La Consob alla Falck:
“E i soldi che vi deve la Sicilia?”

venerdì 27 agosto 2010
17:23
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La Consob torna a chiedere chiarimenti ad Actelios in merito al riassetto che ha interessato il gruppo Falck. La richiesta di integrazione del documento informativo sull’operazione è stata resa nota oggi da Federico Falck, presidente di Actelios, in apertura dell’assemblea che ha approvato il conferimento di Falck Renewables in Actelios (che ha assunto anche la denominazione della società assorbita).

La Commissione ha chiesto spiegazioni sul contenzioso legale che Actelios ha in Sicilia, dove la società non potrà più realizzare i 4 termovalorizzatori autorizzati negli scorsi anni, e che ha influito nella determinazione del concambio tra Actelios e Falck Renewables (conferita in cambio di azioni di nuova emissione). Mentre Actelios ha chiesto alla Regione un risarcimento di 265 milioni di euro (162,6 a titolo di lucro cessante e 104,9 di danno emergente), parte del lucro cessante è stato tralasciato nel determinare il valore di Actelios. E sulle ragioni di questa divergenza la Consob ha chiesto spiegazioni agli amministratori.

In particolare la Consob ha chiesto “le ragioni che hanno indotto gli amministratori, nella valutazione di Actelios”, a non considerare “il lucro cessante, indicato in euro 162,6 milioni” nella causa in corso in Sicilia. Una domanda non peregrina, specialmente in un’operazione dove il rischio di conflitto di interesse è molto alto (la famiglia Falck controlla sia Actelios che Renewables): un recepimento dell’intero lucro cessante avrebbe infatti determinato un aumento del valore di Actelios, a beneficio non solo dei Falck ma anche degli azionisti di minoranza della quotata.

Gli amministratori di Actelios hanno spiegato che mentre su una parte del lucro cessante, pari a 32,5 milioni, le sue ragioni “sono già state sostanzialmente riconosciute” dall’Arra, l’agenzia della regione Sicilia chiamata in causa (e dunque il valore è stato considerato), “diversamente il riconoscimento delle ragioni di Actelios (e già confermate da periti di parte) circa l’intero lucro cessante dovrà essere oggetto di una consulenza tecnica di ufficio nell’ambito del contenzioso in essere con Arra”. Insomma, sembrerebbe che la consueta alea che connota le azioni legali abbia consigliato una valutazione prudenziale di quello che potrà essere recuperato in Tribunale.

 
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Commenti

  • scritto da Misentopigghiatupucu..

    Altro regalo di lombardo (minuscolo non a caso) al nostro bilancio! E i soldi UE non vengono spesi. Complimenti davvero!

  • scritto da enzo

    considerato che l’appalto fu irregolare sin dall’inizio e qui la vicenda riguarda Cuffaro e Crosta, e che tale irregolarità è stata sancita dal tribunale, ritengo che se danno si deve pagare dovrebbe essere a carico di chi il danno ha provocato. Semmai c’è da chiedersi se trattasi di danno procurato o volutamente provocato. Il fatto che il bando prevedesse queste penali e che non si sia data evidenza pubblica europea alla gara, quando la norma è chiara ed inequivocabile, in me scatta l’andreottiano idioma che a pensar male è peccato ma ci si azzecca, a cominciare da chi l’appalto si è aggiudicato, che sa tanto di spartizione.

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