I ragazzi che muoiono d’estate. Punto. Non ci sarebbe niente da aggiungere al tema, Prof. Come dice: abbiamo superato l’età dei banchi di scuola? Non è vero, noi quel banco lo portiamo dentro. Sempre. E portiamo dentro di lo spicchio di sole che allagava di luce la classe dalla finestra. Pensavamo fosse una incantevole prefazione dell’avvenire.
Ce lo portiamo dentro quel banco. Ecco perché non possiamo restare indifferenti alla morte di Andrea Brugnò, un ragazzo del Meli di appena diciotti anni, ucciso ieri da un incidente stradale. Non possiamo restare immobili. A distanza siderale di galassie e di anni era un compagno di scuola. Ma se fosse un’altra la scuola, nulla cambierebbe.
Il liceo classico Meli di Palermo ha conosciuto una storia tragica e travagliata. In piazza Croci, ai tempi, era un rudere. Trasferirono la sede solo dopo l’incidente del 25 novembre 1985. Un’auto di scorta ai giudici Borsellino e Guarnotta piombò sulla fermata. Biagio Siciliano e Giuditta Milella morirono. Per dire, Prof. – ma lei lo sa bene – che noi ragazzi del Meli abbiamo una certa dimestichezza col dolore e con la morte. Anche quella macchina di scorta assassina, come il banco, è entrata un giorno nei nostri pensieri per non uscire mai più.
Andrea. Diciotto anni. Ucciso da un incidente d’estate, sulla via di Mondello e del mare che scalava con lo scooter. Aveva festeggiato il compleanno il venti giugno. Il padre racconta: “Chi era mio figlio? La sera veniva accanto a me, si accoccolava e si addormentava. Ecco chi era”. Verranno i giorni del posto vuoto sul divano, accanto all’ombra del padre.
Come dice, Professore? Dice che ricordando Andrea Brugnò faremmo un torto agli altri, a quelli che non abbiamo ricordato? Sbaglia. Tutti sono presenti, di tutti abbiamo scritto. I giornali sono un camposanto peggio delle strade. Non scorderemo Enrico di via Tolomea. Non scorderemo Salvo, che amava l’Inter, di via Mattei. Non scorderemo Carmelo, Giuseppe. Sono tutti caduti in quella piccola città. Sulla via del mare.
Così è morto Andrea. La fine è arrivata nel mezzo del principio, nella stagione della luce che entra in classe e la allaga, fino a sembrare una incantevole premessa. Ha ragione, Prof, il tema. I ragazzi che muoiono d’estate. Punto.
R.P.











IO so solo che da madre, ogni volta che i miei figli escono di casa, in moto o in macchina poco importa, anche se cerco di non mostrarlo, anche se appaio ai loro occhi serena, una piccola pulce di apprensione mi si attacca al cuore e non va via fino a quando non li vedo tornare a casa. Credo sia un sentimento comune in tutti i genitori, lo provavano i miei ed ora tocca a me…..
Ho condiviso il banco di scuola con il padre di Andrea. Abbiamo giocato a calcio, abbiamo fatto gite. Siamo cresciuti, siamo diventati mariti e padri. Ci incontravamo, seppur raramente, raccontandoci dei figli che crescevano. Ci sono morti attese, altre annunziate e temute, alcune agognate per la fine di una sofferenza. Altre, come queste che ricordi, Roberto, dei ragazzi di un liceo palermitano, assolutamente ingiuste.
Ciao a tutti, sono Valerio il cugino di Andrea Brugnò. E’ giunta la notizia che ci sono dei testimoni che hanno assistito all’incidente. Vi prego di mettervi in contatto al più presto, perchè abbiamo il diritto di conoscere la verità, il dubbio ed il nervosismo ci sta logorando ancor di +. La dinamica a noi tutti i familiari, non è chiara: probabilmente qualcuno lo ha stretto ed Andrea, perdendo il controllo dello scooter, si è schiantato su un albero, morendo sul colpo. Vi sono tracce sul marciapiede di Via Regina Margherita (verso Palermo) per 25 metri circa prima dell’ impatto definitivo. Era sempre prudente e meticoloso ogni qualvolta che utilizzava la moto, con tanto di casco e giubbotto di protezione.
Vi prego di far girare la notizia e mettervi in contatto quanto prima.
Grazie di vero cuore.
V. & L.
La verità è che a nessuno di noi genitori fa piacere ricevere una notizia del genere . Poi a mente serena chi di noi ha mai levato il motore al figlio se lo vede scorazzare senza casco …. chi ha mai ringraziato i vigili quando sequestrano i motori perchè circolano in modo criminale…. credetemi come genitore provo un grosso dolore per quello che è accaduto , ma voglio ricordare che è ora di smettere di essere garantisti e attaccare sempre le forze dell’ordine quando fanno il proprio dovere .Andrea è un pezzo di noi che no c’è più e ha ragione il padre a dire che verranno quei giorni in cui lui non si ritroverà sul divano il figlio a farsi coccolare.
Per concludere voglio dire che è ora di ricominciare a vivere e per vivere non intendo sballare la notte ma cominciare a capire i veri valori della vita , visto che molti ragazzi dopo avere subito un incidente sono pronti a dire ” che ci fa tanto si vive una sola volta” tutto ciò è sbagliato e per correggerlo occorre sensibilizzare le coscienze attraverso le famiglie.
Alla famiglia Brugnò porgo le mie più sincere cordoglianze .
Non abbiate paura vi prego se ci sono persone che hanno assistito anche parzialmente all’ incidente mortale si facciano avanti. Basta avere paura basta con questa omertà, con questa mafia. Facciamo giustizia dobbiamo sapere, la verità ci renderà liberi da questo peso troppo grande. Vi prego aiutatemi, aiutateci. grazie di vero cuore!
Andrea vi ringrazia.
Mi manchi fratello.
Valerio
Caro Valerio, grideremo forte il suo appello finchè non verrà fuori la verità. Intanto le più affettuose condoglianze da tutti noi alla famiglia di Andrea.