(di Alfredo Pecoraro – Ansa) La sala parto trasformata in un ring, con vetri in frantumi e la puerpera che finisce in prognosi riservata, come il suo bimbo, venuto alla luce con danni cerebrali e dopo due arresti cardiaci, mentre i carabinieri allontanavano dal reparto due medici litigiosi, con un rapporto personale difficile alle spalle, venuti alle mani per dissidi sull’opportunita’ di fare il taglio cesareo.
L’incredibile e drammatica storia, al vaglio della Procura di Messina, che ha aperto un’inchiesta coordinata dal pm Francesca Rende la quale ha gia’ ascoltato alcuni testimoni, e’ avvenuta nel reparto di ostetricia e ginecologia del Policlinico, dove la direzione sanitaria ha avviato un’indagine interna per fare chiarezza sull’episodio. I due medici sono stati sospesi dal primario del reparto, Domenico Granese, che tuttavia esclude un nesso tra la lite e la situazione clinica di madre e figlio. Ma anche il ministro per la Salute, Ferruccio Fazio, che ha bollato come ”intollerabile” la vicenda, vuole vederci chiaro e ha gia’ ”attivato gli ispettori”.
Secondo Fazio, tra l’altro, il caso e’ spia di un problema piu’ ampio che riguarda quelle Regioni in cui ”c’e’ un lassismo della sanita”, le stesse, ”combinazione, in cui la sanita’ costa di piu’ ”. Il marito della donna, Matteo Molonia, investigatore privato di 37 anni che ha presentato denuncia ai carabinieri, ha molti dubbi e vuole risposte: ”Quando e’ giunta in ospedale mia moglie stava bene, i tracciati erano regolari.
La lite tra i due medici ha ritardato l’intervento con gravi conseguenze per lei e mio foglio”. La donna, Laura Salpietro, di 30 anni, alla sua prima gravidanza, e’ stata ricoverata in ospedale mercoledi’ e il giorno dopo e’ entrata in sala parto. ”Erano le 7.40 – racconta il marito, originario di Genova – Mia moglie era gia’ in sala parto quando il suo ginecologo e un altro medico hanno cominciato a litigare sull’opportunita’ di fare o meno il taglio cesareo e su chi l’avrebbe dovuto fare”. Secondo l’uomo ‘’soltanto verso le 9 mia moglie e’ stata operata”. Dunque, si chiede, ”c’e’ un buco di oltre un’ora e mezzo, qualcuno mi deve spiegare cosa e’ successo”. A verbale, i carabinieri hanno scritto che dopo un acceso diverbio, i due camici bianchi sarebbero passati alle mani: uno dei due avrebbe preso il collega per il collo, sbattendolo al muro; l’altro avrebbe reagito dando un pugno a una vetrata, andata in frantumi, e riportando ferite alla mano. Tutto questo davanti ad altro personale sanitario e alla donna incinta.
I due sono stati allontanati, la paziente e’ stata quindi operata da un’altra equipe; dopo l’intervento la donna ha avuto una emorragia e i medici hanno dovuto asportarle l’utero. Ancora piu’ gravi le conseguenze per il bimbo, che ha avuto due arresti cardiaci e danni celebrali. ”Quando mi hanno chiesto l’autorizzazione per l’asportazione dell’utero di mia moglie e ho visto mio figlio cianotico – sottolinea Matteo Molonia – ho capito che era successo qualcosa di molto grave. Ho telefonato ai carabinieri chiedendogli subito di intervenire, altrimenti avrei commesso un duplice omicidio. Voglio giustizia e mi battero’ per averla”.
Sara’ la direzione sanitaria a stabilire, dopo l’indagine interna, quando i due medici potranno rientrare in servizio. ”Quello che hanno fatto e’ grave – spiega il direttore del reparto di ginecologia del Policlinico – ma ci tengo a precisare che la donna e’ stata male non per la lite o per un eventuale ritardo negli interventi da parte dei medici”. ”Tutto si e’ svolto regolarmente – assicura Granese – Non c’e’ alcun rapporto tra la lite e le complicazioni della donna, che sono sorte a prescindere da quello che e’ accaduto”. Intanto il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari, Leoluca Orlando, ha richiesto di relazione all’Assessore alla Sanita’ della Regione Sicilia, Massimo Russo. ”Chiederemo altresi’ – ha aggiunto – un immediato ed esemplare intervento sanzionatorio e cautelare a carico dei responsabili, qualora venisse confermato quanto denunciato dal marito della donna”. Cittadinanzattiva-Tribunale diritti del malato sollecita ”l’immediato trasferimento” dei medici al centro del gravissimo episodio ”anche se non ci fossero responsabilita’ penali” e Ignazio Marino, chirurgo e senatore del Pd invita a non lasciare ”alcuno spazio per l’impunita”’. ”Bisogna fare giustizia non solo per la paziente e suo figlio, ma – dice – per tutti i siciliani”.











Siete semplicemente schifosi ,vergognatevi .spero che vi condannino
Sospesi dal reparto? Spero siano radiati dall’albo e conmdannati senza nessun appello..con questa classe medica Ippocrate sarà incazzatissimo.
Storie di ordinaria amministrazione. Ormai, l’ultima cosa a cui i medici e gli infermieri pensano è la salute dei malati. Sono convinti di lavorare in ufficio e magri cercare di lavorare anche meno possibile. Ecco una buona occasione per dire all’ assessore alla sanità che i veri mutamenti da apportare alla sanità siciliana tutta, ancora aspettano il suo concreto intervento. Pare i politici non vogliano inimicarsi la classe medica ed infermieristica ? In passato ho assistito a problemi di questo genere in altri ospedali.
Appello per l’assessore alla sanità, faccia di tutto no per sospenderli ma per licenziarli immediatamente e poi che vengano pubblicati i nomi di questi mascalzoni. P.S Non capisco come mai per determinati fatti molto importanti non vengono pubblicati i nomi ma le semplici iniziali e poi per cavolate come le amanti di qualche politico che non gliene fotte niente a nessuno o quasi si debba sapere tutto.
Ma quali mascalzoni….questi sono peggio delle bestie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Semplicemente vergognoso. Spero che la paghino e che vengano radiati.