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	<title>Commenti a: Giornale di Sicilia sul mercato</title>
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		<title>Di: Antonio Diliberto</title>
		<link>http://www.livesicilia.it/2010/07/29/giornale-di-sicilia-vendesi/#comment-95709</link>
		<dc:creator>Antonio Diliberto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 14:37:20 +0000</pubDate>
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		<description>Ho letto sul web questa illuminante e allarmante denuncia di Pino caruso. Ma com&#039;è che nessuno ne parla? Il silenzio a chi giova? Grazie, Antonio Diliberto
telamonio@iol.it

Ve la trasferisco per conoscenza pari pari.

LE FERROVIE E L’UNITÀ D’ITALIA 


Nessuno ne parla, nessuno se ne occupa. Nessuno si scandalizza. Nessuno urla. Nessuno denuncia una disparità iniqua a danno del sud, né politici siciliani e no, né giornalisti siciliani e no; come se la cosa non riguardasse almeno un terzo dell’intero paese, come se la cosa fosse fatta d’aria e non di strade ferrate e di convogli di ferro. L’insieme dei quali è detto ferrovie.
Bene. Anzi male. Malissimo. La disattenzione dei giornali, per non dire del governo e della televisione – che, nel nostro paese, sono la stessa cosa - circa la situazione delle ferrovie al sud, con particolare riguardo alla Sicilia, è totale. Persino offensiva; eppure i treni da e per l’isola sono di solito pieni; nonostante tutto; ma proprio tutto; ché le ferrovie in Sicilia sanno ancora di Ottocento: una grande occasione per chi fosse intenzionato a viaggiare nel tempo, un pessimo affare per coloro che si ostinano a servirsene oggi. Appartengo a quest’ultima categoria (e un po’ anche alla prima). L’aereo mi spaventa. Il treno mi rassicura. L’unico incidente di volo che può capitarmi è che un aereo cada sul mio treno. Una coincidenza, per fortuna, altamente improbabile.
 Ma veniamo alle cose serie; anzi drammatiche. Le ferrovie, in Sicilia, allo stato attuale, attengono più al surreale che al reale. La velocità (?) dei treni ricorda le locomotive ansimanti e sbuffanti dei secoli scorsi, L’unico, passo in avanti, rispetto a quel tempo, è costituito dalle Littorine (il cui nome da solo racconta la lontananza dalla quale provengono), che collegano (ma sarebbe meglio scrivere ‘che allontanano’) alcune città siciliane tra di loro. La Palermo Catania, centonovanta chilometri, registra un tempo di percorrenza di sei ore. Il resto è anche peggio; e su tutte le tratte corre (e si fa per dire) un unico binario. La consolazione che se ne può trarre è, che da noi, un incidente per eccesso di velocità è praticamente impossibile. 
I treni Eurostar, Frecciarossa (che percorrono cinquecento chilometri in tre ore e 30 minuti - come quelli in funzione tra Milano e Roma) da Napoli in giù non esistono. E tuttavia, vengono orgogliosamente definiti da Trenitalia ‘il simbolo di un paese che cresce’. Quale Paese? L’Italia? Ma la Sicilia ne fa parte? Non lo so più. 
Ma entriamo nel dettaglio del vagoni per il trasporto passeggeri. Quando diventano vecchi (i vagoni, non i passeggeri), e non sono più buoni per viaggiare al nord, quando cominciano a cadere a pezzi, li mettono in funzione al sud, segnatamente in Sicilia. 
Il passeggero si trova a viaggiare in scompartimenti non solo inadeguati, ma anche sporchi, con le pareti unte, screpolate, scorticate. E il conduttore, se ti serve, ti alzi e te lo vai a cercare. E non è impresa facile: non ce n’è più uno per ogni vagone, rintracciabile con un campanello  (hanno levato pure quello) ma uno per ogni due vagoni. E, se si trova nell’altro vagone, non ti regge l’animo di raggiungerlo in pigiama e di andarlo a svegliare. Già fa il possibile e, qualche volta, anche l’impossibile, per sopperire ai disagi cui si va incontro durante il viaggio!
