Ieri sera al Barbera non ha vinto solo il Palermo, e non ha perso solo il Maribor. Ieri sera allo stadio infatti è sceso in campo, ottenendo i tre punti a mani basse, anche l’ennesimo esempio di disorganizzazione. Una vittoria ingiusta, maturata a scapito di un avversario valoroso che non meritava certo questa sconfitta e che ha saputo, nonostante tutto, dimostrare grande onore e grande impegno: il tifoso.
Se partissimo dall’inizio dovremmo raccontare delle lunghe ore di attesa sotto il sole per accaparrarsi, nei pochi punti vendita rimasti aperti (21 in tutta la Sicilia), i biglietti per lo stadio; e forse dovremmo anche raccontare i salti mortali fatti da qualcuno per comprare il tagliando per conto di un amico o di un familiare (quest’anno occorre esibire il documento originale della persona al momento dell’acquisto). E vabbè. Ci può stare. In tempi in cui la parola “sicurezza” detta legge, ben venga qualsiasi decisione. Anche se crea qualche disagio.
Occorre partire invece dalle 19,45 di ieri sera, tre quarti d’ora prima dell’inizio della partita Palermo-Maribor, focalizzando l’attenzione sugli ingressi Nord del Barbera. Lì ci sono i tornelli destinati all’accesso in curva e in gradinata: pochi e inadeguati, soprattutto quelli della tribuna Montepellegrino, dai quali passa il maggior flusso di gente per i due settori più “popolosi” dello stadio.
Così ieri sera la lentezza tecnica delle operazioni d’ingresso, unita all’inspiegabile iniziale chiusura degli ultimi due passaggi (aperti soltanto a partita iniziata), hanno rinnovato il caos che puntualmente si crea in quella zona, in occasione delle grandi sfide del Palermo. In pochi minuti quel budello di strada, largo appena una ventina di metri, ha visto assieparsi circa duemila persone. Gente accalcata, stipata come acciughe in un barile, che per oltre mezz’ora ha atteso pazientemente d’entrare. Pazienza venuta meno quando si è capito che la partita all’interno era già iniziata. 
A quel punto è stato un delirio di spintoni, insulti e liti ai confini della rissa. Solo a quel punto – erano già trascorsi cinque minuti dal fischio d’inizio della partita – gli ultimi due accessi sono stati aperti, consentendo alla gente di trovare una nuova “via di fuga” per tentare quello che si era trasformato ormai in un vero e proprio “assalto al fortino” Barbera: senza più il minimo controllo di documenti o tagliandi (qualcuno, più agile è riuscito persino a scavalcare i cancelli), e determinando una corsa pazza e disordinata verso la gradinata. Con tutti i rischi connessi.
Viene facile quindi domandarsi il senso e il perchè di tante cose. Come l’utilità di questo “passaggio ai raggi x” per l’acquisto di un biglietto, e vanificato in modo impietoso proprio al momento in cui potrebbe servire; o il perchè della decisione di non aprire tutti gli accessi allo stadio prima di una partita così attesa (ieri al Barbera erano in 28mila). Domande già fatte e ripetute in passato, e puntualmente rimaste senza una risposta. Forse perchè l’errore di fondo sta proprio in questo. Il quesito da porsi, evidentemente, è un altro: conviene ancora andare allo stadio?











Conviene andare allo stadio se si è tifosi, se si ama questa maglia, se si vuole godere dal vivo di uno spettacolo…se invece si vuol criticare, lamentarsi…allora è meglil stare a casa, tanto in questa categoria ci ritoviamo anche quelli che sono contro Zamparini, che hanno un’altra squadra nel DNA, che sono sempre contro tutto e tutti. Sicuramnete i disagi per andare allo stadio ci sono, c’è anche una crisi economica che attanaglia le tasche, c’è sempre quel comodo divano che ci aspetta…però nella vita anche i sacrifici sono passione d una vita senza passione è perduta assai…
A prescindere dai racconti pirandelliani del palermitano che ama romanzare, esagerare, abbondare (io alle 19,45 sono entrato senza problemi ed anche se ho dovuto fare un’ora di coda per acquistare il biglietto lo rifarei senza farmi pregare)forse si potrebbe migliorare l’organizzazioen della Palermo Calcio, ma questo significherebbe anche fare saltare qualche testa che è aggrovigliata alla poltrona da chissà quanto tempo e chissà in virtù di quale raccomandazione…quindi diciamo che non è un’ipotesi praticabile. Ed allora? Rinunciamo allo stadio? 0′Nzamai!!! Forse è meglio arrivare un pò prima, socializzare con il vicino di coda, addolcire l’attesa con qualche chiacchera da bar…D’altra parte considerato che a Palermo c’è sempre traffico chye fa buttiamo la macchina? Evidenziato che siamo seppelliti dall’immondizia che fa non mangiamo più? Acclarato che i nostri politici sono tutti di basso livello, che fa..non votiamo più^? Questo si magari….
