliare presto e mi scoccia!"
    Noi siamo quelli che "a Palermo guidare è un casino" e lo diciamo mentre occupiamo la corsia di emergenza...Oppure ci lamentiamo della doppia fila, ma appena si supera la macchina in doppia fila ci mettiamo la nostra.
    La classe politica sicuramente non ha aiutato...
    Credere però che il siciliano medio è solo una vittima del sistema non è corretto perché certo schifo ce lo meritiamo TUTTO!!!!


    E voglio premettere che parla una ragazza di 23anni, laureanda che NON vuole andare VIA perché è dell'opinione che sì...nonostante tutto cambiare si può e che, soprattutto, crede che "alla lunga" anche il sogno Nord andrà saturandosi e l'alternativa rimarrà un Sud lasciato SOLO E REGREDITO A LIVELLI DEL TERZO MONDO...Senza offesa per il terzo mondo.Sia chiaro.

  • 2010-11-04 11:39:31

    BRAVO GIOVANNI: 'Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso...HASTA LA VICTORIA SIEMPRE...'- PECCATO CHE ANCHE FIDEL ALLA FINE LO HA TRADITO. ASPETTIAMO ANCHE IN SICILIA UN NUOVO 'CHE' ED UN NUOVO 'FIDEL'...!!!
    AMICO @giovanni,FALCONE BORSELLINO IMPASTATO...(SOLO PER CITARNE ALCUNI)...NON TI SONO BASTATI... W L'UTOPIA CARO GIOVANNI...AUGURI!!!

  • 2010-11-04 10:35:46

    Mi dispiace. Ma non condivido questo articolo! E' un articolo pieno di pessimismo e con una visione negativa delle cose non si va da nessuna parte. Certo il cambiamento non è facile. Certo le opportunità di crescita e di lavoro sono ben lontane da quelle che possiamo trovari in altri Paesi (o semplicemente nel Nord Italia). Certo la nostra classe politica (che viene votata dai siciliani) fa di tutto per tenere i siciliani in uno stato comatoso, sfruttando e ricattando gli stessi elettori. MA cambiare è possibile. La storia è piena di cambiamenti. Tutto cambia. E tutto migliora! Non facciamoci fregare dalla visione immobilista presente nel Gattopardo! Tutto cambia e cambia perchè ad un certo punto un monomaniaco decide di cambiare. I monomaniaci siamo noi. Certo siamo semplici cellule, ma è dalle cellule che nascono poi gli organismi più complessi. Il cambiamento è lento, ma possibile. Non smettiamo, ciascuno con il proprio impegno e lavoro, di lottare. Altrimenti cosa insegneremo ai nostri figli? A fuggire? No, io insegnerà la dignità di chi lotterà fino alla fine, perchè aldilà del fatto di raggiungere o meno l'obiettivo, il lottare per esso è già una conquista!

  • 2010-11-04 10:11:09

    bello il pezzo di Cangemi, molto profondo, e condivido molti vostri interventi, in specialmodo quello di prisinzano, lo sottoscrivo.
    io invece per via di un dissesto idrogeologico che ha coinvolto la mia abitazione, quasi tirandola giù, e dopo aver avuto lo sgombero coatto, ed una dignitosa sistemazione a carico del comune per 1 solo anno (poi si vedrà????), mi ritrovo ad aver valutato insieme alla mia famiglia l'ipotesi di lasciare la nostra terra, ed ora dopo un lungo periodo molto travagliato siamo arrivati alla conclusione che aspettiamo che i nostri ragazzi finiscano almeno il primo anno di scuola superiore e dopo di che, ci rimbocchiamo le maniche ed andiamo fuori dalla sicilia.
    Il saperlo fin dora di avere questa scadenza di Giugno 2011 mi dà una sensazione molto strana che non riesco a descrivere, io che sono stato molto legato alle mie radici, ora dopo 40 anni mi ritrovo a ricominciare da zero, lontano da una terra che ci ha dato molta sofferenza, a cui si aggiunge la beffa di una burocrazia lontana è insensibile ai bisogni della gente.
    se questa scelta serve per portare serenità dentro la mia famiglia, non ci penserò 2 volte nel farlo.............

