Onoriamo Libero e respingiamo
al mittente le intimidazioni

Abbiamo deciso di presentare il decalogo antiracket delle associazioni di categoria proprio oggi perché ci è sembrato opportuno onorare la memoria di Libero con un atto concreto e non rituale.

Il decalogo contiene norme e indicazioni che sarebbero normali in un paese civile, ma non da noi. Si tratta di regole che prevedono l’esclusione dalle associazioni delle imprese e degli imprenditori collusi, conniventi o acquiescenti sia nel caso sussistano procedimenti giudiziari a loro carico ma anche nei casi di inopportunità grave (Aedilia Venusta). A noi, naturalmente, non interessa tanto il valore punitivo di tali norme, quanto la loro capacità deterrente.

Sono previste anche norme sulla trasparenza delle associazioni e dei loro atti ed è previsto il sostegno al Consumo critico addiopizzo quale strumento efficace per la lotta al racket.

La ricorrenza dell’uccisione di Libero Grassi coincide con un periodo in cui le intimidazioni mafiose si sono intensificate e il messaggio che noi vogliamo mandare con una partecipazione massiccia a questa diciannovesima manifestazione è che non siamo più disponibili a subire intimidazioni, che respingiamo al mittente ogni atto intimidatorio e che proseguiremo nella nostra lotta di liberazione.

Presto anche altre associazioni di categoria adotteranno le norme sottoscritte oggi da Confindustria, Ance e Lega cooperative. Molti imprenditori e commercianti stanno denunciando e collaborando e non vi è zona della città e della provincia che sia immune da tale “risveglio”. Sappiamo che tanti ancora pagano ma siamo certi che il loro numero diminuirà presto e con lui i margini di azione dell’organizzazione mafiosa.

(Enrico Colajanni è presidente dell’associazione antiracket “Libero Futuro”)

 
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