Lettera al Governatore della Libia

giovedì 2 settembre 2010
10:49
testo Aumenta testo Riduci testo

Carissima e soave Eccellenza, Colonnello Gheddafi.

In un famoso discorso tenuto a Roma, con la consueta sobrietà e con la solita e apprezzabile lucidità, lei disse, spiegandoci la parola ‘Democrazia’ : “Demos in arabo vuol dire popolo e crazi vuol dire sedia. Cioè il popolo si vuole sedere sulle sedie. Se noi ci troviamo in questa sala siamo il popolo, che si siede su delle sedie, e questa andrebbe chiamata democrazia, cioè il popolo si siede su delle sedie. Se noi invece prendessimo questo popolo e lo facessimo uscire fuori, se avessimo invece preso dieci persone e le avessimo fatte sedere qua, scelte dalla gente che stava fuori, e loro invece sono seduti qua, quei dieci, questa non sarebbe da chiamarsi democrazia. Questa si chiamerebbe diecicrazia. Cioè dieci sulle sedie. Non è il popolo a sedersi sulle sedie, questa è la democrazia. Finché il popolo non si siederà tutto sulle sedie, non ci sarà ancora democrazia”. Dopo un monumentale giramento di testa, Gian Antono Stella ne ricavò sul Corriere un pezzo memorabile.

Ma il punto è un altro. Dall’enunciato ci par di capire che lei sia un grande esperto di terga e di sedie, cioè di poltrone del potere, scolpite a misura dei posteriori che l’occuperanno. Ecco, si tratta di una pratica che i nostri governanti siciliani applicano in malo modo. Prenda il caso dei soprintendenti e delle nomine recenti. Si sono scippati (se lo faccia tradurre in libico) i capelli fino all’ultimo bulbo pilifero. Il risultato? Culi (ci consenta) e poltrone col manuale Lombardo – ex Cencelli -, col contagocce, dopo voci di corridoio, sussurri, strazi, lazzi e tragedie. Una fatica. Una faticaccia anche per i giornalisti che hanno l’obbligo di seguire e raccontare la commedia, come se fossimo davvero interessati, come se fosse seriamente di interesse. Tutti intruppati a scrutare la pendenza della guancia presidenziale, per acquisire auruspici, segni, intendimenti.

Invece, vuole mettere che bello con lei, Signor Colonnello! Un solo culo e una sola sedia, un solo uomo seduto sulla poltroncina girevole della “democrazia”. Alla fine dei giochi – cara grazia – uno striminzito comunicatino di “nominati democraticamente” da copiare e incollare, senza manco ragionarci su, senza scervellarsi. E sai che pacchia per le soprintendenze e per tutto. Procediamo sulla linea del sogno: palazzi del potere senza deputati, lacchè e cortigiani. Al massimo qualche placido cammello a pascolare ignaro. Tanto, grossomodo, il livello culturale è il medesimo.

Ci pensi Colonnello e muova con le sue prosperose amazzoni alla volta della Sicilia. L’accoglieremo con le sedie levate in aria. Abbiamo già pronta perfino la replica per gli immancabili comunisti che potrebbero contestare la durezza delle sue patrie galere. Il carcere di Favignana è già peggio.

 
  • Archivio Politica [+]
  • Segnala l'articolo






    Segnalando questo articolo dichiari di aver preso visione dell'informativa ai sensi della legge n. 196/2003 sulla tutela dei dati personali. Il gestore del presente servizio, per garantire la riservatezza dei dati, si attiene rigorosamente a quanto indicato nella legge 196/2003. I dati di questo form non verranno utilizzati.


    invia l'articolo
  • stampa

Commenti

  • scritto da apologia

    Venga colobello, sicuramente Lei da solo sarà più capace di tutti i nostri politici e di tutti i loro amici con incarichi dettati solo da giochi di spartizione politica… Tanto peggio di come siamo messi non possiamo andare.
    Con molta speranza
    APOLOGIA

  • scritto da bendicò

    Se poi, tra una lezione e l’altra su cosa è la democrazia, le scappa un’altra bomba verso Lampedusa, noi Siciliani, Soave Eccellenza, vedremo di “pararla” con le sedie di cui sopra!!!!