  • 2010-11-04 08:48:12

    Abbiamo il Sole, il Mare, la Natura, ma senza il resto, non si può campare solo di queste cose putroppo.
    Caro Luigi trovo questa riflessione semplice ma di grande efficacia, tuttavia non condivisibile nella parte finale. La verità è che noi pur non avendo risorse materiali abbiamo tuttavia quelle immateriali che sono ugualmente preziose ma non riusciamo a vedere e apprezzare. Alle risorse che ricordi aggiungiamo pure il clima, la storia, l'intelligenza, il talento, le tradizioni. Una comunità che dispone di tali ricchezze e ha voglia di attivarsi deve solo abbattere la cultura dell'attesa, perchè è questo il macigno che ci impedisce di avere una prospettiva di sviluppo. Le vicende tristi che attraversiamo insieme alle diffcoltà economiche aggravano la pessima qualità della vita, derivante dagli sperperi e dalla corruzione politica, da ciò l'ingiustizia sociale che l'illegalità accentua diffondendo nelle regioni più deboli uno stato d'animo di repulsione e incertezza.
    Dobbiamo dunque avere il coraggio di scegliere gli uomini migliori, non più quelli del passato che ci hanno portati a questo punto.

  • 2010-11-04 04:02:53

    "Siccome lor signori sanno tutto questo non sanno cosa inventarsi per perpetuare lo status quo e quindi anche loro stessi e allora inventano la secessione (così lucriamo sulle royalties dei giacimenti) o fanno nuovi partiti politici per andare poi a Roma a battere cassa (vedi Forza del Sud).

    per sergio.
    se fanno secessione per riprendere i diritti di royalty che tocca di diritto alla sicilia io sarei il cretino che sarei daccordo ma non con micciche o con romano, ma con lombardo.
    perche i primi due non gli do fiducia il terzo con una canna verde,ma lo lascierei lavorare.
    comunque dico ai siciliani da un siciliano all'estero noi eravamo come voi di questo passo sarete tutti come noi.

  • 2010-11-04 03:45:33

    un bello articolo,ma come si dice (non tutti i mali vengono per nuocere)
    vorrei poter mettere in un libro le mie avventure da emigrante e sempre con un desiderio di poter vivere in sicilia,ci ho provato 3 volte a ritornare in sicilia e dovuto scappare di nuovo via dalla sicilia con le tasche voute.
    cosa comune per molti emigranti che tornano in sicilia.
    dopo aver analizato molte cose,una delle soluzione che possa far cambiare la sicilia,sarebbe di fare uscire tutti i giovani per un periodo minimo di 5 anni.
    solo cosi si puo capire veramente la bellezza di questa terra e quando si vedono ingiustizie si e pronti a lottare anche con le armi.

  • 2010-11-03 23:39:21

    Se andarsene e' un atto d'amore verso i figli non e' la stessa cosa nei confronti della terra madre. E' invece un atto di frofondo odio nei confronti di una terra matrigna. Penelope, invece di aspettare Ulisse e continuare a tessere la tela conservando la propria virtu' si e' venduta ai Proci, che la devastano e saccheggiano. E Ulisse non e' mai arrivato, e' morto per strada, sulla via del ritorno. Telemaco non e' mai diventato adulto, in grado di combattere e di sostituire il padre. Ha preso invece il primo aereo per Londra. E' rimasto solo il vecchio cane cieco e la madre puttana. Buono per il cane. Occhio che non vede, cuore che non duole. Ogni tanto torno indietro, anche se controvoglia. Anch'io sono emigrato. Circa un millennio fa. Ma non e' la mia terra. E' la terra dei mafiosi. Le lacrime non servono, niente pathos. La mia patria e' quel posto dove riesco a vivere decentemente, come un cristiano. Nulla da rimpiangere.

  • 2010-11-03 23:03:58

    “Noi mangiamo frutti di alberi che altri hanno piantato; noi piantiamo alberi i cui frutti saranno raccolti da coloro che verranno”
    In Sicilia questo detto palestinese non ha valore, non siamo stati capaci di piantare alberi, ai nostri figli lasceremo sterpaglie

  • 2010-11-03 22:59:05

    hanno messo la sicilia in ginocchio e ancora si propongono con nuovi partiti e sigle!!ANDATEVENE A CASAAAAAAAAAA!!!!SICILIANI RIPRENDIAMOCI LA SICILIA!!!
    I NOSTRI MIGLIORI RAGAZZI SE NE VANNO TUTTI......UN GIORNO RESTERANNO SOLO IMPIEGATI PUBBLICI.....A TEMPO DETERMINATO......

    SALUTI

    ps.-questo atto d'amore i miei figli l'hanno fatto da tempo di andare all'estero,oggi in eta' di pensione mi tocchera' raggiungerli fuori per non restare solo....il sole da solo non basta.

  • 2010-11-03 21:43:55

    perchè alla nostra Sicilia non manca nulla per diventare un’isola felice ...

    Caro Siciliano Vero, putroppo alla Sicilia mancano le vere basi su cui si può fondare il vivere civile.

