Questa era la “macchina” del pizzo
Arrestate sette persone a Palermo

sabato 24 luglio 2010
11:34
testo Aumenta testo Riduci testo

Dando seguito all’operazione ”Paesan Blues” dello scorso 10 marzo, che aveva portato in carcere 21 persone, la squadra mobile di Palermo ha eseguito due giorni fa – ma la notizia è stata diffusa oggi – altre 7 ordinanze di custodia cautelare. I destinatari dei provvedimenti sono Gioacchino e Gianpaolo Corso, di 43 e 37 anni; Giovanni Lo Verde, 70 anni; Ignazio Traina, di 49; Mario Taormina, 46 anni; Francesco Guercio, 32 anni e Gregorio Di Giovanni, 48 anni, tutti esponenti delle famiglie mafiose di Santa Maria di Gesu’ e Porta Nuova, ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione mafiosa ed estorsione aggravata.
L’operazione ”Paesan Blues”, condotta dallo Sco e dall’Fbi, aveva consentito di smantellare i collegamenti tra mafia siciliana e Cosa nostra americana. Sulla scorta di nuove prove sono stati colpiti da ordinanza di custodia Traina, Taormina e Di Giovanni, non ancora raggiunti da provvedimenti restrittivi nelle precedenti fasi delle indagini, e sono state emesse nuove ordinanze a carico di quattro persone già destinatarie del provvedimento dello scorso marzo. Le nuove risultanze provengono da intercettazioni ambientali e telefoniche, dalle dichiarazioni, riscontrate, dei collaboratori di giustizia Giuseppe Di Maio, Manuel Pasta e Andrea Bonaccorso e dalle denunce rese dalle vittime delle richieste estorsive. Gli investigatori hanno accertato che Gioacchino Corso godeva di grande considerazione da parte di Pippo Provenzano ed esercitava influenza sia su Giuseppe Liga che su Andrea Quatrosi, tutti personaggi dei quali è già emerso, in altre indagini, il ruolo nelle famiglie della zona occidentale di Palermo. E’ emerso che Gioacchino Corso avrebbe fatto da autista a Totò Riina durante la sua latitanza. Le indagini hanno accertato l’attualità delle cerimonie di affiliazione a Cosa nostra – l’ultima nota si tenne in una palestra di Borgo Ulivia nel maggio 2009 – con il noto simbolismo di santine e ”punciute” e l’ostinato tentativo di ripristinare, almeno formalmente, le gerarchie interne alle famiglie. Infine, si è riscontrata la centralità della pratica delle estorsioni quale strumento del potere mafioso ed essenza stessa dell’organizzazione.

 
  • Archivio Cronaca [+]
  • Segnala l'articolo






    Segnalando questo articolo dichiari di aver preso visione dell'informativa ai sensi della legge n. 196/2003 sulla tutela dei dati personali. Il gestore del presente servizio, per garantire la riservatezza dei dati, si attiene rigorosamente a quanto indicato nella legge 196/2003. I dati di questo form non verranno utilizzati.


    invia l'articolo
  • stampa

Lascia un commento

(non sarà pubblicata)


Tutti gli utenti possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del giornale LiveSicilia.it.
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.

Ad esempio, i commenti e i nickname non dovranno contenere:
- espressioni volgari o scurrili
- offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale
- esaltazioni o istigazioni alla violenza o richiami a ideologie totalitarie ecc.

I contributi che risulteranno in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.

Si raccomanda di rispettare la netiquette.
serverstudio web marketing e design - tecnologia