“Il voler ribadire, nel giorno della condanna, il comportamento eroico di Vittorio Mangano che, nonostante malato e recluso, non ha mai accusato Silvio Berlusconi, è un messaggio rassicurante che Dell’Utri ha voluto mandare al popolo di Cosa Nostra. Che si trova recluso in carcere. Dice Dell’Utri: siete dei martiri”. Lo dice in un’intervista alla Stampa Massimo Ciancimino, figlio del sindaco di Palermo Vito, condannato per mafia, commentando le parole del senatore Pdl dopo il verdetto di condanna della Corte d’Appello. “Sulle stragi e la trattativa – aggiunge parlando della condanna -, la sentenza non chiude la porta. Anzi, nei fatti chiede ai magistrati di Palermo, Caltanissetta e Firenze di far luce su quella stagione”. “Trovo allucinanti e fuori luogo – conclude – i cannoli mangiati per festeggiare la sentenza. Io ho pianto quando mi hanno condannato a tre anni. Mentre la maggioranza insorge contro la condanna di Dell’Utri, 54 parlamentari del centrodestra hanno raccolto le firme per mandarmi in carcere”.











Appena ho sentito le dichiarazioni di Dell’Utri ho pensato anch’io lo stesso. Un invito al silenzio ai mafiosi in carcere. Ma l’omertà non piace solo a Dell’Utri, infatti le interrogazioni parlamentari si fanno per mandare in galera chi parla, non per far dimettere chi, condannato per mafia, non solo non parla, ma continua anche a sedere in Senato.
Mi chiedo se Dell’Utri non abbia voluto dire anche qualcosa a Berlusconi quando ha aggiunto “Io non so se avrei resistito a quello a cui ha resistito lui”. Perché ora, a meno che il reato non va in prescrizione nel frattempo, se la Cassazione conferma la condanna, lui va in galera.
… e visto che Dell’Utri ha risposto in diretta ad una domanda del giornalista, propongo anche di processare il rappresentante della stampa, con cui si era evidentemente messo d’accordo. Credo anche che Ciancimino non sia preparato sui festeggiamenti a base di cannoli. Sarà stato ingannato da chi vuole trasferire su DellUtri le falsità dette su Cuffaro.