“Alla luce dei pareri di tecnici ed esperti appare chiaro che decine di migliaia di persone previste al Foro Italico si Palermo il 3 ottobre, in occasione della messa del Papa, quasi certamente danneggerebbero seriamente il prato, per ottenere il quale ci sono voluti diversi tentativi di semina e molti mesi di lavoro, dal momento che la vicinanza al mare rende particolarmente complessa la crescita dell’erba. Se nonostante la consapevolezza del rischio il sindaco ha deciso di autorizzare l’evento, dica immediatamente, per evitare equivoci: in caso di danni, chi paga?”. Così il consigliere comunale del Pd, Salvatore Orlando.
“Queste non sono ’sterili polemiche’, come dice qualcuno, ma la doverosa richiesta di tutelare un pezzo importante della città – aggiunge – che un evento, seppure autorevole, mette a rischio. Un mese fa ho presentato un’interrogazione al sindaco indicando i rischi e suggerendo un sito alternativo più adatto, a detta di esperti, ad ospitare la messa: l’aeroporto di Boccadifalco. In tutto questo tempo è stata valutata la proposta?”











bastava riproporre l’ippodromo come quando venne Papa Giovanni Paolo II nel 1982
Considerando che Cammarata aveva condiviso “per fare cassa” la proposta del Sindaco Alemmano, tassare gli organizzatori dì eventi e manifestazioni, credo, che lui personalmente “NON I CONTRIBUENTI” debba farsi carico anche dei danni causati al prato, soprattutto dopo avere disatteso il parere dei tecnici sul reale danneggiamentio dello stesso prato e non considerato nemmeno l’alternativa. Ah, dimenticavo,anche mos.Romeo condivideva, sostenendo però che non era sua competenza,l’iniziativa di Alemanno, quindi pussono mettersi d’accordo, lui e Cammarata, sulle spese, tutte!
Con divido l’ipotesi di cambiare la sede dell’evento.
L’aereoporto di Boccadifalco oppure l’ippodromo sono aree più ampie e più idonee e se confrontate con foro italico, che è inadatto non solo per il prato, ma per la logistica delle via d’accesso e di deflusso.
Il fatto che al foro italico confluiscano per il festino 15.000 palermitani non significa che sia un’area adatta ad accogliere e gestire le esigenze dei pellegrini attesi da tutta la sicilia in 300.000 (persona più persona meno).