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La forza di Ciancimino non sta nelle cose che sa o che possa sapere. Sarebbe potuto restare nell’ombra per sempre, e con lui il fratello, la sorella e la madre, senza che nessuna persona di buonsenso ne avrebbe sentito la mancanza. Ma quando c’è in corso una guerra, l’imperativo categorico è di vincerla, costi quel che costi. E’ quello che ha fatto e sta facendo la procura di Palermo e, a ruota, tutte quelle altre procure che hanno visto nel figlio di don Vito l’arma letale con la quale abbattere l’odiato nemico. Da ciò l’andirivieni sulla scena del crimine, dell’uno o l’altro membro della famiglia (mafiosa per lascito paterno) Ciancimino. I libri, i continui ripensamenti, le conferenze, i messaggi più o meno occulti, le carte trovate e quelle ancora da trovare e financo le lamentele fanno parte del gioco. Lì, nessuno recita a soggetto. Ma ciascuno si attiene strettamente al copione.