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Live Sicilia

Le ragioni del Partito del Sud

Lunedì 01 Novembre 2010 08:17

di LUCA RICOLFI (www.lastampa.it) È passata relativamente in sordina, sui grandi quotidiani di ieri, la notizia della nascita di Forza del Sud, un nuovo partito che aspira a rappresentare la Sicilia ma anche a propagarsi e replicarsi nelle altre regioni del Mezzogiorno: potenzialmente una Lega Sud, una copia speculare della Lega Nord di Umberto Bossi.

di LUCA RICOLFI (www.lastampa.it) È passata relativamente in sordina, sui grandi quotidiani di ieri, la notizia della nascita di Forza del Sud, un nuovo partito che aspira a rappresentare la Sicilia ma anche a propagarsi e replicarsi nelle altre regioni del Mezzogiorno: potenzialmente una Lega Sud, una copia speculare della Lega Nord di Umberto Bossi. Il fondatore del partito, Gianfranco Miccichè, è anche membro dell’attuale governo, ed è il politico che nel 2001 regalò a Forza Italia la vittoria per 61 collegi a zero in Sicilia.

È possibile che l’esperimento fallisca, o serva soltanto al suo promotore a diventare governatore della Sicilia, quando nell’isola si tornerà a votare per eleggere l’Assemblea Regionale. Così dicono i nemici e i maligni. Però secondo me faremmo male a sottovalutare l’evento, sia sul piano strettamente politico sia sul piano più ampiamente culturale.
Sul piano politico, a dispetto dello sconcerto di alcuni uomini vicini al premier, che hanno visto l’iniziativa di Miccichè come un tradimento, Forza del Sud potrebbe rivelarsi l’asso nella manica del centro-destra alle prossime elezioni, la carta che scongiura lo scenario più temibile per Berlusconi.

Che Pdl e Lega si ripresentino alleati, senza tuttavia l’appoggio delle due componenti meridionaliste del centro-destra, ossia l’Udc di Casini e Futuro e libertà di Fini. Un’eventualità che toglierebbe credibilità al centro-destra nelle regioni meridionali, e che potrebbe sfociare in una catastrofe elettorale per Bossi e Berlusconi nel caso la rappresentanza del Mezzogiorno venisse monopolizzata dagli altri due probabili poli elettorali, ossia l’alleanza di sinistra Pd-Sel-Idv (Bersani-Vendola-Di Pietro) e l’alleanza di centro Udc-Fli-Api-Mpa (Casini-Fini-Rutelli-Lombardo). In questo scenario Pdl e Lega farebbero il pieno dei voti nel Nord ma perderebbero il Mezzogiorno, perché il Pdl non può presentarsi al Sud alleato con la Lega e al tempo stesso privo di una credibile gamba meridionale. Di qui l’utilità potenziale del partito di Miccichè per il centro-destra, e la sua pericolosità per il Terzo Polo e, indirettamente, per la sinistra stessa, attualmente impegnata in Sicilia in uno spettacolare esperimento trasformistico (governare con le forze anti-berlusconiane del centro-destra).

Se Forza del Sud (Fds) crescesse in Sicilia e si espandesse in altre regioni meridionali, potrebbe fornire a Berlusconi la copertura di cui ha bisogno se desidera mantenere l’alleanza con la Lega e non sparire dal Sud. E la simpatia con cui alcuni illustri esponenti del governo, per esempio Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna (entrambe della Fondazione Liberamente), hanno guardato alla nascita di Forza del Sud fa pensare che l’ipotesi di un tridente Pdl-Lega-Fds alle prossime elezioni non sia del tutto campata per aria.

Ma non è tutto. Il partito di Miccichè andrebbe seguito con attenzione anche perché, a mio parere, alcuni tasselli della sua analisi dei problemi del Mezzogiorno non sono infondati. E più in generale perché, al di là di quello che Miccichè ha detto l’altro ieri a Palermo, è la cultura del Mezzogiorno in quanto tale, con le sue istanze e le sue analisi, che meriterebbe di essere presa più sul serio di quanto solitamente facciamo, specie qui al Nord. Ho passato un paio di anni a documentare il disastro delle regioni meridionali, e il processo di vera e propria spoliazione che il Nord subisce ogni anno da parte del resto d’Italia, ivi compreso il Mezzogiorno. Sono in tutto 50 (cinquanta) miliardi che ogni anno lasciano il Nord per foraggiare il resto del Paese. L’ho ribadito più volte, e l’ho documentato in un libro recente (Il sacco del Nord). E tuttavia questo fatto macroscopico, che riguarda la spesa corrente e a cui si dovrà prima o poi porre qualche rimedio, non deve farci dimenticare altri fatti, altrettanto importanti se si vogliono affrontare i problemi del Mezzogiorno in modo costruttivo, e soprattutto con spirito equanime, senza forzature campanilistiche.