    Mancano treni, strade, porti, servizi, manca tutto.

    Abbiamo il Sole, il Mare, la Natura, ma senza il resto, non si può campare solo di queste cose putroppo.

    Io sono giovane ma ormai depresso come un anziano, ho perso la speranza, me l'hanno fatta perdere.

    Perchè più tempo passa è più mi disilludo che veramente qualcosa potrà cambiare.

    Qui in Sicilia se non sei figlio di qualcuno non vai da nessuna parte, se non sei amico di questo o di quello non succede nulla, devi essere raccomandato anche per prenotare una pizza per dirla tutta.

    Ormai il favoritismo ed il clientilismo ne hanno fatto da padrone su questa terra e tutti noi non siamo le vittime ma gli attori principali di questo triste spettacolo.

  • 2010-11-03 21:40:12

    La Sicilia lentamente si sta svuotando.

    Chi rimane sono putroppo i tanti giovani disoccupati che con speranza aspettano il treno che non passerà mai fino a quando la politica regionale non si sveglierà da questo lungo incubo.

  • 2010-11-03 18:49:29

    Condivido in pieno il pensiero di Giuseppe Cangemi, anch'io ho dovuto abbandonare la mia Sicilia, ma soprattutto la mia famiglia, i miei amici e i miei luoghi.
    La distanza crea una nostalgia e una malinconia allucinante ma ti mette in faccia la realtà siciliana che ti fa rabbia perchè alla nostra Sicilia non manca nulla per diventare un'isola felice.
    Purtroppo è il sistema che è malato, ed è un cancro che inquina le menti dei siciliani, i quali credono, che l'unica soluzione sia trovarsi "un'Amicizia", come tanti poveri illusi che fanno parte delle liste dei precari.
    A voi lettori vorrei fare una semplice domanda: Dove può andare una regione che manda via i suoi figli migliori???
    LA QUALITA' DEI SICILIANI E' RICONOSCIUTISSIMA IN TUTTO IL MONDO E ANCHE NELLA FANTOMATICA PADANIA.
    Finirà, prima o poi, il fieno per far ingrassare le "vacche regionali" e saranno dolori per la nostra terra, e noi emigrati ci guarderemo lo spettacolo da lontano con indifferenza, come avviene per noi quando partiamo dagli aeroporti, dalle stazioni ferroviari e dalle nostre case, accopagnati dalle lacrime dei nostri cari.

  • 2010-11-03 18:12:28

    Sottoscrivo in pieno quanto scritto dall'utente Francesco, riguardo al cannibalismo concordo al mille per mille ed aggiungo che tutte queste nuove iniziative politiche, compresa la secessione adombrata da Lombardo, non sono altro che tentativi di far si che in Sicilia si possa perpetuare quello che oramai si perpetua da almeno 60 anni e cioè lavorare poco e mangiare (leggi rubare) assai.
    I vari Miccichè, Romano, Lombardo vogliono fare nuove iniziative politiche perchè sanno che il tempo delle vacche grasse è finito, che i soldi europei ci saranno solo fino al 2013 e poi niente più, che con il federalismo (che ben venga) sarà più difficile rubare a meno che non si decida di affamare il popolo con le tasse. Siccome lor signori sanno tutto questo non sanno cosa inventarsi per perpetuare lo status quo e quindi anche loro stessi e allora inventano la secessione (così lucriamo sulle royalties dei giacimenti) o fanno nuovi partiti politici per andare poi a Roma a battere cassa (vedi Forza del Sud).
    Io spero che sia finito il tempo di questi politici, che nessuno ci vada più dietro perchè oggi solo gli stupidi possono credere che questi signori possono essere ancora capaci con le loro iniziative di perpetuare lo status quo, questo con il federalismo non sarà più possibile, con io soldi che non arriveranno più a pioggia non sarà possibile. Quindi signori miei o i siciliani si rimboccano le maniche o per l'appunto potranno solo mangiarsi l'uno con l'altro.

  • 2010-11-03 18:04:42

    Fabio è un ragazzo ventisettenne intelligente e pacato, laureato a pieni voti, ricercatore altamente qualificato, insomma un cervello. Oggi lascia la Sicilia per raggiungere una città attiva e operosa (Indianapolis) il cui tasso di crescita supera il 5% e che non ha perduto tempo ad offrirgli un ottimo contratto di lavoro per i prossimi quattro anni. Il papà è orgoglioso del merito e dell'apprezzamento riconosciuto a Fabio, ma nel suo viso si legge una struggente malinconia. E' vero: i migliori se ne vanno. Proprio quelli che hanno le qualità e le capacità di essere la nuova classe dirigente, capace di rimettere in piedi la Sicilia e l'Italia. Li perdiamo e noi restiamo più soli e più poveri.