Questo è il motivo principale per cui dopo anni l’anno scorso ho scelto – convinto – di non rinnovare il mio abbonamento di tribuna montepellegrino (centrale inferiore). Perchè il pubblico di Palermo è da serie A (e anche da Champions) la squadra e il presidente pure. L’organizzazione societaria invece è approsimativa, improvvisata, affidata a soggetti che della organizzazione del lavoro, della comunicazione e dei metodi europei manco conoscono l’esistenza.
Stiamo parlando di una società che purtroppo non sa, non vuole e non è capace di fidelizzare i suoi abbonati storici, in particolare quelli di settori come la gradinata “montepellegrino” che spendono e subiscono in silenzio la disorganizzazione e l’impreparazione. Una volta scrissi al Palermo calcio, attraverso una mail fornita dal sito, per segnalare che trovavo indecoroso che per la gradinata tutta fossero a disponizione soltanto “2 ingressi” mentre per il “popolo della Nord” gli ingressi disponibili fossero almeno il doppio (e pressochè deserti). Che trovavo profondamente ingiusto tutto ciò (e che ritenevo più giusto dedicare più tornelli al settore più numeroso a scapito della curva oltre che fornire un servizio a chi, vivvadio, paga di più). Il Palermo calcio ha risposto che “faceva il possibile e che il tutto – in sintesi – era un limite strutturale dell’impianto. Bastava recarsi allo stadio con largo anticipo per evitare code e disagi”. Mi sarei aspettato semplicemente – non dico le scuse – ma una presa d’atto e rimedi tampone, tipo quelli suggeriti. Ritenevo un mio diritto andare allo stadio non 3 ore prima ma almeno mezzora prima ed entrare. E se disagio dovesse esserci constatare almeno la volontà e la voglia della società di fare “tutto il possibile” per alleviarli e col tempo eliminarli. Invece a 2 anni di distanza nulla è cambiato e sono dunque convinto di avere preso la decisione giusta. La fede per il Palermo è una cosa ma la dignità calpestata ed essere trattato da pecora ignorante – da parte di chi lavora al Palermo ancora oggi convinto di essere, vivere e lavorare nel 1960 – è proprio altra cosa. Forza Palermo ma zamparini adesso, dopo la campagna acquisti calciatori, pensi ora a uno staff operativo-societario al passo coi tempi!
La cosa che più stupisce è che ai tornelli si perquisice il bambino con la bottiglietta d’acqua mentre in curva nord entrano tranquillamente petardi e fumogeni che possono portare a prese di posizione dell’UEFA che sull’argomento non è tenera.
Detto questo c’è da dire che c’è qualcosa che non funziona nella gestione organizzativa che va dal rinnovo degli abbonamenti alla vendita dei biglietti con metà dell ricevitorie lottomatica chiuse per ferie (al botteghino dello stadio solo due sportelli aperti più un terzo dopo veementi proteste a partire dal martedì) per passare dal caos degli ingressi (se ci sono i tornelli perché non utilizzarli tutti?) fino al vizio palermitano di arrivare allo stadio a partita iniziata e sedersi nei gradini di accesso, dove per altro gli steward sono in numero insufficiente (solo uno nel settore C16 della gradinata superiore).
Probabilmente il responsabile dell’organizzazione non è all’altezza della situazione e così come Zamparini esonera senza pietà gli allenatori che non rendono, stesso trattamento dovrebbe riservare al responsabile della stessa per manifesta incapacità.
i tifosi hanno preso sul serio le parole del presidente, che l’invitava ad andare in massa allo stadio; un po’ meno i responsabili del settore vendite on line (non chiudere alle 13.00 di martedì, avrebbe alleggerito le code alle rivendite) e degli accessi allo stadio (tutti tornelli aperti no ? non si può ?)