Il primo fatto è che, per una parte della storia d’Italia, il vittimismo delle popolazioni meridionali è sostanzialmente giustificato. È vero, ad esempio, che buona parte del divario Nord-Sud non esisteva al momento dell’Unità d’Italia ma si è prodotto nei primi 90 anni, dal 1861 al 1951: così rivelano le ricostruzioni più recenti degli storici dell’economia. Quanto alla seconda parte della nostra storia, dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi, è vero che la Cassa per il Mezzogiorno prima e la «Nuova programmazione» poi hanno invertito la tendenza, nonché largamente (e spesso malamente) risarcito il Mezzogiorno, ma è anche vero che negli ultimi anni, mentre la spesa pubblica corrente continuava a favorire il Sud, quella in conto capitale (che finanzia gli investimenti e le infrastrutture) lo ha invece gravemente penalizzato.

Il secondo fatto su cui riflettere riguarda la struttura degli squilibri territoriali, che contrappongono le regioni del Nord a quelle del Sud. Qui, contrariamente a quanto venti anni di propaganda anti-meridionale hanno indotto a credere, lo squilibrio fondamentale non consiste nella quantità di risorse pubbliche che affluiscono alle regioni meridionali, alcune delle quali sono anzi addirittura sotto-finanziate (così come, simmetricamente, al Nord sono sovra-finanziate tutte e tre le regioni a statuto speciale). I due squilibri fondamentali da rimuovere sono piuttosto l’evasione fiscale e lo spreco di risorse pubbliche, quest’ultimo sia sotto forma di sussidi indebiti (falsi invalidi, imprese fantasma, finti corsi di formazione), sia sotto forma di pessimi servizi pubblici, una delle più potenti cause di povertà ed emarginazione.

Ma c’è un ultimo ordine di fatti su cui vorrei attirare l’attenzione, perché ne sono stato testimone diretto parlando con politici, amministratori e comuni cittadini del Mezzogiorno. Il Mezzogiorno non è tutto uguale, e soprattutto non è fermo. Esistono anche realtà ben amministrate (persino nelle regioni di mafia), ma soprattutto c’è una parte della classe dirigente meridionale che si rende perfettamente conto che i soldi sono finiti, che non si può andare avanti come in passato, e che il fallimento delle politiche per il Mezzogiorno è prima di tutto responsabilità del Mezzogiorno stesso, dei suoi politici, imprenditori, comuni cittadini. Questo pezzo di Sud non rifiuta affatto la sfida della Lega, il suo invito al buon governo e al rispetto delle leggi, ma pretende che anche lo Stato centrale torni a fare la sua parte, ad esempio sbloccando gli investimenti in infrastrutture. Una buona politica economica nel Mezzogiorno dovrebbe partire proprio da questi due pilastri: più e non meno rigore sulla spesa corrente, scommesse più generose in conto capitale, a partire dallo sblocco dei fondi europei.

Non so se Forza del Sud saprà essere tutto questo, un partito consapevole della forza del Mezzogiorno ma anche delle sue responsabilità e delle sue ragioni. Ancor meno so se un tale partito darebbe più fastidio all’attuale destra o all’attuale sinistra. Ma so che non saremmo in pochi, al Nord come nel resto del Paese, a guardarlo con simpatia e con speranza.

 

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Commenti

  • 2010-11-04 13:21:10

    Credo fermamente in questo Partito nuovo "FDS", però dobbiamo rimboccarci le maniche in quanti crediamo che la Sicilia possa andare avanti e progredire.
    Tanti auguri a Gianfranco Miccichè, alla Prestigiacomo ed a tutti quelli che hanno aderito a tale iniziativa. Forza Sicilia.

