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“Noi, sepolti vivi nell’abisso del carcere”

“Noi, sepolti vivi nell’abisso del carcere”
venerdì 3 settembre 2010
00:35
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Un racconto dell’orrore, un documento che Livesicilia è in grado di mostrare in esclusiva ai suoi lettori. Una lettera scritta dai carcerati inviata da Agrigento proprio all’ufficio del garante per i detenuti. Uno squarcio di vita offerto dal buio che nessuno guarda. La missiva narra la tragedia di un’estate dietro le sbarre. E’ utile lasciarla parlare:

“Noi sottoscritti detenuti del reparto di alta sicurezza della casa circondariale di Agrigento mettiamo a conoscenza l’ufficio che abbiamo inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica di Agrigento per i seguenti motivi.

Con la presente, mettiamo a conoscenza questo ufficio di Procura sulle gravi condizioni di illegalità che purtroppo siamo costretti a vivere in questo istituto penitenziario, iniziando dal problema primario, qual è la carenza d’acqua che a volte ci rende le giornate del tutto insostenibili, in quanto non possiamo lavarci e lavare lo spazio in cui viviamo (è una situazione inumana).

Inoltre, sempre per la carenza d’acqua, gli scarichi dei bagni delle celle sono chiusi. (…). Altro grave problema è la mancanza di areazione nei bagni delle celle, ossia, i bagni sono senza finestra e gli aspiratori non funzionano ormai da diversi mesi. I locali doccia sono fatiscenti (…) Non mancano poi i problemi di igiene nei reparti di infermeria. Tutti gli ambulatori all’interno dell’istituto sono igienicamente pessimi.

Le indichiamo alcune richieste che noi inoltriamo e che vengono disattese. Abbiamo fatto richiesta, con esito negativo, affinché la direzione lasci aperti i blindati delle celle tutta la notte, in quanto con questo caldo estivo, nelle piccole celle con due o tre detenuti si boccheggia.

Altra richiesta da noi avanzata alla direzione, che è  stata disattesa, è di lasciare acceso il televisore dopo mezzanotte in quanto molti programmi culturali vanno ben oltre la mezzanotte.

Alcuni detenuti inoltrano richiesta per avere colloqui con il dirgente sanitario, ma questo non prende in considerazione tali richieste. La maggior parte delle visite specialistiche ambulatoriali non viene mai eseguita.

I colloqui con gli operatori facenti parte dell’equipe trattamentale sono rarissimi.

Per tutti i problemi sopra elencati possiamo solo asserire che l’articolo 27 della Costituzione recita il contrario di come noi, qui nell’istituto penitenziario di Agrigento, siamo costretti a vivere”.

Seguono le firme.

 
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Commenti

  • scritto da Nicola

    Che volete andare in albergo? Fate una riunione allargata anche all’esterno tanto i contatti non vi mancano e vi mettete d’accordo per fare meno furti e rapine. Solo così potete stare meglio, oltre che avete vitto e alloggio pagato. Vi manderei a spaccare pietre nelle cave, almeno sareste utili per la società. Vergognaaaaaaaaaa, dovete solo vergognarvi per le lacrime di sangue che fate fare a gente che gli avete fatto del male, ci vorrebbe la pena di morte almeno lo stato risparmierebbe e tutti i cittadini dovrebbero pagare meno tasse. Un giustiziere.

  • scritto da Roberto Puglisi

    Della notte?

  • scritto da daniele

    Io mi comporto bene e in carcere non ci vado.

  • scritto da Dario

    Ci vorrebbero davvero il giustiziere della notte o i Beati Paoli.

  • scritto da colapesce

    io sono d’accordo queste persone avranno sbagliato ma lo stato dovrebbe cercare di rieducarle come previsto dalla legge,rispettando le condizioni minime di civilta’.

  • scritto da terrri

    e certo chi parla cosi sono tutti innocenti,chi non e visto non’e preso tutti onesti cittadini o persone che non fanno niente perche’ incapaci,non bisogna parlare cosi perche’ la pena di morte o altro di brutto, se la vedranno con dio.( vorrei vedere sti onesti cittadini!!) solidarieta’ per tutti i carcerati siete persone che sapete sopportare tenete duro che prima o poi anche per voi ci sara’ pace e serenita’ ci sono persone che invece di scrivere lettere piangerebbero come per chi gli augura male.

  • scritto da MARIAPS

    La detenzione per chi ha commesso un reato deve essere una forma di rieducazione per affrontare dopo avere scontato la pena il mondo civile.
    Sono persone e come tali vanno rispettate nelle primarie esigenze della
    vita.Non stanno chiedendo la luna, chiedono servizi igienici efficienti,chiedono acqua per lavarsi. Da ora in poi guarderò con i loro occhi i programmi che anch’io seguo dopo la mezzanotte perchè sono culturali.Spero che le loro richieste vengano accolte tutte.

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