  • scritto da Amleto

    Vorrei chiedere a tutti voi, cosa è meglio: una pseudodemocrazia che ogni giorno ci affama di più per colpa di una classe politica pessima o un governo di tipo libico,che garantisca prospettive di benessere?

  • scritto da vinci

    Caro direttore,perdoni questo sfogo ma in considerazione della disponibilità che la sua testata giornalistica mi offre mi permetto per parteciparla a Lei a quanto ci leggono una riflessione e una presa di coscienza fin qui trascurata.La visita del sig.soave eccellenza oltre che disturbarmi per il solo motivo di essere orgogliosamente ITALIANO fino al midollo,mi sgomenta la assurda arroganza di questo squallido personaggio che da sempre sul sangue di esseri umani ha costruito la sua fortuna,abbia trovato il coraggio di impartire lezioni al popolo occidentale che in quanto a civiltà e comportamenti credo possa essere maestro non solo alla Libia ma a tutto il mondo islamico (vedi l’ultimo episodio di quella donna che a giorni sarà lapidata)e le migliaia di morti che giornalmente la cronaca ci consegna. La cosa che maggiormente mi ha colpito e il fatto che qualcuno del nostro governo ha pagato giovani per allestire quella pagliacciata delle conversioni degne delle migliori rappresentazioni che venivano date nei peggiori teatri.Credo che i tornaconti che qualcuno ha ideato per continuare a trovare il modo di farsi i fatti propri (affari a tutti i livelli per pochi intimi)possa essere interotto da una presa di distanza che tutti gli italiani devono prendere nei confronti di queste persone che al momento ci rappresentano,faccio mea culpa in quanto anchio in buona fede sono caduto nella trappola del cambiamento,ma questo ultimo ed estremo tentativo ha tolto del tutto il prosciutto che avevo negl’occhi.Se mai si dovesse andare a elezioni anticipate i sig.interessati per quel che conta la mia singola persona si possono attaccare al tram,e spero tanto che a seguire il mio esempio siano in tanti.

  • scritto da Filius matris ignotae

    Desidero soltanto esprimere il mio compiacimento per il pezzo di vera e sana satira di Politicus. Non è il suo primo, anzi, ma mi continua a stupire la scelta coraggiosa di Live Sicilia che, da quotidiano on line, sa di dovere essere “popolare” eppure non rinuncia al linguaggio satirico che, di per sé, è di nicchia. Cordialità.

  • scritto da do

    Suggerire che la satira appartenga ad un linguaggio di nicchia è un pensiero antidemocratico. Essere popolare non è un dovere ma un diritto.Provi a cambiare sedia, Filius.Cordial-mente

  • scritto da MARIAPS

    Ho provato pena e compassione per quelle scemette che per pochi euro si sono prestate allo squallido scenario gheddafino, al quale mister B. ha contribuito a farci assistere e a deridere da tutto il mondo. A quando la fine?

  • scritto da sicilianomiomalgrado

    Qualcuno è entrato in politica perché odiava il Teatrino della politica. Roba da Prima repubblica.
    Per “amore” verso l’amato popolo italiano (co…oni esclusi, naturalmente) voglioso di sollazzo, pensava ad un sontuoso Teatrone. Eccolo realizzato. Gradita sorpresa, perché non rientrava nel patto con gl’italiani!

Lascia un commento

(non sarà pubblicata)


Tutti gli utenti possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del giornale LiveSicilia.it.
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.

Ad esempio, i commenti e i nickname non dovranno contenere:
- espressioni volgari o scurrili
- offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale
- esaltazioni o istigazioni alla violenza o richiami a ideologie totalitarie ecc.

I contributi che risulteranno in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.

Si raccomanda di rispettare la netiquette.