  • 2010-11-01 13:11:43

    Ho ascoltato la presentazione del partito del sud e l' ho trovata interessante e bella, belle parole usate da Gianfranco, se queste parole fossero state trasformate in fatti concreti forse la Sicilia in questo momento non avrebbe alcune delle problematiche di cui si sente parlare. Non so se voterei la destra perchè c' è troppo clientelismo in loro: parlo per esperienza. Non mi resta che augurare a Gianfranco tanti auguri per il nuovo partito. Vorrei invitare a tutti i siciliani a votare solo per gente trasparente e lontana da amicizie "chiaccherate", abbiamo bisogno di politici non collusi con i mafiosi, che denuncino cose scorrette. Infine faccio a voi redattori di livesicilia i miei complimenti perchè grazie a voi i palermitani sono venuti a conoscenza di fatti che pregiudicano politici che qualcuno forse credette onesti e che così invece non fù. Comprerò il nuovo numero di "S" perchè voglio sapere gli onorevoli che non si sono comportati bene con i siciliani perchè non li voterò più. W livesicilia, w la legalità, w le forze dell' ordine e abbasso i criminali. Ciao belli

  • 2010-11-01 12:15:50

    Miccichè sei semplicemente ridicolo! E ridicola è la gente che continua a sostenerti!
    La tua è solo una mossa per portare voti al cavaliere, nessun progetto, niente di niente! Hai semplicemente capito che in Sicilia vi è un'emorraggia di voti per il pdl e stai cercando una strategia alternativa per recuperarli. Ma ricordo a tutti che Cammarata è una sua creatura per non parlare di Lombardo che hai sostenuto prima di essere chiamato all'ordine dal padrone e quindi dissociarti.
    VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA!!!
    Sempre i soliti nomi in sicilia, serve gente fresca, progetti politici nuovi, siamo in questo casino da 50 anni e continuate a votare i soliti partiti? Rifletteteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

  • 2010-11-01 11:28:43

    Per una speranza di riuscita,sarebbe il caso che chi conta nel nuovo partito anticipasse il riordino degli armadi di primavera:bisognerebbe buttare o regalare,per esempio,i maglioni che abbiamo comprato a caro prezzo ma che,indossati,ci hanno fatto venire l'orticaria,o hanno fatto subiti i pallini........Gianfranco,meglio cento voti in meno che papoloni sulla pelle!

  • 2010-11-01 10:43:57

    Ma il cugino Acierno ? che fine ha fatto ?
    Se si è lasciato ingannare da parenti e amici,..ma allora è un debole.
    E se è un debole,non ce l'ha duro.
    E se non ce l'ha duro,che Forza E' ???

  • 2010-11-01 09:35:41

    Mi complimento con l'On. Micciche' per la creazione del nuovo PARTITO DEL SUD.
    Sono un siciliano che vivo a Padova. Desidero' sapere, tenuto conto che la mia tesi di laurea e' stata sul mancato sviluppo industriale del Sud, che cosa ha fatto il governo con i fondi Fas.
    Ho letto tanto sulla cassa per il Mezzogiorno, ove i fondi sia conto capitale che in conto interessi venivano destinati principalmente agli industriali del nord. Oggi sul mediatico non se ne parla proprio dei citati fondi Fas.
    Gentile On. Micciche' -ripeto- che fine hanno fatto i 60 miliardi di euro circa destinati alle opere strutturali del SUD?.
    Certo della Sua attenzione e nell'attesa di una risposta porgo Cordiali saluti.
    VIVA LA SICILIA
    Carmelo Consoli

  • 2010-11-01 09:28:06

    Miccichè è stato parte integrale del sistema politico ed affaristico che ha gestito malamente la cosa pubblica in sicilia,
    il suo progetto potrà essere credibile se e sole se avrà la volontà e la forza di voltare pagina e cambiare facce.
    Occorrono nuove leve non compromesse con il passato, non tanto in parlamento quanto nelle stanze in cui si amministra, comuni, provincie, assessorati, direzioni generali, asl, ospedali, etc. solo in questo modo si potrà attuare una buona e sana gestione.

    Se forza del sud parte con le stesse facce e con le stesse logiche e solo un operazione di marketing destinata a fallire miseramente.

    Adesso è tutto nelle mani dell'on. Miccichè, sappia meritarsi il ns. voto e la ns. fiducia.

    Buona fortuna

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