“Le famiglie mafiose dei Maranto e dei David, dei Privitera e dei Madonia sappiano che non l’avranno vinta. Il feudo Verbumcaudo dovrà essere restituito alla società civile per diventare una risorsa preziosa di lavoro e sviluppo per il territorio”. Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della commissione antimafia, riguardo l’intimidazione ai danni del sindacalista della Cgil Vincenzo Liarda.
Lumia parteciperà stasera a Polizzi Generosa (Pa) al consiglio comunale straordinario sulla vicenda del feudo Verbumcaudo. “Sul riuso sociale del feudo Verbumcaudo ci giochiamo la credibilità nell’aggressione ai patrimoni e nella stessa lotta alla mafia – aggiunge – Per questo chiedo con forza all’Agenzia nazionale dei beni confiscati di adoperarsi per cancellare l’ipoteca che grava sul feudo. Non possiamo consentire a Cosa nostra la possibilità di ostacolare l’assegnazione del bene o, ancora peggio, di tornarne in possesso attraverso espedienti e cavilli burocratici. Allo stesso tempo bisogna rafforzare le misure di sicurezza nei confronti di Vincenzo Liarda”.











Tenete duro! La Sicilia onesta è tutta con voi!
Proprio per smentire un commento di un certo anello al naso di qualche giorno fa. Chissà cosa inventerà ora, cara Matilda, per dimostrare il contrario, lui che è navigato.
Noi ingenui l’avevamo fatta più semplice.
” scritto da Anello (al naso)
29 ago 2010 12:07 pm
@ Matilda
Il suo intervento mi ha emozionato, per la buona fede e la maturità dell’approccio. Soltanto a lei, quindi, dedico questa riflessione relativa alla vendita dei beni confiscati ai mafiosi. La polemica sui beni all’asta nasce dal timore delle associazioni a cui oggi vengono dati in gestione di vedere assottigliare queste risorse… Rifletta: il mafioso non si affeziona ad un dato bene, ma vuole reinvestire il proprio danaro in qualunque modo lecito (riciclaggio). E, ovviamente, non può farlo esponendosi in prima persona… Quindi chi attribuisce un legame sentimentale tra il mafioso e i beni a lui sequestrati è, quanto meno, profondamente ingenuo.”