Addio a Mario Infantino. Protagonista della commedia siciliana

venerdì 20 agosto 2010
15:15
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Si è spento ad Alcamo, dopo lunga agonia, superata la soglia degli ottant’anni, l’attore Mario Infantino, a cui si deve, non solo di avere portato in scena, interpretandole e da regista, le più brillanti commedie in lingua siciliana, ma più ancora una vita dedicata al lavoro (è stato direttore dell’agenzia Enel di Alcamo), alla cultura (ha fondato la Proloco di Alcamo), all’arte, e al Consolato dei Maestri del Lavoro di Trapani, da lui istituito all’indomani del conferimento dell’alta onorificenza, nel 1991, da parte del capo dello Stato, del magistero del lavoro, di cui è stato più volte Console ed era, attualmente, Console emerito.
“Di lui, vogliamo ricordare le commedie messe in scena: Matrimoniu ppi procura di Lucio Galfano, Don Peppinello di Giovanni Girgenti, Don Gesualdo e la ballerina di Santi Savarino, M’e soggira Ioli mnariu di Lucio Galfano, Fidi la serva e no lignu di varca di Ferruccio Centonze, Mamà mi vulissi maritari di Lucio Galfano, Dda carogna di me ziu di Lucio Galfano, Pani e tumazzu di Lucio Galfano, A birritta cu i ciancianeddi, commedia dialettale di Luigi Pirandello.
Mario Infantino, straordinario attore dialettale è stato capace di farci sorridere, piangere, gioire ma anche di farci compiacere di essere siciliani” ha commentato Antonio Fundarò, giornalista e docente universitario, ricordando di Mario Infantino “la grande umanità, la straordinaria disponibilità, la non comune voglia di riuscire a tutti i costi a fare della nostra Sicilia il baricentro artistico e culturale del Mediterraneo, a partire, proprio, dalla lingua siciliana che egli riesce a far rivivere nella sua più straordinaria attualità, significazione e significato”.
“Un uomo di grande umanità – ha commentato Roberto Calia, più volte presidente regionale della San Vincenzo de Paoli della Sicilia -  che ha saputo svolgere l’incarico di tesoriere regionale della Società con grande responsabilità, opera caritatevole, dignità”.
Nel messaggio fatto pervenire ai familiari del Maestro del Lavoro, il sindaco Giacomo Scala ha avuto modo di elogiare il concittadino Mario Infantino che gli ha dato, in questi anni, “la possibilità di ammirare in lui i decorati della  “Stella al Merito del Lavoro” che il Presidente della Repubblica concede a coloro che si siano particolarmente distinti per singoli meriti di perizia, laboriosità e di buona condotta morale. Mario Infantino è stata una pietra miliare della cultura alcamese e rimane un esempio fulgido da seguire”.
“Mario Infantino rappresenta per i siciliani – ha commentato il senatore Nino Papania, vice presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato -  il perno di quel percorso di riscatto culturale che ha avuto in lui un importante antesignano anche quando, nei momenti più duri della vita della nostra Sicilia, ha avuto il coraggio di denunciare, con l’arte e con l’apostolato del lavoro, quanti hanno compromesso gravemente lo sviluppo ed il riscatto di questa terra. Mario Infantino va ricordato per questa voglia di fare, per la sua autorevolezza culturale, ma ancor di più per il senso della famiglia e dell’impresa. Lui che diresse, come si guida una famiglia, l’Enel di Alcamo, con magistrale competenza, per diversi lustri”.

 
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