”Ho disposto immediatamente una verifica per accertare quanto accaduto al Policlinico di Messina. Di certo non si tratta di un caso di malasanita’. Non si sono verificati problemi di organizzazione bensi’ siamo in presenza di comportamenti etici e professionali decisamente discutibili”. Lo dice l’assessore regionale alla Salute, Massimo Russo, in merito alla lite avvenuta nella sala parto del Policlinico di Messina che ha portato alla sospensione cautelativa dei due ginecologi. ”Saremo inflessibili – aggiunge – e in caso di accertata responsabilita’ prenderemo gli opportuni provvedimenti. Intanto non posso che esprimere la mia solidarieta’ ai familiari coinvolti in questa assurda storia. Purtroppo, questa vicenda, arreca grave danno all’immagine di un sistema sanitario che stiamo riorganizzando secondo un percorso virtuoso che ha gia’ dato molto frutti positivi”.











Assessore !!! per piacere faccia tutta la luce possibile e immaginabile . Abbiamo tutti in mente le parole del direttore sanitario che esclude categoricamente nessi di causa effetto fra la lite e il disastro .Noi non sappiamo se ciò risponde al vero ,ma ci pare fuori luogo la certezza con la quale minuti dopo si esclude ogni sorta di resposabilità dei medici se non quella etica ( almeno !!) . Non si cerchino colpevoli a tutti i costi ,ma nemmeno impunità e protezione della casta ( anche e sopratutto per la l’onorabilità della maggioranza dei medici ai quali ogni giorno ci affidiamo ) .
Nella specie, forse si tratta di stupidità non di malasanità. Invece vorrei sapere quali sono i frutti positivi di cui parla l’assessore:in Sicilia siamo sempre ai primi posti per la spesa sanitaria e agli ultimi per l’efficienza.
Guardi Assessore, Lei, il minimo che può fare è mandare a casa questi due “medici”.
ma infatti quale mala sanità da quando c’è Russo e Lombardo và tutto bene, ragazzi bisogna ripeterlo molte volte al giorno come un ave maria per convincersene, per piacere non li attaccate che loro sono l’antimafia che come diceva Leonardo sciascia a volte e peggio della Mafia. saluti
ma Russo che prima di essere assessore è un magistrato perchè non si smuove il culo e corre a Messina per vedere come procedono le indagini e dare anche un segno di vicinanza alla famiglia. Ma tutto questo non lo farà mai perchè da quando c’è lui alla sanità la malasanità è stata debellata e questo fatto rientra nel protocollo della BUONA SANITA’! Certo in altre regioni non avevo mai sentito che due medici si picchiassero davanti ad un ammalato. Ma perchè queste due persone non vengono cancellate dall’albo dicendogli chiaramente che già da domani si devono inventare un lavoro per campare ovviamente tre miglia lontane dalla sanità.
Va bene, assessore, ma come la chiamiamo? Mala politica sanitaria, le sta bene? A base di tutto ciò che si riforma/deforma in Italia, c’è sempre la sporca attività politica “interessata”, che tutto guasta e corrompe. Ho nostalgia dell’antica levatrice condotta che ha portato nella sua larga “borsa” (questo mi fece credere mia mamma, quando arrivò dopo di me il terzo fratello) otto figli sani come pesci, con immunità incorporate. Sempre nella stessa stanza, com’erano le stanze nella prima metà del secolo scorso: prive di qualsiasi conforto. Inimmaginabile per i giovani. Da notare: costo zero per lo Stato, e zero profitto per la casta medica. Naturalmente, niente risse tra invidiosi.
ma che coraggio.. e cosa sarebbe? sanità che funziona? Ha mai sentito di un caso simile in Emilia o in Lombardia? Si vergogni lei e tutta la sanità siciliana
e lei fabrizio ha mai sentito parlare del “santa rita”? Senza offesa lei è l’esempio vivente del processo di lobotomizzazione della massa celebrale italiana che vede nero al sud e a colori al nord. Che pena!
fabrizio, sul nord ne ho sentite di peggio. Come si chiamava quella clinica degli orrori dove si facevano interventi inutili, senza che ce ne fosse bisogno, per fregare soldi? Se non mi sbaglio era a Milano. Ovviamente fermo restando che i due che hanno litigato rientrano nella sanità non solo mala ma da schifo.
a Fabrizio
Al sud abbiamo certamente un gap di infrastrutture e macchinari ma, un caso del genere, credo proprio che possa accadere al nord come al sud!!!
@ Lele,
intanto qualche rondine che non fa primavera puo’arrivare anche al nord. Mi permette una domandina un po’ maliziosa, a proposito del “santa rita”? Per caso, non è che la rondine abbia spiccato il volo dalla Sicilia, portando con sé qualche pizzico di “spirtizza”, che noi siciliani usiamo come u “putrisinu”?
