“La Regione siciliana ha confermato il suo interesse al piano della Mediterranea Holding per l’acquisizione del gruppo Tirrenia, votando favorevolmente nell’assemblea dei soci la delibera di aumento di capitale sociale fino alla concorrenza di 25 milioni. In tale contesto l’Assemblea ha affrontato l’argomento inerente il rafforzamento della compagine societaria, valutando l’opportunità di ingresso di soci finanziari, che a breve può determinarsi”. E’ quanto si legge in una nota della presidenza della Regione siciliana.
“L’assemblea ha espresso tutta la propria contrarietà – conclude la nota – all’ipotesi ventilata di porre anche Siremar in amministrazione controllata, facendo proprie le indicazioni in tal senso della Regione siciliana che propugna un rilancio del gruppo nella sua interezza anche per dare un migliore e più continuo servizio di collegamento con le Isole minori”.
Ci sarà tempo fino al 10 settembre per l’ingresso di nuovi soci nel capitale di Mediterranea Holding Spa, di cui è azionista di maggioranza la Regione siciliana (37% circa) che intende ridurre via via la propria quota di partecipazione. Il 10 settembre scadrà infatti l’opzione per la sottoscrizione dell’aumento di capitale da 25 milioni di euro, deliberato oggi dall’assemblea degli azionisti. Mediterranea holding ha già presentato una nuova offerta al commissario straordinario di Tirrenia, Giancarlo D’Andrea, che prevede un impegno finanziario maggiore rispetto alla proposta con la quale aveva vinto la gara poi annullata da Fintecna, che controlla Tirrenia.
La nuova offerta tiene conto, infatti, dell’attuale situazione del gruppo di navigazione dichiarato in stato d’insolvenza, per cui l’investimento previsto da Mediterranea holding è per la società Tirrenia in bonis, depurata dal debito di circa 650 milioni di euro che grava sulla compagnia. Mediterranea holding, secondo quanto si apprende da ambienti vicini alla società, sta valutando alcune proposte di gruppi finanziari e imprenditoriali interessati a entrare nel capitale sociale, in modo da potere sostenere l’impianto dell’operazione finalizzata a rilevare Tirrenia.
Tra questi ci sarebbero anche il gruppo della famiglia Franza, la società che gestisce i collegamenti nello Stretto di Messina, e una società costituita da alcuni lavoratori disponibili a investire parte del proprio tfr. L’aumento di capitale da 25 milioni deliberato oggi, fanno notare le stesse fonti, è funzionale alle esigenze manifestate proprio dai potenziali nuovi azionisti. Advisor di Mediterranea holding rimane la società Ernst&Young e al momento non sono previsti nuovi consulenti.
Inoltre, da quanto trapela da ambienti della società, Mediterranea holding non ha presentato ricorso contro l’annullamento della gara di privatizzazione di Tirrenia da parte di Fintecna anche se non è escluso che lo faccia.











Bene.
E il mega debito chi lo paga?
Noi Siciliani?
Il commento di cui sopra merita una semplice risposta:
gli stipendi dei ns. deputati chi li paga?
i contributi regionale che la ns. Regione da ai privati per i collegamenti con le isole minori (se c’è un passeggero non si parte. Problema tecnico) chi li paga?
gli stipendi ai dipendenti comunali (Amia, Amat, etc.etc.) chi li paga?
è giusto abbandonare le ns. isole minori ed i suoi abitanti (per medicine, rifiuti, pane ed altri generi di prima necessità) al destino di quattro loschi trafficanti che hanno indebitato sia Tirrenia che Siremar?
Sig. On.le SALVINO CAPUTO (PDL) vuole mettere in mezzo la strada 4.000 lavoratori con famiglie. OK. ABBIA IL CORAGGIO, PERO’, DI FARSENE ONERE!!!! Forse a casa sua si mangerà meglio!!!! Grazie dell’invito.
Ma certo.
Si deve continuare sempre alla vecchia maniera. I soldi se li pappano tutti, van no in rosso tanto pagherà pantalone.
Ma finirà una volta di farla pagare sempre al popolo?
In Sicilia ci stanno tantissimi sprechi e la gestione delle società amministrate dalla regione o dagli enti locali sono quasi tutte in fallimento…
Un motivo ci sarà, e sapete qual’è??? La gestione clietelare che si fa di queste società che servono ai politicanti siciliani per “impostare” i propri capi-elettori o i propri amici…
La Sicilia sta diventando la vergogna d’Italia e sta affondando, solo che i siciliani fanno finta di non accorgesene!!!
Ma se questi soldi venissero spesi per cose più utili, in una regione dove non funziona quasi nulla?