Cari amici scrivo questa email per rappresentarvi la mia da ex responsabile dei servizi accesso allo stadio. Spesso capita che il palermitano è abituato a venire all’ultimo momento e pretendere un tappeto rosso pronto ad accoglierlo. Bene sappiate che lo scrivente si è imbattutto molto spesso nell’inciviltà di chi senza biglietto pretende di entrare. Ciò premesso devo anche dire che poco tempo fa il sottoscritto prendeva un megafono e gridava verso il pubblico invitandolo ad andare presso altri tornelli aperti e privi di affluenza. Oppure ritardava, in sintonia con le forze dell’ordine, di qualche minuto l’apertura dell’ingresso più affollato in modo da consentire alla folla di spostarsi verso quelli vuoti. Devo anche dire che l’organizzazione ha bisogno di miglioramenti sostanziali sul piano formativo e sul piano operativo. Ricordo bene come funzionavano i servizi durante ITALIA 90 (senza troppa modestia ne facevo parte) e ho anche lavorato per l’UEFA (sono tra i pochi ad avere un attestato rilasciato da partner UEFA circa organizzazioni ed eventi di tale portata). In bocca al lupo e buon divertimento per la nuova stagione agonistica io la vedrò in TV.
Caro Salvo (ex responsabile dei servizi di accesso allo stadio). Felice che tua abbia l’attestato dell’Uefa. Dispiace però che il tuo punto di riferimento (organizzativamente parlando) sia Italia 90, roba da paleolitico del calcio. E da ciò si dimostra come l’organizzazione mentale e tecnico-organizzativa sia inadeguata in seno al Palermo Calcio. Perchè bloccare gli accessi, fare infuriare le persone, per convogliare il “gregge” verso altri tornelli, precedementemente chiusi? Lo stadio ha 50 tornelli? Apriteli tutti. Punto e basta. Altre scelte sono incomprensibili (che vengano da tizio, caio o dalle forze dell’ordine, sia chiaro). Che il palermitano sia incivile è un dato di fatto. Che ci sia il furbo che non vuol fare ila e quello senza biglietto pronto a imbucarsi sono dati inconfutabili. Ma che c’entra questo con la disorganizzazione e con maschere che non sono in grado di svolgere il proprio mestiere (che si intestardiscono sulla bottiglietta d’acqua del bimbo mentre gli intoccabili della Nord hanno bengala, bidoni di vino e petardi?)?
E poi, caro Salvo, faresti bene a ricordare che l’abbonato non è solo un utente, è anche e soprattutto uno spettatore/cliente/pagante, colui cioè che contribuisce al sistema che ti consente di lavorare. Arrivare anche mezzora prima della partita non è un delitto per cui DEVI scontare le pene dell’inferno (vedi code infinite). E’ un diritto che l’abbonato deve potere esercitare. Certo mette in conto un po’ di coda. Non certo, però, tutti gli spettatori di gradinata fuori per i capricci di un organizzazione approssimativa e degna di una società di quarta serie.
Io sono tifoso del Palermo ma a causa di questi disservizi, per me intollerabili (senza parlare della mancanza di accortezze per fidelizzare chi è titolare di abbonamento di gradinata inferiore da oltre 5 anni) la squadra la vedrò solo in tivvù. Fino a quando non vedrò cambiamenti sostanziali anche tra chi, da dietro una scrivania, ha dimostrato di non essere all’altezza. E per vedere vero calcio, sereno, prima, durante e dopo la partita, arrivando ai tornelli anche 10 minuti prima del fischio di inizio (altro che organizzazione di Italia 90), ho deciso di spendere i miei soldi per un abbonamento ad un top team della Premier League. Posto garantito, grande calcio da godere allo stadio con moglie e figlia al seguito, assoluta fidelizzazione dei supporter (alla sottoscrizione dell’abbonamento ti inviano sciarpa, cd rom fotografico, calendario con immagini e carnet con buoni sconto da spendere nei negozi allo stadio). Caro Salvo – scusami – ma io da (ex) abbonato non voglio essere considerato un numero e trattato come una pecora. Fin quando sarà così, dispiace. Ognuno per la sua strada. Tifo Palermo, ma per vedere calcio dal vivo “emigro” in Inghilterra. Ossequi.
Sig. Presidente Zamparini, questa situazione è solo ed eslusivamente una sua grave inefficienza gestionale.
saluti