Mi tranquillizzi, la prego. Un’altra cosa: non è giusto generalizzare sui colori. Non è tutto “nero” in Sicilia, e neppure tutto “colore” al nord, è vero. La differenza sta nelle dimensioni delle “chiazze” : riconosciamolo!
” U pisci feti da testa e non de peri” a pensare male alcune volte ci si azzecca pure e da tanto tempo che dico che nell’ambiente della sanità c’è troppa esasperazione frutto di una politica clientelare e sopratutto di ricatto.
La vergogna ancora più grave è l’ipocrisia del dopo. Dall’assessore Russso (e davvero me ne dispiace molto) al primario, passando per il sindaco, andando tra quelli che si preoccupano di fare la solita stereotipata difesa del Sud contro il nord oppressore, tutti fanno finta di non sapere cosa ci sia veramente dietro. Perché come diceva Felice Cavallaro, alla base di questo spettacolo vergogonoso, di chi ha scambiato una sala parto per un ring, c’è solo la caccia ai pazienti considerati clienti, merce privata, roba propria:
“L’arroganza sulla pelle del paziente non è soltanto malasanità: è un’offesa a ogni codice umano e deontologico, una catastrofe per l’immagine del medico al quale si chiede cura, assistenza e conforto.”
Io ti seguo anche nella struttura pubblica, non ti abbandono un attimo, se tu prima e dopo mi paghi profumatamente nel mio studio privato. O no? Anche tra i commentatori nessuno ne sa nulla di queste cose?
non si tratta di rondini ma di sciami di cavallette ,vedi le truffe dei big della sanita lombarda al SSN dei Rotelli (numero uno dellA sanita lombarda con 640 milioni di fatturato nonche secondo azionista del corriere)di don Verze(S Raffaele),di Pipitone (S.Rita), ecc ecc. il nostro povero Aiello in lombardia si sarebbe trovato in buona compagnia, solo che in lombardia godono di protezioni migliori che vanno da Formigoni , al ministro Fazio nella qualita di ex dipendente del San RAFFAELE , al presidente Berlusconi definito da Don verze un dono di DIO!
) di don verze ,di Pipitone (s.rita)
e per quelli che parlano di San Raffaele in quei termini per farci i soliti meschini giochini politici, prima se lo facciano un giro almeno una volta da quelle parti per capire l’abissale differenza che esiste tra quella struttura e la migliore esistente in Sicilia.
Recente esperienza: prenotazione online con un primario, richiamato il giorno dopo al telefono, fissata visita privata intramoenia dopo una settimana. Arrivato a Milano, pagato ticket di 75 euro con regolare fattura, visitato in perfetto orario, lo stesso stabilito nella prenotazione, avuto l’attestazione, ritornato a casa. Idem per mia madre precedentemente. Per fare una coronarografia negli ospedali cittadini, dopo un allucinante ricovero in una delle poche rianimazione disponibili a decina di chilometri di distanza e dopo il solito giro infinito per trovarla, avremmo dovuto aspettare dai 3 mesi ai 6 mesi. Al San Raffaele, fissata visita in una settimana, con la sola impegnativa, senza una lira di spese, ricovero in una stanza singola con bagno privato che sembrava, paragonata a qualsiasi delle nostre, un albergo a 5 stelle, tutti gli esami in mattinata, intervento nel promeriggio, dimissioni la mattina dopo.
Qualcuno conosce non dico un primario, ma per caso un qualsiasi laureato in medicina (non dico medico) che dalle nostre parti si fa pagare 75 euro, con regolare fattura, per una visita privata?
un altro lobotomizzato. I casi di malasanità del nord sono imputabili…alla sicilia a causa della sua spirtizza che prende il volo. Ridicolo è inappropriato perchè sarebbe offensivo, ma lobotomizzato (ripeto senza offesa) è proprio il termine giusto.
Assessore Russo,
non ho il minimo di conoscenza in materia Sanitaria, tantomeno degli aspetti legislativi che la riguardano. Parlo da “paziente” nel senso convenzionale con cui s’intende il cliente del medico. Sono “impaziente”, però, quando devo “fare salotto” insieme a una quindicina di persone in attesa del turno. Da ignorante, mi chiedo: a chi debbo il disaggio di una gabbia medica che racchiude uccellini dalle ali tarpate, che pur desiderosi di volare, non possono farlo, perché a Palermo o a Roma così si vuole? Con quale “Capitale” debbo prendermela? Grazie, anche se non risponde.
