Dopo diciotto anni
risolto l’omicidio Napolitano

martedì 29 giugno 2010
09:17
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Hanno un volto, a 18 anni dal fatto, i mandanti e gli esecutori dell’omicidio di Vincenzo Napolitano, ex sindaco democristiano di Riesi (Caltanissetta), vittima di un agguato nel 1992, ritenuto vicino al Clan Riggio, contrapposto a quello dei Cammarata. Sono cinque pregiudicati esponenti di Cosa Nostra, tutti già detenuti: Pino e Vincenzo Cammarata, Davide Emmanuello, Salvatore Fiandaca e Nunzio Cascino. L’ordinanza di custodia cautelare, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nissena è stata eseguita ieri nelle carceri di Ascoli Piceno, Terni, Milano e Avellino, ma i Carabinieri del Comando Provinciale di Caltanissetta ne hanno dato notizia questa mattina.

Le indagini, coordinate dalla DDA di Caltanissetta, hanno consentito di individuare nei Cammarata e in Salvatore Fiandaca i mandanti dell’omicidio. Emmanuello, esponente di spicco dell’omonimo clan di Gela, avrebbe invece messo a disposizione il gruppo di fuoco. A Cascino sarebbe infine toccato il ruolo di esecutore materiale del delitto. Vincenzo Napolitano, sindaco di Riesi tra l’89 e il ‘91, fu ucciso davanti al municipio un anno dopo il suo ritiro dalla scena politica locale. I Cammarata, secondo quanto ricostruito, ritenevano che egli favorisse la latitanza di due pericolosi esponenti del Clan Riggio, Carlo Marchese e Francesco Annaloro, che loro volevano eliminare, e che convogliasse i proventi delle estorsioni pagate dalle imprese destinatarie degli appalti pubblici nelle tasche del clan rivale. Chiesero perciò, e ottennero, l’aiuto degli Emmanuello per eliminarlo. “L’omicidio Napolitano – sottolineano gli inquirenti – si inquadra, quindi, nel contesto della guerra di mafia che imperversò per Riesi e dintorni tra la fine degli anni ‘80 e la fine degli anni ‘90″, e che vide contrapposti il Clan Riggio e quello dei Cammarata, capeggiato dai fratelli Pino e Vincenzo.

 
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