Era la casa di Bernardo Provenzano
Oggi è un laboratorio della legalità

Era la casa di Bernardo Provenzano Oggi è un laboratorio della legalità
domenica 15 agosto 2010
16:55
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Nel pieno centro di Corleone una palazzina di due piani confiscata alla famiglia di Bernardo Provenzano è diventata oggi la Bottega dei saperi e dei sapori, gestita dall’associazione laboratorio della legalità. Metterà in vendita prodotti provenienti dalle terre sequestrate a Cosa nostra. La struttura è stata inaugurata dai ministri dell’Interni e della Giustizia, Roberto Maroni e Angelino Alfano, alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, del capo della polizia, Antonio Manganelli, del comandante dei carabinieri, generale Leonardo Gallitelli, del comandante della guardia di finanza, generale Nino Di Paolo. Grande agitazione e dispiegamento delle forze dell’ordine, nelle anguste stradine del paese natale di Provenzano. Con tiratori scelti sul tetto della palazzina di due piani inaugurata. Scarsa invece – forse anche perchè ferragosto – la partecipazione dei corleonesi all’evento. ”La Sicilia – ha detto Maroni – è ormai la mia terra di adozione: sono venuto più qui in questi due anni che a Bergamo e a Brescia”. Oggi, ha sottolineato, ”è un momento commovente, l’inaugurazione di questa bottega è un atto simbolico molto importante che evidenzia lo sforzo fatto per sequestrare i beni ai mafiosi e metterli a disposizione della comunita”’. Da parte sua Alfano ha parlato di ”giorno bellissimo per i siciliani onesti, in cui si conferma la linea del governo di usare i beni della mafia contro la mafia. Significa che i siciliani sono in grado di liberarsi della tenaglia mafiosa anche con gesti come quelli di oggi”.

 
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Commenti

  • scritto da Bernardo

    Un’altra occasione per sbandierare di essere i più bravi e i più belli. Ascoltino invece gli appelli di pm e polizia sul tema intercettazioni. Antimafia delle chiacchiere. Si prendono i meriti si quelli a cui vogliono legare le mani.

  • scritto da Giuseppe Maritati

    Caro ministro,
    quello che conta non è venire spesso in Sicilia ma fare uno sforzo di verità per capire di più e meglio la realtà. Sempre che vogliamo cambiarla dimentichando una volta per tutte la “cultura del fare” che si è rivelata largamente fallimentare come risulta dall’ultima indagine della Corte dei Conti in materia di «messa in sicurezza degli edifici scolastici, legge 433/2001″. Ma, per restare al tema mafia, lei sembrerebbe ancora convinto che magistratura e forze dell’ordine (con questi risultati che tutti apprezziamo) riusciranno a liberare il Paese in via definitiva e presto.
    I meridionali invece ai miracoli non credono più, pur colpevoli di tutti i mali dell’universo, pensano che la mafia sia un cedimento culturale prima che un problema giudiziario e poliziesco. E che la chiave per sradicarla sia, innanzitutto, nel corretto funzionamento della scuola e dell’istruzione che qui continua ad essere negata dalla Gelmini. Rifletta un momento su ciò che il suo governo ha fatto in questi ultimi e quello che avrebbe potuto fare. Alla prossima gita non abbia paura del pubblico, non si chiuda pure Lei come altri suoi colleghi nelle caserme. Siamo persone pazienti e pacifiche. Siamo greci, se lo ricordi sempre.

  • scritto da Nadia

    “Scarsa la partecipazione dei Corleonesi” Ma perchè, fissare una cerimonia tanto significativa alle 13 del giorno di Ferragosto, è forse un modo di incoraggiare la partecipazione? No, secondo me è un atto di arroganza estrema. “La mafia finirà quando i giovani le volteranno le spalle” diceva Borsellino, e sappiamo bene che la partecipazione, la cittadinanza attiva, l’impegno collettivo sono le sole risposte. Ma sono risposte che costano fatica, sacrifici, scelte anche dolorose, soprattutto se ne consideriamo il peso in contesti “caldi” come può essere Corleone. E allora non bisognerebbe forse incoraggiarli i cittadini? Non bisognerebbe forse fare il possibile e l’impossibile affinchè essi per primi possano sentirsi protagonisti nella lotta alla mafia? E in ogni caso, perchè mi sembra che ci sia molta voglia di fare passerelle e combattere la mafia con gli uffici stampa, piuttosto che con il coraggio, l’etica, l’impegno, come fanno davvero in tanti a Corleone?

  • scritto da demetrio

    Oggi per questa inaugurazione si sono spesi la bellezza di circa 1 milione di euro tra elicotteri, macchine blindate, personale impiegato, ecc., un po troppi in questo periodo di crisi. Giusta e necessaria la lotta alla mafia, meno lo sperpero di soldi pubblici!!!!!!!!!!!!!!!!

  • scritto da markus

    sottoscrivo il commento di nadia.
    capisco inoltre che sulla scelta dell’orario (opinabile tra l’altro) e per la giornata che era, le realtà locali come la nostra amministrazione di sicuro avranno dovuto mandare giù questo boccone amaro.
    Non vorrei che si sia fatta solo passerella………..sarebbe una gran occasione persa

  • scritto da maurizio67

    Forza Maroni continuiamo così che fra un pò non ci saranno più. Sei stato il ministro (aiutato dal governo) che più d’ogni altro ha ottenuto risultati significativi nella lotta contro la criminalità organizzata (non scordiamoci anche le altre mafie). Sicuramente meglio del sig. Di Pietro che anteponeva la lotta alla criminalità alla lotta contro i suoi avversari politici.

  • scritto da salvo

    Il palazzo di Piazza Indipendenza quando lo sequestrano.???

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