Uccise un tunisino e ne occultò il cadavere. Condannato a 15 anni

giovedì 15 luglio 2010
17:41
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Il gup di Marsala Vito Marcello Saladino ha condannato a 15 anni 6 mesi di carcere Fabrizio Castelli, 30 anni, di Salemi (Tp), processato con rito abbreviato per omicidio e occultamento di cadavere. Castelli fu arrestato dai carabinieri il 7 febbraio 2009 con l’accusa di avere ucciso il 43enne cittadino tunisino Moussa Grine, il cui corpo fu trovato, carbonizzato, nella chiesa della Madonna della Catena di Salemi. Il cadavere fu scoperto grazie al fiuto di due cani del nucleo cinofilo di Palermo. Nel giro di poche ore, i carabinieri riuscirono ad individuare sia il presunto assassino, che il movente. Si accertò, poi, che il delitto fu commesso l’8 gennaio 2009. L’extracomunitario, sposato, era in regola con il permesso di soggiorno e da alcuni anni viveva a Salemi, dove lavorava come bracciante agricolo stagionale. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Grine, la sera in cui fu ucciso, avrebbe bevuto liquori assieme a Castelli in un locale del centro storico di Salemi. Poi, i due si sarebbero spostati nella casa canonica continuando a bere. Il tunisino, però, sarebbe rimasto senza soldi ed avrebbe preteso denaro da Castelli. Tra i due ci sarebbe stata una colluttazione, al culmine della quale il giovane salemitano avrebbe spinto l’extracomunitario giù per le scale dal primo piano dell’edificio. Nella caduta il tunisino ha battuto la testa sui gradini, morendo sul colpo. Castelli avrebbe, quindi, trascinato il cadavere lungo il giardino che separa la canonica dalla chiesa, fino a portarlo all’interno della sua unica navata. Infine a distanza di giorni, gli avrebbe dato fuoco.

 
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