Maria Carmela, dal Sud al Nord
Ma la disperazione è rimasta

giovedì 2 settembre 2010
11:31
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“La notte è stata lunga e anche piuttosto fredda, ma sono riuscita a dormire per un paio d’ore e sono sempre più determinata a proseguire la protesta fino al 13 settembre per avere un posto di lavoro”: lo ha detto stamani Maria Carmela Salvo, la maestra precaria di 55 anni che ieri ha cominciato uno sciopero della fame, dormendo nella sua automobile, parcheggiata nella piazza di Maniago (Pordenone), la cittadina friulana dove ha prestato servizio in questi anni. “La solidarietà della gente non manca – ha aggiunto la maestra – è c’é chi vorrebbe offrirmi la brioche e il caffé, ma io accetto soltanto acqua e succo di frutta. Per ora resisto anche se oggi verrà un medico per visitarmi. Qualunque cosa dica, però – ha affermato – io resterò qui per far sapere a tutta Italia quale affetto provo per il mondo della scuola, il mio mondo, dal quale non intendo essere espulsa”.
Ieri sera anche due piccoli alunni, che la maestra aveva seguito negli anni scorsi quale docente di sostegno, hanno raggiunto la piazza di Maniago assieme ai genitori per sostenerla moralmente in questa protesta.

Lei è andata via dalla Sicilia cinque anni fa perché spiega” ho sempre amato insegnare”. “A Palermo facevo supplenze di due o tre giorni, – continua Maria Carmela al telefono – quindi ho deciso di partire. Mi sono trovata bene, certo ho avuto sempre incarichi annuali, ma almeno facevo il lavoro che mi piaceva”. “Se non ci fossero stati i tagli della riforma Gelmini – aggiunge l’insegnate – quest’anno avrei già partecipato al primo collegio dei docenti. E invece il mio contratto è scaduto il 31 agosto, non sono stata riconvocata e adesso mi ritrovo in questa situazione”. “La crisi è dappertutto, non c’é più Nord e Sud d’Italia e i tagli si fanno sentire indistintamente – lamenta – Soffro di ipertensione e ho avuto un’ischemia anni fa”. “Certo stressare l’organismo comporta dei rischi, ma ne sono consapevole e vado avanti – dice -. Sono contenta di essere palermitana. Io faccio parte di quel tipo di Sicilia, quella che ha il coraggio di portare avanti le proprie idee”. “E’ importante esserci e solidarizzo con i miei colleghi – conclude Maria Carmela Salvo – perché il problema non è avere lo stipendio, il punto è che ci sentiamo bistrattati come professionisti”.

 
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