  • 2010-11-03 17:50:45

    Lettera bellissima che fa riflettere molto,non perchè non si sa come vanno le cose in sicilia ma perchè quelle parole che ha scritto il signor Giuseppe sono parole che tutti noi siciliani coltiviamo dentro di noi,con domante che ci poniamo ogni giorno,il perchè?? li coltiviamo dalla nascita anzi per meglio dire appena cominci a capire crescono in te tutte e si radificano nel tuo cuore fino a non farci più caso, fino a diventare un tutt'uno con te,in gergo "ci fa lu caddu".
    Io ragazzo trentenne questo callo non voglio averlo e combatto tutti i giorni per non averlo.
    Ci sono giovani che combattono per cercare nel suo piccolo di cambiare le cose nella nostra bella terra, crediamo che le cose possano cambiare, ci vorra tempo però noi vogliamo vivere nella nostra terra.

  • 2010-11-03 17:16:49

    Il pesce puzza dalla testa. La Sicilia di oggi e' il frutto di una corruzione secolare della classe cosiddetta "dirigente". Dirigente per modo di dire, perche' si e' sempre e solo occupata dei propri affari, innestandosi nei punti chiave del sistema di potere delle varie dominazioni straniere che si sono susseguite nei secoli, raffinando col tempo la propria "morfologia" parassitaria. Ai danni del popolo minuto, abituato da millenni alla sudditanza. Un atteggiamento che corrompe piano piano tutto il tessuto intorno. Chi vuole emergere usa gli stessi metodi e si unisce alle cordate dei potenti. Fino a che il sistema si propaga a larghi strati della societa', diventando mentalita' e modo di vivere. Il tutto e' basato sullo sfruttamento dei piu' deboli, che non fanno parte di cordate e non hanno "amicizie", e sui privilegi che le varie dominazioni hanno sempre garantito a queste classi in cambio della fedelta'. Anche il "mafioso" sfrutta soltanto il piu' debole, e si mantiene amica la classe "dirigente", o meglio "digerente". Il sistema implode quando i parassiti diventano la maggioranza, cioe' piu' degli sfruttati. Se l'Europa e il governo centrale chiudono i rubinetti, in Sicilia si arrivera' al cannibalismo. Anzi al cannibalismo ci siamo gia', c'e' sempre stato, perche le masse popolari sono fuggite, emigrando. L'emigrazione e' sempre stata una valvola di sfogo, ma oggi la gente non sa piu' nemmeno dove scappare. Puo' farlo tuttal'piu' qualche giovane pieno di talento e con una buona istruzione. Autonomia siciliana signifca lasciare il popolo in mano dei rapaci. Questa terra non e' mai stata vista come una patria, specialmente dai "signori" da sempre solo preoccupati del proprio "feudo. Terra di sfruttamento per ogni tipo di rapaci e di pirati, venuti da ogni parte d'Europa, nel corso dei secoli. L' autonomia repubblicana ha significato solo dare mano ancora piu' libera a questi rapaci. In Sicilia non esiste il senso di identita', il senso di un isola come patria comune, di una comunita' cui si appartiene, con diritti e doveri, di cui anche essere orgogliosi. Il senso di un'opera comune, di uno sforzo collettivo.Di un territorio da difendere dai nemici, da coltivare e far crescere per il benessere collettivo. Patria, da padre, significa anche preoccuparsi dell'ultimo dei propri figli. Perche' il benessere di tutti dipende dal benessere del piu' disgraziato della comunita'. Mentre in Sicilia i poveri e i deboli vengono calpestati senza pieta'. Comunita' e' sinonimo di "comunismo", solo a pensarlo si rischia la pena di morte. La Sicilia e' una terra orfana, senza padri,abbandonata all'arbitrio piu' assoluto.E' come una di quelle famiglie disfunzionali in cui il padre beve e si droga e poi prende a calci moglie e figli, dove i figli delinquono o vanno a prostiuirsi. Come quella famiglia di Acerra in cui il figlio ha ammazzato il padre violento. A quell'eta' poteva forse gia' essere emigrato. C'e' anche questo pericolo. Se non si puo' piu' emigrare si corre il pericolo che qualcuno ammazzi il "padre", in questa terra maledetta. E forse non sarebbe un male.