È piuttosto frequente, infatti, che salti l’impianto dell’aria condizionata e della luce. La luce non tornerà più. E devi aspettare di transitare per una stazione illuminata che ti aiuti ad orientarti in cabina. Puoi solo sperare che almeno, si risolva il problema del riscaldamento. Sessanta volte su cento non si risolve. E sarebbe già una fortuna se si limitasse a non risolversi, Trenitalia fa di più: con un senso dell’umorismo degno di una più pertinente, quanto impensabile, destinazione, invece di contrastare la stagione in corso, l’asseconda: se è estate, ti manda aria calda, se è inverno, aria fredda. Il conduttore cerca di rimediare al cattivo funzionamento dell’impianto, spegnendolo; ma non si spegne: lo prende a schiaffi, a pugni, lo insulta (nella disperazione si fa di tutto), niente, l’impianto continua a funzionare senza pietà. Sicché, se è agosto, ti metti in costume da bagno e fai la sauna, se è febbraio, indossi il cappotto, il cappello, ti avvolgi in una sciarpa di lana, ti infili i guanti e rimani per tutto il viaggio, tremante e con gli occhi fissi nel buio. Non sei più un passeggero. Sei un deportato. Che nemmeno viaggia gratis.
Non si pensi che mi stia abbandonando a raccontare il peggio; questa è la norma. 
 Norma, tuttavia, imprevedibile; ché le inefficienze possono verificarsi o tutte insieme o una o due alla volta. A sorpresa! Secondo l’estro e la creatività del treno. E con l’arroganza e la prepotenza di Trenitalia a dare forma a una mancanza di rispetto, con una buona dose di disprezzo, per la gente del meridione. 
 E taccio, anzi non taccio, dell’assistenza ai passeggeri: inesistente. Mentre sui treni da Roma a Milano, da Milano a Genova, a Torino, a Venezia, e ritorno, sono in funzione bar, carrozze ristoranti, self service, carrelli con bibite, panini, caffè, biscotti alla crema, alla vaniglia, al cioccolato, distribuzione gratuita di giornali, di auricolari per ascoltare la radio e altro, sui treni che vanno dal sud al nord e viceversa - treni di più lunga percorrenza anche perché più lenti - nessun servizio analogo è previsto. Non si mangia. Mai. “Tanto al sud, ci siete abituati!&quot;, dicono. Ed eccoci dunque forniti di treni che potremmo definire “dietetici”. Ce ne serviamo, infatti, per dimagrire. Né vale il motivo (o la scusa) per cui un servizio di ristorazione non rientrerebbe delle spese: un treno che ha un biglietto costoso come quello che riguarda Palermo Roma: 165 euro, si suppone abbia, di conseguenza, passeggeri in condizione di pagarsi il conto al vagone ristorante (o si ritiene che i siciliani vadano ancora in giro con la valigia di cartone?). Ma, anche ad ammettere per assurdo che una remissione ci sia, il calcolo non è da farsi su ogni singolo treno, ma su tutti i treni in circolazione nel Paese. È criterio di buona democrazia (o la nostra non è più buona?) garantire ad ogni cittadino pari trattamento su tutto il territorio nazionale. Se Trenitalia disattende questo elementare principio di equità, dovrebbe essere cura della politica imporgliene il rispetto.
Ho chiesto ad un ferroviere come mai sui treni da e per la Sicilia non ci sia alcuna assistenza alimentare. “Lei deve ringraziare che c&#039;è il treno”, mi ha risposto. In altre parole, al sud, per mangiare in treno, il ristorante dobbiamo portarcelo da casa. Giorno verrà che da casa dovremo portarci anche il treno.
E non è un paradosso verbale, giusto per ridere - da ridere non c’è nulla: è in progetto, dal 2014, l’abolizione dei ferry boat e del trasbordo dei treni da Messina a Villa o a Reggio, e la cancellazione conseguente di tutte le linee dirette dalla Sicilia al nord. Chiarisco meglio: invece di adeguare le infrastrutture siciliane a quelle del resto del paese, instaurando l’Alta Velocità (come avviene da Napoli in su), sia sulle tratte che collegano tra di loro le città siciliane, sia su quelle che collegano la Sicilia al nord, magari dotando i treni di vagoni ristoranti, self service, bar (come quelli in funzione da Napoli in su), indispensabili su treni a lunga percorrenza, invece di rendere uguale il paese, se ne aumentano le differenze. 
