“Spetta alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti il compito di stabilire – senza alcuna remora e in tempi celeri – se al sindaco Cammarata è permesso calpestare i diritti acquisiti dei lavoratori e sperperare un milione e mezzo di euro dei palermitani per sanare l’evasione dei contributi dovuti ai giornalisti dell’ex ufficio stampa pur di gettare nel cestino dell’immondizia un concorso già arrivato a conclusione ma il cui esito evidentemente non è piaciuto al Palazzo”. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana interviene direttamente, per bocca del suo vicesegretario Luigi Roncisvalle, sulla questione degli Lsu all’ufficio stampa del Comune di Palermo.
“ Il sindacato – prosegue il comunicato della FNSI – ha giá presentato due denunce e aspetta risposte precise nella certezza che, specie per gli uffici stampa, anche la magistratura contabile vorrà confermare il suo impegno a indagare in tutte le direzioni e a tutti i livelli senza privilegiare alcuni filoni piuttosto che altri.
Al Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti spetta invece il compito di intervenire con tempestività, nel suo ruolo giurisdizionale, spiegando al sindaco Cammarata o a chi per lui che un giornalista non puó essere un Lsu. Un mancato o tardivo intervento dell’Ordine – conclude la nota – in questa triste e torbida vicenda sarebbe letta dai giornalisti siciliani come una vera e propria omissione”.











Dichiarazione di Alberto Cicero, segretario regionale Assostampa Sicilia
“Un concorso-farsa. Non può essere definito altrimenti il bando emanato dal Comune di Palermo per coprire con lavoratori socialmente utili cinque posti di redattore dell’Ufficio stampa. Dopo i tanti voltafaccia di amministratori e dirigenti già registrati nei mesi scorsi, i e gli impegni non rispettati adesso dobbiamo rilevare un altro tentativo di eludere la strada maestra per ripristinare un ufficio essenziale per qualsiasi pubblica amministrazione tranne che per il Comune della quinta città d’Italia, dove già da un anno e mezzo l’Ufficio stampa non esiste più. Dopo l’annullamento del concorso pubblico – del quale era gà stata stilata anche la graduatoria – al quale avevano partecipato sia i nove colleghi che da circa dieci anni reggevano l’ufficio (e per i quali il Comune avendo concordato un condono con l’Ente previdenziale aveva riconosciuto il vincolo di dipendenza), sia decine di altri giornalisti, ci voleva un altro escamotage per fare lavorare alcuni piuttosto che altri. E per giunta persone – ancorché col tesserino di giornalista pubblicista – che, ovviamente, in qualità di lavoratori Lsu hanno svolto per il Comune tutt’altra mansione.
Dopo la denuncia già presentata dall’Assostampa a suo tempo alla magistratura per fare aprire una inchiesta sul misterioso annullamento del primo concorso, il sindacato siciliano dei giornalisti annuncia che porrà in essere ogni tipo di azione per fare rispettare i diritti dei giornalisti che dovevano già lo scorso anno essere stabilizzati e degli altri colleghi vincitori del primo concorso. Ma anche per tutelare i cittadini che hanno diritto ad avere una informazione chiara, trasparente e professionalmente legittima sull’attività del Comune di Palermo”.
NON CONDIVIDO LA DIFESA D’UFFICIO DELLA PLETORA DI GIORNALISTI CHE INVADEVANO L’UFFICIO STAMPADEL COMUNE, COSI’ COME INVADE QUELLA DELLA REGIONE E DELLA PROVINCIA
SE FRA GLI LSU SI EVIDENZIANO PROFESSIONALITA’ IDONEE A SVOLGERE QUESTA MANSIONE E’ BENE CHE VENGANO UTILIZZATE.
SIA PER LE ISTITUZIONI CHE PER LE AZIENDE PARTECIPATE.
PER LA QUALITA’ GIORNALISTICA ESPRESSA NELLA COMUNICAZIONE DELLE ATTIVITA’ E DELLE PROBLEMATICHE ESISTENTI NELLE ISTITUZIONI SUINDICATE, REPUTO OPPORTUNO CHE VENGA ELIMINATA LA FIGURA DEL GIORNALISTA E VENGA INSERITO SOLAMENTE UNO SPARUTO NUMERO DI ADDETTI STAMPA CHE COMUNICHINO AGLI ONOREVOLI E AGLI ALTRI SOGGETTI NELLE STANZE DEI BOTTONI LO STATO PRESSOCCHE’ PIETOSO IN CUI VERSA LA REGIONE, LA CITTA’, LA PROVINCIA.
POTREI CITARE, E SE VIENE RICHIESTO LO FARO’, GLI INNUMEREVOLI ESEMPI DI VELINISMO PATETICO OFFERTO DALLA CATEGORIA DEI POVERI GIORNALISTI INSERITI NELLE STRUTTURE DI POTERE.
NON PARLIAMO POI DEL COSTO DELLE RIVISTE ESPRESSE DALLE ISTITUZIONI. CLASSICO ESEMPIO DI SPERPERO E CLIENTELISMO.
DISTINTI SALUTI
ps
ovviamente prevedo una mancata pubblicazione del mio commento