“La manovra del Governo nazionale
penalizzerà il bilancio regionale”

martedì 17 agosto 2010
11:20
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L’assessorato regionale all’Economia ha posto in cantiere un disegno di legge di bilancio, relativo al periodo compreso tra il 2011 e il 2013, i cui contenuti sono stati resi noti da una circolare inviata dal vicepresidente della Regione Siciliana con delega all’Economia Michele Cimino. Un provvedimento che avrà sostanzialmente l’obiettivo di incidere con efficacia nel delicato processo di contenimento della spesa pubblica, e che potrà godere della “scia” positiva derivante dell’applicazione dell’articolo 4 della L.r. 6/2009 che ha fissato a 700 milioni di euro l’anno il blocco della spesa.
“Va evidenziato – dichiara Cimino – che la situazione finanziaria della Regione continua ad essere strutturalmente caratterizzata da una spesa consolidata difficilmente comprimibile e da insufficienti risorse finanziarie, fattori questi che hanno reso complessa e difficile l’approvazione dei documenti finanziari per il corrente esercizio finanziario, cioè bilancio di previsione e legge finanziaria”.
Il vicepresidente della Regione quindi non fa mistero di una certa criticità nei confronti della manovra emanata a maggio dal Governo nazionale: “Tale manovra – spiega Cimino – comporta minori trasferimenti diretti da parte dello Stato, la riduzione delle entrate tributarie ed un più oneroso concorso al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica determinato, complessivamente per tutte le Regioni a statuto speciale, in 500 milioni di euro per il 2011 e in 1.000 milioni di euro per il 2012, ed il cui impatto sul bilancio della Regione siciliana è stimabile, in termini di maggiori oneri, in circa 200 milioni di euro, per l’esercizio finanziario 2011, ed in circa 400 milioni per l’esercizio finanziario 2012″.
“E’ fuor di dubbio – aggiunge l’assessore – che la manovra economica nazionale influenzerà negativamente la già difficile costruzione dei documenti finanziari per l’anno 2011 e per il triennio 2011-2013 che, conseguentemente, non potrà prescindere dall’obiettivo prioritario di attivare comportamenti coerenti con le regole imposte dal Patto di stabilità, perseguendo, altresi’, la stabilizzazione finanziaria e il rilancio dell’economia”.

 
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Commenti

  • scritto da siciliano

    A Cimì, la colpa è sempre degli altri? State affamando la Sicilia con questo governo di cialtronisti alla rinfusa. Basta!

  • scritto da enzo

    iniziamo a tagliare i costi della politica: un assessore tecnico costa 200.000 euro all’anno circa in più rispetto adun assessore deputato, allo stato sono in sette e risparmiamo circa 1,4 milioni -esterni dei gabinetti circa 10 milioni annui – indennità nei gabinetti, chi lavora straordinario chi passeggia, niente indennità, risparmio di ben oltre 10 milioni, consulenti altro 1,5 milioni e con un paio di provvedimenti di giunta recuperi subito almeno 25milioni di euro. Dirigenti: togliere la condizione di garantire un contratto a tutti con relativa parte variabile,i contratti si facciano quelli realmente necessari. Non ricorrere a dirigenti generali esterni con aggravi di costo pari agli assessori tecnici e con risultati che non sembrano avere prodotto chissà quale novità e portanza degli stessi. tagliare tutte le forme di patrocinio oneroso per sagre e feste che spesso rimangono nei manifesti. Fare un piano industriale vero e proprio circa l’utilizzo del personale, favorendo il prepensionamento che se è vero rimane a carico della regione, nell’immediato provocherebbe risparmi medi del 30% nella differenza stipendio/pensione, ma provocherebbe risparmi di scala notevolissimi sui costi di gestione del personale dai locali ai consumi, ma anche su redditi accessorie missioni e quant’altro. Io non scopro l’uovo di colombo, queste cose le sanno tutti, ma nessuno è disposto a pagare il costo dell’impopolarità che una manovra pensata in questi termini comporta, e allora ci ritroveremo con i soliti pannicelli caldi, con tagli settembrini sparati “all’ urbigna”, sensa senso e senza prospettive. ennesima occasione persa.

  • scritto da carmelo

    Concordo pienamente con quanto scrive Enzo, sono tutte cose che si potrebbero fare subito, soprattutto il taglio dei costi della politica e le retribuzioni esorbitanti erogate a dirigenti, “gabinettisti”, “esperti e consulenti”.
    Aggiungerei anche la liquidazione di carrozzoni come le società partecipate (vedasi i costi di “Sicilia e-Servizi!) e la Regione potrebbe arrivare a risparmiare anche un centinaio di milioni di euro.
    Purtroppo si dovrebbe incidere sulla “carne viva” di clientele e rendite parassitarie, e non credo che nè l’attuale governo regionale, nè il prossimo che verrà, abbiano alcun interesse a farlo.

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