“L’Italia è una e indivisibile” recita la Costituzione. Bene, la recita è finita prima di cominciare: l’Italia sarà magari una, ma è divisibile, anzi è già divisa, e lo sarà definitivamente dal 2014. In Sicilia funzioneranno soltanto treni per Messina. Dopodiché il passeggero, carico di valigie, anziano o giovane che sia (benché provvisti entrambi di appena due braccia per portare magari tre, se non quattro bagagli), si trasferirà al porto di Messina per imbarcarsi su di un traghetto che lo trasporterà al porto di Villa o di Reggio, dal quale raggiungerà, sempre a piedi e sempre con due braccia e quattro valigie, la stazione ferroviaria, per montare finalmente su un treno per il nord.
Non più, dunque, convogli da Catania o da Palermo, diretti a Torino, a Milano, a Venezia eccetera. L’isola sarà chiusa in se stessa e verrà praticamente staccata dal resto del Paese. Estero. E così, mentre da qualunque città italiana -  dell’Italia peninsulare intendo - potrò andare in tutta Europa, da qualunque città della Sicilia - dell’Italia insulare, intendo - non potrò più raggiungere l’Italia - la penisola, intendo. In pratica non mi sarà più possibile circolare liberamente all’interno del mio Paese che, guarda la coincidenza beffarda, ha festeggiato di recente il 150° anniversario della sua Unità. In sintesi: da Roma, a Parigi, ad Amsterdam, a Londra sì, da Palermo, da Catania, da Agrigento a Roma no. E sarà come se a Messina avessero innalzato uno steccato, una frontiera. Che peccato! Proprio adesso che l’Europa si unisce, il mio paese si divide. È per questo che sono per l’Unità d’Italia e spero si faccia presto.

pino caruso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto sul web questa illuminante e allarmante denuncia di Pino caruso. Ma com&#8217;è che nessuno ne parla? Il silenzio a chi giova? Grazie, Antonio Diliberto<br />
<a href="mailto:telamonio@iol.it">telamonio@iol.it</a></p>
<p>Ve la trasferisco per conoscenza pari pari.</p>
<p>LE FERROVIE E L’UNITÀ D’ITALIA </p>
<p>Nessuno ne parla, nessuno se ne occupa. Nessuno si scandalizza. Nessuno urla. Nessuno denuncia una disparità iniqua a danno del sud, né politici siciliani e no, né giornalisti siciliani e no; come se la cosa non riguardasse almeno un terzo dell’intero paese, come se la cosa fosse fatta d’aria e non di strade ferrate e di convogli di ferro. L’insieme dei quali è detto ferrovie.<br />
Bene. Anzi male. Malissimo. La disattenzione dei giornali, per non dire del governo e della televisione – che, nel nostro paese, sono la stessa cosa &#8211; circa la situazione delle ferrovie al sud, con particolare riguardo alla Sicilia, è totale. Persino offensiva; eppure i treni da e per l’isola sono di solito pieni; nonostante tutto; ma proprio tutto; ché le ferrovie in Sicilia sanno ancora di Ottocento: una grande occasione per chi fosse intenzionato a viaggiare nel tempo, un pessimo affare per coloro che si ostinano a servirsene oggi. Appartengo a quest’ultima categoria (e un po’ anche alla prima). L’aereo mi spaventa. Il treno mi rassicura. L’unico incidente di volo che può capitarmi è che un aereo cada sul mio treno. Una coincidenza, per fortuna, altamente improbabile.<br />
 Ma veniamo alle cose serie; anzi drammatiche. Le ferrovie, in Sicilia, allo stato attuale, attengono più al surreale che al reale. La velocità (?) dei treni ricorda le locomotive ansimanti e sbuffanti dei secoli scorsi, L’unico, passo in avanti, rispetto a quel tempo, è costituito dalle Littorine (il cui nome da solo racconta la lontananza dalla quale provengono), che collegano (ma sarebbe meglio scrivere ‘che allontanano’) alcune città siciliane tra di loro. La Palermo Catania, centonovanta chilometri, registra un tempo di percorrenza di sei ore. Il resto è anche peggio; e su tutte le tratte corre (e si fa per dire) un unico binario. La consolazione che se ne può trarre è, che da noi, un incidente per eccesso di velocità è praticamente impossibile.<br />
I treni Eurostar, Frecciarossa (che percorrono cinquecento chilometri in tre ore e 30 minuti &#8211; come quelli in funzione tra Milano e Roma) da Napoli in giù non esistono. E tuttavia, vengono orgogliosamente definiti da Trenitalia ‘il simbolo di un paese che cresce’. Quale Paese? L’Italia? Ma la Sicilia ne fa parte? Non lo so più.<br />