  • 2010-11-03 16:03:59

    Me ne sono andato, con dolore, quattordici anni fa. Non me ne pento: anzi, me ne felicito ogni giorno. I siciliani - meglio: la maggior parte dei siciliani - non vogliono cambiare: è una nave che affonda, e i topi ballano, alla ricerca del loro pezzettino di formaggio rancido. La violenza della maggioranza fannullona e parassita rovina l'impotente minoranza di volenterosi. Scappare, scappare amici miei. E magari tornare, ma solo quando la rovina - è vicina! è vicina! - avrà abbattuto tutte le "arroganze", le "prepotenze", i "pressapochismi".

  • 2010-11-03 16:02:36

    Ovviamente le difficoltà sono dovunque e certi atteggiamenti e certe situazioni stanno dilagando anche altrove. Il problema però è che la situazione da noi è ormai troppo sconcia e da troppo tempo! Ovunque ti giri, vedi sempre le stesse cose. Da noi, sei già fortunato se riesci a lavorare in un call center. Altrove non ci saranno possibilità magnifiche ma qualcosa la trovi sempre o quasi. La situazione politica siciliana è davvero grottesca e purtroppo è proprio la politica che determina e decide della vita delle persone, piaccia o no. I TG e i giornali non fanno altro che dare una visione di questa condizione che non lascia molto all'immaginazione.

  • 2010-11-03 15:59:24

    La Francesca del secondo splendido commento, non è per caso quella “splendida mamma” che ho conosciuto per un “caso singolare” l’altro ieri sera?

  • 2010-11-03 15:59:15

    strano, fin da piccola notavo a PA. qualcosa che non andava ,la VASTASARIA, la munnizza,il non rispettare la città.Adesso leggo tutto il degrado da molto lontano.

  • 2010-11-03 15:12:07

    Condivido parola per parola!
    In Sicilia solo per le vacanze!

  • 2010-11-03 15:05:23

    Complimenti cara Francesca. Con una meravigliosa sintesi hai messo a nudo la realtà della Sicilia e non solo. Hai analizzato una situazione statica, priva di spunti. Spero solo che in qualche modo avvenga qualcosa. Sono riusciti ad ottenere quello che dagli anni settanta era diventato il fine del sistema, ossia, immobilizzare l'umanità e rendere il pensiero pesante e vigliacco.

  • 2010-11-03 14:54:02

    hai ragione .....che squiffffffffffffo

  • 2010-11-03 14:34:46

    Il sistema non opprime soltanto la Sicilia. Il sistema opprime con forme piu' o meno forti e violente tutti i cittadini italiani. Non sappiamo piu' trovare una strada collettiva di rinascita della società civile. Ripetutamente i nostri sforzi, per lo piu' giocati da singoli e non piu' organizzati nelle forme di partecipazione di sempre, non trovano uno sbocco ed una realizzazione concreta. Da singoli siamo deboli, ma non riusciamo ad aggregare le forze nelle forme consuete che hanno fatto il loro tempo e nei confronti delle quali nutriamo sfiducia (forze politiche, sindacati, etc.). Ognuno di noi trova una forma antalgica di sopravvivenza al proprio dolore, al lavoro che manca, alle prospettive dai contorni sempre piu' incerti o inesistenti per se' e la propria famiglia. Talvolta il senso di impotenza sfocia nella bieca violenza, come se questa forma fosse l'unica disperata inammissibile voce del disagio sociale che viviamo. Occorre una nuova umanità ed occorrono nuove forme di aggregazioni vaste e complesse sui valori dell'umanità. Forse questo è l'unico appiglio... Riscoprirsi esseri umani, con bisogni semplici da soddisfare. Riscoprire il valore dell'esistenza, spogliarsi dell'inutile, ritornare al semplice. Non credo di essere visionaria. Ho scritto di getto, nel disperato tentativo di trovare una strada, una soluzione. Non sono siciliana ma amo la Sicilia. Mi colpisce il silenzio su questo post. Francesca

  • 2010-11-03 13:55:28

    Oggi, da padre, mi devo ravvedere. Andare via non è atto di paura, bensì un atto d’amore, una scelta operata per la salvaguardia e l’amore dei propri figli. Un atto di coraggio che vuole essere speranza per una vita più serena da offrire a chi hai messo al mondo. Andare via, per un siciliano, è privarsi di una parte di sé, l’amputazione di una parte del proprio cuore. E per fare ciò è necessario avere molto coraggio...COME TI CAPISCO!!!....
    MA ATTENZIONE NON E' CHE FUORI DALLA SICILIA E TUTTO UN PARADISO...LA MERDA, ANCHE SE PIU' COLORATA E COPERTA ORMAI COSPARGE TUTTO LO ZAMPONE (ISOLE COMPRESE). ALLORA DICO IO...FUGGIRE SI' MA DOVE...???

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