Incidente stradale vicino Como
Muore donna nissena incinta

mercoledì 18 agosto 2010
18:34
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E’ originaria di San Cataldo (Caltanissetta) la famiglia distrutta dall’incidente stradale di ieri sera a Gironico. La vittima è Maria Soraya Annibale, 21 anni, residente con il marito a Villa Guardia, vicino al luogo dell’incidente.
Il marito Rosario Lunetta, anche lui 21 anni, è rimasto illeso: è stato costantemente informato dai sanitari su quanto stava accadendo in ambulanza e ora si trova con la bimba in ospedale.
La donna era alla 36ma settimana di gravidanza. Secondo quanto hanno reso noto i soccorritori, dopo l’impatto frontale la donna ha riportato un gravissimo trauma toracico, ma è stata lei stessa ad uscire dall’abitacolo, preoccupandosi per la sorte della nascitura. Ma pochi istanti più tardi si è accasciata, perdendo conoscenza. “Quando siamo arrivati abbiamo subito verificato che le condizioni della paziente erano instabili, e in ambulanza abbiamo deciso di intervenire con il parto cesareo” racconta Francesca Gattì, 30 anni, il medico rianimatore che ha operato. “Lo abbiamo fatto per salvaguardare la bimba ma anche la madre, senza mai separarli. E’ un po’ complicato farlo in ambulanza, non mi era mai successo, ma non c’era altra scelta”. La mamma non è mai stata separata dalla bimba, ma non è bastato: Maria Soraya Annibale è morta al pronto soccorso.

L’hanno chiamata Marisol Soraya, un nome che rocorda quello della mamma morta, e pesa tre chili la bimba fatta nascere in ambulanza con parto cesareo da un medico rianimatore, dopo l’incidente che ha provocato la morte della madre. “Le sue condizioni sono stabili ma gravi, perché a causa dell’arresto cardiaco della madre c’é stata una riduzione di flusso di ossigeno e sangue agli organi principali” ha spiegato ai giornalisti Paolo Bini, vicedirettore dell’unità di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Sant’Anna di Como. Attualmente la bimba è in coma farmacologico e sottoposta a trattamento di ipotermia: una valutazione più precisa delle sue condizioni è attesa fra due o tre giorni, quando verrà fermato il trattamento. Difficile invece valutare nel breve periodo eventuali danni neurologici che possano essere stati determinati.

 
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