Ma entriamo nel dettaglio del vagoni per il trasporto passeggeri. Quando diventano vecchi (i vagoni, non i passeggeri), e non sono più buoni per viaggiare al nord, quando cominciano a cadere a pezzi, li mettono in funzione al sud, segnatamente in Sicilia.<br />
Il passeggero si trova a viaggiare in scompartimenti non solo inadeguati, ma anche sporchi, con le pareti unte, screpolate, scorticate. E il conduttore, se ti serve, ti alzi e te lo vai a cercare. E non è impresa facile: non ce n’è più uno per ogni vagone, rintracciabile con un campanello  (hanno levato pure quello) ma uno per ogni due vagoni. E, se si trova nell’altro vagone, non ti regge l’animo di raggiungerlo in pigiama e di andarlo a svegliare. Già fa il possibile e, qualche volta, anche l’impossibile, per sopperire ai disagi cui si va incontro durante il viaggio!<br />
È piuttosto frequente, infatti, che salti l’impianto dell’aria condizionata e della luce. La luce non tornerà più. E devi aspettare di transitare per una stazione illuminata che ti aiuti ad orientarti in cabina. Puoi solo sperare che almeno, si risolva il problema del riscaldamento. Sessanta volte su cento non si risolve. E sarebbe già una fortuna se si limitasse a non risolversi, Trenitalia fa di più: con un senso dell’umorismo degno di una più pertinente, quanto impensabile, destinazione, invece di contrastare la stagione in corso, l’asseconda: se è estate, ti manda aria calda, se è inverno, aria fredda. Il conduttore cerca di rimediare al cattivo funzionamento dell’impianto, spegnendolo; ma non si spegne: lo prende a schiaffi, a pugni, lo insulta (nella disperazione si fa di tutto), niente, l’impianto continua a funzionare senza pietà. Sicché, se è agosto, ti metti in costume da bagno e fai la sauna, se è febbraio, indossi il cappotto, il cappello, ti avvolgi in una sciarpa di lana, ti infili i guanti e rimani per tutto il viaggio, tremante e con gli occhi fissi nel buio. Non sei più un passeggero. Sei un deportato. Che nemmeno viaggia gratis.<br />
Non si pensi che mi stia abbandonando a raccontare il peggio; questa è la norma.<br />
 Norma, tuttavia, imprevedibile; ché le inefficienze possono verificarsi o tutte insieme o una o due alla volta. A sorpresa! Secondo l’estro e la creatività del treno. E con l’arroganza e la prepotenza di Trenitalia a dare forma a una mancanza di rispetto, con una buona dose di disprezzo, per la gente del meridione.<br />
 E taccio, anzi non taccio, dell’assistenza ai passeggeri: inesistente. Mentre sui treni da Roma a Milano, da Milano a Genova, a Torino, a Venezia, e ritorno, sono in funzione bar, carrozze ristoranti, self service, carrelli con bibite, panini, caffè, biscotti alla crema, alla vaniglia, al cioccolato, distribuzione gratuita di giornali, di auricolari per ascoltare la radio e altro, sui treni che vanno dal sud al nord e viceversa &#8211; treni di più lunga percorrenza anche perché più lenti &#8211; nessun servizio analogo è previsto. Non si mangia. Mai. “Tanto al sud, ci siete abituati!&#8221;, dicono. Ed eccoci dunque forniti di treni che potremmo definire “dietetici”. Ce ne serviamo, infatti, per dimagrire. Né vale il motivo (o la scusa) per cui un servizio di ristorazione non rientrerebbe delle spese: un treno che ha un biglietto costoso come quello che riguarda Palermo Roma: 165 euro, si suppone abbia, di conseguenza, passeggeri in condizione di pagarsi il conto al vagone ristorante (o si ritiene che i siciliani vadano ancora in giro con la valigia di cartone?). Ma, anche ad ammettere per assurdo che una remissione ci sia, il calcolo non è da farsi su ogni singolo treno, ma su tutti i treni in circolazione nel Paese. È criterio di buona democrazia (o la nostra non è più buona?) garantire ad ogni cittadino pari trattamento su tutto il territorio nazionale. Se Trenitalia disattende questo elementare principio di equità, dovrebbe essere cura della politica imporgliene il rispetto.<br />
Ho chiesto ad un ferroviere come mai sui treni da e per la Sicilia non ci sia alcuna assistenza alimentare. “Lei deve ringraziare che c&#8217;è il treno”, mi ha risposto. In altre parole, al sud, per mangiare in treno, il ristorante dobbiamo portarcelo da casa. Giorno verrà che da casa dovremo portarci anche il treno.<br />
