E’ sottoposto a un servizio di vigilanza Vito Andrea Ciancimino, il figlio di 5 anni di Massimo Ciancimino. La tutela è stata disposta dalle questure di Palermo e Bologna dopo la lettera intimidatoria indirizzata al bambino e recapitata nella casa palermitana della famiglia che vive tra il capoluogo siciliano e quello dell’Emilia-Romagna. Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo Vito, viene sentito dai magistrati sui retroscena della trattativa tra lo Stato e Cosa nostra. Nei mesi scorsi è stato vittima di diverse intimidazioni. “Ringrazio le questure di Palermo e Bologna – dice Ciancimino – per la sensibilità che hanno dimostrato”. Il figlio dell’ex sindaco, che dopo l’ultima intimidazione aveva deciso di non collaborare più con i magistrati, ha ripreso, invece, gli interrogatori con i pm. La prossima settimana sarà nuovamente in procura a Palermo per essere sentito.
Intanto, Massimo Ciancimino affida le sue sensazioni al “Fatto” oggi in edicola: “Chi ha paura muore ogni giorno. Diceva così il giudice Paolo Borsellino, un eroe vero dei nostri tempi, un esempio da seguire. E io, devo ammetterlo, mio malgrado, muoio ogni giorno. Sì, perchè ho paura ogni giorno. Ogni mattina, quando mio figlio mi chiede a che ora vengono ‘gli angeli’ della scorta per portarlo al parco o per fare una passeggiata con il suo cane. Ho avuto paura quella mattina di inizio agosto. Ho pianto come un bambino. Mi sono sentito morire quando per la prima volta ho letto il nome di mio figlio Vito Andrea su una busta bianca che conteneva una precisa minaccia di morte”.











Caro Massimo.
tu dici che di paura muori ogni giorno. Tuttavia continui a dichiarare, rafforzando il pericolo che ti sovrasta. Se tacessi, il pericolo sfumerebbe lentamente. Tuo padre ti ha lasciato(dicono) ingenti ricchezze e denari in abbondanza. Ma sono “denari di sangue”, che forse avresti preferito non ereditare, alla luce di quanto ti accade. Si crede che col denaro si possa fare e acquistare tutto, e per ammassarne il più possibile, non si guarda negli occhi la vittima sotto mira, la quale, pensando agli adorati figlioli che ne attenderanno invano il ritorno a casa, supplica, in nome di Dio, e dei figli di entrambi, il sicario a non premere il grilletto. Invano. La Sofferenza si presenterà subito in casa dell’ucciso, ma si avvicinerà a lenti passi alla casa dei carnefici. Fosse stato in vita tuo padre, assistendo al tuo morire quotidiano per timore che possa accadere qualcosa a tuo figlio, avrebbe capito che qualche volta, anche i figli di mafiosi possono apprezzare di più un’eredità morale “nuda”, anziché una vistosa ricchezza rivestita d’infamia. Fatti coraggio, Massimo. Sei un eroico padre. Spera in Dio e tutto andrà bene. Tuo figlio sarà fiero di te.
Non so se le dichiarazioni di Massimo Ciancimino siano attendibili o meno. Dato che vuole prendere le distanze da ciò che ha fatto suo padre, non capisco come mai non abbia rinunciato all’eredità frutto di affari sporchi.
Auguro le cose migliori al figlioletto che avrà un cognome difficile da portare (ed al quale non è stato risparmiato nemmeno il nome…).