Dalla parte di Vito Andrea,
dalla parte di suo padre

lunedì 9 agosto 2010
19:08
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(rp) Comunque la pensiate di Massimo Ciancimino jr, ora è il momento di stringersi accanto al piccolo Vito Andrea e a suo padre. Chi scrive non è esattamente un acritico interlocutore di Massimo. Eppure – a naso e di testa - ne siamo certi: mai immischierebbe suo figlio in un imbroglio per ricevere sostegno mediatico, in una simulazione di minaccia tanto atroce ed emotivamente costosa (lo specifichiamo, visto che già è in atto la corrosione sotterranea dei diffidenti di professione). Questione di amore e di onore. Dunque, quella busta minatoria è vera. Vera la lettera. Vero il proiettile. Vero lo sgomento.

Vera la viltà degli infami che chiamano gli altri “infami” per metterli al loro posto. Ne consegue una semplice deduzione: le dichiarazioni di Ciancimino jr bruciano. Non sappiamo a chi e perché. Innegabilmente bruciano.

Vito Andrea Ciancimino rischia di crescere male. Ha un nome e un cognome da zavorra, da assenza di respiro. Esordisce pubblicamente come destinatario di un proiettile di kalashnikov. Che adulto diventerà mai un bambino di cinque anni accompagnato dalla paura? Sarà timoroso, incattivito, sfiduciato, isolato? Seguirà l’ombra tortuosa del nonno – pur senza commetterne i reati - o l’altro, più complicato, sentiero? Penserà che il mondo è un affare di Cose Nostre e proiettili, o avrà più luce sul suo cammino? Si convincerà, strada facendo,  che è meglio trovarsi presto un clan di protezione, o vivrà da individuo libero?

Ecco perché dobbiamo stringerci accanto a lui e a suo padre, con la massima gradazione di calore,  per tentare di raddrizzare la storia e i suoi accordi sbagliati, mentre siamo in tempo. Vogliamo che un giorno qualcuno possa dire di un Vito Ciancimino, correggendo per sempre il senso comune del nome : “E’ una persona coraggiosa e perbene”.

 
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Commenti

  • scritto da alice nel paese di qualcheposto

    Egr. Dr. Puglisi
    le dichiarazioni di Massimo Ciancimino bruciano a chi ha fatto dell’appartenenza a un sistema una regola di vita non derogabile.
    Ha toccato con le sue dichiarazioni i santuari del potere oltre che dei quattro tagliagole finiti al fresco.
    Ha parlato di Mafia, di massoneria, di politica.
    Il metodo usato da suo padre per la gestione del potere mafioso e’ ormai obsoleto.
    Ma per capire l’attuale metodo si deve andare a fondo su quello che e’ successo allora.
    Oggi la mafia non compra piu’ immobili o materia sequestrabile.
    Entra con denaro apparentemente pulito in societa’ finanziarie, le smantella, le smembra e ne esce con denaro sonante e pulitissimo.
    Via internet oggi si puo trasformare denaro sporchissimo in denaro pulito.
    Chi e’ stato in qualche modo limitrofo ne paga il prezzo.
    Non e’ concepibile che venga minacciato un bambino di 5 anni per intimidirne il padre. Ma li’ si vedranno le palle del padre che vuole riabilitare se stesso per dimostrare che una societa’ futura avra’ un Vito Andrea Ciancimino che puo’ camminare a testa alta.

  • scritto da esagono

    Lui dice che sta parlando per suo figlio, per riscattarlo dal cognome che porta. Qualcuno avrà pensato che così come sta parlando per suo figlio, suo figlio potrebbe essere l’unica ragione per cui smettere di parlare. Mi sembra ovvio. Alla fine cercare di spiegare al mondo le ragioni della sua scelta si è rivelato controproducente.
    Mai svelare troppo se stessi!!!!!!!!!!!!!!!
    Viene usato contro di noi.

  • scritto da Calogero Burgio

    Non condivido la scelta di Massimo Ciancimino di smetterla di dire ciò che sa,anche se la solidarietà verso suo figlio e anche verso la moglie e tutti i familiari è del tutto eveidente che non può mancargli, al di la delle sue responsabilità nella carrea condotta del nonno Ciancimino Vito che è alla base di tutto.Ma sul piano della logica, questa minaccia lascia come tutte le minacce il tempo che trova.Primo perchè se Ciancimino già con quello che ha detto ha aperto un nuovo squarcio nelle tenebre della ricerca della verità non si capisce cosa possa fermare una lettera con proiettile.Secondo se la lettera serve a fermare altre cose che chi l’ha mandata conosce e Ciancimino potrebbe ancora dire di nuove ed eclatanti c’è da chiedersi perchè Massimo ancora non le abbia dette.E sotto quest’ottica anche quella di voler ritirare il libro pubblicato con tanta enfasi non ha alcun senso visto che migliaia di copie sono già in mano ai lettori.Di tutto ciò che Ciancimino ha detto gliene sarà chiesta conferma nei processi in cui è coinvolto e in quelli che lo chiameranno a testimoniare.Che farà negherà le cose dette rischiando una incriminazione per falsa testimonianza o altro…Non ha senso tutto questo.Egli è già sotto protezione con la famiglia e quindi materialmente non è attaccabile da Cosa nostra.I paroli un fannu purtusa si dice in sicilia e quindi Massimo, coraggio hai fatto tanto, continua a percorrere la strada della legalità con coraggio….e Tuo figlio un giorno sarà contento che grazie al padre avrà riacquistato la dignità del cognome rovinato dal nonno….

  • scritto da Roberto

    Solidarietà al piccolo Vito Andrea ed al padre Massimo.

  • scritto da esagono

    Secondo me, a parte quello che ho scritto ieri sera, su Massimo Ciancimino i magistrati devono decidersi. Non capisco il ruolo di Massimo Ciancimino nei processi: dichiarante. Che vuol dire dichiarante? Ormai è da tempo che sta parlando. I magistrati hanno abbastanza elementi per decidere se lui è attendibile o no. Se lo considerano attendibile, allora che gli riconoscano il ruolo o di collaboratore o di testimone con tutto quello che ne segue per queste due figure. Lo si faccia entrare in un programma di protezione insieme alla sua famiglia, dopo di che lui si impegna a dire tutto quello che sa. Secondo me una possibile decisione è smettere di parlare alla luce delle minacce ma un’altra decisione è quella di pretendere la giusta protezione. Lui ha detto che non aspira a nessun piano di protezione ma quello che è successo fa capire come sia materialmente impossibile collaborare con la magistratura senza il suddetto piano.

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