E non è un paradosso verbale, giusto per ridere &#8211; da ridere non c’è nulla: è in progetto, dal 2014, l’abolizione dei ferry boat e del trasbordo dei treni da Messina a Villa o a Reggio, e la cancellazione conseguente di tutte le linee dirette dalla Sicilia al nord. Chiarisco meglio: invece di adeguare le infrastrutture siciliane a quelle del resto del paese, instaurando l’Alta Velocità (come avviene da Napoli in su), sia sulle tratte che collegano tra di loro le città siciliane, sia su quelle che collegano la Sicilia al nord, magari dotando i treni di vagoni ristoranti, self service, bar (come quelli in funzione da Napoli in su), indispensabili su treni a lunga percorrenza, invece di rendere uguale il paese, se ne aumentano le differenze.<br />
“L’Italia è una e indivisibile” recita la Costituzione. Bene, la recita è finita prima di cominciare: l’Italia sarà magari una, ma è divisibile, anzi è già divisa, e lo sarà definitivamente dal 2014. In Sicilia funzioneranno soltanto treni per Messina. Dopodiché il passeggero, carico di valigie, anziano o giovane che sia (benché provvisti entrambi di appena due braccia per portare magari tre, se non quattro bagagli), si trasferirà al porto di Messina per imbarcarsi su di un traghetto che lo trasporterà al porto di Villa o di Reggio, dal quale raggiungerà, sempre a piedi e sempre con due braccia e quattro valigie, la stazione ferroviaria, per montare finalmente su un treno per il nord.<br />
Non più, dunque, convogli da Catania o da Palermo, diretti a Torino, a Milano, a Venezia eccetera. L’isola sarà chiusa in se stessa e verrà praticamente staccata dal resto del Paese. Estero. E così, mentre da qualunque città italiana &#8211;  dell’Italia peninsulare intendo &#8211; potrò andare in tutta Europa, da qualunque città della Sicilia &#8211; dell’Italia insulare, intendo &#8211; non potrò più raggiungere l’Italia &#8211; la penisola, intendo. In pratica non mi sarà più possibile circolare liberamente all’interno del mio Paese che, guarda la coincidenza beffarda, ha festeggiato di recente il 150° anniversario della sua Unità. In sintesi: da Roma, a Parigi, ad Amsterdam, a Londra sì, da Palermo, da Catania, da Agrigento a Roma no. E sarà come se a Messina avessero innalzato uno steccato, una frontiera. Che peccato! Proprio adesso che l’Europa si unisce, il mio paese si divide. È per questo che sono per l’Unità d’Italia e spero si faccia presto.</p>
<p>pino caruso</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: salvatore</title>
		<link>http://www.livesicilia.it/2010/07/29/giornale-di-sicilia-vendesi/#comment-45382</link>
		<dc:creator>salvatore</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 16:05:59 +0000</pubDate>
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		<description>in riferimento all&#039;articolo pubblicato da voi  &quot;vendita giornale di sicilia &quot; privo di ogni fondamento , sembra che per vendere qualche copia in piu&#039; si escogita sempre il falso che a parte queste poche parole non merita nessun altro commento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in riferimento all&#8217;articolo pubblicato da voi  &#8220;vendita giornale di sicilia &#8221; privo di ogni fondamento , sembra che per vendere qualche copia in piu&#8217; si escogita sempre il falso che a parte queste poche parole non merita nessun altro commento.</p>
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	<item>
		<title>Di: dove andiamo?</title>
		<link>http://www.livesicilia.it/2010/07/29/giornale-di-sicilia-vendesi/#comment-45270</link>
		<dc:creator>dove andiamo?</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 07:03:06 +0000</pubDate>
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		<description>servi di tutti i padroni che hanno infangato e distrutto questa città
è meglio che l&#039;attuale proprietà vada via
se poi ne arriva una peggiore, vedremo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>servi di tutti i padroni che hanno infangato e distrutto questa città<br />
è meglio che l&#8217;attuale proprietà vada via<br />
se poi ne arriva una peggiore, vedremo&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alice nel paese di qualcheposto</title>
		<link>http://www.livesicilia.it/2010/07/29/giornale-di-sicilia-vendesi/#comment-45181</link>
		<dc:creator>alice nel paese di qualcheposto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 17:44:28 +0000</pubDate>
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		<description>senza il giornale di sicilia com&#039;e&#039; ora temo di non sopravvivere.