Giustamente, non chimiamola mala sanità ma soltanto totale incapacità da parte di “omuncoli” ad auto-controllarsi e a tenere un comportamento decente nell’esercizio delle proprie mansioni. Lo sfogo teatrale delle proprie emozioni non è mai accettabile se non dagli immaturi.
@ Lele,
mi piace: “lobotomizzato”. Lo aggiungerò sul mio biglietto da visita: avrò più rispetto.
Un forte abbraccio.
Sono costretto a ripetermi ed a chiarire, visto che non è mia intenzione mancare di rispetto a chiunque. Con il termine “lobotomizzato” mi riferisco a tutte quelle persone che, senza volerlo, sono fortemente influenzate dagli organi di informazione nazionali (e spesso anche locali), ma anche da una diffusa e qualunquista opinione pubblica, che hanno ormai inculcato nelle nostre “lobotomizzate” teste l’idea di un sud necessariamente disastroso e disastrato e di un nord necessariamente virtuoso e esente da scandali. Leggo in altri quotidiani on-line di altri quattro casi identici avvenuti nel passato: ospedale di Mondovì (cuneo) nel 1985; ospedale di Pontedera (pisa) nel 1995; ospedale di Napoli nel 1997 e di nuovo nel 2006. La lobotomizzazione consiste nel far percepire come casi di malasanità solo i due di Napoli e quello di Messina, riducendo a semplici comportamenti inadeguati ed isolati quelli dei medici di pisa e cuneo. Il ragionamento, come si può intuire, esula dalla reale situazione sanitaria della sicilia o della lombardia. Non offendetevi se pensate di rientrare in questa categoria, c’ero pure io e non me ne rendevo conto. Lo si intuisce anche dal suo nickname, sicilianomiomalgrado…e purtroppo lobotomizzato. Io sono orgoglioso di essere siciliano, e sono consapevole della grandezza culturale e storica della mia terra. Sono anche consapevole che c’è veramente tanto bisogno di lottare per ridare dignità ad un popolo costretto a vivere peggio che nel terzo mondo e costantemente bombardato dai pregiudizi di cui lei è fiero sostenitore. Senza alcun tipo di rancore. Saluti
perche la nostra sanita avra tante magagne ma ad oggi le cose successe al s.RITA DI MILANO da noi non sono mai successe!(Secondo l’accusa, Brega fece “resezioni abusive“, asportando “pezzi di polmone e di seno”, solo perché la clinica (il titolare Francesco Paolo Pipitone ha già patteggiato quattro anni e quattro mesi) ottenesse i rimborsi e lui ne traesse “un vantaggio economico in percentuale” e “di prestigio professionale“. Operare “sempre e comunque” era il credo secondo i pm, dell’ex primario del s.RITA accusato anche di truffa e falso, anche se le patologie tumorali erano benigne e sarebbero bastati “esami istologici o agobiopsie”.
Secondo l’accusa, Brega, per esempio, asportò parte del seno di una giovane di 18 anni che aveva un tumore benigno. In aula il pm Pradella ha ricordato inoltre anche la nota intercettazione in cui si sente Brega parlare al telefono, alterato, perché gli anestesisti gli “hanno bocciato la mammella” di un’anziana novantenne. Per lui, Presicci e Pansera deve essere riconosciuta l’aggravante della crudeltà e non possono essere concesse, secondo i pm, le attenuanti generiche, anche perché hanno sempre detto che “rifarebbero tutto“. E Brega Massone
@Per tutti i siciliani difensori ad oltranza di una Sicilia corrotta e corruttrice.
Non vi dice niente un cognome prettamente nostrano, come Pipitone? Vi risparmio la fatica di cercare. “Francesco Paolo Pipitone, anni 75 da Alcamo”. Ed è in buona compagnia! Mi dispiace che non si sappia leggere per il giusto verso un commento, e ancor di più che si attribuisca al “territorio” un misfatto, anziché allo “infame” venuto da fuori che lo commette. Ad operare al Santa Rita era Brega? Sì: ma “u pisci non puzza sempri da testa? Sconsolante, amata mia terra, avere avvocati che invece di risvegliare la tua gente con secchi d’acqua fresca in faccia, le rimboccano le coperte per prolungare il letargo della mente.
Quanto è figo, quanto è bravo, lo avete visto oggi sul Corriere della Sera, con i suoi occhiali da capobastone, il ghigno a stento trattenuto, la mascella in bella mostra, che sgomita accanto al Ministro Fazio?
Me ne vergogno, mannaggia a me che ci posso fare! ma non riesco a togliermi dalla testa che il nostro Assessore alla Vanità stia godendo come un matto della faccenda, mirandosi e compiacendosi di Sé, su quotidiani e TG nazionali!