La giunta regionale siciliana ha emanato un atto di indirizzo rivolto agli assessori competenti ”teso a bloccare la proliferazione di nuovi grandi spazi commerciali e volto a proteggere la piccola e media impresa locale”. ”Abbiamo detto stop alla proliferazione della grande distribuzione che ha ormai colonizzato la Sicilia – dice il presidente della Regione, Raffaele Lombardo sul suo blog – Ci sono ancora oggi un sacco di altre richieste di insediamento ma questo distrugge la produzione agricola e alimentare, quella artigianale, il commercio e anche la piccola produzione industriale”. ”La grande distribuzione non si approvvigiona sul territorio ma laddove gli conviene di più massacrando, – osserva il governatore – oltre i produttori agricoli, artigianali, anche i consumatori che comprano a prezzi alti visto che i grandi gruppi industriali riescono a imporre i prezzi quasi in regime di monopolio”.
”Allora basta con la grande distribuzione e a quella che c’è già chiediamo il coraggio di evitare – conclude – ogni azione portata ad ignorare ed a prendere per il collo e a sgozzare quasi i nostri produttori locali”.











E’ incredibilmente evidente come questo governo, fortemente sbilanciato verso Catania, voglia relegare i siciliani in un era quasi da preistoria.
Dopo i numerosi centri sorti a Catania, solo ira cge anche Palermo comuncia a dotarsene, come tutte le grandi citta’, il governatore si accorge dell’incidenza che questi hanno sulla piccola economia locale!
E di pensarci prima, mettendo da parte interessi personali?
Sarebbe forse più furbo e produttivo per l’economia locale “imporre” ai centri commerciali una quota percentuale di approvvigionamento dei prodotti in vendita a cosiddetto chilometro zero, da affiancare/alternare a quelli normali che troviamo negli scaffali.
O forse i vari onorevoli non hanno amici e parenti disposti ad entrare in affari con i vari gruppi multinazionali della gdo?
sembra tanto un addio ad ikea a palermo …
Ma allora come fanno altrove? Solo da poco tempo a Palermo stiamo conoscendo i centri commerciali, realtà già presente da anni in tutte le grandi città d’Italia e non.
Ho l’impressione che in Sicilia ciò che riguarda lo sviluppo ed il mettersi alla pari col resto del mondo (dai centri commerciali a problematiche più importanti),debba essere limitato o bloccato del tutto.
Non posso credere a quello che leggo. Ma davvero a Palermo non ci sono centri commerciali? Se solo si potessero prestare, potrebbero chiederne qualcuno in prestito a Catania, che è allo sfacelo, manca tutto però apre un centro commerciale al giorno. Naturalmente l’efficiente governo regionale risolve con provvedimenti generici che valgono per la Sicilia. Lo sgovernatore lo andasse a dire al suo amico Ciancio di non aprirne più a Catania. Per non parlare del fatto che in ogni centro commerciale ci lavora tantissimo personale e anche nei centri commerciali potrebbero essere venduti i prodotti siciliani, stabilendo i giusti accordi.
Mi pare davvero una polemica assai sterile.
@ Esagono, sai per caso quanti centri commerciali ha autorizzato lo sgovernatore quando disamministrava la Provincia di Catania? Il suo caro amico ingegnere riusciva a trasformare i parcheggi in centri commerciali…Col risultato che adesso sono bloccati dalla magistratura.
E’ veramente vergognoso, non si rende conto il nostro governatore delle cavolate che spara? è tutta una messa in scena perchè con la realizzazzione dei centri commerciali da parte delle multinazionale( IKEA,Carrefour, etc.), forse i lor signori mafiosi non riescono a metterci le mani e quindi neanche i lor signori politici Siciliani. Così facendo resteremo sempre indietro nell’economia nell’occupazione…etc… ma non si rendono conto di quanti nuovi posti di lavoro si possono creare con la realizzazione di nuove strutture commerciali? e cosi facendo risollevare un poco la nostra economia?
E poi dice che la realizzazione dei grandi centri distrugga la piccola impresa agricola e artigianale????Anzi tutt’altro!!!! E’ brutto dirlo ma prendete le grandi città del centro-nord, dove non si contano più i grandi centri commerciali, e l’economia delle piccole imprese agricole e artigiane và a gonfie vele…..
In che mani siamo!!!!