E' come se nulla fosse accaduto, come se non ci fosse di mezzo l'urto che ha spaccato in due un giorno di sole, un posticipo d'estate. Fisicamente. I giornali l'hanno scritto in tutte le salse. "La donna è stata decapitata", tranciata dal Tir spiaggiato sulla sabbia di Mondello. Forse non c'era bisogno di piantare nella ferita un aculeo in più, con un particolare in fondo irrilevante. La notizia è nella morte di Maria Claudia Pensabene, la nonna coraggiosa che ha salvato i suo nipotini dalla morte, scansandoli all'arrivo di una motrice impazzita. Non sarebbe stato più delicato evitare di entrare nei dettagli? Mondello, intanto, chiude gli occhi, si tappa le orecchie, desidera scordare, parenti stretti a parte. Mondello vuole camminare sugli ultimi scalini dell'infinita estate siciliana. La strada racconta la normalità, non l'abuso invincibile della sera prima.
La staccionata spezzata dalla motrice è al suo posto, risorta. “Sarà che i proprietari del lido non conoscevano la signora Pensabene – commenta l'edicolante – ma tutta la comunità di Mondello è rimasta sorpresa dalla velocità con cui hanno rimesso tutto in ordine, come se niente fosse successo”. Ci sono i soliti giovani e i soliti vecchi. Cercano frescura e riparo i secondi. I primi si scaldano agli ultimi bagliori di una lunghissima stagione declinata in un caldo ottobre. La morte non è contemplata, è un convitato scomodo.
In viale Regina Margherita, al numero 32, il cancello è semichiuso. A due passi c'è piazza Caboto, fanosa tra gli stravaganti del web per la presunta presenza di una villa fantasma. La riconosci subito la casa degli spettri. Ha la cassetta postale devastata, le imposte sgangherate e un'aria discretamente horror. Al numero 32 di viale Regina Margherita, in una stanza addobbata con i candelabri funebri di prammatica, c'è la salma di Maria Claudia Pensabene, mentre fuori una piccola folla muta è raccolta nel cortile. Il cane è rannicchiato in un angolo, con gli occhi umidi. “Maria Claudia era una persona solare, splendida – dice un amico di famiglia, all'uscita dal cancello –. La sua vita era interamente dedicata ai suoi nipotini. Mi creda, non si tratta di una frase di circostanza, davvero nessuno avrebbe potuto dire niente di male su di lei. Ha attraversato le sue difficoltà, ha cresciuto i suoi figli da sola e adesso viveva solo per i nipotini, erano la sua gioia. Finire i propri giorni investiti da un Tir sulla spiaggia di Mondello, è davvero una cosa impensabile”.
Un fatto talmente incredibile da creare uno sgomento capace di inghiottire l'estate al tramonto, come un drago, come un'apocalisse. Per questo è necessario andare oltre e dimenticare in fretta. Per questo sulla staccionata di Mondello, sulla sabbia, nel posto di nonna Maria, non c'è nemmeno l'ombra di un fiore.
Circa mezzogiorno di oggi, un uomo e una donna seduti tranquillamente al tavolino del bar Mida, lì sulla spiaggia, luogo della tragedia di appena due giorni fa, mi sono rattristato tantissimo non riuscivo a comprendere l'assoluta mancanza di sensibilità e di rispetto.
E' vero la spiaggia è il luogo per eccellenza di svago, divertimento, evasione ma porca miseria solo due giorni fa si è consumata una tragedia, la spiaggia ritornerà, per forza di cose, ad essere un luogo di divertimento, ma almeno il giorno dei funerali della povera nonna ve lo potevate risparmiare l'aperitivo in quel maledetto bar.
E' morta da eroina eppure non ha avuto nessuna risonanza sui media nazionali ma sono sicuro che da lassù Lei non se ne dispiacerà guardando e proteggendo sempre i suoi adorati nipotini per i quali ha sacrificato la propria vita.
Francamente devo dire che per me il problema non esiste. Credo che la cancellata sia stata rifatta subito perchè ancora la stagione balneare forse non si è conclusa e poi perchè la competenza non è del Comune (in questo caso avremmo aspettato anni).
Riguardo ai fiori quelli in genere li mettono i familiari e amici, però non sono affatto d'accordo con il proliferare delle lapidi in città. Anzi, dico pure che se avessi dei poteri amministrativi in questo settore, vieterei la posa delle lapidi in ciascun posto dove sono avvenuti degli incidenti stradali.
