Ancora rimpasti tra le stanze dei bottoni del Comune di Palermo. Gli echi delle spaccature interne al Pdl – e l’allontanamento dei ‘ribelli’ dell’Udc – continuano a comportare effetti collaterali. Mentre, infatti, in queste ore si lavora alla nuova compagine della giunta Cammarata, il primo cittadino ha provveduto intanto a riorganizzare secondo gli attuali assetti politici i posti di sottogoverno nelle società ex municipalizzate. Come prevedibile, fuori gli uomini di Micciché e Misuraca del Pdl Sicilia e di Savona, deputato regionale ex Udc buttato fuori dal partito qualche mese fa. Un po’ meno prevedibile il ben servito che è stato dato a Salvatore Di Trapani, membro del collegio dei sindaci dell’Amap e fedelissimo del capogruppo del Pdl in sala delle Lapidi, Giulio Tantillo. E già le voci di corridoio dentro il Pdl cittadino parlano delle possibili ripercussioni che il primo cittadino dovrà aspettarsi dai suoi in consiglio comunale, visto lo sgarbo al loro capo. Ad ogni modo, tra gli prescelti subentrati per occupare le poltrone dei ribelli defenestrati, si trovano i nomi di tanti uomini vicini sia al presidente del consiglio comunale, Alberto Campagna, che al futuro membro della nuova giunta Cammarata, Giuseppe Milazzo. Così, mentre i vertici di Amg erano stati rinnovati di recente e alla Gesip è stato appena nominato il liquidatore Piero Mattei, i cambiamenti maggiori si sono visti nelle compagini societarie di Amap, Amat e Sispi. Confermato all’Amap sia il presidente Vincenzo Cannatella – vicino al presidente del Senato Schifani – che il vice presidente Dario Bonanno, mentre sono stati appunto defenestrati Patrizio Lodato (apparentato con Savona, ma di recente vicino a Saverio Romano. Proprio il legame col segretario regionale dello scudocrociato gli ha permesso di mantenere la poltrona al Sispi) e Salvatore Di Trapani, l’uomo di Tantillo dentro l’Amap. Al loro posto, rispettivamente, Sergio Volpe, già consigliere comunale e uomo vicino ad Alberto Campagna, e Mario Pantano, uomo vicino al presidente dell’Ars Francesco Cascio.
All’Amat confermati gli uomini fedeli alla maggioranza, mentre tra i defenestrati si contano Antonio Giuffrè, vicino a Savona, ed Ettore Falcone, apparentato politicamente al deputato del Pdl Sicilia Alessandro Aricò. Al Sispi, infine, confermati i vertici, mentre a ricevere il ben servito è stato stavolta un uomo di Misuraca, Pasquale Terrani, che ha appunto ceduto il posto a Lodato.




Sparare su Cammarata è ormai come sparare sulla Croce Rosa. Quello che più mi inooridisce è la faccia tosta dei suoi spponsor romani che pur di mantenere la poltrona ad un loro sindacao se ne infischiano del fatto che Palermo stia andando a rotoli e che Cammarata non ha più nessuna credibilità per governare.
Da quanto si evince sono sempre le solite persone “AMICI DEGLI AMICI” per fare i loro loschi interess, quindi, se vogliamo veramente mandarli a casa questi farabutti, dobbiamo ORGANIZZARCI come loro.
Chiamala comu vuoi,ma siempri cucuzza è….
i titoli delle persone nominate sono inappuntabili
ragionieri, geometri e trombati vai
Bravo Diego
la corte dei conti sapra’ ripagarti
Sono anni che il potere politico s’è dissociato dalla società civile, cannibalizzandola.
Questa casta ormai è immune anche al voto democratico, che non può più incidere su i loro loschi traffici.
Peccato ha mandato via questo e quello, ma perchennon si cacciava da solo.
Dai Cammarata facci vedere tu come te ne vai.
Il Saverio Lodato finale è un refuso che potrebbe costare una querela con l’aria che tira….
Il Saverio Lodato nasce dalla fusione di Saverio Romano con Patrizio Lodato tanto che è stato “promosso” a SISPI