chi mi raccontera&#039; degli studenti che tornano vittoriosi dal concorso di tiro delle freccette?
chi mi dira&#039; se la signora rosina che ha perso le chiavi in via dossuna le ha ritrovate?
chi mi dira&#039; se la pastasciutta fa piu&#039; bene della pastabagnata?

Non vorrei che inizi un&#039;era dove ci sia un giornale che mi informa
che critichi in maniera costruttiva la gestione della citta&#039;.

Puglisi, compri lei il giornale di Sicilia.
Lo dico con affetto.
So che non lo puo&#039; fare.
Ma i have a dream.
compriamolo insieme.
facciamo una cordata di 10000 soci
e facciamo il giornale di i live Sicilia
shoot the moon 
spara alla luna 
spara in alto
io sparo solo caz....ate</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>senza il giornale di sicilia com&#8217;e&#8217; ora temo di non sopravvivere.<br />
chi mi raccontera&#8217; degli studenti che tornano vittoriosi dal concorso di tiro delle freccette?<br />
chi mi dira&#8217; se la signora rosina che ha perso le chiavi in via dossuna le ha ritrovate?<br />
chi mi dira&#8217; se la pastasciutta fa piu&#8217; bene della pastabagnata?</p>
<p>Non vorrei che inizi un&#8217;era dove ci sia un giornale che mi informa<br />
che critichi in maniera costruttiva la gestione della citta&#8217;.</p>
<p>Puglisi, compri lei il giornale di Sicilia.<br />
Lo dico con affetto.<br />
So che non lo puo&#8217; fare.<br />
Ma i have a dream.<br />
compriamolo insieme.<br />
facciamo una cordata di 10000 soci<br />
e facciamo il giornale di i live Sicilia<br />
shoot the moon<br />
spara alla luna<br />
spara in alto<br />
io sparo solo caz&#8230;.ate</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alleluja</title>
		<link>http://www.livesicilia.it/2010/07/29/giornale-di-sicilia-vendesi/#comment-45148</link>
		<dc:creator>alleluja</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 14:47:10 +0000</pubDate>
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		<description>meglio il cambio, guarda, se continua così chiude, quindi meglio vendere.Meglio una ventata d&#039;aria fresca che l&#039;aria stantia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>meglio il cambio, guarda, se continua così chiude, quindi meglio vendere.Meglio una ventata d&#8217;aria fresca che l&#8217;aria stantia</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: HoPauraScappoalnord</title>
		<link>http://www.livesicilia.it/2010/07/29/giornale-di-sicilia-vendesi/#comment-45134</link>
		<dc:creator>HoPauraScappoalnord</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 14:15:19 +0000</pubDate>
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		<description>RAGAZZI, MEGHIU U TINTU ACCANUSCIUTO CHE U TINTU A CANUSCIERSI...