Alcune strade come ad es. via dell'olimpo, sembrano dei cimiteri con tanto di lapidi, foto, vasi portafiori e altro. Nel 2001 è morto un mio nipote a 33 anni per via di un incidente di moto in via Duca della Verdura e non vado mai a posare fiori nè io nè mia sorella, alias sua madre.
come succede spesso, l'eco e il ricordo di una tragedia è sempre commisurato all'entità dell'evento funesto; forse per ricordare meglio la tragedia, sarebbe stato più giusto che la stessa si fosse consumata, che so, in un periodo di tempo che va dal 5 al 20 agosto, quando magari c'era più gente su quel marciapiede, dando così la possibilità a più persone (compreso me) di immolarsi a vittime sacrificali per salvare un proprio caro, e costringendo i restanti parenti a piangere. A quel punto, secondo la legge dei grandi numeri, almeno un fiore sarebbe comparso...
Mi dispiace disilludere tutti coloro che credono che mondelo non sarà più la stessa.
Ad eccezione per i nipotini/e, per i figli/e, per i familiari, gli amici e le amiche della povera vittima, che hanno perso in un attimo fatale una persona cara e di riferimento per la vita, per cui mondello e quei luoghi saranno un riferimento eterno alla loro memoria del dolore di questi giorni, ad eccezione dicevo, di queste persone, mondello sarà esattamente come prima.
La gente mira a cancellare i ricordi e le brutture specialmente se stridono con il lento scorrere della nostra vita già costellata di difficoltà.
E così, proprio come indica la frase "the show must go on", anche nei posti di divertimento si cancella il dolore e la morte perchè deve prevalere la vita, l'ottimismo, l'evasione.
Potrei fare un discorso generalista laddove a distanza di anni, per mantenere vivo il ricordo dell'opera di due magistrati come Falcone e Borsellino, si "importano" i ragazzi dalle scuole del nord italia con la nave della legalità, e si resta attoniti (chi ci fa caso) al totale disinteresse degli studenti delle scuole medie e superiori di palermo impegnatissimi in classe a "far nulla" sospinti nell'oblio dal corpo docente, dimentichi del valore e dell'opera di queste vittime della mafia.
Eppure andiamo avanti, in strade costellate di altarini che ricodano (ai soli parenti e solo a loro) che in quel luogo hanno perso u pezzo della loro vita.
La gente dimentica in fretta, la gente di palermo ancora più velocemente.
Mi dispiace per la Signora, esprimo il personale cordoglio ai parenti ed auguro ai feriti di rimettersi presto.
Ma vede è lo stesso. Proprio perché l'estate (non Mondello) non sarà più la stessa, il riflesso immediato è la tendenza difensiva della cancellazione. Non c'è contraddizione. Saluti.
Ieri, leggendo uno degli articoli di Roberto Puglisi riguardanti questa tragedia, mi è rimasto impresso un continuo "Mondello non sarà più uguale", "la spiaggia non sarà più la stessa". Ho pensato subito che il sensibile autore del pezzo, che stimo moltissimo da tempo, fosse veramente convinto di ciò che diceva ma che si sarebbe ricreduto sull'effettiva ripercussione della vicenda sulla vita della nostra borgata marinara. Non pensavo così velocemente, e me ne dispiaccio sinceramente.
il guaio è che le nostre strade sono una dissemina di lapidi e vasi di fiori, e forse comprendo chi ha avuto premura di togliere tutto per evitarsi l'ennesima posa, in un luogo peraltro con destinazione ben diversa. Si poteva magari avere maggiore delicatezza nei confronti di chi non c'è più, quasi che questa tragedia fosse stata solo un fastidio. A volte ho l'impressione che ormai la vita venga vissuta come se fosse un film, e tutto quello che ci accade intorno come se non ci appartenesse o fosse solo una finzione. Invece ogni tanto bisognerebbe fermarsi, quanto meno a riflettere sulla fragilità della vita, e quanto essa è più preziosa, quanto labile è il filo che la divide dalla morte. Nessuno voleva la morte di nonna Maria Claudia, certamente non lei, neanche l'autista del Tir che da quel mezzo trae il sostegno alla vita sua e della sua famiglia, eppure qualcosa di misterioso è avvenuto, e questo tragico appuntamento nè previsto, nè voluto si è verificato. e allora credo che più che un fiore, su quella staccionata potrebbe starci il nostro fermarci un attimo a pensare e magari a pregare ,e sopratutto per ringraziare nonna Maria Claudia che non ha esitato un attimo a sacrificare la sua vita per la vita dei suoi nipotini. Quale amore più grande quello di donare la propria vita per gli altri? Ecco io non conoscevo nonna Maria Claudia, ma le voglio dire semplicemente Grazie per questo grande amore che hai testimoniato donando la tua vita.
Lo so io perché si deve coprire tutto in fretta.
1) troppo macabra la fine della nonna, meglio far finta di niente e cancellare questa storia tremenda
2)L'italo-belga ha interesse affinché nessuno parli troppo di una struttura balneare costruita fuori stagione su demanio pubblico in attesa di una sentenza del TAR.
Ce lo metto io un fiore. Virtuale, vista la lontananza