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Lombardo compra l’Irfis

Lettera di intenti tra Unicredit e Regione
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L’Irfis, l’istituto di mediocredito siciliano, che fa capo per il 76% al Banco di Sicilia (Unicredit Group) e per il 21% alla Regione siciliana (il restante 3% è diviso tra soci minori), torna a far parlare di sé. Dopo la mancata vendita dell’istituto a Banca Nuova, che l’avrebbe acquistato tramite la Popolare di Vicenza, la Regione siciliana ha sottoscritto una lettera d’intenti con il Bds e la capogruppo Unicredit. Oggetto dell’accordo, la riorganizzazione delle attività e della compagine azionaria dell’Irfis e, al termine del processo, il passaggio del controllo del pacchetto azionario alla Regione siciliana. In una nota congiunta la Regione e il Banco di Sicilia indicano il percorso che sarà seguito: l’Irfis sarà trasformato in società finanziaria specializzata in attività di credito agevolato ed erogazione di fondi regionali e verrà iscritta nell’elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 Tub (Testo unico bancario) e, se è il caso, nell’elenco degli intermediari speciali tenuto dalla Banca d’Italia, con conseguente riduzione dell’attuale capitale sociale. Un passaggio fondamentale dal momento che Bankitalia è sempre stata molto chiara su un punto: un istituto di credito non può essere gestito da un ente pubblico. Quindi si procederà alla cessione del ramo d’azienda relativo al business bancario dall’Irfis a Unicredit (non essendo più banca l’Irfis non potrà infatti più gestire i crediti ordinari) e l’acquisizione da parte della Regione siciliana della quota di controllo detenuta dal Banco di Sicilia (o dal suo avente causa) nell’Irfis.

In particolare, l’operazione prevede la redistribuzione ai soci del 90% circa del capitale sociale della banca di mediocredito, pari a 100 milioni di euro (il 10% resterà a copertura della società finanziaria). Tradotto, la Regione incasserà qualcosa come 18 milioni di euro e Unicredit circa 70. “Con questi soldi – spiegano da Unicredit – la Regione acquisirà il 76% di Irfis sborsando 7 milioni di euro”. E a Piazza Cordusio (che non ha mai nascosto l’intenzione di cedere quello che all’interno del Gruppo è sempre stato una duplicazione con il Mediocredito) arriverà quanto previsto in bilancio dalla vendita dell’istituto, ossia circa 75 milioni di euro. “L’Irfis, intanto, continuerà la propria attività nel comparto delle agevolazioni e nella gestione di fondi regionali”, spiegano il Banco e la Regione. E specificano: “Il percorso delineato per la riorganizzazione dell’attività della compagine azionaria di Irfis è comunque subordinato al rilascio dell’autorizzazione da parte della Banca d’Italia”.

Dopo la mancata cessione dell’istituto ai vicentini, tra l’altro, la Regione siciliana aveva ipotizzato la creazione di un fondo per le agevolazioni alle imprese, “attraverso una governance unica delle risorse attualmente erogate da Ircac, Crias e Irfis”. “Questo rappresenta uno step successivo”, specifica il neoassessore all’Economia, Gaetano Armao. Che spiega: “È allo studio un ulteriore passaggio per creare un soggetto unitario che gestisca i vari fondi attualmente in mano a vari soggetti. L’obiettivo è quello di razionalizzare l’attività, ma di questo dovremo discutere con sindacati e organizzazioni datoriali. Cosa che sarà possibile fare solo quando il progetto verrà definito”.


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