NE VEDREMO DELLE BELLE...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>RAGAZZI, MEGHIU U TINTU ACCANUSCIUTO CHE U TINTU A CANUSCIERSI&#8230;<br />
NE VEDREMO DELLE BELLE&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alleluja</title>
		<link>http://www.livesicilia.it/2010/07/29/giornale-di-sicilia-vendesi/#comment-45127</link>
		<dc:creator>alleluja</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 13:35:47 +0000</pubDate>
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		<description>Me lo auguro dal profondo del cuore che cambi proprietario! Finalmente una buona notizia, che con il cambio al vertice salteranno tante teste. Negli ultimi decenni (grazie a chi comanda) l&#039;azienda è scivolata sempre più in basso, producendo sempre più prodotti di scarsa qualità. Il GDS non si può leggere, TGS sembra l&#039;unica ad arrancare, anche questa rovinata. Il giornale è sempre peggio, notizie assurde, sbagliate, imprecise; l&#039;importante però che il quotidiano viene bombardato da Ditelo e il camper, due buoni strumenti, ma male usati, solo per i propri interessi. La gente chiama e viene ignorata, sempre gli stessi argomenti. Mezzi creati solo per far fare soldi (quelli veri) a chi gestisce queste idee sfruttando la manovalanza a pochi euro dei giovani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Me lo auguro dal profondo del cuore che cambi proprietario! Finalmente una buona notizia, che con il cambio al vertice salteranno tante teste. Negli ultimi decenni (grazie a chi comanda) l&#8217;azienda è scivolata sempre più in basso, producendo sempre più prodotti di scarsa qualità. Il GDS non si può leggere, TGS sembra l&#8217;unica ad arrancare, anche questa rovinata. Il giornale è sempre peggio, notizie assurde, sbagliate, imprecise; l&#8217;importante però che il quotidiano viene bombardato da Ditelo e il camper, due buoni strumenti, ma male usati, solo per i propri interessi. La gente chiama e viene ignorata, sempre gli stessi argomenti. Mezzi creati solo per far fare soldi (quelli veri) a chi gestisce queste idee sfruttando la manovalanza a pochi euro dei giovani.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto Puglisi</title>
		<link>http://www.livesicilia.it/2010/07/29/giornale-di-sicilia-vendesi/#comment-45103</link>
		<dc:creator>Roberto Puglisi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 11:52:03 +0000</pubDate>
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		<description>Si vede che se lo meritava. Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si vede che se lo meritava. Saluti.</p>
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		<title>Di: HoPauraScappoalnord</title>
		<link>http://www.livesicilia.it/2010/07/29/giornale-di-sicilia-vendesi/#comment-45097</link>
		<dc:creator>HoPauraScappoalnord</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 11:32:40 +0000</pubDate>
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		<description>perchè più volte, mi avete oscurato.
saluti a lei e al Foresta uomo furbo, troppo furbo !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>perchè più volte, mi avete oscurato.<br />
saluti a lei e al Foresta uomo furbo, troppo furbo !</p>
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		<title>Di: Roberto Puglisi</title>
		<link>http://www.livesicilia.it/2010/07/29/giornale-di-sicilia-vendesi/#comment-45066</link>
		<dc:creator>Roberto Puglisi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:59:05 +0000</pubDate>
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		<description>Perché avremmo dovuto oscurarlo? Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perché avremmo dovuto oscurarlo? Saluti</p>
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	</item>
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		<title>Di: HoPauraScappoalnord</title>
		<link>http://www.livesicilia.it/2010/07/29/giornale-di-sicilia-vendesi/#comment-45064</link>
		<dc:creator>HoPauraScappoalnord</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:55:54 +0000</pubDate>
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		<description>spero non sia Ciancio ne tanto meno Panerai, gruppo Class alquanto discussi i loro modi nel trattare i giovani giornalisti-pubblicisti e anche in contrapposizione con l&#039;ordine dei Giornalisti di Milano....

spero, non oscuriate il mio msg-
nn ho detto nulla ne di offensivo ne un segreto...
lo sanno tutti... e su internet vi sono svariate informazioni su tutto ciò !
c&#039;era pure un sito-blog di protesta... contro il gruppo Class e il loro sfruttamento !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>spero non sia Ciancio ne tanto meno Panerai, gruppo Class alquanto discussi i loro modi nel trattare i giovani giornalisti-pubblicisti e anche in contrapposizione con l&#8217;ordine dei Giornalisti di Milano&#8230;.</p>
<p>spero, non oscuriate il mio msg-<br />
nn ho detto nulla ne di offensivo ne un segreto&#8230;<br />
lo sanno tutti&#8230; e su internet vi sono svariate informazioni su tutto ciò !<br />
c&#8217;era pure un sito-blog di protesta&#8230; contro il gruppo Class e il loro sfruttamento !</p>
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