Dopo le prime ammissioni di colpe, arrivano le conferme da uno dei componenti di quella che a Catania è stata definita la ‘cricca’ dei Servizi sociali pubblici, sulla quale ha aperto un’inchiesta la Procura, culminata con 16 arresti eseguiti il 16 luglio scorso da carabinieri del Nas. A tornare a parlare è l’uomo ritenuto dall’accusa al centro del ’sodalizio’: il coordinatore del distretto socio-sanitario e responsabile del settore amministrativo dell’assessorato ai Servizi sociali del Comune di Catania, Isaia Ubaldo Camerini. L’ex funzionario ha fornito elementi ritenuti utili all’inchiesta e per questo il Gip, con parere positivo espresso dal sostituto procuratore Lucio Setola, ha disposto la revoca degli arresti domiciliari. Secondo quanto si è appreso, Camerini avrebbe ammesso di avere ricevuto “suggerimenti” e indicazioni dall’allora assessore ai Servizi sociali della giunta di centrodestra guidata da Umberto Scapagnini al Comune di Catania, Giuseppe Zappalà, anche lui indagato nell’inchiesta. Tramite lui, avrebbe detto Camerini alla Procura, assistito dal suo legale, l’avvocato Vittorio Lo Presti, sarebbero arrivate raccomandazioni e segnalazioni da segreterie di politici di Catania per le nomine di componenti di commissioni, ritenuti posti di ’sottogoverno’ per il pagamento di gettoni di presenza.
L’indagato avrebbe parlato della segreteria del parlamentare nazionale del Mpa Angelo Lombardo, che è il fratello del presidente della Regione Siciliana, Raffaele. L’ex funzionario ha riferito di non avere mai parlato con loro direttamente, ma con persone che dicevano di agire per conto loro. Camerini ha confermato anche di avere ricevuto delle indicazioni per delle nomine anche dall’allora assessore regionale alla Famiglia, Raffaele Stancanelli, attuale sindaco di Catania. L’esponente del Pdl, che è noto da tempo essere indagato nell’ambito di questa inchiesta, ha già spiegato di avere agito nel rispetto delle competenze concesse dalla legge all’assessore regionale.
“Apprendo con sdegno la notizia, riportata da alcuni organi di stampa, di presunte pressioni che la mia segreteria avrebbe esercitato nei confronti dell’assessorato ai Servizi sociali del Comune di Catania”. Lo afferma il parlamentare nazionale del Mpa, Angelo Lombardo, commentando le indiscrezioni sull’inchiesta della Procura di Catania sul distretto socio-sanitario etneo. “Tengo a precisare – aggiunge il deputato, che è fratello del governatore Raffaele Lombardo – che mai né personalmente né per interposta persona, ho inteso esercitare interferenze o illegittime pressioni nei confronti di Giuseppe Zappalà e di Isaia Ubaldo Camerini, rispettivamente, all’epoca dei fatti riportati, assessore e direttore dei servizi sociali del Comune di Catania”.











In questa vicenda sono tanti i collegamenti con i Lombardo brother,a cominciare da Carmelo Reale, il dirigente bicefalo che dirigeva in contemporanea gli uffici personale di Comune e Provincia e faceva parte di quella grande cabina di regia interEnti predisposta proprio da Lombardo (con ragioniere generale, ingegnere capo, dirigente del personale di qua e di là).
Mpa friends dove state? Come mai nessuno ha ancora scritto che è il solito complotto di menti sopraffine per fermare il rinnovamento?
E io come faccio a sbellicarmi dalle risate se nessuno commenta???????
Attaccateli tutti sono la rovina della sicilia il sistema Lombardo è un metodo raffinato per la lottizzazione del potere, non lo avete ancora capito inquirenti.
Ascani complottisti!!!!
……ahahahahaha……!!!!!
E poi quelli del MPA sono i paladini del rinnovamento e della moralità! Malfattori!
Potevo passare anch’io da zzu Angelo, peccato che non fici…..
Cunnutu cu ci cridi!
Ma come mai in quegli anni l’assesore ai servizi sociali del Comune di Catania è stato sempre dell’MPA, nonostante i rimpasti che si sono susseguiti? E’ certo la delega era abbastanza ambita, per questo terreno di scontro all’interno della coalizione di centro-destra!
L’avvocato di Lombardo senior ha dichiarato che non aveva mai voluto incontrare cmerini perchè sapeva che eraa chiaccherato, ma allora perchè non lo ha denunciato o, quanto meno, visto che era vicesindaco e aseessore al personale, non ha trasferito il dirigente in un altro settore?
Redazione, potete girare questa domanda all’avvocato Galati, lo stesso che era intervenuto per far pagare la casa in affitto al comune al procuratore D’Agata sollecitando Francesco Bruno, ragioniere generale (come ha riportato il fatto quotidiano9? Grazie